Incendio, minacce e lesioni, scoppia il caos dopo il “rimprovero”. In sei davanti al Gup



San Benedetto dei Marsi – Sei persone, residenti tra San Benedetto e Pescina, dovranno comparire il prossimo 12 maggio davanti al Gup del tribunale di Avezzano per rispondere dei reati di lesioni, incendio e minacce. Secondo l’accusa, avrebbero scagliato una bicicletta addosso ad un magrebino, anche con l’aiuto di un minore, e lo avrebbero poi colpito con calci e pugni. La lite sarebbe scaturita, per futili motivi, la notte dell’11 agosto 2013, intorno all’una, quando la moglie del magrebino li avrebbe rimproverati per i ripetuti schiamazzi notturni che disturbavano il sonno del suo bambino.

I sei avrebbero reagito minacciando la donna con frasi del tipo: “Zitta puttana marocchina, torna dentro altrimenti finisce male”. A quel punto il marocchino sarebbe intervenuto a difesa della moglie e del figlio piccolo, ma anche lui sarebbe stato pesantemente insultato: “Negro, schiavo, figlio di puttana, vi ammazziamo tutti”. Tra di loro anche un carabiniere, che si sarebbe qualificato come tale solo per avvicinare la vittima e bloccarla mentre i suoi complici la colpivano con calci e pugni.

Quella stessa notte, il gruppo avrebbe incendiato anche l’auto di un connazionale della vittima. L’incendio si sarebbe propagato anche all’esterno di alcune abitazioni rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Una donna sarebbe rimasta ferita e la sua abitazione sgomberata.

Uno dei sei è, inoltre, accusato di aver investito il proprietario dell’auto. Le parti offese sono difese dagli avvocati Luca e Pasquale Motta mentre gli imputati sono difesi dagli avvocati Antonio Caputi, Anselmo Del Flacco, Berardino Terra, Filippo Trinchini, Pasquale Milo, Quirino D’Orazio e Mario Flammini.