In memoria dei trasaccani trucidati dai tedeschi nel 1944



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trasaccnaitrucidatiNella notte tra il 30 ed il 31 di maggio del  1944 i Tedeschi fucilarono quattro persone di Trasacco in località Tre Portoni.
DOMENICO PAPONETTI, GIUSEPPE LUCARELLI, PASQUALE APONE E SABATINO TAURO vennero catturati il giorno 30 e rinchiusi in cella (secondo alcuni furono rinchiusi nella palestra della scuola).

Durante la notte furono prelevati e portati presso il canale dei Tre Portoni, dove furono fucilati e i loro corpi gettati nelle acque adiacenti. I cadaveri furono scoperti da tal Claudio Biancone che con l’aiuto di alcuni paesani li trasportò con un carro agricolo in paese. Per ordine delle autorità e al fine di esaminare i corpi furono portati nella ex chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso, che in quegli anni fungeva da camera mortuaria, in quanto, essendo stata distrutta dal terremoto del 1915 non era stata più ristrutturata e non più adibita a chiesa. Solo a partire dalla fine degli anni Quaranta venne risistemata ed aperta nuovamente al culto religioso.

I poveri sventurati erano tutti contadini miti e laboriosi mandati a morte dalla crudeltà degli occupanti nazisti senza alcun motivo e giustificazione. Non si è mai capita la ragione vera di tale eccidio. Secondo alcuni furono accusati di essersi rifiutati di consegnare bestiame e altre vettovaglie ad un uomo del posto, collaboratore dei Tedeschi, che era stato incaricato dagli stessi occupanti di reperire loro approvvigionamenti. Secondo altri, perché accusati di aiutare i prigionieri nascosti sulle montagne.
I loro nomi sono ricordati su di una lapide posta nel vano di ingresso presso il Comune di Trasacco e da una stele posta nelle vicinanze dei Tre Portoni.

Tra i Trasaccani trucidati dai Tedeschi vi fu anche ILARI LUIGI, anch’esso elencato sulla lapide di cui sopra. Era detto comunemente “circhiaréjje”, perché svolgeva il mestiere di artigiano confezionatore di cerchi per botti, tini e bigonci. Fu ucciso il 2 di giugno del 1944, due giorni dopo l’eccidio dei Tre Portoni, sulla montagna situata al di sopra del santuario di Candelecchia, ai confini del monte Longagna.
Ilari Luigi, mentre andava in montagna a legnare, si era imbattuto con un gruppo di paracadutisti inglesi ed americani lanciatisi su quei monti e li aveva aiutati a trasportare con il suo somaro le armi in un nascondiglio di montagna, nel quale già erano nascosti altri prigionieri inglesi fuggiti dal campo di prigionia di Avezzano dopo l’8 settembre del 1943. I Tedeschi erano a conoscenza dell’avvenuto lancio dei paracadutisti alleati e con azioni di perlustrazione tentavano di trovarli e snidarli per ucciderli. Ilari Luigi, non curante delle suddette perlustrazioni, continuava ad avere contatti con i soldati americani ed inglesi e li riforniva di mezzi di sopravvivenza.
Un giorno, però, mentre portava loro, a dorso di somaro, acqua e viveri, fu sorpreso dai Tedeschi che pattugliavano la zona; fu immediatamente fucilato sul posto, insieme ad un prigioniero australiano, camuffato da pastore, che ivi faceva la guardia ad un gregge. Quest’ultimo riuscì a sopravvivere, perché, non essendo stato colpito in modo mortale, fu soccorso da pastori e legnaioli, che si trovavano nelle vicinanze. Ilari Luigi, invece, colpito a morte, dovette essere annoverato tra i trasaccani trucidati dalla barbarie dell’esercito nazista. (bibliog. “Biabbà” di Q. Lucarelli; “episodio di Tre Portoni” di Ilaria Del Biondo da Il Centro)

Nella foto allegata c’è la località dei Tre Portoni, il cui canale oggi è completamente invaso dalle erbacce e dalle canne d’acqua, tanto da avere quasi ostruito alla vista sia l’acqua che la struttura muraria che sorregge le tre porte. Mi chiedo: il Consorzio di Bonifica, che ha tra i propri compiti anche quello di ripulire i canali e che a tal proposito prende soldi dai proprietari dei terreni del Fucino, cosa fa?




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