Il virologo Andrea Crisanti consiglia l’utilizzo delle carte di credito e del bancomat per difendersi meglio dal Covid-19



Avezzano – Il 2020 sarà ricordato come l’anno della pandemia ma anche come l’anno che ha consacrato agli onori della cronaca una nuova figura, quasi mitologica, quella del virologo. Ben presto assurti al ruolo di star della televisione, i virologi, sono diventati una presenza costante nei più disparati programmi della televisione generalista.

Quotidianamente invitati a esprimere pareri e considerazioni, non sempre concordi, si ritrovarono loro malgrado, a interpretare, divulgare e spiegare, la portata della tragedia che si stava abbattendo sul pianeta. Fra questi il professore di microbiologia dell’Università di Padova, Andrea Crisanti.

Durante la pandemia, Crisanti condusse uno studio sui cittadini di Vo’, nel Veneto, scoprendo che gran parte delle persone infette erano portatrici asintomatiche, in grado di diffondere il virus. Nominato consulente tecnico dalla regione, fu tra i primi a rilevare la contagiosità degli infetti asintomatici, attraverso l’utilizzo sistematico e massivo dei tamponi, contravvenendo platealmente alle direttive dell’OMS. I fatti gli diedero ragione.

Intervistato nel corso della trasmissione Un Giorno da Pecora, su a Rai Radio1, ha detto che il virus rimarrebbe sulle banconote che quotidianamente maneggiamo, per uno due giorni. Per questo consiglia l’utilizzo di carte di credito e bancomat.

Sul tema, i pareri dei virologi non sono tutti concordi. Secondo molti di loro, il contagio tramite superficie contaminata, sarebbe meno comune rispetto a quello che avviene per aerosol o per contatto ravvicinato con una persona infetta, tuttavia il rischio resta. Di sicuro il governo cinese ordinò la distruzione delle banconote nella provincia di Wuhan, epicentro della pandemia che poi si diffuse su scala mondiale.

Qualche mese fa l’Istituto Superiore di Sanità aveva pubblicato un rapporto secondo il quale il virus resisterebbe sulle banconote fino a 48 ore mentre sulle materie plastiche di cui sono fatte le carte di credito e sulle monete, resite fino a 72 ore. La carica virale però, su questi materiali, diminuirebbe del 50% dopo appena sei, sette ore.

Il virologo ha spiegato che uno dei materiali, sulla cui superficie, il virus sopravvive di meno, è il rame, dove è stato rilevato il totale abbattimento dell’infettività dopo 4 ore. All’obiezione che anche le carte di credito e i bancomat vengono maneggiati da altre persone, ha risposto che lui, quando torna a casa, li disinfetta sempre. Nel dubbio, e in attesa del vaccino, sempre meglio far ricorso al buon senso.