Il Sindaco di Cocullo ritirerà l’ordinanza che vieta di dare da mangiare ai gatti randagi nel centro storico



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Cocullo – Sabato 29 settembre presso la sala consiliare del Comune di Cocullo si è svolta una riunione tra le Istituzioni locali, l’Asl e le Associazioni animaliste sul problema del randagismo felino, dopo le recenti polemiche sull’ordinanza anti-gatti del Sindaco Sandro Chiocchio.

All’incontro hanno partecipato Emanuela Bignami per Animalisti italiani onlus, il commissario straordinario della sezione di L’Aquila dell’Enpa Anna Santilli, l’avvocato Michele Pezone della Lega nazionale difesa del cane, il coordinatore regionale del movimento animalista Guido Mammarella con le responsabili provinciali di L’Aquila e Pescara, Antonella D’Amato ed Emanuela Brocato, il dirigente Mario Mazzetti del servizio veterinario dell’Asl.

L’intesa è stata trovata e prevede la realizzazione di colonie di felini da parte dell’Amministrazione Comunale, la sterilizzazione degli animali da parte del servizio veterinario dell’Asl e il mantenimento delle colonie dei felini da parte delle Associazioni animaliste attraverso i loro volontari.

L’ordinanza di divieto di dare da mangiare ai gatti randagi nel centro storico del paese era stata presa dal Sindaco per fronteggiare il problema dell’igiene urbana ma aveva provocato una forte reazione delle associazioni animaliste e dell’opinione pubblica.

Nell’incontro di sabato scorso, la pace è stata fatta; le parti intervenute infatti hanno espresso soddisfazione per il risultato del dialogo e della cooperazione tra il volontariato animalista e le istituzioni e il Sindaco ha promesso di ritirare l’ordinanza e provvederà, nei prossimi giorni, ad emanare gli atti propedeutici alla realizzazione del percorso individuato.

È stato un incontro positivo”, ha detto il Sindaco Sandro Chiocchio, “e grazie al dialogo tra le parti siamo riusciti a superare il problema e a prendere accordi per arrivare a un vero e proprio modello da poter esportare anche in altri paesi e nei centri più grandi proprio per risolvere contestualmente i problemi di igiene pubblica e quelli legati alla tutela degli animali”.




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