Il sindacato degli infermieri interviene sull’istituzione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali



Abruzzo – La Segreteria Regionale NurSind Abruzzo, letto e considerato il contenuto dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo istitutiva delle U.S.C.A. (Unità Speciali di Continuità Assistenziali) evidenzia e stigmatizza quanto segue.

“In via di premessa si rammenta come l’Ordinanza in oggetto, di recepimento e di attuazione regionale dell’art. 8 del D.L. 09.03.2020 n. 14 (recante “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza Covid-19”) istituisce le “Unità Speciali di continuità Assistenziale” (U.S.C.A.) all’interno della Regione Abruzzo. L’Allegato A della predetta Ordinanza, e più precisamente il punto 5), titolato “Locali e dotazione dei medici”, dispone che le Aziende forniscano alle U.S.C.A. un’auto aziendale e, ove possibile, un collaboratore: infermiere/oss/autista. E’ di tutta evidenza che, sia la definizione del personale infermieristico, quale “collaboratore del medico”, sia, ancor più, quale “dotazione”, siano del tutto arbitrarie, illegittime, fuorvianti e lesive dell’immagine e della figura professionale dell’infermiere, il quale, invece, per espressa disposizione normativa svolge, con autonomia professionale, “attività dirette alla prevenzione, alla cura e salvaguardia della salute individuale e collettiva” espletando la funzione di “responsabile dell’assistenza”.

“A causa di detta, evidente, erronea considerazione della figura professionale dell’infermiere, sono stati illegittimamente ed arbitrariamente posti sul medesimo piano e livello professionale, infermieri, oss ed autisti che, notoriamente, non hanno parità di attribuzioni e competenze, ritenendo, peraltro, possibile una stravagante, incomprensibile, interscambiabilità tra le differenti figure professionali, in aperta violazione di legge. A ciò si aggiunga il fatto che, l’Ordinanza in argomento, nel prevedere che sia l’Azienda a “fornire” tali “dotazioni” (infermiere, OSS o autista) al personale medico, senza prevedere alcun ragionevole criterio di selezione o attribuire al medico USCA la possibilità di individuare la professionalità e/o l’operatore che ritiene maggiormente idoneo alle contingenti, connesse alla specificità del caso concreto, palesa ulteriormente la miope visione delle specifiche competenze e professionalità, assimilando, come detto, la figura dell’infermiere a quella di mero “collaboratore del medico” ed ulteriormente, ritenendolo interscambiabile con l’OSS e/o con l’autista.”

“La scelta operata, dunque, oltre ad essere miope, omette di considerare possibili e necessari differenti interventi professionali nell’ambito delle prestazioni e dei servizi resi dalle USCA nel contesto dell’emergenza in corso.
Tra l’altro, entrando in quelli che sono gli obiettivi della norma, non si comprende come il medico USCA possa aver necessità, indifferentemente, della collaborazione di un infermiere, di un OSS e di un autista. Se può essere comprensibile l’autista, non fosse altro per ragioni legate al rischio di contaminazione nello svolgimento di attività legate al veicolo, non si comprende quale possa essere la “collaborazione” dell’infermiere in relazione all’intervento medico. Al contrario, nel caso si fosse ritenuta indispensabile la “collaborazione del medico”, in forza delle funzioni previste dal profilo professionale, ossia dal D.M. 739/1994, lo si sarebbe dovuto prevedere espressamente, indicando le attività demandate all’infermiere e la “ratio” della scelta.”

“Questa O.S. per tutto quanto sopra considerato invita e diffida la Giunta regionale a voler modificare, in parte qua, e per le ragioni suesposte, l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo n. 11 del 20.03.2020 laddove dispone che le Aziende forniscano alle U.S.C.A. un’auto aziendale e, ove possibile, un collaboratore: infermiere/oss/autista, in maniera indistinta e indifferente e chiede l’apertura di un bando per il reclutamento delle figure richieste infermiere, oss, autista prevedendo una retribuzione congrua per le tre figure professionali (rispettivamente 30€/h, 20€/h e 18/) e un’ assicurazione per gli infortuni derivanti dall’incarico assegnato e disponibili ad un incontro, con le modalità consentite, per approfondire tutte le tematiche inerenti all’emergenza COVID-19”.