San Benedetto dei Marsi – Figura complessa e carismatica della Marsica tra Otto e Novecento, Francesco Ippoliti (1865-1938) è stato molto più di un medico di provincia: fu l’anima ribelle di San Benedetto dei Marsi, un intellettuale militante che scelse la povertà e il confino pur di non piegare i propri ideali anarchici davanti ai potenti di turno.
Nato il 12 Febbraio 1865 in una San Benedetto che era allora una frazione di Pescina, Ippoliti si laureò in medicina a Napoli, centro nevralgico della cultura meridionale dell’epoca.
Nonostante il titolo accademico, che avrebbe potuto garantirgli una vita agiata tra le “buone famiglie”, scelse di dedicare la sua professione agli ultimi.
Era per i contadini del Fucino un punto di riferimento assoluto. Non solo offriva visite gratuite, ma spesso pagava di tasca propria i medicinali per chi non poteva permetterseli.
Il suo impegno sociale non era però semplice carità: era alimentato da una dottrina anarchica e tolstojana, che lo portava a denunciare ferocemente la miseria dei braccianti e lo sfruttamento perpetrato dalla famiglia Torlonia.
Un aspetto fondamentale della sua vita è il legame con Ignazio Silone. L’autore di “Fontamara” vide in Ippoliti un mentore, un uomo che, pur vivendo tra diffidenza e disprezzo delle classi dirigenti, seminava cultura tra i “cafoni“.
Fu proprio Ippoliti a prestare al giovane Silone i primi libri di Leone Tolstoj, introducendolo a una visione del mondo che avrebbe profondamente influenzato la sua opera letteraria e politica.
Ippoliti fu il motore della lotta per l’autonomia comunale di San Benedetto dei Marsi, vedendo nell’amministrazione di Pescina un apparato al servizio dei latifondisti.
Con l’ascesa di Mussolini, Ippoliti divenne un bersaglio prioritario. Nonostante l’età avanzata e una salute precaria , non smise di fare propaganda, mantenendo contatti con i grandi nomi dell’anarchismo come Errico Malatesta e Camillo Berneri, e persino con le redazioni anarchiche negli Stati Uniti.
La repressione fascista fu brutale: la sua casa divenne oggetto di continue perquisizioni e nel 1923 subì aggressioni squadriste. Fu condannato al confino, prima a Pantelleria e poi a Lipari, dove conobbe Luigi Galleani.
Tornato a San Benedetto, Ippoliti visse i suoi ultimi anni in una solitudine interrotta solo dalla vicinanza della nipote e dei fedeli compagni Francesco De Rubeis e Pasqualina Martino. Morì l’8 gennaio 1938.
Il regime, temendo che la sua tomba potesse diventare meta di pellegrinaggio per i sovversivi e i contadini, impose che venisse sepolto di nascosto, senza alcuna lapide.
Solo decenni dopo, la figura di Francesco Ippoliti è stata riscoperta e valorizzata come simbolo di coerenza morale e di una vita interamente dedicata alla libertà e alla difesa degli oppressi. A San Benedetto dei Marsi, oggi, c’è una strada a lui intitolata.
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Sitografia
Biblioteca Franco Serantini: https://www.bfscollezionidigitali.org/entita/13234-ippoliti-francesco
Edizioni Tabula Fati: https://www.edizionitabulafati.it/francescoippoliti.htm
Formiche: https://formiche.net/2014/07/francesco-ippoliti-lanarchico-amico-ignazio-silone/
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