Il maestro Jacopo Sipari sul podio di Tosca con il leggendario tenore Josè Cura inaugura uno dei festival estivi più famosi d’Europa



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Pescasseroli – Sarà ancora il direttore abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli a salire sul podio della serata inaugurale del prestigioso Festival Internazionale “Opera Open” di Bulgaria nella città di Plovdiv – Filippopoli.

Nel Teatro Romano, tra i più belli al mondo, il 17 Luglio il Maestro dirigerà il capolavoro di Giacomo Puccini, Tosca, in nuovo allestimento con un cast di stelle tra le più note del panorama lirico internazionale: Tanya Ivanova (Tosca), Carlos Almaguer (Barone Scarpia) e il grande Josè Cura (Mario Cavaradossi).

“Sono davvero felice di tornare a dirigere Tosca dopo la Pandemia. Un inno di forza e di emozione con un cast leggendario. Non ho mai nascosto il mio amore viscerale per Puccini e potere avere il privilegio di lavorare con artisti che di questa opera hanno fatto la storia mi regala davvero grande felicità”.

Premio Abbiati della critica musicale italiana, Josè Cura è considerato uno tra i migliori tenori al mondo degli ultimi anni. Ha raggiunto popolarità internazionale nel 1995, sostituendo José Carreras al Royal Opera House, Covent Garden di Londra in Stiffelio. Lavora in tutti i Teatri più importanti del mondo diretto tra i molti da Riccardo Muti, Daniel Harding, Riccardo Chailly, Daniel Oren.

Il Teatro Antico, conservato perfettamente, fu eretto a tra il 114 e il 117 nell’allora Filippopoli, sotto Traiano, come risulta da un’iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell’edificio.

Tosca è un’opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.

Il libretto deriva dal dramma La Tosca di Victorien Sardou. Inizialmente criticata da una parte della stampa, che si attendeva un lavoro più in linea con le due precedenti opere di Puccini, Tosca si affermò ben presto in repertorio e nel giro di tre anni fu rappresentata nei maggiori teatri lirici del mondo. La vena melodica di Puccini ha modo di emergere nei duetti tra Tosca e Mario, nonché nelle tre celebri romanze, una per atto (Recondita armonia, Vissi d’arte, E lucevan le stelle).

“Penso che vedere Tosca sia davvero il modo migliore per avvicinare il pubblico all’Opera: un capolavoro che racconta tutte le nostre emozioni. L’amore, la vendetta, la passione, il coraggio, l’onore. Puccini davvero pennella la nostra umanità scavando nel nostro io alla ricerca della bellezza che ognuno di noi porta dentro di sé”.