Il cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso trasformato in un campeggio



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L’Aquila – Nonostante anni di denunce, il cuore dell’area protetta è terra di nessuno. Decine di mezzi e tende sulle rarissime praterie d’alta quota rovinano uno dei posti più belli e più fotografati, il laghetto di Pietranzoni. Accesso agli atti ai Carabinieri-Forestali del Parco: quante sanzioni elevate in questi anni a Campo Imperatore? Questo non è turismo, è sottosviluppo.

Decine di camper, auto e anche qualche tenda irregolari sulle rarissime praterie d’alta quota a contorno del magico laghetto di Pietranzoni, uno dei posti più fotografati d’Abruzzo: è il desolante spettacolo che era possibile vedere lo scorso 16 agosto nel cuore Parco Nazionale del Gran Sasso, a Campo Imperatore che da anni ormai abbiamo soprannominato “Camper Imperatore” visto il ripetersi ormai quotidiano di queste situazioni. Ci chiediamo se trasformare uno dei luoghi più affascinanti d’Europa in un parcheggio sia degno dal punto di vista civile, ambientale e anche da quello turistico” così la Stazione Ornitologica Abruzzese commenta le immagini fotografiche e video raccolte una settimana fa nell’area protetta.

Queste praterie non sono semplice “erba” ma vegetazioni di diversa tipologia costituite da gruppi di specie erbacee adattate all’alta quota. Non a caso sono habitat protetti a livello comunitario e il Parco ha pure usufruito di ingenti risorse economiche dell’Unione Europea proprio per salvaguardarli con il progetto Life “Praterie”. Sono ambienti fondamentali per molte specie animali protette a livello europeo, alcune delle quali abbiamo contribuito a conoscere attraverso ricerche faunistiche pubblicate anche a livello internazionale svolte proprio a Campo Imperatore.

La nostra associazione da anni sta sollevando il problema dell’utilizzo selvaggio di un ambiente spettacolare e unico a livello continentale. Anche altre associazioni sono intervenute recentemente. Il suo fascino sta svanendo a furia di parcheggi irregolari e rombate che si sentono pure dalle creste a chilometri di distanza. Davvero è questo lo sviluppo turistico che si sta consentendo? Centinaia di camper che parcheggiano lontano dai centri abitati portano veramente vantaggi su larga scala oppure solo a pochissimi? Come mai in altri parchi europei ci sono turisti anche a novembre dal Giappone, per dire, e da noi tutto si concentra in soli due mesi?

Se pensiamo di attirare visitatori allettandoli con la presenza di aree protette e luoghi magici, i parchi devono fare i parchi intesi come aree di tutela e fruizione rispettosa senza trasformarsi in parchi gioco. Un patrimonio del genere in qualsiasi parte del mondo avrebbe servizi di navetta, con aree di sosta attrezzati per la visita, che partono dai paesi, per far vivere l’economia di quei luoghi in maniera diffusa.

I posti letto devono essere nei centri urbani esistenti e non al centro del luogo da proteggere che così diventa un parcheggio. Sono concetti base di qualsiasi testo sulla gestione delle aree protette. In tutto il mondo i parchi stanno avendo problemi di affollamento ma in altri paesi li stanno affrontando in maniera razionale. Non certo si può rimanere ostaggio di una fruizione arrembante e senza regole che rovina a lungo andare tutto e fa sfiorire la bellezza” dichiara Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese.

Tra l’altro tutto avviene alla luce del sole in un posto facilissimo da raggiungere per le attività di vigilanza. La Stazione Ornitologica Abruzzese stamattina ha quindi fatto accesso agli atti al responsabile dei Carabinieri-Forestali del Parco, dr. Carlo Console, per conoscere quante sanzioni per sosta sui prati, disturbo alla fauna, campeggio abusivo e accensione di fuochi sono state elevate dal 2018 ad oggi nell’area di Campo Imperatore, cuore del Parco.

Fonte: Stazione Ornitologica Abruzzese