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Il caso dei canili privati abruzzesi in Commissione Vigilanza, le associazioni denunciano la “malagestione”

Maria-Tortora

Abruzzo – Il delicato tema della gestione dei canili privati in Abruzzo approda nuovamente in Commissione Vigilanza a causa delle persistenti denunce del Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente.

Le realtà animaliste segnalano un sistema che, anziché favorire il benessere animale, sembra operare come un vero e proprio “muro di gomma” volto a ostacolare l’attività dei volontari.

Tra le criticità più gravi figurano gli orari proibitivi che rendono le strutture quasi inaccessibili e una sistematica riduzione delle attività per le associazioni, ormai impossibilitate a operare liberamente all’interno dei canili.

Tale situazione, come si legge in una nota del C.A.V.A.A., sta determinando un preoccupante crollo delle adozioni, poiché le difficoltà di accesso per le famiglie e per il volontariato condannano di fatto molti cani a una permanenza in gabbia a vita.

Oltre all’aspetto etico legato alla crudeltà verso gli animali, il Coordinamento evidenzia un risvolto economico pesantissimo per la collettività.

Ostacolare le uscite dalle strutture significa infatti costringere i Comuni a pagare rette infinite per il mantenimento, provocando uno spreco di denaro pubblico che potrebbe essere investito in modo più efficiente.

Le associazioni chiedono ora con forza immediata trasparenza, orari dignitosi e il pieno riconoscimento del ruolo dei volontari per garantire il diritto degli animali a una vita fuori dalle sbarre.

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