Il 24 marzo luci spente per la Madre Terra


Regione – Mancano pochi giorni al 24 marzo, quando verrà celebrata l’Ora della Terra (Earth Hour) e tutti sono chiamati a condividere il gesto di spegnere luci e dispositivi elettrici dalle 20:30 alle 21:30, nelle abitazioni private, nelle sedi istituzionali e nei luoghi simbolo di tutto il mondo. Il Colosseo, la Torre Eiffel, la Statua della Libertà; il Cremlino, l’Acropoli di Atene, ma anche l’Abruzzo farà la sua parte: “L’Ora della Terra nelle Gole” è l’evento organizzato da Abruzzo Parks e Oasi Wwf Gole del Sagittario. Un’escursione che si terrà dalle 15:30 alle 20:30 «da Anversa degli Abruzzi a Castrovalva al chiaro di luna piena… e tanto altro nella magica notte dedicata alla Madre Terra». La partecipazione è gratuita, info e prenotazioni sulla pagina Facebook dell’evento.

Ideata nel 2007 in seguito a una manifestazione per la sensibilizzazione ai temi del cambiamento climatico tenutasi a Sidney, l’iniziativa ha finito con il coinvolgere quasi 200 paesi e oltre 3mila monumenti e luoghi di culto “spenti” durante la scorsa edizione del 2017.

Si legge in un vecchio almanacco del 1910: «In mezzo a rocce dalle forme più bizzarre, ora calanti a picco, ora protendentisi stranamente sul fondo gorgogliante del torrente, si snodano anguste, tortuose, selvagge, ma supremamente pittoresche, le Gole del Sagittario». Queste “superbe” gole, «che, a giudizio di molti viaggiatori, sono le più belle del mondo», sono una riserva naturale protetta, rifugio di molti animali, inclusa nel territorio di Anversa degli Abruzzi lungo la valle percorsa dal fiume Sagittario. Terra impervia di pastori e briganti, già dal Settecento è meta di viaggiatori curiosi alla ricerca di luoghi meravigliosi e leggendari, raggiungibile dalla strada che da Scanno collega l’Abruzzo con Napoli e Roma e, da lì, verso Sulmona fino al mare. E non a torto questo sentiero è da molto tempo rinomato in Italia e all’estero, con il suo fascino di vivo mistero: si inoltra infatti nelle spaccature delle rocce passando lungo un dirupo su cui sorge Castrovalva, il paesino “sulla cresta” delle gole, «con le case in fila a mezza costa, affacciate a guardare il Sagittario»*, poi raggiunge Anversa degli Abruzzi e infine Cocullo, il paese dei serpari, i maghi guaritori marsicani.

* In R. Terranova-Cecchini, Lingua madre. Un’analisi transculturale della poesia dialettale in Abruzzo, FrancoAngeli, Milano 2011.


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