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I vecchi sentieri di Ortona dei Marsi tornano a vivere: il Parco nazionale finanzia il recupero della viabilità storica

Maria-Tortora

Ortona dei Marsi – Il borgo di Ortona dei Marsi si prepara a riscoprire le proprie radici più autentiche attraverso un ambizioso progetto di recupero della viabilità storica.

Come riportato nella nota, condivisa online da “Ortona dei Marsi – Prima pagina“, grazie a un importante finanziamento del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, concesso in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, prenderanno il via interventi mirati a riqualificare antichi percorsi che, per decenni, sono stati le arterie vitali per la comunità.

L’operazione vuole essere un miglioramento infrastrutturale e, nel contempo, anche un atto di memoria e identità, volto a restituire valore a luoghi che hanno segnato la vita quotidiana di intere generazioni di ortonesi.

Il primo intervento di grande rilievo ambientale interesserà il tratto che si snoda da Via dell’Officina, attraversa il suggestivo “Ponte delle Femmine” e prosegue verso il “Fosso d’Aschi”.

Il percorso, una volta ripristinato, diventerà una risorsa inestimabile sia per i residenti che per i visitatori amanti del trekking, permettendo a chiunque di immergersi in un paesaggio ricco di fascino e ricordi.

Parallelamente, i lavori toccheranno la strada comunale che collega il campo da tennis al bivio di Sulla Villa e Santa Maria, nel tratto storicamente noto come “L’ Past’n'”.

Qui l’attenzione si concentrerà sulla sistemazione dei caratteristici muretti in pietra, simboli della tradizione contadina locale e custodi della sapienza manuale del territorio.

Forse il momento più simbolico dell’intero progetto sarà però il recupero dell’antico sentiero che da “Casa calla” conduceva alla vecchia officina elettrica dell’impianto Adamo Buccella.

Inaugurata nel 1908, questa struttura testimonia come Ortona dei Marsi sia stata tra i primi comuni in Italia a dotarsi di energia elettrica, confermandosi una comunità da sempre orientata al progresso e all’innovazione.

Il completamento di questi lavori, per i quali va un sentito ringraziamento al direttore del Parco Luciano Sammarone, consentirà di valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale locale, trasformando la memoria storica in un motore per il turismo sostenibile e il futuro del paese.

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