I sindaci di Abruzzo e Lazio temono di non riuscire a bloccare i rincari delle tariffe autostradali a gennaio



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Senza approvazione del Piano Economico Finanziario, l’aumento dei pedaggi sarà inevitabile. Autostrada dei Parchi potrebbe recedere dal contratto e chiedere allo Stato un indennizzo per i mancati ricavi dovuti al blocco delle tariffe. Le cifre oscillano fra i 2,5 e 3,5 miliardi di euro. Della serie, oltre al danno, la beffa.

Carsoli«Nonostante le numerose promesse ricevute, con il trascorrere dei giorni, la sensazione di essere ancora in alto mare si concretizza sempre di più.» Questa la sconfortata considerazione che riassume lo stato d’animo degli amministratori, avviliti di fronte all’immobilismo del Governo nelle ultime settimane.

Sindaci e Amministratori, lo scorso 28 Ottobre, furono ricevuti dal Ministro Giovannini e, successivamente, il 24 Novembre, dal Vice Capo di Gabinetto. Ora sono in attesa della conferma di un nuovo incontro, previsto per il 13 dicembre, ma dai palazzi romani, l’ok all’appuntamento, non è ancora arrivato.

Per tale ragione, dal comune di Carsoli, capofila delle rivendicazioni delle aree interne, è partita l’ennesima lettera indirizzata ai Deputati e ai Senatori delle due regioni, affinché si attivino per portare il Governo a un nuovo tavolo di confronto, dove siano fornite rassicurazioni e certezze sulla proroga del blocco dei pedaggi.

Va da sé, che senza l’approvazione del Piano Economico Finanziario, l’aumento dei pedaggi sarà inevitabile. A quel punto Autostrada dei Parchi potrebbe decidere di recedere dal contratto, e chiedere allo Stato un risarcimento per i mancati ricavi dovuti al blocco dei pedaggi. Parliamo di cifre fra i 2,5 e 3,5 miliardi di euro.