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I problemi reali della ricerca storica sulla Marsica

Fulvio D Amore
Di
Fulvio D Amore
Fulvio D'Amore ricercatore e saggista dall’Età Moderna all’Età Contemporanea      LEGGI BIOGRAFIA

Intraprendere una ricerca storica su documenti d’archivio originali e di prima mano, pone non pochi problemi, taluni dei quali di grande rilievo. Per questo, sulla consultabilita’ di vari fondi si affacciano forti riserve e profonde difficoltà,  che talvolta risultano insormontabili. Troppo pessimista? Forse.
Una smentita, in questo terzo millennio potrebbe consolarci; ma, attualmente, non è  così.
Il problema principale rimane aperto: quello dell’agevole consultazione di preziosi documenti esistenti nell’Archivio Storico dello Stato Maggiore (Roma), nell’Archivio Segreto Vaticano, nella Biblioteca Vaticana e, seppur in maniera ridotta, nell’Archivio di Stato di Napoli. Tutto ciò risulta un caso assai complesso, in gran parte divenuto tale durante i miei lunghi anni di ricerche sul territorio, per le enormi difficoltà di accesso e per l’inadeguatezza dei mezzi finanziari avuti a disposizione capaci di rendere frequentabili simili istituti che, per loro regolamento, hanno un sistema di consultazione molto farraginoso. D’altronde, in pochi conoscono l’importanza di questi importanti archivi, con fondi immensi ancora da esplorare per scrivere una storia marsicana inedita, pur considerando qualche importante documento ritrovato qui e là da volenterosi e appassionati che, purtroppo, non hanno chiarito affatto il quadro generale dei secoli trascorsi. Eppure il buon tempo antico o soltanto vecchio (passato), se scrutato fino in fondo, può ancora rivelarci la storia dei nostri avi inserita in nuovi scenari.

Se voliamo veramente scoprire e comparare i documenti degli archivi diocesani e provinciali, occorre ancora indagare nell’immenso carteggio depositato in questi tre primari centri di materiale cartaceo.
Tale è al momento la situazione, così come appare a un esame scevro da preconcetti e convinzioni.
Personalmente, lo scrivente, ha affrontato un lunghissimo travaglio andando spesso controcorrente, nella strenua ricerca di risolvere problemi insormontabili, non certo per la futile gioia di essere il “primo della classe” ma per una convinzione profonda e sentita che nel nostro Paese, consultare queste fonti preziose di documentazione, fosse un dovere da rendere alla comunità, scoprendo nuove fonti, capaci di svelare scenari inediti e importanti episodi dall’Età Moderna a quella Contemporanea.
Senza cadere nello storicismo spicciolo, leggendario e mitologico (in questi anni se n’è già fatto fin troppo abuso), di buone ragioni per invocare una propria personale diversità di approccio critico delle fonti, c’è ne sarebbero non poche.

Quasi tutte le più recenti pubblicazioni (a nostro parere) difettano o di esatte citazioni oppure di fonti davvero attendibili (lasciando da parte solo rarissime eccezioni). Quanti “presunti” studiosi del territorio marsicano si sono persi dietro al racconto fantastico di miti e leggende sul Lago di Fucino, sulla Marsica e sul regno di Napoli, senza neppure poggiare su basi solide di realtà ancora da scoprire ?
Grosse novità, dunque, potrebbero venir fuori dall’immensa mole di documenti cartacei ancora da esaminare. Chi potrà farlo in maniera sistematica in questi anni di indifferenza, visto il numero esiguo di giovani ricercatori marsicani ? La vita dei nostri antenati (da cogliere nella sua complessità e talvolta nella sua dinamica sostanziale), rimarrà ancora  per secoli tra i polverosi scaffali di questi importanti archivi appena elencati ?
Ormai, al di là di associazioni di nicchia, nessun ente pubblico regionale è interessato a finanziare simili e necessarie ricerche, perché importa a pochi (ricordiamo che gli appassionati di storia sono una minoranza), oppure perché talvolta si preferisce tener nascoste tracce di un odioso regime. Evidentemente, posizioni retrive sia nel campo politico che sociologico, capaci mantenere immutati i soliti luoghi comuni, lasciano spazio a pseudo scrittori di libri inutili e privi di metodo critico.

Cosicché, i drammatici ritardi storici avvertiti su gran parte del territorio marsicano e non solo, fanno si che vengano riportate sempre le solite notizie (scopiazzate qua e là), senza aggiungere niente di nuovo all’autentica ricerca storica.
Non son pochi, dunque, i motivi che spesso inducono un manipolo di coraggiosi (esegeti o curiosi) a cimentarsi in una rigorisa e costosa ricerca storica, intellettualmente onesta, per scoprire nuove fonti a proprie spese (spero di essere annoverato tra di loro). L’esigua massa di lettori indifesi, di fronte al falso luccichio di una cosiddetta storia manipolata, spesso si troverà di fronte al prevalere di sciatteria, pressapochismo,  trascuratezza, superficialità,  retorica, finta celebrazione e presunta furberia mascherate da mancanza di serietà.
Come ha ben scritto Marc Bloch: “Avvelenata da dogmi e miti, la nostra opinione pubblica, anche la più illuminata, ha perso finanche il gusto della verifica delle fonti” (1).

NOTE
1) M.Bloch, Apologia della Storia o Mestiere di storico, Universale Economica, Feltrinelli Editore, Milano 2024, p.162.

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