Abruzzo – “Non possiamo restare in silenzio“: con queste parole inizia la dura denuncia del Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente riguardo alla situazione critica dei canili nella regione.
Secondo la nota condivisa online, le strutture si stanno trasformando in veri e propri luoghi “blindati“, rendendo l’adozione di un animale un’impresa quasi impossibile.
Al centro della protesta c’è l’emendamento 14 firmato dal consigliere Verrecchia, che avrebbe causato una drastica riduzione di giorni e orari di apertura.
Molte strutture di ricovero restano accessibili solo dal lunedì al venerdì mattina, creando un paradosso logistico: “Come può una famiglia che lavora andare a conoscere un cane?” si chiede il Coordinamento, sottolineando come anche i volontari siano costretti a chiedere permessi o ferie per poter svolgere la propria attività.
Il problema principale emerge durante il fine settimana, quando i cittadini avrebbero più tempo libero ma i “cancelli restano sbarrati“.
La chiusura danneggia la socializzazione dei cani e ne frena le adozioni, provocando un inevitabile crollo del benessere degli animali.
Senza il supporto costante del volontariato, la permanenza nei canili rischia di diventare definitiva.
La mancanza di adozioni non è solo un problema etico, ma anche economico. Più cani restano in struttura a vita, più aumentano i costi per i cittadini, le cui tasse comunali vanno a finanziare “rette infinite“ per il mantenimento degli animali.
Il Coordinamento si rivolge direttamente ai Sindaci e al Consiglio regionale dell’Abruzzo, chiedendo un intervento immediato per invertire la rotta.
La richiesta è chiara: “I canili devono essere luoghi di transito, non di detenzione permanente“. È necessario riaprire le porte a chi vuole adottare e a chi dedica il proprio tempo alla cura degli animali per garantire loro un futuro fuori dalle gabbie.









