Furto di rame alla Santa Croce, l’Appello ribalta la sentenza di primo grado

Erano stati condannati per aver rubato circa tre quintali di rame nello stabilimento della Santa Croce di Canistro, ma la Corte d’Appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza emessa dal Tribunale di Avezzano stabilendo di non dover procedere nei confronti dei due imputati, accusati di furto aggravato, perchè “l’azione penale non avrebbe potuto essere esercitata in difetto di querela”. 
Il furto era avvenuto la notte tra il 9 e il 10 febbraio 2015. P.M 30 anni e R.M 27 anni, entrambi rumeni e residenti a Tagliacozzo, dopo essere entrati all’interno dello stabilimento Santa Croce, infrangendo i lucchetti di chiusura e le serrature della porta, si erano impossessati di cavi e di tubi di rame di varie dimensioni per un totale di circa tre quintali.
Caricata la merce a bordo di una Fiat Punto, si erano dati alla fuga. Il 19 dicembre 2017,  il Tribunale di Avezzano li aveva condannati alla pena di 6 mesi di reclusione e 300 euro di multa, nonchè al pagamento delle spese processuali.
Furto di rame alla Santa Croce, l'Appello ribalta la sentenza di primo grado
Avv. Luca Motta

I due imputati, attraverso i loro legali, gli avvocati Luca e Pasquale Motta, avevano proposto appello avverso la sentenza.

L’11 marzo 2019, la Corte d’Appello dell’Aquila li ha assolti accogliendo la tesi dei due legali: nessuno aveva visto gli imputati entrare nello stabilimento e prelevare il rame, inoltre l’autovettura nella quale era stata rinvenuta la refurtiva apparteneva ad uno straniero, mai interrogato, ed era abbandonata in aperta campagna.
Infine, il primo giudice non avrebbe potuto utilizzare in chiave accusatoria le spontanee dichiarazione degli imputati rese alla Polizia Giudiziaria senza l’assistenza del difensore.