“Funghi nella Coca Cola”: la denuncia di un barista



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Avezzano – Stava per servire due bottiglie di Coca Cola ai propri clienti quando si è accorto che all’interno delle bottiglie c’erano dei corpi estranei, molto simili a funghi. E’ quanto denunciato da Mario Moscardella, titolare del bar trattoria La Mandorla di Antrosano, che si è rivolto all’avvocato Gianni Paris per chiedere un risarcimento alla nota azienda di bevande.

Il legale, come riportato dal quotidiano Il Centro, si è immediatamente attivato ed ha inviato una raccomandata alla HBC di Sesto San Giovanni e richiesto un risarcimento in considerazione sia della perdita economica che di immagine.

L’azienda, tramite il legale Ilaria De Rossi, ha prontamente inviato una richiesta di ulteriori informazioni, riguardanti in particolare il lotto di produzione, così da poter effettuare più agevolmente le ricerche relative alla partita interessata. Nella successiva comunicazione, la Coca Cola ha comunicato che “è stata effettuata una specifica verifica interna del lotto di produzione, e in base ai risultati delle analisi svolte, il prodotto contenuto nei campioni gemelli è risultato conforme ai requisiti igienico sanitari previsti dalla legge, ed i relativi processi produttivi non hanno presentato alcuna anomalia”.

La Coca Cola precisa inoltre che “la linea del vetro a rendere è dotata di un apposito macchinario che ha il compito di ispezionare le bottiglie prima del riempimento e i contenitori che dovessero risultare difettosi vengono scartati e distrutti automaticamente. Tale macchinario è soggetto a periodici e severi protocolli di validazione e controllo delle prestazioni che ne garantiscono il corretto funzionamento”.

Nella risposta all’avvocato Paris, la Coca Cola sottolinea altresì che «ad oggi non risultano pervenute ulteriori segnalazioni sul medesimo lotto di produzione da parte di altri consumatori, per cui si deve ritenere che l’incidente occorso al bar-caffè La Mandorla non sia riconducibile al difetto dei processi produttivi, ma ad eventi esterni successivi agli stessi, quale ad esempio una microlesione del vetro durante il trasporto o l’inadeguato maneggiamento del prodotto che abbia fatto penetrare dell’aria all’interno della bevanda, alterando così la stessa”.

La vicenda risale a metà febbraio: secondo l’avvocato Paris, “ben due bottiglie contenevano due contenevano della muffa con relativi corpi estranei, all’apparenza veri e propri funghi. Una bottiglia è stata servita ad un tavolo di venti persone”. Il legale avezzanese ha quantificato il danno in 15mila euro.



Marianetti MED

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