Falso in attestazioni e relazioni, finiscono i guai per un noto commercialista marsicano



Avezzano Il Tribunale di Roma ha deciso di prosciogliere dalla accusa di falso in attestazioni e relazioni un noto commercialista di Avezzano. I fatti si riferiscono al 2018. Una primaria società con sede in Roma, operante in tutta Italia nel settore pubblicitario, decise di presentare una proposta di concordato preventivo dinanzi il Tribunale per fare fronte ad una importante situazione di crisi economica e finanziaria.
La società incaricò per l’assistenza legale l’avv. Paolo Di Gravio e il commercialista avezzanese per attestare la fattibilità del piano per risolvere la crisi. Tale piano, a fronte di una debitoria di circa 80 milioni di euro, prevedeva il pagamento ai creditori di una percentuale non inferiore all’80% in circa tre anni, con garanzie patrimoniali ed immobiliari per oltre 30 milioni.
La Procura di Roma, parte necessaria nelle procedure di concordato, nonostante la omologazione dello stesso, rilevò delle gravi incongruenze nell’ attestazione del commercialista avezzanese tali da portare alla contestazione di falsità della stessa. Il professionista finì, così, sotto processo.
Il Tribunale di Roma, aderendo alla tesi difensiva dell’imputato, assistito anch’esso dall’avvocato Paolo Di Gravio, ha ravvisato che la relazione elaborata dall’asseveratore, si fondava sulla analisi di documentazione esaminata anche dal collegio sindacale della società ammessa al concordato; il piano così come attestato ha, altresì, avuto positivo apprezzamento da parte dei creditori della società. Di qui il proscioglimento.

Falso in attestazioni e relazioni, finiscono i guai per un noto commercialista marsicano
avv. Di Gravio

“Il Tribunale – ha affermato l’avv. Di Gravio – ha serenamente valutato le contestazioni di un reato introdotto con la riforma del diritto fallimentare, e dunque di nuova applicazione, ed ha constatato che tuttora la documentazione che l’atteslatore ha esaminato, è stata dallo stesso reperita da obiettivi dati societari e da perizie elaborate da tecnici esterni ed indipendenti. La tesi seguita dalla Procura di Roma non poteva essere presa in considerazione poiché l’asseveratore deve esaminare i dati secondo criteri obiettivi e sulla base delle direttive che il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha emanato e che Il mio assistito ha dimostrato di avere rispettato. Oltretutto durante il processo è risultato che per i creditori il piano attestato dal consulente era più conveniente rispetto alla alternativa fallimentare”.



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