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Ernesto Macera Mascitelli rientra a Kathmandu dopo la conquista del Manaslu (8.163 m.) tra fatica, solidarietà e sogni realizzati

Maria Tortora

Marsica – L’alpinista marsicano Ernesto Macera Mascitelli ha completato la sua straordinaria impresa sull’Himalaya, conquistando la vetta del Manaslu (8.163 metri) dopo un’ascesa che ha messo alla prova la sua tenacia.

La sua avventura, narrata in una nota inviata a poche ore dal rientro a Kathmandu, è un inno all’autonomia, alla determinazione e alla solidarietà.

Dopo un estenuante discesa dalla montagna e un “viaggio/incubo di 14 ore” per raggiungere la capitale nepalese, Macera Mascitelli ha potuto finalmente godersi il meritato riposo, con “una fantastica doccia calda….ed assaporare una cena in ristorante…“.

Ciò che rende l’ascensione particolarmente significativa per l’alpinista è stata la modalità in cui l’ha affrontata: in modo quasi autonomo.

“Salire sul Manaslu e farlo in modo quasi autonomo nel senso che non ho partecipato a spedizione commerciale ma insieme al mio amico Lukpa ci siamo organizzati tutti i campi, è sicuramente motivo di orgoglio e soddisfazione,” ha dichiarato Macera Mascitelli in una nota condivisa sulla sua pagina social.

Strategicamente vincente è stata anche la scelta di puntare alla vetta con “velocità e leggerezza,” saltando il Campo 4 e partendo direttamente dai 6.860 metri del Campo 3.

Prima di concedergli la vetta, il Manaslu ha costretto l’alpinista a confrontarsi con due seri problemi di salute.

Durante la prima rotazione, un’infezione al viso gli ha procurato febbre alta a 5.800 metri. Non appena rientrato al Campo Base e con le ferite che iniziavano a rimarginare, un secondo e più grave contrattempo si è presentato: “una maledetta reazione ad un farmaco mi ha fatto ritrovare con la faccia gonfia come un pallone,” costringendolo a rientrare d’urgenza a Samagaon per le cure.

Di fronte a una situazione così critica, “Avrei dovuto a quel punto, anche su suggerimento del medico locale e di mia moglie Franca che a distanza monitorava la situazione, fare dietrofront e abbandonare la spedizione,” ha ammesso.

Ma una “voce che sentivo e che mi invitava a stringere i denti e continuare” ha prevalso. Così, dopo soli due giorni di riposo, è ripartito spedito con Lukpa: “Ed in 5 giorni da Samagaon ho finalmente realizzato il mio Sogno!“

Dopo una visita a una scuola di Baseri, ha ricevuto l’invito a portare sostegno a una scuola primaria di 60 bambini in un altro villaggio.

“Io dico sempre che questo anno ho raggiunto tre vette, 1 con le gambe, polmoni e testa, mentre le altre due con il cuore e la coscienza,“ ha riflettuto l’alpinista. Con i soldi risparmiati dall’elicottero, Macera Mascitelli e l’amico Suman hanno acquistato materiale scolastico che sarà presto consegnato alla scuola.

Ora è tempo di tornare a casa: “Ed adesso….mi preparo per tornare a casa dalla mia famiglia che ringrazio fortemente per tutto quello che fanno per me…”

Ha voluto inoltre ringraziare calorosamente i suoi sostenitori: “Siete stati tantissimi ed avete, con i vostri messaggi e post, contribuito a spingermi fino alla vetta… anche quando stavo decidendo di mollare, i vostri incoraggiamenti hanno contribuito a farmi prendere la decisione di stringere i denti e proseguire!!! GRAZIE MILLE!“

L’avventura sarà presto raccontata al pubblico attraverso un docu-film in collaborazione con Mirko Decandia, intitolato “Manaslu un sogno che si realizza“, con proiezioni e racconti dal vivo in programma.

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