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“E venne l’inverno…”, la poesia della poetessa marsicana Marina De Michele per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Avezzano – Oggi è una giornata particolare in tutto il mondo. E’ la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. E noi della Redazione di Terre Marsicane vogliamo celebrare questa data, così emblematica ed importante per tutti, non solo per le donne, con una poesia di una nota poetessa marsicana, De Michele Marina, dedicata ad una donna uccisa dalle mani “pesanti” del marito.

E VENNE L’INVERNO…

Occhi bassi, fissi su quel corpo che un tempo coccolavi

con quella crema che sapeva di primavera,

quel corpo che adesso non è più un corpo:

violato da quelle mani che ti erano amiche.

Quelle mani che cercavi di notte tra le lenzuola

e che accarezzavi piena di sogni.

Le stesse mani che sull’altare, posando sulle tue

quell’anello scintillante, ti promisero amore eterno,

mentre il tuo cuore sembrava volerti uscire

dal corsetto immacolato, troppo stretto

per contenere il tuo battito.

Le sue dita danzavano lentamente

sul tuo ventre che accoglieva la vita.

Era d’estate: le cicale cullavano il vostro bambino

che, tra le onde del mare, faceva capriole

che vi facevano tanto sorridere.

Il primo pianto, il primo bacio…

Notti passate a cercare la nenia giusta

per farlo addormentare.

Poi, le sue mani, un tempo così soffici

ora pesanti sul tuo viso,

segnato dalla vita e dalle lacrime.

Tra le foglie che cadono giù,

tra il vento che le sbatte sulle strade bagnate,

neanche ti accorgi che è arrivato novembre.

Nessun cappotto può scaldare

il gelo che hai nel cuore, nessun vestito

può coprire i lividi che hai addosso.

Non c’è luce di Natale che può strapparti un sorriso,

né fiammella in grado di scaldare il tuo cuore.

Quel colore rosso dappertutto,

i fiocchi e le palline sugli alberi,

il Babbo Natale nel centro commerciale,

i calici che si alzano in segno di festa.

Chissà cosa avrai pensato quando il sangue

ti copriva le braccia, le mani, le gambe

immacolate, come il corsetto che indossavi quel giorno!

Te ne sei andata col gelo, nel cuore dell’inverno,

con la neve di fuori, le vetrine ancora addobbate.

Tra le dita gelide dei bimbi che si rincorrevano sulla neve,

il tuo sangue caldo ti stava strappando

alla vita, a tuo figlio che vicino al camino

sognava… forse sognava la sua mamma,

confondeva il calore del fuoco con

quello dei suoi baci.

Ti troverà in ogni donna che lotta,

in ogni scarpa rossa posta sull’altare

della non violenza,

in ogni uomo che rispetta la sua donna

e in ogni bimbo che piange la sua mamma.

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