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È la frazione di San Pelino ad aprire le commemorazioni per i 111 anni dal terremoto del 1915: una comunità unita nel ricordo

È la frazione di San Pelino ad aprire le commemorazioni per i 111 anni dal terremoto del 1915: una comunità unita nel ricordo

Avezzano. È stata la comunità di San Pelino ad aprire le commemorazioni per i 111 anni dal terremoto del 13 gennaio 1915, una delle più gravi tragedie della storia italiana, che causò oltre 30.000 vittime e cancellò interi centri della Marsica. La cerimonia, svoltasi sabato 10 gennaio al Teatro di San Pelino, ha rappresentato un intenso momento di memoria collettiva e riflessione civile.

L’incontro, moderato da Ernesto Fracassi, ha posto al centro l’importanza della coscienza civica e del ricordo delle proprie radici, valori fondamentali per coinvolgere le giovani generazioni e aiutarle a comprendere che vivere in una zona sismica richiede responsabilità, consapevolezza e attenzione nel costruire.

Ad aprire la serata è stato l’intervento spirituale di don Antonio Allegritti, che ha richiamato la figura di Don Orione come esempio concreto di carità e solidarietà nei giorni immediatamente successivi al terremoto del 1915. Il sacerdote ha ricordato come Don Orione si adoperò per mettere in salvo numerosi bambini rimasti orfani, riuscendo a farli partire verso Roma nonostante le enormi difficoltà dei collegamenti. Tra quei piccoli salvati vi fu anche Ignazio Silone, che in seguito avrebbe lasciato una preziosa testimonianza di quell’umanità vissuta tra le macerie.

Il necessario inquadramento storico è stato affidato a Mario Panunzi e allo storico Giovambattista Pitoni, che hanno ricostruito le drammatiche ore del sisma delle 7:52 del mattino e le complesse fasi della ricostruzione, rallentata dagli eventi che segnarono il Paese, dalla Prima guerra mondiale fino al secondo conflitto mondiale.

Nel corso della conferenza, Pitoni ha ricordato anche la propria storia personale, dichiarando di essere figlio di terremotati, un elemento che ha reso ancora più intenso e sentito il suo contributo. Durante l’intervista rilasciata al termine dell’evento, lo storico ha sottolineato l’importanza di ricordare e onorare, oltre alle vittime, tutti coloro che da ogni parte d’Italia accorsero per aiutare Avezzano e la Marsica a rialzarsi dopo la devastazione del sisma. Ha inoltre ribadito quanto sia fondamentale far interessare i giovani alla memoria storica, affinché comprendano il valore del passato e la necessità di costruire bene, vivendo in un territorio ad alto rischio sismico.

Un momento particolarmente significativo della serata è stata la proiezione di un filmato RAI del 1965, realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto, che ha restituito volti e immagini dell’Avezzano di un tempo. Il documento ha mostrato come, a distanza di decenni, molte famiglie vivessero ancora nelle baracche, segno di una ricostruzione lenta e difficile, spesso passata in secondo piano nel contesto nazionale.

La commemorazione è stata arricchita dai toccanti interventi artistici dell’attore Pino Pulcinelli e dell’Associazione Teatrale San Pelino, oltre al coinvolgente contributo musicale del Coro folkloristico “Le Collanelle”, diretto dal Maestro Orante Bellanima e accompagnato dal fisarmonicista Simone Persia. Questi interventi hanno provocato commozione tra il pubblico in sala, perché con la musica e la recitazione hanno fatto sentire vivo il legame dei marsicani e degli avezzanesi con proprie radici e con chi, con coraggio e resilienza, ha fatto la storia di questa terra.

Presente anche il Gruppo Alpini di San Pelino, a testimonianza di un forte legame tra la comunità e i valori di servizio e solidarietà.

Il momento conclusivo e culminante della manifestazione è stato affidato a Don Angelo di Bucchianico, parroco di Paterno, che con la preghiera finale a San Francesco ha lanciato un messaggio universale di speranza che parte dalla Marsica e dal Fucino e si aggancia con il destino dell’intera umanità, la cui salvezza è legata all’unione tra i popoli.

L’iniziativa, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e alla collaborazione tra Pro Loco, AVIS e associazioni locali, ha confermato come la comunità di San Pelino abbia voluto aprire le celebrazioni per i 111 anni dal sisma con un atto di memoria condivisa, testimonianza ed esempio di un’appartenenza vera e operosa, che fa comprendere come sia possibile essere capaci di tenere unita una comunità e trasformare il ricordo in responsabilità civile.

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