martedì, 13 , Aprile
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È ancora braccio di ferro fra i sindacati e l’amministratore delegato di LFoundry. Continua lo stato di agitazione delle maestranze

I semiconduttori sono una vera e propria commodity senza la quale moltissimi settori dell’industria, smetterebbero di funzionare. Oggi la guerra del silicio si sta rapidamente spostando sul fronte dei prezzi, e ciò farà la differenza fra la vita e la morte di molte aziende

Avezzano – Aspettative deluse per le organizzazioni sindacali della LFoundry, che da un incontro inizialmente convocato per il 3 marzo e poi slittato al 5, auspicavano un chiarimento circa le difficoltà mostrate dall’azienda nel reperire il silicio e altre materie prime, essenziali per la continuità dell’attività dello stabilimento, il quale, senza queste, rischierebbe la chiusura entro la fine di marzo. Ciò è quanto si legge nel comunicato congiunto affidato alla stampa da FIM, FIOM, UILM, FAILMS, RSU

«La delegazione sindacale si aspettava una risposta della direzione aziendale in merito all’impegno ad illustrare il piano industriale presso una sede istituzionale, fatto questo si poteva aprire la discussione sugli altri argomenti riportati nella lettera dei lavoratori; così non è andata, in quanto la riunione è stata rinviata a venerdì 5 con una proposta di verbale che conteneva delle dichiarazioni non rese in sede di riunione ma di una importanza notevole: le difficoltà di approvvigionamento del silicio e delle altre materie prime potrebbero portare alla chiusura dello stabilimento, entro fine marzo, da come la notizia è stata scritta.»

Va detto che la rivoluzione tecnologica in atto col digitale, aumenterà considerevolmente la domanda futura di silicio, ancora di più di quanto non abbia già fatto la pandemia che, con l’isolamento forzato, ha scatenato la fame di high tech per restare connessi al mondo. Questa forte crescita della domanda però, è andata a infilarsi nella guerra commerciale in atto fra USA e Cina, una vera e propria guerra del silicio i cui effetti ricadono sul mercato dei semiconduttori.

Nell’incontro concordato con urgenza del 5 marzo alle 19 la situazione sembrerebbe non essersi sbloccata. «Dobbiamo purtroppo rilevare che l’atteggiamento della dirigenza rispetto al tavolo di confronto con i rappresentanti dei lavoratori non è cambiato, non è così che ci si confronta su argomenti delicati che addirittura riguardano la sopravvivenza dello stabilimento e che, in particolari frangenti come questo, andrebbero esposti presso le opportune sedi istituzionali appena se ne ha contezza.»

I sindacati, sulla base dei chiarimenti forniti dai vertici aziendali di LFoundry, avrebbero maturato la convinzione che il problema degli approvvigionamenti, che anche a loro dire è un dato oggettivo, verrebbe utilizzato dall’Azienda in maniera strumentale per creare un clima di inutile ulteriore tensione, in modo da sedersi al tavolo sindacale sbilanciando i rapporti di forza a proprio vantaggio nell’ambito dell’articolata trattativa.

«Questo comportamento ha fatto venire meno, ancora una volta, il rapporto fiduciario tra le parti, non è così che si comporta un AD serio e affidabile. Fermo restando lo stato di agitazione ci riserviamo di comunicare le date delle prossime assemblee dei lavoratori.» Così si chiude la nota sindacale.

I semiconduttori al silicio sono una vera e propria commodity senza la quale gli smartphone, i computer e moltissimi altri settori dell’industria, smetterebbero di funzionare. Ciò che appare sempre più chiaro è che ora, la guerra si sta rapidamente spostando sul fronte dei prezzi, e questo è un ulteriore elemento di preoccupazione perché la capacità di assorbire i prezzi imposti dal mercato, farà la differenza fra la vita e la morte di molte aziende.

 

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