Gioia dei Marsi – Esattamente alle ore 07.52, l’ora in cui il tempo si fermò centoundici anni fa, la comunità di Gioia dei Marsi si è ritrovata lungo l’antica Via Toledo.
In quel luogo “sacerrimo“, dove un tempo pulsava la vita della vecchia Gioia prima che la terra tremasse, il sindaco Gianluca Alfonsi ha guidato una commemorazione intima e profonda per onorare gli oltre tremila concittadini rimasti vittime del terremoto del 13 Gennaio 1915.
Nel suo messaggio, il primo cittadino ha voluto sottolineare come il ricordo della tragedia non debba essere inteso come un “ornamento” o un “rito stanco“, bensì come la bussola morale che orienta il presente.
“La memoria è misura del tempo che ci è stato consegnato,” ha dichiarato Alfonsi. “Quel mattino del 1915 non vive soltanto nei racconti o nelle pietre rimaste, vive nel dovere che abbiamo di riconoscerci in quella storia.”
Il richiamo del Sindaco è un invito alla verità e al rispetto. Ricordare il sisma della Marsica significa trasmettere alle nuove generazioni il senso di una ricostruzione che non è stata solo materiale, ma soprattutto umana e sociale.
Secondo Alfonsi, la forza di un territorio non risiede solo nelle sue infrastrutture, ma nella capacità dei suoi abitanti di sentirsi parte di un destino comune. È il passaggio di testimone tra chi c’era e chi abita oggi queste terre a garantire la sopravvivenza dell’anima del paese.
Il messaggio si chiude con una riflessione che abbraccia l’intero territorio marsicano: finché ci sarà qualcuno disposto a sostare lungo Via Toledo, a chinare il capo in segno di rispetto e a raccontare ciò che fu, Gioia dei Marsi e la Marsica intera continueranno a esistere come Comunità.









