Dormire su un cartone, in pieno giorno, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Avezzano



Avezzano – Li chiamano “invisibili” e non è un caso. Sono individui che spesso non si vedono perché, semplicemente, preferiamo non notarli. Vivono come possono e attirano facilmente l’insofferenza o l’intolleranza di chi si sofferma a mala pena sul fatto che siano persone. L’immagine di un uomo che dorme steso su un pezzo di cartone in una zona piuttosto nota e trafficata di Avezzano dovrebbe angosciarci.

Ha trovato un angolo all’ombra, considerando il caldo feroce di questi giorni. Un po’ di spazio accanto a una storica edicola di Avezzano, a pochi metri dalla stazione ferroviaria della città. È scalzo e ha un panno sistemato sul capo. Forse è stremato, forse è malato, forse è tragicamente solo. È un’immagine, questa, che dovrebbe avvicinarci a compiere riflessioni e considerazioni profonde ma che, purtroppo, spingerà tanti solo a rilanciare giudizi, o pre-giudizi, svuotati da ogni sentimento di pietà o di empatia. Cosa che, ovviamente, speriamo che, almeno per una volta, non accada.




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