Dopo vent’anni dal ritrovamento grazie alla tecnologia 3D, ritornano nella Chiesa di San Pietro Alba Fucens le colonnine dell’iconostasi

Massa D’Albe – Le colonnine tortili, oggetto di un furto, sono state ritrovate dal Nucleo Tutela dei Carabinieri di Bari nel 1999, in stato frammentario. Molte delle tessere in marmo e pasta vitrea risultavano staccate.

Lucia Arbace direttore del Polo Museale dell’Abruzzo e Antonio Mignemi titolare della ditta MIMARC s.r.l., presenteranno in conferenza stampa presso la Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens mercoledì 4 dicembre alle ore 11:30, il restauro dei frammenti marmorei che costituiscono le colonne. I frammenti sono stati restaurati, consolidati e ricomposti con integrazione materica delle parti mancanti attraverso la progettatazione di “calchi digitali” e modellazione virtuale, evitando il contatto con i pezzi superstiti. La traduzione in materia è avvenuta mediante l’uso di macchine a stampa 3D. Il materiale dell’integrazione è compatibile con l’originale ed accordato cromaticamente ad esso. Le tessere di mosaico staccate, sono state consolidate e reintegrate con adattamenti cromatici o di lavorazione superficiale per garantire la distinguibilità dell’intervento e la leggibilità dell’insieme.

Il restauro è stato finanziato ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, che ha introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

L’iconostasi della Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens, opera del maestro cosmatesco Andrea, risalente al Duecento, è costituita da due plutei ornati con specchiature in porfido rosso e verde ed intarsi a mosaico, su cui poggiavano quattro colonnine tortili di diverso diametro e due pilastri decorati, come l’architrave, con tessere formanti motivi geometrici. La Chiesa, risalente al VI sec. e ristrutturata nel corso del medioevo, fu edificata riutilizzando le strutture di un antico tempio dedicato ad Apollo e si trova all’interno del parco archeologico di Alba Fucens.