Abruzzo – Dall’inizio del mese di maggio, un nido di Fratino, il piccolo limicolo protetto che vive negli ambienti costieri, è stato nuovamente avvistato sul litorale pescarese dopo quasi dieci anni di assenza.
I volontari e le Guardie del WWF, nell’ambito del Progetto SalvaFratino Abruzzo, realizzato in collaborazione con l’Area Marina Protetta Torre di Cerrano, hanno prontamente segnalato il nido agli Enti competenti e hanno monitorato l’area quotidianamente fino a verificare la sopravvivenza dei piccoli nati, riuscita solo per uno. Ne possiamo dare notizia ora che il piccolo si è involato.
Il Progetto SalvaFratino Abruzzo è finalizzato alla tutela e al monitoraggio di questa specie particolarmente fragile, minacciata dalla forte pressione antropica.
Le attività comprendono controllo, protezione e sensibilizzazione, con particolare attenzione alla salvaguardia del Fratino dalla pulizia meccanica delle spiagge e dal disturbo causato dalla presenza non controllata di persone e animali.
Tale successo è stato possibile anche grazie alla collaborazione con gli Enti del territorio: la Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Pescara per i primi sopralluoghi; il Comune di Pescara, che ha emanato un’ordinanza per la tutela della specie (introducendo il divieto di transito nell’area, di condurre animali liberi e di arrecare disturbo); la Pulizia Municipale Ambiente per i tempestivi sopralluoghi dopo la schiusa; il Nucleo Carabinieri Forestale di Pescara per i controlli frequenti al nido; il Comando Militare Esercito Abruzzo e Molise che ha tutelato l’area ritardando la pulizia della spiaggia. A tutti gli Enti coinvolti va un sentito ringraziamento, così come ai cittadini che hanno dimostrato rispetto e sensibilità.
I volontari dal mese di marzo stanno monitorando tutta la costa abruzzese e hanno individuato nidi anche in altri comuni.
Inoltre, è stata trasmessa a tutte le amministrazioni della costa una nota contenente indicazioni per la gestione dell’arenile, delle attività di pulizia e della fruizione turistica durante il periodo riproduttivo.
Purtroppo, si devono registrare atti di vandalismo sulle uova, predazione da parte di cani vaganti e distruzione di nidi a causa della pulizia meccanica: tutti comportamenti che configurano veri e propri reati ai danni di una specie protetta.
Ogni anno sono sempre meno i nidi censiti. Se vogliamo che il Fratino sopravviva è necessario che le amministrazioni comunali programmino correttamente le pulizie delle spiagge, i balneatori informino tempestivamente le autorità o i volontari in caso di avvistamenti, le forze dell’ordine svolgano controlli e ognuno di noi stia attento a non calpestare o disturbare nidi, uova e pulli.
Comunicato stampa WWF Abruzzo




