venerdì, 5 , Marzo

In ricordo di Tonino Durante un bellissimo quadro con sassi dipinti a mano

“Su questa alta cima ora affilerò i cuori feriti lasciati laggiù”

Prima pagina

Donna del Lago di Fucino in un disegno del 1856

Si intitola “Costumi di Roma e suoi contorni” ed è un libro pubblicato nel 1856 presso l’editore Tommaso Cuccioni. Si tratta di una raccolta molto colorata e tipicamente ottocentesca dei costumi tradizionali di uomini, donne, artigiani e mestieranti delle terre che circondano Roma. All’interno del libro, rintracciabile liberamente su Internet Archive, è possibile ammirare alcuni splendidi costumi ottocenteschi.

Tra i tanti c’è il carrettiere e la donna di Albano, c’è il mietitore e la donna di Tivoli, c’è il pastore e l’uomo di Alatri. Sfogliando la bellissima raccolta, si giunge alla pagina che mostra la Donna del Lago di Fucine. C’è evidentemente un piccolo errore nella didascalia visto che il Lago di Fucine non esiste. Esiste, meglio, nel 1856 esisteva il Lago di Fucino, il nostro lago.

Il disegno della Donna del Lago di Fucino mostra una giovane seduta su una roccia con le mani in grembo. Indossa un fazzoletto appuntato sul capo, come nella tradizione abruzzese, una camicia bianca e una lunga veste colorata di rosso, blu e verde. Ovviamente stiamo parlando di un costume tradizionale e non degli abiti che le donne del Lago Fucino indossavano abitualmente.

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