Donazione e Trapianti, se ne è parlato ad Avezzano insieme a Lino Guanciale



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Avezzano.  Accrescere la sensibilizzazione della comunità sul tema della donazione di organi e sull’assistenza offerta ai trapiantati e alle loro famiglie: questo lo spirito con cui si è svolto, ieri, tra le mura del Castello Orsini, il convegno- dibattito sulla donazione degli organi “Donazione e trapianto, Parliamone con Lino Guanciale”.

Con il patrocinio del Comune di Avezzano, l’evento è stato organizzato dalla sezione di L’Aquila dell’ANTR (Associazione Nazionale Trapiantati Rene), coordinamento per l’Abruzzo, presieduta dall’avvocato Giovanni Mancini, e che da oltre dieci anni sostiene chi soffre di nefropatie, i dializzati e i trapiantati, aiutandoli ad ottenere un’assistenza qualificata all’interno delle strutture ospedaliere.

“La donazione degli organi è un argomento importante e rappresenta un gesto di vita da offrire agli altri. Per questo, simili associazioni e manifestazioni non possono non avere il supporto morale e materiale da parte di un’amministrazione comunale” – , afferma il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis – “sono rimasto colpito dai dati che ho letto relativi alla nostra regione. La percentuale dei ‘no’ alla donazione degli organi tocca punte del 40%, quando nelle altre regioni la media si aggira al 30%. Come amministratori pubblici dobbiamo essere impegnati al massimo”, conclude De Angelis, salutando gli ospiti e il pubblico presente. All’evento è intervenuto anche il Direttore Sanitario Asl 1 Abruzzo, la dottoressa Maria Teresa Colizza che ha ribadito l’importanza della donazione, “ In quanto ognuno di noi potrebbe averne necessità in futuro. La donazione moltiplica la vita” – dichiara –  “Mi auguro che iniziative come queste concorrano ad aumentare il numero di donatori e abbattere certi pregiudizi. I comuni ci faciliteranno le cose in quanto sarà possibile dichiarare la propria volontà di donare o meno sulla carta d’identità”.

Ospite e intervistatore d’eccezione, il noto attore avezzanese, Lino Guanciale, il quale per una sera ha abbandonato le vesti teatrali per immergersi in un tema così attuale e delicato.  Grazie al suo brio e alla sua presenza, la platea, molto attiva e partecipativa, ha ricevuto una visione molto più chiara su un argomento che, spesso, si pensa non possa riguardarci mai. Invece, gli intervistati hanno affrontato i diversi aspetti pragmatici ed emotivi, le diverse criticità o problematiche che si suggellano dietro un gesto d’amore così importante. Guanciale ha, inoltre, sottolineato l’importanza che questo tema ha avuto nella sua vita e ha recitato un brano tratto da un libro scritto da un suo caro amico e collega, scomparso da qualche anno, trapiantato anch’esso, ma “la persona più viva che abbia mai incontrato in vita mia”, come ha tenuto ha ribadire l’artista.

“Perché donare i propri organi? Perché c’è qualcuno che sta aspettando – dichiara la dottoressa Daniela Maccarone, responsabile del Centro di Coordinamento Regionale Trapianti in Abruzzo e Molise – “ Noi decidiamo in vita se portare gli organi con noi o lasciarli in terra dove possono essere utili. La scelta deve essere razionale e non solo dettata dall’emotività. Dobbiamo decidere quando siamo in vita. Se decidiamo per il si, ovviamente, ci apriamo alla  vita. In questa regione facciamo fatica ad aprirci agli altri, a lasciare la nostra memoria. Negli ultimi due anni siamo riusciti a portare avanti più di 100 trapianti. Abbiamo attivato una convenzione con il Gemelli, che permette di aprire una strada per mettersi in lista – continua la responsabile – “ La rete trapiantologica italiana ha bisogno di donatori ma è una rete che funziona eccellentemente. In Europa, siamo secondi solo alla Spagna. È necessario avere fiducia nel sistema sanitario nazionale”, conclude la Maccarone.

Ma chi è il donatore di organi? Spesso si fa molta confusione su questo aspetto e spesso molti tradizionali pregiudizi sono alla base della mancata espressione del consenso alla donazione. “Il  donatore di organi è un soggetto che ha delle lesioni cerebrali primitive cui è stata accertata morte celebrale – spiega il dottor Angelo Blasetti, anestesista e rianimatore presso l’ospedale di Avezzano – Oggi, per fortuna, è diventato molto più facile spiegare chi è il donatore di organi anzi,spesso sono i parenti stessi che si rivelano informati e ci prestano autonomamente il consenso. La divulgazione, l’informazione e manifestazioni come queste sono importanti – conclude Blasetti –  “abbiamo constatato che i giovani sono più preparati a dare l’assenso rispetto invece alle persone più avanti con l’età”.

L’attività che si cela dietro una scelta donativa implica il lavoro di un intero ospedale e non solo del centro di trapianti, di un equipe di più di 100 operatori che si adoperano in un lasso di tempo molto breve a valutare l’effettivo utilizzo dell’organo del donatore e a salvare, poi, la vita di una persona. “L’attività trapiantologica ha rappresentato una rivoluzione nel campo della chirurgia – spiega al pubblico il professor Francesco Pisani, Primario del Centro Trapianti dell’Ospedale San Salvatore di L’Aquila – “ Noi chirurghi, ad oggi, riusciamo a curare senza asportare. Riusciamo a superare le barriere immunitarie. E’ cambiato il rapporto  tra il medico e il paziente: adesso il rapporto è tra medico, paziente e donatore, – conclude Pisani- “ La comunicazione migliore che facciamo è data dai risultati che esponiamo. E poi è necessaria una maggiore fiducia nel sistema sanitario italiano”.

Ma la donazione non rappresenta solo un mero espianto di organi, ha molte implicazioni psicologiche, emotive ed etiche, è un atto di liberalità e di scelta, come sostiene il professor Alessandro Nardis, docente di filosofia presso il liceo scientifico di Avezzano, “Donare, o lo si fa liberamente o non lo si fa. Sarebbe un’estorsione. La mia azione deve essere libera e per questo sarà morale. Altrimenti non lo sarebbe. La gratuità del gesto è concreta quando manca il contatto e la conoscenza tra donatore e ricevente. Quando si dona, senza sapere, beh, quello è il dono veramente gratuito, il dono più puro che un essere umano possa fare”, conclude Nardis.
Ed è proprio la testimonianza di Francesco Cipolloni, un ragazzo di 23 anni, trapiantato in giovane età, a siglare l’incontro e l’idea che a seguito di un trapianto si può tornare a vivere la vita che si aveva messo in stand by,  “Cerco di adoperarmi al massimo per aiutare altre persone come me. Organizziamo manifestazioni ed eventi per sensibilizzare alla donazione, un donatore moltiplica la vita – afferma Francesco –abbiamo, inoltre, l’obbligo di parlarne a familiari e amici”.

“Ai lettori di Terre Marsicane mi sento di dire di approfittare di questi eventi e manifestazioni – si confida Lino Guanciale ai nostri microfoni –“Ultimamente si moltiplicano le occasioni in cui certe istituzioni, che siamo abituati a guardare anche con un po’ di diffidenza, come le istituzioni sanitarie, si aprano al confronto con l’utenza, non solo quella dei malati che già ci sono, ma anche di quelli che potrebbero essere coinvolti in futuro,è un dato di fatto, purtroppo.  La nostra istituzione sanitaria, sotto diversi aspetti è meno peggio di quello che sembra ed è importante che faccia lo sforzo di aprirsi ad occasioni come queste, in cui si incontra la gente, senza pregiudizio, accogliendo qualunque questione, curiosità domanda, che dalle persone venga fatta. In questo un attore può essere utile come strumento per captare l’attenzione iniziale, soprattutto se poi capita che abbia anche un rapporto con la causa e che non sia del tutto celenterato e che si possa misurare con certi argomenti. Io, la mia volontà, sulla mia carta d’identità l’ho già espressa, ed è ovviamente positiva!”.

Foto di Manuel Conti

 

 

 




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