Degrado intorno alla Cattadrale di Avezzano: la protesta di Don Claide



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Avezzano – “Indignazione e vergogna! Questi sono i sentimenti che hanno provato i fedeli (me compreso) al termine della Messa domenicale in Cattedrale ascoltando l’accorato appello del parroco”. E’ quanto afferma in una nota l’avvocato Salvatore Braghini.

“Don Claide ha avvertito i fedeli di aver pregato la signora che cura le pulizie della chiesa di non rimuovere la sporcizia che puntualmente viene abbondonata intorno al sacro edificio. E lo spettacolo è davvero raccapricciante. Cicche, lattine, avanzi di cibo, bottiglie, carte, gigantesche scritte, volgari e banali, disseminate ovunque. Persino escrementi abbandonati lungo lo scivolo che dovrebbe essere utilizzato dai disabili e che, invece, spesso deve essere chiuso perché vi si trova di tutto. Segni di un degrado che forse, in questo momento, ha fatto toccare il fondo a questa città, e cosa ancor più grave, tra l’indifferenza e l’assuefazione dei cittadini. Tra poco comincerà il carnevale dei proclami elettorali; promesse e impegni, che a leggere i programmi di 5 anni fa inneggianti alla ripulitura e al decoro della città, alla sua sicurezza, alla valorizzazione del verde e degli spazi pubblici, non cambieranno di molto e saranno a testimoniare ancora una volta il fallimento di una politica che riesce a fare ben poco di concreto per Avezzano”.

“Don Claide – prosegue –  ha parlato di “un abbrutimento estetico che è segno di uno scadimento morale”. Come non dargli ragione! ed anzi aggiungere che l’uno e l’altro alimentano il degrado civile ed urbano.  Se gli autori del vandalismo che imbratta i muri e sporca senza remore il sagrato della chiesa e ogni spazio circostante non hanno fatto un passo indietro neanche dinanzi all’istallazione delle telecamere, vuol dire che il livello di barbarie raggiunto deve allarmare. Che non si tratta di comportamenti di pochi e sporadici; bensì di una prassi quotidianamente consumata nella consapevolezza della impunità propria e dell’indifferenza altrui. Nessuna sanzione irrogata, nessuna vigilanza rafforzata, nessuna scolaresca o associazione coinvolta a ripulire. Niente di niente. E forse quello che angoscia di più il parroco è proprio questo: non tanto l’inciviltà di chi imbratta, sporca e deturpa, ma l’indifferenza e l’apatia di chi assiste al degrado senza reagire”.

“Spero che questa città – conclude Braghini – si svegli dal torpore che l’avvolge: le istituzioni in primis, le forze dell’ordine, le associazioni, la scuola, le famiglie, i cittadini onesti. Che ci sia ancora chi si sente orgoglioso di essere avezzanese, di appartenere a una storia di uomini e donne coraggiose che hanno saputo ricostruire questa città dopo la catastrofe, rimettendola in piedi con fatica e umiltà, pietra su pietra, e con tale passione da far luogo a una cittadina laddove sorgeva un paesotto. Nonostante tutto, spero che questa città trovi ancora qualcuno che sappia amarla per restituirle vita, dignità e futuro.




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