Abruzzo – Per la prima volta nella storia recente, un avvoltoio grifone (Gyps fulvus) ha raggiunto l’isola d’Ischia, spinto dall’istinto di dispersione tipico dei giovani esemplari.
L’animale, un maschio di circa due anni e mezzo proveniente dalla Spagna e rilasciato nell’Appennino centrale lo scorso Settembre, è stato tuttavia recuperato senza vita in mare aperto dopo una complessa operazione di soccorso.
L’esemplare faceva parte di un gruppo di 25 individui introdotti nell’ambito di un progetto triennale di rafforzamento della popolazione locale, condotto da Rewilding Apennines, dal Reparto Carabinieri Biodiversità Castel di Sangro, da GREFA e da Rewilding Europe.
Dopo sette mesi trascorsi nelle voliere di acclimatamento per legarsi al territorio, la gran parte degli avvoltoi è rimasta nell’area appenninica. Alcuni giovani, tuttavia, hanno intraprese rotte lontane, spingendosi in ambienti meno favorevoli o persino verso l’Albania.
Come spiegato in una nota di Rewilding Apennines, i dati della telemetria satellitare, aggiornati ogni dieci minuti, hanno registrato il 13 Ottobre una traiettoria del tutto anomala verso il Tirreno.
Il giorno seguente, i parametri di velocità e quota hanno insospettito i ricercatori, indicando una probabile caduta in mare. L’allarme ha attivato una rete virtuosa di cooperazione tra istituzioni, scienziati e marineria locale per tentare un recupero.
Dopo i primi tentativi ostacolati dal maltempo e dalla distanza dalla costa, la svolta è giunta domenica 18 Ottobre. Sotto il coordinamento dell’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica Anton Dohrn, in sintonia con il Vicesindaco di Forio d’Ischia Angela Albano, l’imbarcazione Sea Dream Ischia, condotta da Raffaele Iacono e con a bordo anche il fotografo Michelangelo Ambrosini, è salpata alla ricerca del rapace.
Intorno alle 11:30, guidati dalle coordinate fornite dai Carabinieri Forestali e da Giulia Pace di Rewilding Apennines, i soccorritori hanno avvistato la salma dell’animale, ribattezzato simbolicamente “GyPS”.
La carcassa è stata trasferita al porto di Ischia e presa in carico dalla ASL per il successivo invio all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, dove gli esami necroscopici e tossicologici chiariranno le esatte cause del decesso.
Come ha spiegato Nicolò Borgianni, Vulture Field Officer di Rewilding Apennines, “i movimenti erratici e di dispersione a lungo raggio sono un comportamento tipico ed ecologicamente fondamentale nei grifoni prima del raggiungimento della maturità sessuale”, ma espongono questi specialisti del volo passivo a forti pericoli quando sorvolano ampi tratti di mare privi di correnti ascensionali.
L’intervento, pur con un esito doloso, ha evidenziato il valore del monitoraggio remoto per la tutela della fauna.
L’ornitologo Rosario Balestrieri ha ricordato l’importanza di agire con determinazione sul campo: “Mi sono lanciato comunque in questa missione perché credo fermamente che, per la tutela della biodiversità e delle specie a rischio, si debbano abbandonare le timidezze e agire con assoluta convinzione: non provarci significa togliere in partenza ogni speranza”, auspicando che le analisi escludano episodi di bracconaggio o ferimenti d’arma da fuoco.
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