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Dacia Maraini e i diritti delle donne nel cinquantesimo incontro della rubrica di Michele Fina

Nel cinquantesimo incontro della rubrica “Un libro, il dialogo, la politica” Michele Fina ha discusso de “Il coraggio delle donne” (Il Mulino) con Dacia Maraini, autrice assieme a Chiara Valentini.
Fina lo ha definito “un libro importante, un dialogo epistolare, diviso in due parti. Nella prima si concentra sullo sviluppo della teoria della liberazione e dell’emancipazione femminile e poi sulla storia del femminismo, nella seconda vengono presentate le biografie di sei donne coraggiose”.
La scelta deriva, ha raccontato Maraini, dall’idea che “non basti la teoria e che occorrano esempi. Noi abbiamo preso esempi storici, tra i tanti. Una volta era molto più difficile per una donna affermarsi, per millenni le donne non hanno avuto alcun ruolo decisionale”.
Fina ha sottolineato il legame con l’attualità, con la crisi sanitaria, “in prima linea ci sono le donne che patiscono maggiormente gli effetti socioeconomici. E’ la dimostrazione di quanto sia stata fragile la costruzione di una società progressivamente più equa”.  L’autrice ha avanzato la considerazione che “una tragedia va affrontata prendendo lo spunto per migliorare. Penso ad esempio al rapporto con l’ambiente. Penso che molti italiani in questo senso siano pronti ad avere entusiasmo per la ricostruzione del futuro, spero che prevalgano”.
Anche per Fina “non dobbiamo dimenticare lo squilibrio che ha indotto il virus, il rapporto malato con l’ambiente. I pensieri ambientalista e femminista oggi mostrano una grande potenza. In questo senso c’è un rapporto tra l’incedere dell’emancipazione femminile e l’emergere del sovranismo, che è una reazione del maschio bianco frustrato. Siamo nel pieno di una piena e drammatica questione maschile. La cultura femminista è l’unica che può mettere in campo un nuovo sistema cooperativo”.
Maraini ha detto che “le donne oggi si trovano in primo piano e combattono per i diritti civili, che sono universali. Più le donne chiedono autonomia e più alcuni uomini deboli e spaventati dalla perdita dei propri privilegi diventano aggressivi, è la paura che crea aggressività. Quando la ragione si addormenta vengono fuori i mostri”.
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