Coronavirus, tornare a casa dal lavoro senza poter stare in famiglia


Luco dei Marsi – Coronavirus, un nemico sconosciuto che colpisce indistintamente, che uccide e che sta mettendo in ginocchio l’Italia.

Il Paese però, per fortuna, non si è completamente fermato grazie a chi continua a svolgere il proprio lavoro sacrificandosi in questo momento così drammatico per evitare di perdere vite umane o di far crollare il sistema economico italiano.

Il Decreto ministeriale contro il Coronavirus afferma che “E’ consentito lo spostamento da un comune ad un altro per esigenze lavorative, di salute o per situazioni di necessità adeguatamente comprovate” e grazie a questa disposizione molte categorie di lavoratori possono continuare a lavorare.

Come gli autisti che continuano a svolgere il loro lavoro ma, una volta tornati a casa, sono costretti a mettersi in isolamento volontario per poi riprendere quasi subito a lavorare.

Il racconto di un autista di Luco dei Marsi è commovente.

Sono undici giorni che non torno a casa. Sono stato in Piemonte, in Puglia, nel Molise, in Emilia Romagna e in tutto Abruzzo. Ogni volta che sono rientrato a casa sono stato lontano dalla mia famiglia rimanendo a 500 metri di distanza. Adesso è di nuovo tornato il momento di rientrare a casa ma solo per un giorno e, come è giusto che sia, devo mettermi in isolamento e non posso abbracciare la mia famiglia”.

Una toccante testimonianza dalla quale emerge tutta la difficoltà di lavorare in condizioni difficili, rispettando le indicazioni date dal Governo, e soprattutto la grande ed umana disperazione di non poter riabbracciare la propria famiglia una volta che si torna a casa.

Chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” così continua il testo del Decreto di Conte. Purtroppo però è un diritto che non può essere pienamente esercitato dai “viaggiatori per lavoro” perché la salute pubblica, la propria e quella dei propri cari è una priorità assoluta che non può giustamente essere messa in discussione.

Un pensiero e un ringraziamento va quindi anche a loro, gli autisti, che con enormi sacrifici portano avanti la nostra amata Nazione.


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