Capistrello – Da quasi un mese la connessione internet è diventata un problema quotidiano per i residenti e i turisti di Corcumello. Come segnalato da una lettrice alla nostra Redazione, nelle ore pomeridiane, il collegamento risulta spesso assente o estremamente difficoltoso, rendendo di fatto impossibile svolgere regolarmente le attività lavorative da remoto.
Una situazione che, oltre ai disagi immediati, rischia di avere conseguenze più profonde per una piccola frazione che, come molti borghi dell’entroterra marsicano, deve già fare i conti con il progressivo spopolamento. A segnalare la situazione è una residente.
Il nodo riguarda soprattutto chi lavora in smart working. Una connessione instabile o completamente assente significa, per queste persone, non poter lavorare da Corcumello. E così alcuni sono stati costretti a tornare a Roma, interrompendo quella presenza nei piccoli centri che potrebbe invece rappresentare una risorsa importante per il territorio.
“Il paradosso – sottolinea la residente – è evidente: mentre si parla sempre più spesso della necessità di ripopolare i borghi e di incentivare le persone a vivere nei piccoli comuni, proprio uno dei servizi che oggi rende possibile abitare lontano dalle grandi città – una connessione internet efficiente – può diventare un ostacolo.
“Nell’impossibilità di fare smart working da lì, in tanti sono tornati a Roma”, racconta la donna, sottolineando come la permanenza nei borghi abbia anche una ricaduta economica concreta. Chi rimane acquista nei negozi, frequenta le attività locali, consuma e contribuisce a mantenere vivo il paese. Non è, dunque, soltanto una questione tecnologica. Dietro una connessione che non funziona c’è anche la possibilità di scegliere dove vivere.
Nella segnalazione si pone inoltre l’attenzione sul futuro delle abitazioni e sulla difficoltà di mantenere vivo il patrimonio immobiliare dei piccoli centri. “Più si prolunga la nostra permanenza, più consumiamo, acquistiamo e valorizziamo questi piccoli borghi, dove le case valgono poco o niente e sempre meno persone sono disposte a investire”, osserva. Il rischio è quello di un circolo vizioso: meno residenti significa meno servizi e meno attività; meno servizi, a loro volta, rendono sempre meno conveniente vivere nei piccoli centri, spingendo altre persone verso le città.
Per questo la questione della connessione a Corcumello diventa anche un esempio concreto di una problematica più ampia. Per contrastare lo spopolamento non bastano iniziative di promozione o interventi occasionali: servono servizi che permettano alle persone di restare. “Bisognerebbe parlarne di più, incontrare la gente, capire di cosa ha bisogno, così i nostri borghi torneranno a vivere” conclude.




