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Come si abita il mondo in tempi di crisi: confronto ad Avezzano con don Bruno Bignami e richiamo del Vescovo Massaro a costruire relazioni e comunità

Come si abita il mondo in tempi di crisi: confronto ad Avezzano con don Bruno Bignami e richiamo del Vescovo Massaro a costruire relazioni e comunità
Come si abita il mondo in tempi di crisi: confronto ad Avezzano con don Bruno Bignami e richiamo del Vescovo Massaro a costruire relazioni e comunità

Aperto il ciclo incontri sull’ecologia integrale promosso dalla Diocesi dei Marsi

Avezzano. Come abitare il mondo in un tempo segnato da crisi ambientali, disuguaglianze sociali, guerre e smarrimento delle relazioni? È attorno a questa domanda che si è sviluppato l’incontro dedicato all’ecologia integrale, svoltosi ad Avezzano nella sala IRTI, primo appuntamento sul tema della giustizia e della pace, nell’ambito del percorso “Il sale della terra: percorsi di impegno sociale”, promosso dalla Diocesi dei Marsi con la finalità di far riflettere la comunità perché si agisca insieme per il bene comune.

Al centro della serata, l’intervento di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per le problematiche sociali e il lavoro della CEI, preceduto e seguito da due interviste che hanno aiutato a leggere il senso complessivo dell’iniziativa e il suo radicamento nel territorio.

L’intervista a don Bruno Bignami: le fragilità della società di oggi

Prima della conferenza, ai microfoni di Terre Marsicane, don Bruno Bignami ha tracciato una fotografia lucida della società contemporanea, parlando senza mezzi termini di una fragilità crescente del tessuto sociale.

“C’è una molteplicità di fragilità”, ha spiegato, “ma quella che emerge con più forza è la fragilità delle relazioni. Lo vediamo nelle forme diffuse di violenza e di odio, ma anche nelle disuguaglianze che spingono sempre più persone a invocare un “farsi giustizia da sé”.

Una condizione che incide profondamente anche sugli sguardi tra le generazioni. “I giovani oggi non solo sono una minoranza”, ha aggiunto,“ma hanno la percezione di essere trascurati e di non avere reali opportunità nel nostro Paese.

Bignami ha poi richiamato il tema delle aree interne, come la Marsica, spesso penalizzate dalla mancanza di servizi e occasioni di lavoro: “Sono territori dai quali i giovani sono costretti a partire, con un conseguente impoverimento umano e sociale”.

Alla domanda su come parole come fraternità, democrazia e bene comune possano diventare scelte concrete, la risposta è stata netta: “Ai problemi sociali si risponde costruendo reti comunitarie. Abbiamo bisogno di tessuti sociali in cui le persone si sentano a casa, valorizzate, e dove sogni e competenze possano trasformarsi in opportunità reali”.

Alla richesta di lasciare di quale messaggio volesse lascire alla comunità, Don Bruno ci ha risposto: “Lascerei un solo messaggio molto semplice che è questo, cioè sappi che tu puoi fare la differenza, cioè se tu ti metti in gioco le cose possono cambiare, se tu stai sul divano le cose possono semplicemente rimanere così o peggiorare. Quindi dal tuo impegno e dalla tua disponibilità ne deriva anche un miglioramento possibile di questo territorio”.

La conferenza: ecologia integrale come chiave di lettura del presente

Nel suo intervento pubblico, don Bruno Bignami ha sviluppato il tema dell’ecologia integrale come approccio capace di tenere insieme ciò che spesso viene separato: ambiente, lavoro, salute, economia, relazioni sociali e pace.

Riprendendo il magistero di Papa Francesco, in particolare le encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti, Bignami ha sottolineato come la grande sfida del nostro tempo sia “abitare la casa comune”, rispettando i tempi della natura e delle relazioni umane, contro una velocizzazione che genera alienazione e indifferenza.

“Abitare”, ha spiegato, “non significa occupare uno spazio o possederlo. È qualcosa di profondamente relazionale. Tutto è diventato appropriativo, ma l’ecologia integrale ci ricorda che siamo chiamati a custodire le relazioni: con gli altri, con il creato, con Dio e con noi stessi”.

Da qui il richiamo alla cultura dello scarto, che dalle cose arriva alle persone: bambini non desiderati, migranti considerati solo in base all’utilità, anziani e malati vissuti come un peso. “La presenza dell’altro è un valore aggiunto o no?”, ha chiesto provocatoriamente, “Anche quando è fragile”.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dei conflitti e della pace. Secondo Bignami, “ci siamo diseducati alla pace” e l’idea che “se vuoi la pace prepara la guerra” è una bugia che semplifica la realtà e costruisce nemici. “La guerra giusta non esiste”, ha affermato, “e la violenza è sempre una scorciatoia terribile, che si ritorce contro chi la pratica”.

La vera sfida, invece, è imparare ad abitare i conflitti, trasformandoli attraverso il dialogo, la fiducia reciproca e la non violenza. “La pace è creativa”, ha detto, “è la capacità di stare nella complessità, senza eliminare l’altro”.

Nel quadro dell’ecologia integrale, Bignami ha affrontato anche temi concreti come la transizione energetica, la nascita di nuovi poveri – i poveri energetici – e l’importanza delle comunità energetiche, capaci di rispondere in modo solidale alle emergenze sociali ed economiche. “Non possiamo pensare di non aver bisogno degli altri”, ha sottolineato, “siamo interconnessi”.

Il messaggio finale: responsabilità e cambiamento culturale

La conferenza si è chiusa con un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva, alla necessità di un cambiamento culturale che metta al centro la ricchezza dell’umanità, la cura delle relazioni e il coraggio di prendere parola sui problemi del mondo.

“La soluzione alle emergenze planetarie e sociali”, ha ribadito Bignami, “sta nel saper gestire le relazioni e abitare i conflitti, costruendo fiducia e riconoscendo che c’è spazio per me e per te”.

L’intervista al Vescovo dei Marsi: continuità e radicamento nel territorio

Al termine dell’incontro, Monsignor Giovanni Massaro, Vescovo dei Marsi, ha spiegato ai nostri microfoni il senso del percorso avviato dalla diocesi: “Con questi tre incontri vogliamo dare continuità al lavoro già fatto sui pilastri della dottrina sociale della Chiesa. Ecologia integrale, fraternità universale e famiglia sono temi che ci aiutano ad abitare il mondo nel migliore dei modi, come cristiani e come cittadini”.

Un tema, quello dell’ecologia integrale, che non è affatto astratto: “Ci dice che tutto è connesso e risponde a una domanda fondamentale: come dobbiamo abitare il mondo? Non come qualcosa da possedere, ma come uno spazio di relazioni da costruire”.

Il vescovo ha infine richiamato la necessità di una conversione delle relazioni, contro la cultura dello scarto: “Relazioni con Dio, con gli uomini, con il creato. È questa la strada per affrontare in modo autentico le emergenze sociali e planetarie del nostro tempo”.

L’incontro ha posto dunque a tutti i partecipanti e a tutta la comunità della Marsica una sfida: in una società sempre più individualista e polarizzata è necessario capire che siamo tutti interconnessi, ed è tutto interconnesso: dalle nostre future azioni, dalle azioni di ciascuno di noi dipende il futuro dell’umanità

È necessario non commettere l’errore di semplificare al realtà e i problemi, perché altrimenti  così saremmo portati a commettere un errore di ignoranza, come ha ricordato Don Bruno richiamando il pensiero di Papa Francesco, ma rendersi conto che ognuno di noi è chiamato ad agire con coscienza nel presente e nella storia.

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