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Collarmele celebra la Madonna della Mercede: una comunità raccolta nella fede

Redazione News

Collarmele – Grande e sentita partecipazione ieri mattina a Collarmele per la solenne Celebrazione Eucaristica in onore della Madonna della Mercede, presieduta dal Vescovo Giovanni. A concelebrare il parroco, don Francesco Tudini, insieme alla comunità riunita attorno alla propria Patrona in uno dei momenti più significativi dell’anno.

Una festa profondamente radicata nella storia e nella fede di Collarmele, che ogni anno rinnova il legame tra la comunità e la Madonna della Mercede. Nell’omelia, prendendo spunto dalla figura di Giuditta, il Vescovo ha richiamato il cammino che conduce dalla paura alla fiducia, dalla prova alla liberazione e dalla liberazione alla lode. Un messaggio particolarmente significativo anche per una piccola comunità come Collarmele, chiamata ad affrontare le difficoltà del nostro tempo, le partenze dei giovani, il cambiamento delle famiglie e il peso della solitudine, senza mai perdere la fiducia nell’azione di Dio.

Al centro della riflessione anche la presenza di Maria ai piedi della croce. La Madonna, ha sottolineato il Vescovo, è la Madre che rimane, che non abbandona e che sa condividere il dolore senza perdere la speranza. È la Madre affidata da Gesù alla Chiesa e, attraverso la Chiesa, a ciascuno dei suoi figli.
Particolarmente significativo il richiamo al titolo di Madonna della Mercede, che evoca misericordia, dono, grazia e liberazione. La vera libertà, ha ricordato il Vescovo, non consiste nell’essere immuni dalle difficoltà, ma nella certezza che nessuna prova può avere l’ultima parola sulla nostra vita: l’ultima parola appartiene a Dio.

Il vescovo ha quindi affidato alla Madonna le famiglie, i ragazzi, i giovani, gli anziani e gli ammalati, soprattutto quanti vivono nella solitudine, e tutti coloro che oggi sono lontani da Collarmele. Un affidamento che ha abbracciato anche la vita della comunità, con l’invito a custodire la comunione e a non permettere che incomprensioni e divisioni prevalgano sull’amore fraterno.

La celebrazione è stata così anche un invito a custodire una devozione antica e preziosa, facendo però in modo che essa diventi vita concreta: una comunità che sa accogliere, perdonare, sperare e prendersi cura. Nel giorno della sua festa, Collarmele ha rinnovato così il proprio affidamento alla Madonna della Mercede, nella certezza di una presenza materna capace di accompagnare il cammino della comunità e di condurla sempre verso Cristo.

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