Classifica della corruzione: l’Abruzzo è messo veramente male



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Solo un paio di giorni fa la Giunta Regionale d’Abruzzo, presieduta dal Governatore Marsilio, ha definito gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza che costituiranno parte del Piano per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT), entro il 31 gennaio di ogni anno. Una nota positiva considerando che, in base a una recente inchiesta de Il Sole 24 Ore, l’Abruzzo è tra le Regioni d’Italia in cui la corruzione è più avvertita. Ossia, l’Abruzzo è una delle Regioni italiane in cui il fenomeno della corruzione percepita è particolarmente sentito. Chiaramente esiste un netto discrimine tra ciò che i cittadini percepiscono e ciò che realmente accade, eppure le due entità sono spesso interconnesse.

In Abruzzo, infatti, la stragrande maggioranza delle persone hanno la sensazione che i politici, gli amministratori, gli imprenditori e tutto ciò che ruota attorno al loro mondo sia compromesso dallo scambio mazzette, favori e affari poco leciti. Sia chiaro: una cosa è percepire, una cosa è dimostrare concretamente un atto illecito. La sensazione rilevata dai cittadini, in questa come in altre circostanze, non è detto che corrisponda alla realtà dei fatti ma esiste ed è evidente.

Classifica della corruzione: l'Abruzzo è messo veramente male

Il sentimento della gente comune, quella che in Abruzzo sembra rilevare una corruzione diffusa, può essere usato come cartina di tornasole rispetto a questioni più ampie. Lì dove si avverte la presenza di fenomeni corruttivi, seppur solo percepiti e non attestati, si rileva anche un clima di sfiducia e di sospetti: la pubblica amministrazione è giudicata inefficiente poiché si reputa alterata da raccomandazioni, favoritismi, scambi di denaro e interessi personalistici. Al contrario, laddove la corruzione non è considerata un problema rilevante, si ha una maggiore fiducia nella PA. Come viene spiegato dal quotidiano economico, “esiste una correlazione positiva tra il prodotto interno lordo e il valore dell’indice della corruzione percepita, i Paesi meno corrotti sono anche quelli che generano maggiore ricchezza“. I dati parlano chiaro.