Celanese dichiarato “socialmente pericoloso”. Il gip boccia la perizia. “Va rifatta”



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Celano. La perizia psichiatrica va rifatta, in quanto non è “chiara”. In più, all’imputato non sono stati somministrati i dovuti test che ne chiariscano o meno la salute mentale.

Il gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, ha accolto la tesi difensiva degli avvocati Domenicantonio Angeloni e Pier Luigi D’Amore e ha di fatto “scartato” la perizia redatta dal perito Maria Luisa Rossi, su A.P., 39 anni di Celano. La dottoressa nella sua perizia aveva dichiarato il celanese socialmente pericoloso ma ora il gip chiede di rinnovare l’esame.

Attualmente A.P. è ospitato in una struttura di cura, in regime degli arresti domiciliari. Le accuse nei suoi confronti vanno dalle minacce, agli atti persecutori fino allo stalking. Reati commessi nei confronti di un giovane avvocato di Celano, E.V. e di sua madre, A.V..

Gli episodi, che sono poi sfociati nell’arresto messo in atto dai carabinieri della stazione di Celano, al comando del luogotenente Pietro Finanza, si riferiscono a giugno del 2015.

Secondo la ricostruzione dei militari finita nell’informativa depositata in Procura, A.P. “pretendeva” una somma di 500 euro da un avvocato di Celano, in quanto gli erano stati promessi da un suo assistito per produrre una falsa testimonianza in un processo. Quando l’uomo si è rifiutato di consegnare il denaro, il 39enne ha iniziato a chiedere i soldi insistentemente all’avvocato. Prima se l’è presa con lei e poi anche con sua madre. Da qui è iniziata una sorta di persecuzione nei confronti delle due donne che si sono ritrovate il 39enne sotto casa, anche di notte. In particolare, in un’occasione, con l’auto, ha anche sfondato loro la porta dell’ingresso di casa. Fino a qualche mese fa, quando l’uomo ha inveito contro l’avvocato brandendo un bastone, minacciandola e ingiuriandola.

Dopo l’arresto e il trasferimento in una struttura protetta, il pm Guido Cocco ha richiesto al gip l’incidente probatorio, in modo da accertare tramite una perizia psichiatrica, se l’imputato nel momento in cui compiva i reati era capace o meno di intendere e volere, se ora sia o meno capace di partecipare a un processo e se sia o meno socialmente pericoloso.

Punto focale della perizia della psicologa – psicoterapeuta Rossi è stato un episodio che si è verificato all’interno della struttura protetta, in cui si recriminava ad A.P. di aver aggredito la responsabile della struttura. Di fatto, però, nelle carte questo episodio è stato trascritto in modo “non chiaro” tanto che la cosa ha fatto storcere il muso prima agli avvocati difensori Angeloni e D’Amore e poi al gip che Proia che ha scartato la perizia e ne ha ordinata una nuova. Il nuovo esame sarà fatto dal dottore Maurizio Villari.




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