Castellafiume, il parroco chiude le porte della chiesa ai tecnici che devono sistemare il ripetitore. Don Francesco: “Non sapevo nemmeno ci fosse. Diano a me i canoni pagati”



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Castellafiume. Scoppia una guerra a Castellafiume tra il parroco, don Francesco Turrino e la Witel, la società di telecomunicazioni che ha numerosi abbonamenti in paese, per l’erogazione del servizio internet.

Il problema sta nel fatto che il ripetitore ha bisogno di manutenzione ma il parroco ha chiuso le porte della chiesa, o meglio della torre, su cui è installato, e non permette ai tecnici di salire.

La Witel fa sapere:

L’opposizione irragionevole del parroco di Castellafiume, Don Francesco, sta mettendo in una situazione di forte disagio un territorio intero, quale quello del Comune marsicano guidato dall’Amministrazione Mariani. Il personale tecnico della società WiTel, che eroga e cura il servizio di internet e telefonia nel Comune stesso, non riesce ad accedere alla sommità del campanile locale, per poter mettere mano al ripetitore, attualmente fuori uso. Il prete, infatti, unico detentore delle chiavi della torre, non fa passare i tecnici, creando, in questo modo, malumori e disagi con un comportamento insolito, ma non isolato. Il sindaco: «In quanto Amministrazione, abbiamo dato massima disponibilità alla WiTel. Abbiamo già pensato di spostare il ripetitore dal campanile al tetto del Comune, in totale forma gratuita, proprio per venire incontro alla cittadinanza».

E ancora:

Un disservizio che non trova soluzione perché il prete del paese si oppone strenuamente alla risoluzione del problema, sbarrando anche le porte della sua Chiesa a chi solo è in grado di annullare il disagio. Una situazione di malfunzionamento di internet e telefonia sta tenendo banco da diversi giorni a Castellafiume e chi ci rimette è proprio la cittadinanza, rimasta ferma in merito ai servizi erogati dalla Società di telecomunicazioni WiTel Srl. Ha deciso, infatti, di chiudere porta e portoni, Don Francesco, parroco di Castellafiume, con un gesto di non collaborazione immotivato verso il personale tecnico della Società.  Proprio da qualche giorno, infatti, il parroco del paese sta opponendo un rifiuto illogico alla richiesta, avanzata dal personale tecnico dell’azienda, di poter salire in cima al campanile del paese, sotto custodia del prete stesso, in modo da poter ripristinare quanto prima il servizio mancante, a causa di un ripetitore manomesso, collocato proprio sul punto più alto della torre campanaria. Il parroco, però, dal canto suo, non ne vuol sapere ed ha chiuso letteralmente le porte alla società.

Il disservizio non riesce, stando così i fatti, ad essere risolto, ma non per volontà dell’azienda erogatrice. La cittadinanza, quindi, in questi giorni, sta subendo un forte disservizio a livello di internet e telefonia, proprio perché il prete, per una presa di posizione personale ed illogica, non permette l’accesso agli operatori della società WiTel al campanile. L’azienda di telecomunicazioni, quindi, a fronte di questa situazione di disagio causato non per inadempienza, ma per una semplice ritrosia mostrata dal prete, si è confrontata anche con l’Amministrazione comunale. Non è il primo caso, inoltre, di comportamento insolito che si nota in paese e che lo stesso prete adotta, a discapito ovviamente dei fedeli. «Sono consapevole della situazione di disagio che si sta creando nella mia comunità. – afferma il primo cittadino Domenico Mariani – Il Comune, però, da parte sua, sta ipotizzando di mettere a disposizione della WiTel il tetto del Municipio, che dista solo 20 metri dal campanile della Chiesa, in modo da istallare il ripetitore in un altro luogo onde evitare, così, che persista questo stato disagevole delle cose, contro la nostra volontà».

Il ripetitore è stato collocato sul campanile della Chiesa di Castellafiume a seguito di un legittimo ed effettivo contratto di locazione, stipulato, a suo tempo, tra il parroco precedente e l’azienda. «Per far ripartire il tutto – afferma il responsabile tecnico della società WiTel, Maurizio Di Cintio – avremmo solo bisogno di riuscire a salire sul campanile e riaccendere, così, l’impianto: nulla di più semplice, se non fosse per il rifiuto opposto, per noi assolutamente immotivato, da parte del prete del paese, il quale in più telefonate ci ha sempre dimostrato la sua volontà di non voler agevolare i nostri lavori di ripristino della normalità del servizio. I cittadini hanno attualmente un disservizio sulla rete, quindi, proprio perché non riusciamo a risolvere il problema che si è verificato per questa opposizione che dura da diversi giorni».

«Questa situazione di screzio sta andando avanti, anche perché – afferma il primo cittadino – mi è stato segnalato che metà del paese non riceve più il segnale». La società, attualmente, sta valutando la soluzione proposta dall’Amministrazione comunale. «Non sarà un lavoro di un giorno, ovviamente. – conclude Di Cintio – Delocalizzare un ripetitore non è un movimento facile e di imminente attuazione, ma noi non lasceremo che questo stato delle cose continui a creare disagio in paese. La nostra professionalità non può essere fermata da un comportamento illogico di un prete».

Abbiamo raggiunto telefonicamente don Francesco Turrino che ha spiegato le sue “ragioni” così:

Non sapevo nemmeno che quell’antenna si trovasse lì. Qui ci sono io e la chiesa è mia. Non mi interessa che il paese è senza internet. Aprirò le porte della chiesa quando i canoni versati alla diocesi dei Marsi saranno dati a questa chiesa.

Don Francesco non nega dunque che i canoni siano stati versati dalla Witel alla diocesi ma non riesce a farsi capace che solo ora viene a conoscenza del fatto che sul campanile ci sia il ripetitore.

Otto anni di canone sono 24mila euro, li ha presi la diocesi e non la chiesa come sarebbe stato giusto. 

 




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