Caso Quinta Colonna a Celano, Sforza: “Mi sono fatto coinvolgere in un gioco mediatico al massacro”



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Celano. A seguito dell’articolo pubblicato sull’arrivo della trasmissione Quinta colonna a Celano, interviene Gianvincenzo Sforza, uno degli intervistati nel programma tv di Rete 4.

In via preliminare voglio precisare che non intendo avviare polemiche con una testata giornalistica seria, “Terre Marsicane” e con il direttore che ritengo altrettanto serio: Magda Tirabassi, alla quale ho sempre manifestato, e confermo, la mia stima.

Condivido buona parte di ciò che ella afferma sull’articolo apparso oggi su “Terre Marsicane” e, forse, né come cittadino, né come periodico mi dovevo far coinvolgere in una trasmissione populista il cui UNICO FINE era quello di evidenziare come lo stesso problema (Furti, spaccio e altro) viene trattato in modo diverso: con eleganza e rispetto delle leggi al nord, utilizzando il solo torcia elettrica e  “bastone” (Quello divenuto famoso dopo la mia infelice affermazione proferita in trasmissione) e in modo “barbarico” e con una strumentale corsa all’armamento al sud e a Celano in particolare, visto che la nostra città è stata citata come termine di paragone in studio da Paone in un commento indirizzato a Salvini mentre non erano in diretta e che io ho percepito dal monitor che avevamo davanti al salone del ristorante.

Che l’obiettivo era quello di evidenziare la diversità tra la comunità milanese e celanese nell’approccio al problema sta nel fatto che gli organizzatori della trasmissione hanno PRETESO E VOLUTO che la prima inquadratura fosse infarcita, ben in evidenza, dei fogli di richieste dei porto d’armi in bianco.

Detto ciò, preciso che il mio intervento doveva essere di diversa natura: avrei messo in luce che Celano è la “patria” dell’accoglienza in quanto di 10540 abitanti ben 1456 sono extracomunitari iscritti all’anagrafe; che le emergenze, benché nella media nazionale, sono comunque deleterie e fastidiose per chi le riceve e che la mancanza di leggi SERIE fatte dal Parlamento scarica sui gradini più bassi della scala piramidale dello Stato ogni responsabilità come possono essere i sindaci, le Forze dell’Ordine e i cittadini inermi. Poi avrei concluso con il dire che Celano sta diventando anche colonia penale in quanto arrestano extracomunitari in Nord Italia e li vediamo arrivare a Celano dove scontano i domiciliari o le pene con aggravio di impegno da parte delle Forze dell’Ordine che li devono controllare.

Tutto questo è ciò che avrei detto come  concordato con la redazione e la giornalista presente; ma non  l’ho potuto dire ed era questa, sicuramente, la cosa che interessava alla gente..

Come un POLLO, mi sono fatto coinvolgere in un gioco mediatico al massacro, anche se confermo quanto detto e ribadisco al signore di Milano che “se un delinquente entra nella sua abitazione e gli punta una pistola calibro 9 alla testa, sai dove potrebbe infilarselo quel bastone che orgogliosamente mostrava in trasmissione?”. Questa affermazione, se pur scurrile, rende bene il mio concetto che non voleva offendere nessuno, tranne chi ha la coda di paglia per motivi del tutto personali.

Non entro in merito alle affermazioni su Lucio Perrotta comparse sull’articolo di oggi, in quanto non sono al corrente della vicenda che viene riferita nell’articolo stesso e che meriterebbe, comunque, un approfondimento anche a garanzia dello stesso.

Ciò che intendo precisare alla giornalista Magda Tirabassi, ma solo per  chiarezza, che il “Piccolo Marsicano” da me fondato e edito da mio figlio, riceve, come lo fanno tutte le testate giornalistiche di una certa importanza e validità territoriale, attenzioni dalla Pubblica Amministrazione che, nel caso che mi riguarda, ha deciso di acquistare ben due pagine sul periodico citato per veicolare l’informazione istituzionale, così come prevedono le leggi e come anche “Terre Marsicane” sa bene visto che, come mi risulta, non è insolito riceva anch’essa emolumenti del tutto legittimi.

https://www.terremarsicane.it/quinta-colonna-arriva-a-celano-per-lallarme-sicurezza-offese-a-cecchi-paone-in-diretta-tv-i-politici-vogliono-la-pistola-ma-finiscono-nelle-inchieste-per-sfruttamento-dellimmigrazione-clandestin/

 

In merito alle dichiarazioni di Gianvincenzo Sforza l’editore del giornale Terremarsicane dichiara:

Terremarsicane non ha mai ricevuto nessuno emolumento per pubblicità istituzionale che nulla ha a che vedere con la sponsorizzazione di eventi e manifestazioni.



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