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Cartoline dal fronte, da Cerchio riemergono le cartoline dei soldati che raccontano la guerra

Fiorenzo Amiconi

La ricerca storica di Fiorenzo Amiconi riporta alla luce un prezioso patrimonio di messaggi, immagini e memorie legate alla Prima guerra mondiale: un viaggio dentro le parole semplici dei soldati e dentro la storia di una comunità segnata dal dolore.

Non sono soltanto vecchie cartoline. Sono tracce di vite, richieste di vicinanza, saluti affidati a poche righe mentre tutto intorno infuriava la guerra. Ed è proprio questo il valore del lavoro firmato da Fiorenzo Amiconi, che riporta all’attenzione un fondo documentario di straordinario interesse: 115 cartoline e 5 fotografie conservate attorno alla figura di Peppina Cipriani, giovane di Cerchio alla quale, durante gli anni del primo conflitto mondiale, scrissero numerosi soldati del paese.

Il pregio della ricerca è doppio. Da una parte c’è il recupero materiale di documenti che rischiavano di restare chiusi nella memoria privata; dall’altra c’è la capacità di trasformarli in un racconto più ampio, che parla di Cerchio, della Marsica e di una generazione travolta dalla storia. Quelle cartoline, infatti, non raccontano solo il fronte: raccontano anche il bisogno di restare umani, di sentirsi ricordati, di aggrapparsi a un legame mentre la guerra portava lontano i giovani di un’intera comunità.

Al centro di questo intreccio c’è proprio Peppina Cipriani, nata nel 1900, figura che nel lavoro di Amiconi emerge come punto di riferimento affettivo e morale per molti ragazzi partiti in guerra. Le sue risposte non sono state ritrovate, ma il numero stesso delle missive lascia intuire quanto fosse importante quel filo epistolare. In controluce appare anche il ruolo, spesso silenzioso ma decisivo, che molte donne ebbero in quegli anni nel sostenere il morale dei combattenti.

C’è poi il contesto, che rende tutto ancora più forte. Quando l’Italia entra in guerra nel maggio del 1915, la Marsica era stata colpita pochi mesi prima dal devastante terremoto del 13 gennaio. Anche Cerchio aveva conosciuto morte e distruzione. Per questo le cartoline raccolte da Amiconi assumono un significato ancora più profondo: sono il segno di una terra già ferita che si ritrova a consegnare i propri giovani a un altro dramma, quello del conflitto.

A colpire, in questo materiale, è anche la lingua. Molti testi sono essenziali, diretti, a volte incerti nella forma, ma proprio per questo autentici. Dentro quelle parole c’è una verità che non ha bisogno di abbellimenti: la paura, la nostalgia, l’attesa del ritorno, il desiderio di non essere dimenticati. E c’è, insieme, il volto di un’Italia minore, fatta di paesi, famiglie e relazioni semplici, che nella guerra ha pagato un prezzo altissimo.

La ricerca di Fiorenzo Amiconi restituisce dunque molto più di una raccolta di documenti: consegna al lettore un patrimonio di memoria viva, capace ancora oggi di parlare con immediatezza. E forse è proprio questa la forza più grande di queste cartoline: ricordarci che dietro ogni grande evento storico ci sono sempre persone, nomi, affetti e speranze affidate a poche righe.

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Alle mane di Peppina/Cipriani di Cesidio/Cerchio/Pr.[ovincia] Aquila/Italia ”

Cartoline dal fronte della prima Guerra Mondiale 

    Grazie alla segnalazione del compianto amico Cenzino (Vincenzo) Tucceri (1944-2013) avvenuta nella primavera del 2007 venni alla conoscenza di una importante raccolta di cartoline e lettere inviate negli anni che vanno dal 1910 al 1960 ( molte di esse furono spedite dal fronte da soldati cerchiesi partecipanti al primo conflitto mondiale ) alla signorina Peppina ( Maria Giuseppa) Cipriani, nata a Cerchio l’8 Febbraio 1900 e conservata dal proprio nipote Angelo Ramelli.

    All’iniziale stupore della conoscenza di questa singolare raccolta è seguita immediatamente  la fase della visione e del riordino del menzionato materiale : subito mi misi in contatto con l’amico nonché parente Angelo il quale mi donò le rimanenti cartoline ( già prima Angelo aveva regalato al sopramenzionato Cenzino, che immediatamente mi comunicò  l’importante fondo oggetto della presente pubblicazione e al quale sarò sempre grato, le cartoline riguardanti il proprio genitore Tucceri Cesidio, nato a Cerchio il 3 Aprile 1899 e deceduto in Roma  il 5 Marzo 1947[vedi appendice II] ) e, dopo averle trascritte, sono state  da me collocate nel Museo Civico di Cerchio.

     Un doveroso ringraziamento va senz’altro tributato al grande mecenatismo di Angelo che ha permesso prima a me e poi a tutti di conoscere questa importante collezione.

    Sono rimasto stupito del fatto che molti giovani soldati cerchiesi hanno inviato, sin dal 1915,  a Peppina ( aveva 15 anni ) cartoline e lettere dal fronte della Prima Guerra Mondiale e lei sicuramente a tutti ha dato conforto con una sua gentile , premurosa e sentita risposta.

     Addirittura sin dal 1910, quindi appena decenne, il fratello Vincenzo le inviava cartoline dagli Stati Uniti d’America : segno manifesto della sua intelligenza e capacità ed anche segno inequivocabile dell’ampio consenso che riscuoteva non solo fra i familiari ma anche dagli altri che a lei si rivolgevano.

    Sono rimasto stupito perché nessuno fino ad oggi  sapeva nulla della filantropica pietas rivolta dalla Nostra verso i giovanissimi soldati che erano impegnati al fronte.

   Le sue risposte, peccato che al momento non ne abbiamo alcuna conoscenza, sono a noi ignote però dobbiamo arguire, che ebbe parole di conforto per tutti.

    Peppina doveva essere una leggiadra e gentile signorina, l’unica foto in nostro possesso è quella riprodotta in copertina. Molto probabilmente è ascrivibile all’anno del suo matrimonio ( o comunque dopo ) avvenuto il 5 dicembre 1935 infatti inequivocabilmente nella mano sinistra si notano due anelli di cui uno dovrebbe essere la fede nuziale e l’altro, molto probabilmente forse, la “fedina” : l’anello di fidanzamento ( la nipote Maria conserva gelosamente una foto di lei purtroppo tagliata quasi alla metà : è la stessa, questa però è integra, e quindi per noi importante perché grazie alla testimonianza della sunnominata nipote conosciamo visivamente la nostra Peppina ). 

Si unì in matrimonio all’età di 35 anni : il 5 dicembre 1935 ( Vedi appendice II ) con Vincenzo Angeloni di nove anni più giovane (era nato, infatti, il 4 Ottobre 1909).

        Peppina morì a Cerchio all’età di 81 anni il 9 Agosto 1981, il marito era morto a Pescina tre anni prima : il 3 Aprile 1978.

   Quando il sunnominato Angelo Ramelli mi fece vedere per la prima volte le cartoline della sopraccitata zia queste erano ancora graziosamente legate con un nastrino ( mi sembra di color rosso, purtroppo, per la sorprendente scoperta non feci caso al colore del nastrino ) : Peppina le aveva tenute gelosamente sempre con se : segno eloquente di grande importanza; era il segno tangibile del suo impegno verso i militi che a lei chiedevano più o meno velatamente comprensione, considerazione  e perché no, anche speranza di tempi migliori, magari insieme, che sarebbero arrivati in seguito al ritorno a casa.

    Le cartoline sono in tutto 115 più 5 fotografie. 

Sedici di queste più la foto di Tucceri Cesidio furono donate, come ho detto sopra, a Tucceri Cenzino : 13 sono state scritte dal padre Cesidio, due, datate entrambe 1925, da Maria e Angelo ( e Angelo e Maria ) zia e zio di Cenzino ed una è stata scritta il 18 ottobre 1918 da Tucceri Antonio zio, sempre di Cenzino.

    La maggior parte delle missive sono scritte da persone che con fatica hanno vinto la loro piccola battaglia contro l’analfabetismo: i messaggi comunque sono semplici, diretti, concisi e sinceri.

     Non sappiamo al momento come mai i ragazzi-soldati di Cerchio scrivessero all’appena quindicenne Peppina.

   Non sappiamo se ai giovanissimi soldati di Cerchio fosse stato consigliato di scrivere cartoline a lei o anche ad altre ragazze.

   Non sappiamo se il giovane parroco di Cerchio: Don Salvatore Relleva ( Castelvecchio Subequo 22.11.1884 deceduto a Roma il 13.8.1962. Vedi appendice VI. ) o altri appartenenti alla classe dirigente locale avessero consigliato ciò o come, leggiamo nell’opera di Anna Rita Zara dal titolo : “ Il crogiolo “, tale predisposizione verso i combattenti fosse spontaneo:

“(…) Il ruolo tradizionale delle donne in tempo di guerra era sancito da un costume secolare: resteranno a casa a confezionare calze di lana per i soldati al fronte, scriveranno a mariti e fidanzati lettere piene di amore e di giuramenti di fedeltà, nelle retrovie cureranno i feriti e al ritorno degli eroici guerrieri si faranno belle per loro (…) I giornali da parte loro invitavano le ragazze non ancora fidanzate a diventare madrine di guerra di un soldato,scrivendogli lettere e tenendogli alto il morale(…)”.(1)

Così forse, molto probabilmente, dovette accadere anche alla Nostra.

    Le donne cerchiesi sono state sempre attente e zelanti dei compiti loro affidati:

“(…) Anche le donne si occupano dei lavori agricoli, e nei/periodi di guerra hanno dato prova di essere abili coltiva-/trici e di possedere nobili sentimenti patriottici sostituen-/dosi energicamente agli uomini in qualche faticoso lavoro(…) le donne,attive massaie, preparavano,nella stagione/calda le fibre da filare durante l’inverno per confezionare/bianche tele e morbidi tessuti di lana.

Durante le lunghe sere invernali, dopo il rosario, le/donne di altri tempi attendevano ai lavori ,mentre gli uo/mini leggevano alla fioca luce di una lucerna ad olio e/raccontavano favole e fatti allegri;non mancavano sguardi/furtivi di giovani alle belle ed operose fanciulle, e spesso ai lavori si intrecciavano canti, suoni e balli(…) Sempre con l’immaginazione possiamo anche figurarci/le donne allacciarsi i busti dietro la schiena. I busti erano/come vere corazze; li portavano, sopra candide camicie,/general-/mente di lino. Nella buona stagione, esse lavorando per i campi si irrobustivano e si preservavano dalle malattie, mentre i loro volti abbronzati dal sole rendevano più seducente il loro incarnato e lo splendore degli occhi ridenti.Tutto dimo-/strava il vigore e la salute della vita attiva(…)”.(2)

     Sicuramente il terribile cataclisma avvenuto nella terrificante mattinata del 13 gennaio 1915 quando l’intera Marsica fu quasi rasa al suolo (più di 30.000 furono i morti, nella sola città di Avezzano ne perirono più di 10.000, una sola abitazione rimase in piedi [l’abitazione di Cesare Palazzi, monumento nazionale dal 25.8.1992], a Cerchio i morti furono 256 (3) e l’80% delle case furono distrutte ) ha segnato indelebilmente l’animo dei cerchiesi i quali però non si sono mai arresi e sempre hanno lottato ( già alcuni anni prima e precisamente nei mesi di Settembre, Ottobre e Novembre 1911 i nostri nonni dovettero subire l’ira della Natura: morirono, infatti, in seguito ad un’epidemia colerica, 10 persone e , alcuni anni dopo, nel 1918-1920, durante l’epidemia nota come la “Spagnola”, perirono a Cerchio, a causa di tale morbo, altre 10 persone  ).

     Non solo il terremoto ma anche il freddo intenso colpì la nostra subregione marsicana :

“ Sventure su sventure in Abruzzo: la neve e i lupi impediscono l’opera di assistenza ai superstiti del terremoto “ 

questa didascalia si legge sotto la tavola eseguita da Achille Beltrame per  “La Domenica del Corriere” del 7-14 Febbraio 1915 (4) e posta all’ultima di copertina raffigurante 3 camion militari pieni di vettovaglie con le ruote affondate per l’abbondante neve caduta e militari armati di pistole e fucili che fanno fuoco contro 4 lupi di cui uno è stato ucciso.

    Nella chiesa nuova parrocchiale di Cerchio edificata nei secc. XVIII-XIX e intitolata, come l’attuale ricostruita dal 1926 al 1930, ai Santi Giovanni e Paolo Martiri, morirono circa 120 donne (5) in quanto, in quella tragica e sventurata mattina, era loro e solamente a loro, riservata una speciale messa dai Padri Redentoristi Emilio Annessi e Antonio Mirabelli (6) i quali, anche loro, perirono mentre stavano officiando la Santa Messa: si salvò, da quell’ecatombe, il parroco di Cerchio Don Salvatore Relleva in quanto non stava officiando messa e in quel fatale frangente si trovava a passare sotto un architrave: questo fu la sua salvezza, rimase intrappolato dalle macerie ma ebbe salva la vita.

     Giovanni Giuriati (7), che fu uno dei primi, insieme ad altri amici, a prestare aiuto ai terremotati, nel suo libro autobiografico : “ La Vigilia ( Gennaio 1913- Maggio 1915 )” edito dalla casa editrice Mondatori nel 1930 dedica l’ intero capitolo XI (pp. 206-222) a tale disastro tellurico. Si riportano le pagine 210, 211 e 212  riguardanti Cerchio : 

“(…) 2. IL VIAGGIO: I PRIMI ASPET-/TI DEL DISASTRO(…) a Cerchio troviamo la stazione invasa da una folla/in tumulto. Donne, uomini, vecchi, bambini, tutti la-/ceri, alcuni pallidi per la fame e per le sofferenze, altri/congestionati dalla collera, molti insanguinati, molti/fasciati con luridi cenci. Tutti gridano, imprecano/piangendo: protestano per la mancanza di soccorsi, as-/salgono il treno, vogliono impedirne la partenza. Le/donne depongono gli infanti sulle rotaie, davanti alla/locomotiva sbuffante.Appena si notano i miei legio-/nari e si diffonde la voce che son Triestini, il clamore/raddoppia : “ Ah, volete la guerra? Noi l’abbiamo già/la guerra! Questa, questa è la guerra!”/Ma l’invettiva non ci trattiene dal compiere il no-/stro dovere. Senza esitare, scendiamo in mezzo a/quella disperazione. Poichè alcuni feriti più gravi sono /allineati lungo il marciapiede, coricati su barelle im-/provvisate, il dottor Nordio si china su di essi e li me-/dica con pietosa prontezza. La folla guarda, placata./Per qualche tempo i viaggiatori, il personale del tre-/no, i cento e cento desolati pendono dal giuoco sa-/piente di quelle due mani. Quando il medico ebbe pro-/digato tutte le cure che in quelle condizioni potevano/essere prestate, le barelle-undici- furono, col con-/senso del capostazione, caricate sul bagagliaio. Poi il /sanitario altre piaghe men gravi lavò e ricoperse di/nitide bende. E bastarono quei pochi gesti di carità/doverosa, perché il treno, dopo circa un’ora, ripartisse/senza più proteste, ma soltanto fra invocazioni ango-/sciose alle quali dai finestrini voci rotte dai singhiozzi/rispondevano con le più fraterne promesse./Il convoglio procedette a passo d’uomo tra sempre/maggiori rovine, talvolta prossima alla strada ferrata,/talvolta stramazzanti dai cocuzzoli sui quali stavano/appollaiati i borghi e i castelli./La conca maestosa d’Avezzano aveva un aspetto/funebre. La neve che in buona parte la vestiva faceva/pensare al candido sudario di cui si veste il cadavere./tutto era orribile. Le voci erano di pianto e il si-/lenzio era di morte / 3. SOSTA AD AVEZZANO E/ARRIVO ALLE CESE/Verso le undici il treno si fermò alla stazione di/Avezzano(…)Riunii i miei Irredenti sul piazzale della/stazione. Poscia mi presentai al generale Guicciardi,/lo informai brevemente del nostro viaggio, lo pregai/di mandare soccorsi a Cerchio, gli raccomandai i fe-/riti che avevamo portato nel bagagliaio(…)”.

    Era la mattina del 15 Gennaio 1915.

   E lenta e dura fu la ricostruzione. Ancora oggi purtroppo si possono vedere  i guasti che la natura matrigna arrecò alla nostra Marsica. Ancora oggi esistono le baracche asismiche : erano i rifugi temporanei per i terremotati!

    Alcuni mesi dopo la menzionata immane tragedia, esattamente il 24 Maggio 1915, l’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria e, quindici mesi dopo, alla Germania:

 “ La prima guerra mondiale (per i contemporanei Grande Guerra) fu il conflitto cominciato il 28 Luglio 1914 a seguito dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero Austro-Ungarico, compiuto a Serajevo (Bosnia) il 28 Giugno 1914 da parte dello studente serbo-bosniaco Gavrilo Princip, e conclusosi l’11 novembre 1918 con la resa della Germania (…)”.(8)

    La martoriata Marsica deve inviare i giovani salvatisi dalla grande ecatombe del 13 Gennaio 1915 ad ingrossare il belligerante esercito italiano e qui, questi giovani, diedero esempi di grande valore immolando la loro giovane esistenza per l’ideale di Patria. Ventisei (9) furono i Caduti cerchiesi nella Grande Guerra e tutti furono degnamente ricordati nell’ “ Albo d’Oro” fatto pubblicare nel 1927 dal Ministero della Guerra ( ROMA, 1927 ANNO V – STABILIMENTO POLIGRAFICO PER L’AMMINISTRAZIONE DELLO STATO )  :

 “ MILITARI CADUTI/NELLA/GUERRA NAZIONALE 1915-1918/ALBO D’ORO” VOLUME SECONDO/ABRUZZI E MOLISE :

“(…) ALFANO PASQUALE MARIA DI FELICIANTONIO/Soldato 62° reggimento fanteria,nato il 1° Aprile 1888 a Cerchio,distretto militare/di Sulmona, morto il 15 ottobre 1917 nell’ospedaletto da campo n. 0151 per malattia(…)” pag.5;

“(…) ANGELONI AGOSTINO DI ANGELOMARIA/ Soldato 78° reggimento fanteria, nato il 22 settembre 1897 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 10 ottobre 1918 a Cerchio per malattia(…)” pag. 14;

“(…) ANTIDORMI DOMENICO PASQUALE/Soldato 124° reggimento fanteria, nato l’11 settembre 1891 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 29 aprile 1916 sul Monte Sei Busi per riferite riportate in com-/battimento(…)” pag. 16;

“(…) BIANCHINI FRANCESCO DI GIUSEPPE/Soldato 55° reggimento fanteria, nato il 3 settembre 1896 a Cerchio, distretto mili-/tare di Sulmona, morto il 7 giugno 1918 sul Monte Val Bella in combattimento (…)” pag. 43 (10);

“(…) CIPRIANI ALBERTO DI GIOVANNI/Soldato 6° reggimento bersaglieri, nato il 21 maggio 1891 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 18 novembre 1916 sul campo per ferite riportate in combattimento(…) 

CIPRIANI CARMINE DI GIOVANNI/Soldato 240° reggimento fanteria, nato il 15 settembre 1897 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 9 settembre 1917 sulla Vertoiba Superiore per ferite riportate/in combattimento(…)” pag. 121;

“(…) COLANTONIO ARCANGELO DI ANTONIO/Soldato 65° reggimento di fanteria, nato il 15 dicembre 1892 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 23 aprile 1918 a Cerchio per malattia (…)” pag. 133;

“(…) CONTINENZA MARIO DI FRANCESCO/Sergente maggiore 14° reggimento bersaglieri,nato il 23 gennaio 1888 a Cerchio, distretto/militare di Sulmona, morto il 9 luglio 1916 nell’ospedaletto da campo n. 208 per ferite/riportate in combattimento(…)”pag. 142;

“(…) D’AMORE ANTONIO DI VENANZIO/Soldato 40° reggimento fanteria, nato il 10 giugno 1896 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 25 ottobre 1918 sul Monte Forcelletta per ferite riportate in/combattimento(…)” pag. 167;

“(…) DI DOMENICO ANTONIO DI CESIDIO/Soldato 112° reggimento fanteria, nato il 7 dicembre 1893 a Cerchio, distretto militare di /Sulmona, disperso il 18 giugno 1916 sul Monte Fiore in combattimento(…)” pag. 235;

“(…) DI GENOVA DOMENICO DI ANTONIO/Soldato 124° reggimento fanteria, nato il 15 aprile 1888 a Cerchio, distretto militare di Sulmona, morto il 15 giugno 1918 sulla Cima Palone per ferite riportate in com-/battimento(…)” pag. 248;

“(…) IACOBACCI VINCENZO DI ROCCO/Soldato 7° reggimento artiglieria campale, nato il 10 ottobre 1883 a Cerchio, distretto/militare di Sulmona, morto il 18 maggio 1918 in prigionia per malattia(…)” pag. 401;

“(…) IAFOLLA ANGELO DI PASQUALE/ Soldato 8° reggimento alpini, nato il 26 gennaio 1882 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 24 giugno 1915 sul Monte Pal Piccolo per ferite riportate in com-/battimento(…) pag. 403;

“(…) MARCHETTI DOMENICO DI GIUSEPPE/Soldato 111° reggimento di fanteria, nato il 27 febbraio 1893 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, disperso il 25 agosto 1915 a San Martino del Carso in combattimento(…)” pag. 457;

“(…) MASSARO GIOVANNI DI GIOVANNI/Soldato 39° reggimento fanteria, nato il 15 dicembre 1899 a Cerchio nell’84^ sezione di Sanità per ferite riportate in combattimento(…)” pag. 478;

“(…) MEOGROSSI LUIGI DI FRANCESCO/Soldato 93° reggimento fanteria, nato il 23 febbraio 1887 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 20 gennaio 1916 a Selo per ferite riportate in combattimento(…)” pag. 492;

“(…) PANECCASIO GIACOMO DI CARMINANTONIO/Soldato 8° reggimento alpini, nato l’8 luglio 1886 a Cerchio, distretto militare di Sulmona,/morto il 9 ottobre 1918 a Cerchio per malattia/

PANECCASIO NUNZIO DI CARMINANTONIO/Soldato 34° reggimento fanteria, nato il 25 marzo 1881 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 17 luglio 1918 in prigionia per malattia(…)” pag. 540;

“(…) PANTANO ETTORE DI VINCENZO/Caporal maggiore 138° reggimento fanteria, nato il 3 agosto 1885 a Cerchio, distretto/militare di Sulmona, morto il 14 ottobre  1916 a Devetaki per ferite riportate in combattimento; /

 PANTANO GIOVANNI DI NICOLA/Soldato 1° reggimento granatieri nato il 9 novembre a Celano 1896 

( nel nostro volume Celano è stato corretto a matita con Cerchio. Forse per il correttore, sicuramente qualche Ufficiale dello stato civile del Comune di Cerchio al quale era ben cognita la provenienza familiare del Nostro ha voluto con questa correzione a matita specificare e tramandare che era oriundo di Cerchio :   nel registro degli Atti di nascita  del Comune di Cerchio relativo all’anno 1896 non esiste essere nato alcun Pantano Giovanni di Nicola così come non risulta esser nato a Celano .  

     Nell’Archivio Comunale di Cerchio esiste un solo volume superstite -volume Secondo – del REGISTRO DELLA POPOLAZIONE sicuramente impiantato nella seconda metà del XIX secolo dove al foglio di famiglia n. 244 in via Largo delle Grazie è riportato il nucleo originario della famiglia di Pantano Gio:(vanni)Antonio fu Nicola, nato a Cerchio il 2 Gennaio 1815, genitore di Nicola, nato a Cerchio il 17 Giugno 1854 che, se è esatta la mia supposizione dovrebbe essere il genitore del Nostro

 “PANTANO GIOVANNI DI NICOLA”  n.d.a.), distretto militare di/Sulmona, morto il 23 gennaio 1917 a Roma per malattia(…)”

 pag. 542 ( sicuramente è questo il soldato che non fu conteggiato nella delibera n. 22 del 11 novembre 1918 dove si asserisce che i morti nel primo conflitto mondiale erano “ ben venticinque” in realtà i deceduti riportati nell’Albo d’oro sono 25 più quello corretto, il Nostro, a matita n.d.a.) pag. 542;

“(…) PARMA GIOVANNI DI NICOLA/Soldato 9° reggimento bersaglieri, nato il 30 gennaio 1893 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 7 luglio 1916 sul Monte Zebio per ferite riportate in combattimento(…)” pag. 547;

“(…) PIETROIUSTI ANTONIO DI FRANCESCO/Soldato 11° reggimento bersaglieri,nato il 20 febbraio 1888 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 5 dicembre 1916 a Doberdò per ferite riportate in combatti-/mento(…)” pag. 575;

“(…) TOMASETTI (è TOMASSETTI n.d.a.) AGOSTINO DI ANTONIO/Soldato 155° reggimento fanteria, nato il 14 agosto 1890 a Cerchio distretto militare di/Aquila, ( sicuramente è invece Sulmona n.d.a.) morto il 7 agosto 1916 a Monfalcone per ferite riportate in combattimento(…)” pag. 696;

“(…) TUCCERI GIOVANNI DI RAFFAELE/Soldato 163° battaglione M.T., nato il 16 settembre 1875 a Cerchio, distretto militare/di Sulmona, morto il 26 luglio 1917 ad Aquila per malattia(…)” pag. 708;

“(…) VASQUENZ AUGUSTO ANGELO DI ANTONIO/Soldato 123° reggimento fanteria, nato il 10 agosto 1890 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto l’11 novembre 1915 nella 31^ sezione di Sanità per ferite riportate/in combattimento /

“ VASQUENZ ELISEO DI PIETRO/Sergente 47° reggimento di fanteria, nato il 30 dicembre 1883 a Cerchio, distretto militare di/Sulmona, morto il 23 marzo 1917 a Devetachi per ferite riportate in combattimento(…) pag. 719 ( non è riportato  nell’epigrafe commemorativa del 1930  n.d.r.).

    Nel distretto di Sulmona morirono in tutto 3.110 soldati così suddivisi : 512 nel 1915; 700 nel 1916; 723 nel 1917; 974 nel 1918; 23 nel 1919 e 52 nel 1920 più altre 26 persone dove non è specificato l’anno di morte. Nella nostra regione morirono in totale 22.118 soldati. ( 11 ) I caduti in guerra decorati con la medaglia d’oro furono 13, con medaglia d’ argento 381 e con la medaglia di bronzo 280 : nel distretto di Sulmona 2 furono i caduti in guerra decorati con la medaglia d’oro, 63 con quella d’argento e 41 con quella di bronzo .( 12 ) L’arma militare che ha dato il maggior numero dei soldati deceduti abruzzesi è stata la Fanteria con ben 15.916 compresi anche i sottufficiali ed ufficiali (13) seguita dai Bersaglieri con 1.096 caduti, dal Genio con 689, dai Mitraglieri con 667, Operai 340, Bombardieri con 203 , Cavalleria 169, Sanità 124, Granatieri 119, RR. Carabinieri 101, R. Marina 95, R. Guardia di Finanza 70, Commissariato, Sussistenza e Amministrazione 57, Aeronautica 50, Autotrasporti 46, Stato Maggiore 9, Corpo non indicato 6 ed infine Società di Soccorso 4 .( 14 )

     Nella tabella n. 3 (pag. 744) del sopramenzionato volume  si evince chiaramente che i caduti in guerra della nostra regione appartenevano alle classi di nascita che andavano dal “1874 e precedenti” fino al “1900 e successivi”.

      L’undici Novembre 1919 il delegato speciale per l’amministrazione comunale di Cerchio Goffredo Taddei che resse il Comune di Cerchio dal 1918 al 1920 deliberò la realizzazione di “ un ricordo marmoreo ” per i caduti della Grande Guerra infatti, così apprendiamo nell’apposita deliberazione n. 22  :

“(…) L’anno millenovecentodiciannove, addì undici del mese di novem-/bre, alle ore 10 in Cerchio/

Il Delegato speciale per la straordinaria amministrazione del/Comune di Cerchio con l’assistenza del segretario infrascritto:/

Ritenuto che nell’ultima guerra d’indipendenza combattuta/dalla nostra patria, i cittadini di Cerchio, atti al servizio mi=/litare hanno risposto con mirabile slancio ed abnegazione/all’appello, dimostrando una disciplina ed una fede tanto/più encomiabile, in quanto essi partivano lasciando le famiglie/in recente lutto ed in ansie inerarrabili per la sciagura/del 13 gennaio 1915/

Ritenuto che largo contributo di sangue hanno dato i com=/battenti di questo Comune, essendone periti ben venticinque /( 15) in campo od a causa delle ferite e dei disagi./

Che anche la popolazione di Cerchio, come la grande patria/italiana per tutti i suoi figli, sente il vivo bisogno di manifestare la propria/gratitudine ai suoi martiri che con il sacrificio dei loro anni più belli./Hanno concorso ad assicurare ad essa la vita i beni, l’onore, la libertà./

Considerando che eternare nel marmo i nomi dei caduti, è attesta=/to doveroso di ammirazione e di riconoscenza per quei prodi ed è/ammaestramento per le nuove generazioni, affinché queste, ispirandosi/ a tanto esempio, imparino ad essere degne della libertà e della patria./

Ritenuto che ad iniziativa della locale sezione dei Combattenti ( 16 ) è/stata già aperta una sottoscrizione fra i cittadini per apporre un ri=/cordo marmoreo nella facciata di questo Palazzo Municipale ( 17 ) e che/per la costruzione del monumentino occorre una somma di circa/lire tremila, a completare la quale il Comune sente il dovere di/concorrere con lire seicento./Delibera/

Di contribuire alle spese per la erezione in Cerchio di un ricordo/marmoreo dei caduti nell’ultima guerra mondiale 1915-1918 con/la somma di lire seicento, da versarsi alla locale Associazione dei/Combattenti, appena compiuta l’opera su accennata e di prelevare/detta somma dal fondo appositamente stanziato nel bilancio/preventivo 1919 all’art. 94 bis Cat(egoria) 1^ Cap(itolo) 3° in seguito alle va=/riazioni apportate con deliberato 8 novembre 1919./

Letto, confermato e sottoscritto

      Il Delegato Speciale ( è impresso con un timbro n.d.a.)

                    G.(offredo) Taddei

                                                                                                                                  Il Segretario

                                                                                                                                   G. Genelirj     “ ( 18 ).

E con due deliberazioni di Consiglio comunale, la prima,  numero 4 del 24 Gennaio 1924 e la seconda, n.18 del 1 Maggio1924, apprendiamo la volontà degli allora amministratori di erigere una cappellina in onore di due eroi cerchiesi caduti nella grande Guerra: Vasquenz Eliseo ed Augusto:

“[…]Interviene il Consigliere Antonio d’Amore   Spese per la costruzione di una piccola Cappella per Salme di Eroi Riferisce il R.[egi]o Commissario ( era il commissario prefettizio Pasquale Bellissario n.d.a.) in occasione in cui furono inviate in questo Comune due Salme di eroi  << Vasquenz Eliseo ed Augusto>>  fece costruire una piccola Cappella, non esistendo nel Cimitero posto adatto per deporvi le casse. Che la spesa, giusta il computo metrico estimativo, compilato dal Sig. Geometra Cav. Serafino Ferri, ammonta a £ 2459.00:- lavori di muratura, e che i lavori in legno, porta ed accessori ammontano a £ 454.00_ Che in occasione dei funerali furono provvedute due corone dell’importo £ 300.20 Che dovendosi sodisfare gl’intervenuti, perché nel bilancio d’esercizio 1923 non ci furono fondi disponibili, è necessario provvedere col bilancio della corrente gestione. Il Consiglio_ Udito la proposta- Considerato che se pur la spesa fu enorme di fronte alla potenzialità del bilancio comunale, pure il comune non poteva sottrarsi a sostenerla trattandosi di Salme di eroi che tornarono e che meritavano tutti i riguardi possibili_ Nulla trova ad opporre e ad unanimità manda Stanziarsi nel bilancio del corrente e anno l’intera spesa in £ 3213.20 ed emettersi poscia i mandati agli interessati[…]”

“[…] Spesa per la costruzione di una piccola cappella per tumulazione salme di caduti in guerra. Riferisce che in Luglio 1923 fu Annunziato l’arrivo, in questo Comune, di una salma di caduto in guerra- Vasquenz Augusto- Che il R.[egi]o Commissario dell’epoca oltre a rendere agli onori dovuti alla salma stessa volle fare edificare una piccola cappella per depositarvela Che stante l’urgenza si dette incarico al muratore Fasciani Angelo per la costruzione, di modo che non si poterono adempiere tutte le formalità stabilite dalla legge, cioè il preventivo della spesa e l’Autorizzazione Superiore per la deroga del sistema di pubblici incanti_ Che a cosa compiuta l’Amministrazione Comunale, a mezzo del Geometra Sig. Serafino Ferri fece accertare il prezzo e con deliberazione Consigliare del 24 gennaio u.s. si approvava la spesa di £ 3213.20 complessiva dei lavori in legno e di due corone_ Che dovendosi tale spesa approvare in seconda lettura, invita SS.[signorie] LL.[loro] all’adempimento_ Il Consiglio_ Udito la proposta_ Vista la propria deliberazione 24 gennaio u.s. riguardante l’oggetto cui nella proposta; ad unanimità di voti l’approva in seconda lettura[…]”

     In questo clima di estrema sofferenza la popolazione di Cerchio così come quella dell’intera nostra subregione marsicana indomitamente, pian piano, faticosamente è riuscita a sopravvivere e dare speranza ai giovani e meno giovani di allora a credere ad un non più nero futuro e qui, in questo clima di apocalisse e di speranza si incunea la nobile  e leggiadra figura di Peppina l’appena quindicenne ragazza cerchiese diventata come chiaramente si evince dalle nostre cartoline la madrina dei giovani soldati locali : risponde a tutti affinché ognuno avesse cara la propria vita e la speranza di ritornare sano e salvo  al proprio luogo natìo. Singolare è  a questo proposito la lettera inviatale da suo cugino Mario D’Amore il 6 Luglio 1917 : è l’unica che parla crudamente di episodi guerreschi in generale, nel nostro caso descrive la mitragliatrice considerata, dallo scrivente Mario D’Amore, come una premurosa e gelosa moglie  : “

“ Brescia 6-7-1917/Carissima Gugina,/Dopo 4 mesi di londananza da voi mi/spince il desiderio di scriverti una mia/litterina la quale ti assicura che/godo una discreta saluta come, con tan/to desiderio desidero di sentire di voi/con tutta la famiglia, e se mi fai/ridere sul mio  proprio conto dicendomi/qualche cosa di novo che c’è, non resta/di ricompensarti. Poi ti fò sapere/che o preso moglie e questa moglie/è in quattro soldati la quale fra/noi quattro c’è un sargente, e questa/moglie si chiama Mitragliatrice e fra/poco ti fò vedere la fotografia./E più che la deve soddisfare sono io/che la oblico di cacciare fuore dalla/sua bocca 700 baci al minuto, figurati/come e svelta non ne puoi formare/un’idea e ti assicuro che io che sono 1°/tiratore mi ci diverto tanto.Però la/quale questi baci non servono per i/miei collechi soldati servono per gli/Austriesi ossia chiunque ci viene a distur=/bare la quale questa mitragliatrice/vuole essere servita da 45 ( sicuramente vuole intendere 4 o 5 n.d.a.) soldati. e la/serviscono a starci sempre vicino con/tanto affezzione e pure ci sta conten=/ta perché essa a me mi difende assai/non si lascia avvicinare nessuno cioè io/ciò la facoltà di falciare il nemico/quando si avanza verso me e uniti i/miei collechi come che mi fa trovare da/Carmenando o da S. Margherita ( sono località poste a sud del territorio del Comune di Cerchio n.d.a.) a/mietere, e pure mietendo si lascia qual-/che spica di crano, ma ,io con la mia/arma non lascio nessuno. Carissima/cugina non so quante cose ti vorrei/dirti ma mi fermo a dirti solo (…)” ( vedi in seguito il numero 22 ).  

    Senz’altro la Nostra eroina merita attenzione da parte di noi posteri, senz’altro è degna di essere ricordata.

    Chi mai avrebbe sospettato che in un umile paese dell’entroterra abruzzese esistesse una nobile adolescente la quale ha dispensato, sicuramente con grazia e amore, a tutti i soldati impegnati in “Zona di guerra” parole di conforto, di speranza e di pace ed io sono felice, mi si perdoni l’enfasi,  ancora una volta di portare alla giusta conoscenza e di dare luce e quelle figure appartenenti alle cosiddette classi subalterne ingiustamente relegate all’oblìo da un oscuro ed ingrato Fato .

     Nove anni fa, nel 2009, avevo pubblicato il presente lavoro ( adesso  rielaborato) sul Quaderno del Museo Civico di Cerchio n. 98, A. XII.

     In quella spartanissima edizione non erano state descritte né le 25 cartoline scritte dal “ragazzo del 99” Di Pippo Loreto (1899-1989) noto a Cerchio come Dino o Dinuccio, né le 3 cartoline conservate dalla mia defunta nonna Marietta ( Maria Saveria) Tucceri (1890-1965) inviatele dal fronte dal proprio marito Davide Amiconi ( 1881-1925), né il riconoscimento di Cavalier di Vittorio Veneto e Decreto a fregiarsi della medaglia ricordo della guerra 1915-18 relativo a Domenico Ciofani (1895- 19  ) (19), né le due singolari monete cartacee possedute da Carusoni Domenico (1895-1972), futuro messo comunale nonché banditore del comune di Cerchio, dove scrisse, nella moneta cartacea da 2 Corone “KERTKORONA” :

“Fame e bastone Sergente Carusoni  Ricordo delle mie famose pene durando Un Anno di Prigione Uncheria”

 e nella moneta da 1 Corona “ EINE KRONE” vergò:

“ Liberato il 28 ottobre 1918 Dopo un anno di triste Vita un lungo soffrire Ricordo della mia lunga prigionia in Austria Sergente Carusoni Domenico” 

    Ho messo in  risalto anche i personaggi cerchiesi che si sono distinti nella Grande Guerra, notizie tratte dall’ottimo volume  del capitano Ugo Carfagna dal titolo . “ Eroi nostri  Albo dei decorati della giurisdizione del Distretto militare di Sulmona”(20) e, nelle apposite note, anche gli altri personaggi che si sono distinti nella Seconda Guerra Mondiale.

   Alla fine ho impreziosito il tutto collocando nella    appendice le biografie di Angelomaria Alfonso Cervini, Pietro Costanzi, Alessandro Resch, Mario Taglieri, Tucceri Cimini Nestore, Tucceri Cimini Angelo e Don Salvatore Relleva. 

Cerchio, lì 9 Gennaio 2018

                                                                                                  Fiorenzo AMICONI

Note

  1. http://www.panistudi.info/crogiolo/donne pr_guerramond.htm
  2. Tecla Tucceri Cimini Vecchietti : “ Cerchio/Notizie storiche e Leggendarie “  Roma 1947, ARTI GRAFICHE SEZZANTINI , pag. 22 e 24.
  3. Nel relativo REGISTRO/DEGLI/ATTI DI MORTE/ del Comune di Cerchio non recante sopra l’anno il quale, però, si evince dalla seguente scrittura scritta parte in stampa e parte manoscritta : Il presente registro, contenente ½ fogli cinquantadue , prima di essere posto/in uso, è stato vidimato in ciascun foglio dal sottoscritto/ Pescina , li 2 Dicembre millenoventoquindici/ Il Giudice Delegato / (segue firma illeggibile n.d.a.) i morti ammontano al numero di 212. Vedi il mio : “ 13 Gennaio 1915- 13 Gennaio 2015 Il terremoto”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 110, A. XIII, 2010. AA.VV.:” 13 gennaio 1915 Il terremoto della Martsica”, a cura di Sergio Castenetto & Fabrizio Galadini, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato- P.V.- Roma, 1999.
  4. Anno XVII, Num. 6.
  5.  Tecla TUCCERI CIMINI VECCHIETTI: “ Cerchio op.cit.”
  6. Nella sacrestia della ricostruita chiesa è posta a loro perenne ricordo un’epigrafe con su incisa la seguente scrittura : “ A O/P. ANNESSI EMILIO P. MIRABELLI ANTONIO/MISSIONARI REDENTORISTI/MENTRE VITA SPIRITUALE LARGIVATE/AL POPOLO DI CERCHIO/LA VOSTRA VITA TERRENA/VEDESTE QUI TRAGICAMENTE SPENTA/IL 13 GENNAIO 1915/RIPOSATE IN PACE/I CONFRATELLI REDENTORISTI RELIGIOSAMENTE ./IL POPOLO DI CERCHIO GRATO E RICONOSCENTE/LE CARE CENERI QUI COLLOCARONO/A MEMORIA DELLA PRIMA MISSIONE/DATA IN QUESTA RIEDIFICATA CHIESA/2-14 OTTOBRE 1930”. Le foto a mezzo busto di questi padri furono pubblicate,insieme agli altri religiosi defunti in quella occasione, a pagina 19 e sono le foto n. 2 e 3, nel numero unico, scritto a più mani, in occasione del I anniversario : “ MARSICA/NEL PRIMO ANNIVERSARIO/DEL TERREMOTO DEL 13 GENNAIO 1915/NUMERO UNICO”, Tipografia dei Monasteri, Subiaco, s.d. ( ma 1916 ).Per loro , insieme ad un altro padre redentorista, fu stampato un ricordino funebre dove sono riprodotte le proprie immagini ed è riportata la seguente scritta : “A PX  O/Beati servi illi quos/cum venerit Dominus/invenerit vigilantes.   Luc. XII,37./IN MEMORIA/DEI MISSIONARI REDENTORISTI/P. Antonio Mirabelli, P. Emilio Annessi,/P. Alessio D’Arpino/DAI SOLCHI DI ORTUCCHIO/E DI CERCHIO NE’ MARSI/OVE SPARGEVANO IL SEME/DELLA DIVINA PAROLA/CHIAMATI ALLA MERCEDE DI CRISTO/CHE LI TROVO’ CON LA VIGILE LAMPADA/NEL TERREMOTO DEL XIII GENNAIO MCMXV “ TIP. PISTOLESI,ROMA.
  7. Giovanni Giuriati, uomo politico fascista, nacque a Venezia il 4 Agosto 1876. Interventista e volontario nella prima Guerra Mondiale, fu capogabinetto di Gabriele D’Annunzio nell’impresa di Fiume e comandò le squadre d’azione venete nella marcia su Roma. Deputato dal 1921 al 1934, fu Ministro delle terre liberate (1923 ) e dei Lavori Pubblici ( 1925-29 ), presidente della Camera dei Deputati ( 1929-1934 ), Segretario del Partito Fascista (1930-1931). Nel 1934 fu creato senatore. Nella seduta del Gran Consiglio del 24.7.1943 votò l’ordine del giorno Grandi e fu condannato a morte in contumacia. Nel 1947 fu processato per atti rilevanti a favore del Fascismo, ma venne assolto. Altre sue opere sono : “ La navigazione aerea e il pericolo criminale” ,1910, 2^ edizione 1913; “ La crociera Italiana nell’America latina”, 1925; “ Parole pronunciate al IV Congresso Idrografico Nazionale”, 1928; “ Vittorio Emanuele II” : Discorso pronunciato il 4 novembre 1928 al teatro regio di Torino”. La morte lo colse in Roma a 94 anni  il 6 Maggio 1970.
  8. http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale
  9. Nell’epigrafe  collocata nel  1930 sulla facciata del Palazzo Comunale di Cerchio, dove attualmente si trova, i nominativi dei Caduti della Prima Guerra sono 39 (vedi nota 16) mentr’invece 41 sono i nominativi  sempre dei Caduti del primo conflitto mondiale riportati nel Monumento ai Caduti di tutte le guerre inaugurato nel 1973.
  10. “(…) Bianchini Francesco fu Giuseppe aiutante di battaglia/che, gravemente ferito ad una gamba, volle novello Enrico Toti, tornare sul Campo con le stampelle scomparendo/ nel furore della mischia(…)” in Tecla Tucceri-Cimini Vecchietti :” Cerchio op.cit.”
  11. Vedi tabella n. 1 di “ Militari caduti nella guerra nazionale op.cit.”,pag. 743
  12. Vedi tabella n. 5 di “ Militari op.cit.”
  13. Vedi tabella n. 4 di “ Militari op.cit.”
  14. Vedi tabella n. 4 di “ Militari op.cit.”
  15. Come abbiamo visto furono invece 26.
  16. Nel 1919 Giovanni De Benedictis (1879-1956  ) era presidente della Lega dei Combattenti. Questi fu eletto due volte alla onorevole carica di Sindaco di Cerchio : nel 1921 e nel 1944. Dal 1922 al 1925 fu presidente il capitano degli alpini Pietro Costanzi ( 1886-1958 ) pluridecorato con 2 medaglie d’argento, 1 di bronzo e 3 encomi solenni  nel primo conflitto mondiale (vedi i mio articolo pubblicato sulla rivista “ Marsica Domani “ il 31.10.1993 dal titolo : ”PIETRO COSTANZI/IL CORAGGIO “ . Vedi appendice VIII). Per molti anni fu presidente il mio prozio Amiconi Vittorio, nato a Cerchio il 7 Luglio 1877 ed ivi deceduto il 6 Luglio 1972 alla veneranda età di 95 anni.
  17. Dove ancora oggi si trova. Molto probabilmente fu posizionata qualche decennio dopo: nel 1930 da come chiaramente si evince dalla data 28.9.1930 apposta dall’artista L.do Di Giustino                       che la eseguì. In seguito ai 36 nominativi iniziali scolpiti furono ulteriormente aggiunti, come chiaramente si può notare,  tre nominativi di caduti a causa di malattie contratte nella prima guerra mondiale : Maggiore Alfonso ( Angelo Maria Alfonso) CERVINI ( 1890-1933 ). Questi fu decorato con medaglia d’argento, tre croci di guerra, una promozione per merito di guerra e una medaglia d’oro di stato estero: “ CERVINI ANGELO da Cerchio, tenente complemento regg. Fanteria:<< Già distintosi in un precedente combattimento per aver condotto ripetutamente all’assalto il suo reparto con mirabile ardimento, dava nuova prova di eccezionale coraggio e calma, spingendosi fra i primi all’assalto di una trincea nemica che conquistò, facendone prigionieri i difensori ed organizzandola subito a difesa con raro accorgimento>>.Medaglia d’argento. Selz, 1° luglio 1916. << Addetto al comando di un reggimento, disimpegnò con sagace previdenza e con attività instancabile il servizio dei rifornimenti alla prima linea, indirizzandoli ed accompagnandoli personalmente, anche sotto il violento fuoco d’interdizione nemico, incitando al pericoloso e faticoso dovere i propri dipendenti con l’esempio. Medaglia di bronzo. Ursic, 23-26 maggio 1917. Capitano regg. Fanteria: << Addetto al comando di un reggimento, durante due giorni di violenti combattimenti, inivato più volte, in ricognizione lungo le posizioni occupate dai reparti a recapitare ordini, disimpegnava il proprio mandato con intelligenza, calma e sprezzo del nemico, essendo di efficace aiuto al proprio comandante. Già distintosi in precedenti azioni >>. Medaglia di bronzo. Zenson di Piave, 13-14 novembre 1917 “ ( Capitano Ugo Carfagna:” Eroi nostri  Albo dei decorati della giurisdizione del Distretto militare di Sulmona”, Pescara, Stabilimento “Arte della stampa”, 1922), Antonio PANECCASIO e Giovanni TUCCERI ; due caduti della Guerra di Spagna: Guerrino CIOFANI ( decorato con medaglia di bronzo al valore militare- vedi in seguito ) e Vittorio GIANNINI ( decorato con medaglia d’argento al valore militare –vedi in seguito ) ed infine un Caduto in Africa Orientale : Carmine Antonio DI GRAVIO. Nella menzionata epigrafe così si legge :

“ DELL’EROICA GIOVENTU’ DI CERCHIO

IMMOLATA ALLA PATRIA

TEN.CONTINENZA FLOR(IN)DO                                SERG. VASQUENZ ELISEO

AIUT.(ANTE) DI BATT.(AGLIA) BIANCHINI FR.(ANCE)SCO    CAP.(ORAL) MAGG(IORE) ROSSI CARLO

SERG.(ENTE) MAGG.(IORE) CONTINENZA M.(ARIO)        CAP.(ORALE) ROSSI AGOSTINO

SOL(DATO) ALFANO PASQUALE                                                SOLD(ATO) MASSARO GIOVANNI

                 –                ANGELONI AGOSTINO                                           –              MEOGROSSI A. GIUSEPPE

                 –                ANTIDORMI DOMENICO                                        –              MEOGROSSI ANGELO

                 –                CIOFANI GIOVANNI                                                 –             MEOGROSSI CESIDIO

                 –                CIOFANI ROCCO                                                       –              MEOGROSSI LUIGI

                 –                CIPRIANI ALBERTO                                                  –              PANECCASIO GIACOMO

                 –                CIPRIANI ANTONIO                                                  –              PANECCASIO NUNZIO

                 –                COLANTONIO ARCAN.(GE)LO                               –              PANTANO ETTORE

                 –                D’ALESSANDRO CAR(MI)NE                                  –              PANTANO GIOVANNI

                 –                D’AMORE ANTONIO                                                 –              PARMA GIOVANNI

                 –                DI DOMENICO ANTONIO                                         –              PIETROIUSTI ANTONIO

                 –                DI GENOVA DOMENICO                                        –                 SPERANDIO GIOVANNI

                 –                IACOBACCI VINCENZO                                         –                TOMASSETTI AGOS(TI)NO

                 –                IAFOLLA ANGELO                                                  –                VASQUENZ AUGUSTO

                 –                MARCHETTI DOMENICO                                        –       VERNARELLI ALES.(SAND)RO

CARR. CIOFANI GUERRINO             MAGG. CERVINI ALFONSO                   1915 —- 1918

                     O.M.S.                              C.N. DI GRAVIO CARMINE A.(NTO)NIO A.O.I   PANECCASIO ANTONIO

                                                            CC.RR. GIANNINI VITTORIO    O.M.S. “                 TUCCERI GIOVANNI “

     L’artista Di Giustino nella citata epigrafe scolpisce a bassorilievo ( a sinistra) una bandiera abbrunata   con fiori, palme, un fucile con elmetto e, un po’  più a destra vi è un’ara fumante a forma di antica coppa    e sopra ,quasi al centro, riporta una stella a 5 punte.

           Quarantatre anni dopo , nel giorno dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie avvenuti nel mese di settembre 1973 al cospetto dell’allora ministro Remo Gaspari fu  inaugurato dal sindaco Alberto Tucceri il monumento ai caduti cerchiesi di tutte le guerre ( mio fratello Davide [1946-2018] recuperà i filmati di questa solenne inaugurazione ).

  1. Archivio Comunale di Cerchio Deliberazioni della Giunta/1914 fino al 31 Marzo 1921 ( non si legge bene n.d.a.). Sul dorso invece è scritto : “ Delib. Giunta 1913-1921” , in realtà inizia con la “ Seduta del dì 2 Luglio 1914 “.
  2. “ Il Presidente della Repubblica/Capo dell’Ordine di “ Vittorio Veneto”/su proposta del Ministro per la Difesa/con Decreto in data 25.01.1969/ha conferito l’onorificenza di/Cavaliere/dell’Ordine di Vittorio Veneto/al Sig. CIOFANI DOMENICO/ai sensi dell’art. 4 della legge 18 marzo 1968 n. 263 per riconosciuti/meriti combattentistici, con facoltà di fregiarsi della relativa insegna/Roma li 26.01.1969/Il Presidente/del Consiglio dell’Ordine/ G. Liuzzi”.
  3. Carfagna U.:” Eroi nostri  Albo dei decorati della giurisdizione del Distretto militare di Sulmona”, Pescara, Stabilimento “Arte della stampa”, 1922.

APPENDICE I

LE CARTOLINE

Militaria

  1. Fotografia  B/N di Maria Giuseppa ( Peppina ) Cipriani (mm. 87×138) secondo le testimonianze della nipote Ramelli Maria che possiede, in parte, la stessa foto ( è circa 1/3  dell’intera fotografia). Peppina  è stata fotografata con figura intera e poggia la mano sinistra, dove si nota la fede ( la fotografia, quindi, è stata scattata sicuramente nel 1935 o dopo tale data ) sopra il piano un tavolinetto ligneo dove è collocato un vaso di fiori. La mano destra invece reca un mazzolino di fiorellini. Fa da sfondo  una tela. Nel retro della fotografia  è posto un timbro dove si legge : “ STUDIO FOTOGRAFICO/F.LLI BIOCCA/Celano “.
  1. Fotografia B/N di D’AMORE Antonio come chiaramente si evince dalla scritta posta nel retro della foto ( misura mm.89×135 ).D’Amore Antonio è stato fotografato in uno studio fotografico in divisa militare con la mano destra che impugna una lunga sciabola sguainata. La mano sinistra è posta piegata dietro il fianco sinistro.Nello stesso fianco sinistro è pendente il fodero della sciabola. Nel retro della fotografia vi è la seguente scrittura manoscritta: 

       “ Vi rimetto/la mia fotografia/per farti vedere/la mia Divisa

           13° Reg(gimen)to/Artiglieria/Pte C_le ) 9^Bat(te)ria/Cecina A./Pv. Pisa/Sempre ricordo/con affetto il/tuo cugino/Antonio/D’amore “.

  1. Fotografia B/N (mm. 89×133).La fotografia scattata in uno studio fotografico riprende una donna adulta (sicuramente una madre ) e due bambini( sicuramente i figli ) : uno di sesso femminile ( la più grande) e uno di sesso maschile.
  1. Fotografia B/N (mm. 85×131). La fotografia scattata in uno studio fotografico riprende un soldato con la mano destra posta sopra un tavolinetto e la mano sinistra piegata su un fianco sinistro . Nello stesso fianco sinistro è pendente una baionetta.Non sappiamo, purtroppo, chi è il soldato fotografato in quanto nel retro non vi è alcuna scrittura che ci possa permettere la sua identificazione.
  1. Cartolina a colori ( mm. 89×138), raffigurante un soldato che cinge il tricolore intorno a ad una donna . In fondo s sinistra, nel lato dove è la donna, vi è la seguente scritta stampata : “ Sinceri/Auguri”. Nel retro scritto a matita si legge: 

      “Alla signorina/Peppinella Cipriani/di Cesidio/P. Aquila/Cerchio 

  Ricevi affettuosi/saluti dal/vostro amico/Meogrossi/Angelo”

 Reca impressi due  timbri circolari postali in uno si legge la : “ SIENA /8/12-15 “ e nell’altro: “ CERCHIO/9/12/15 “. E’ affrancato da un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori (mm. 88×127) raffigurante una giovane donna posta dietro una fontana 

dalla bocca leonina dove fuoriesce abbondante acqua. Sopra la testa della donna in un cartiglio vi è la seguente scritta a stampa: “ AMORE E FORTUNA NEI SOGNI ”. Sotto la fontana vi è quest’altra scrittura a stampa:” Se sogni di bere ad una bella/fontana, e d’intorno v’è quiete e/riposo, puoi star certa che un bel/giovanotto,presto la tua mano/chiederà/Giuoca. 1.34.68.” Nel retro scritto a matita con scrittura manoscritta si legge:

Alla/Signora Peppinella/Cipriani di Gesidio/Cerchio/Provincia Aquila

Ricevi i più/affettuosi Saluti/dal Soldato/Antonio Tucceri/Buon capodanno/Siena 27-12-1915

Reca impressi 3 timbri circolari in uno si legge: “ARRIVO.SIENA/28/12-15”.Nell’altro : “ CERCHIO/19/1/16”. Il terzo è di disagevole lettura. E’ affrancato da un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina B/N (mm. 92×140) fotografia raffigurante Roma avente la seguente didascalia : “ 

ROMA- Piazza dei Cinquecento, Stazione Ferroviaria/Monumento ai caduti di Dogali”/.

 Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

 “ Pregiatissima Sig.na/Giuseppina/Cipriani/Pr. Aquila/Cerchio/

    Ricevi i più/Singeri saluti/con affetto dal vostro/cugino Peppino al Soldato/D’Amore Mario Giuseppe/Provincia Roma/Albano/laziale/ “. Al margine sinistro scritto in verticale si legge : “ “(…)ul cose/addio addio”.

             Sono impressi due timbri postali circolari in uno si legge:“ALBANO L(AZIALE) (ROMA)/16.3.

              1(917)” e sull’altro:” (C)ERCHIO(…)/17/3/17 “. Il francobollo è stato tolto e nello spazio stava 

              manoscritto un messaggino  che però non si legge bene:”(…)mia(…)”.

  1. Retro di busta (mm. 93×144) recante la seguente scrittura manoscritta: “

Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/di Gesidio/Cerchio”

            Vi sono impressi 3 timbri postali circolari .Mi sembra di capire che tutti e tre recano la medesima timbratura  : “ CERCHIO (AQUILA)/19/3/17 “. Vi sono due francobolli uno da 5 centesimi e l’altro è un segnatasse da 10 centesimi : entrambi recano impresso, ognuno, il citato timbro.

  1. Cartolina a colori (mm.86×134) raffigurante una giovane donna con un mazzo di fiori ( panzè) con sfondo marino e a destra un giovane pensante con il braccio destro che sorregge la testa e,nella mano sinistra stringe un mazzolino di panzè.Fra le due immagini vi è la seguente didascalia suddivisa in due fogli uniti : “ Egli  pensa a me!/sospira e forse dubita del mio/amore,come/s’inganna!

S’ella non mi/amasse la mia/vita sarebbe spezzata.”

            Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

            “ Alla Signorina/Peppinella Cipriani/Prov.(vinci)a Aquila/(Cerchio)

               Ricevi i/più cari e affettuosi/saluti e augurio del nostro/Prodettore S. Isidoro a/tutta la famiglia/vostro per sempre/cugino D’Amore/Mario/ un saluto a Mariet-/ta/ buon divertimento/” 

           E con scrittura verticale : 

           “ Addio addio arivederci buone cose.

            E’ la prima cartolina dove si fa cenno delle festività locali in questo caso Sant’Isidoro comprotettore di Cerchio e protettore degli agricoltori . Il suo culto nel nostro centro era già noto alla fine del ‘700 e si festeggiava, fino al qualche anno fa il 15 Maggio ora, invece, viene onorato, nella tre giorni festiva, assieme ai santi Protettori Giovanni e Paolo Martiri il sabato più vicino al 26 Giugno insieme con Santa Lucia ( prima, circa 20 anni fa, al suo posto, si festeggiava santa Filomena . La sua statua si conserva nel Museo civico di Cerchio). 

 Reca impresso 3 timbri postali circolari di cui in uno si legge : “ MARINO ROMA/14/5/17, in un altro si legge : “ (CERC)HIO AQUILA/15/5/17”. L’ultimo impresso sul francobollo invece non si legge  perché è stato tolto il francobollo e, nello spazio riservato per l’affrancatura si legge :

  “ baci e/carezze/a voi/unita la/mia fate/cose Buone”.

  1. Busta di color (mm.155x 124) con lettera  (mm.282×220 piegata in 2 così formando 4 facciate  da mm. 141×220 : è scritto solamente in due.) Nella cartolina di color verde vi è la seguente scrittura manoscritta al destinatario:

Illustrissima Signorina/Peppina Cipriani di Gesidio/Cerchio/(Provincia di Aquila)/Abbruzzi/” ( vi è impresso un timbro postale circolare dove si legge : “ MARINO (ROMA)/22.5.17 “ e al mittente :

Alle sue proprie Mane/per piacere” ( vi sono impressi 3 timbri postali circolari ed è stato affrancato da 4 francobolli da 5 centesimi l’uno. Due timbri sono impressi uno ogni 2 francobolli ed entrambi non si leggono bene. L’ultimo invece è abbastanza leggibile : “ CERCHIO (AQUIL)A/23/5/17”. 

             La lettera a colori incorniciata da un elegante riquadro dorato presenta in un ovale la figura di un angioletto di cartoncino con in bocca forse una trombetta (manca un pezzettino ) incollato dentro il menzionato ovale. La lettera reca la seguente scrittura manoscritta:

 “ Marino 23/5/1917/Signorina/ Ora vengo con questi/dui righi di carta per/farti sapere il mio/bene stato di salute/e cosi spero che sia/anche di lei/ Dunque Signorina/da molto tempo(Ma voleva parlarti damore/il mio cuore nona avuto mai/coraggio di dirteli quando era a Cerchio/ma ora voglio dirtelo ora che sto qui/sotto le armi se lei: Ai piacere/di fare lamore doppo fate a lei idea/ma io non credo che non sei superbia/come fanno altre persone che non/rispondo seriamente ma lei:Io mi credo/che non se come le Altre persone/ti preco di rispondere

di rispondere subbito o di sì o di no./ai Capito. E non la dice anessuno e doppo/fai come ti pare./Tralascio di scrivere colla/mia penna ma/non col cuore/Ricevi Una Stretta di/Mane dal Tuo Amico per sempre( è scritto sopra n.d.a.) /Luco Continenza/Corri Marino Pronta Risposta/il Mio Indirizzo Soldato/Luco Continenza (2° Reggimento/Fanteria 18^ Compagnia/Provincia Roma/Marino “.

  1. Cartolina postale B/N con lo stemma sabaudo a colori (mm.89×142) recante la seguente scritta a 

Stampa: Cartolina postale Italiana in franchigia/Corrispondenza del R. Esercito” e la seguente scrittura manoscritta a matita:

Raglione Alfonso/Cap.(orale)/25. Fanteria/9 comp.(agnia)/Zona di Guerra”

 Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio de’ Marsi/Prov. di Aquila “

 
Nel retro,sempre con scrittura manoscritta, è così riportato:

26=5.17./Cara Peppina Tinvio/questa mia dandoti mie buone notizie, stesso/desidero di sapere di te e tua famiglia./Scrivi a chi tanto t’ama e lascia andare/tutti i chiacchieri passati. percio aspetto/una tua? nella sicurezza che non/vorrai fare di me.intanto aspetta un tuo/scritto. saluto tue sorelle :Saluto  tue sorelle:Saluto tuoi Genitori/Saluto ate tuo per sempre Alfonso “ 

  1. Cartolina postale simile alla n. 11 (mm. 92×141)inviata dal menzionato Raglione Alfonso e sempre scritta a matita:

      “Raglione Alfonso/Cap.(orale)/25° Fanteria/9 Comp./Zona di guerra/

Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio de’ Marsi/Prov. di Aquila

      29.5.17 Mia Cara Peppina/Io sto bene,come pure desidero dite/e tua famiglia: ricordati di chi 

      tanto /t’ama. Saluti tue sorelle saluti/tuoi Genitori, saluti, e baci a te/Mi dico tuo per sempre/Alfonso”.

      Vi sono impressi 2 timbri postali circolari ed uno rettangolare. Uno dei due timbri circolari e quello rettangolare sono di disagevole lettura nell’altro invece si legge: “POSTA MILTARE  16^ DIVISIONE/30 5 (…)”.

13) Cartolina postale simile alla n. 11 (mm. 92×141) inviata sempre dal sopramenzionato Raglione Alfonso e sempre scritta a matita dove leggiamo:

“ Raglione Alfonso/Cap./9 Comp./Zona di Guerra/  Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio de’ Marsi Prov. di Aquila

30=5=17: Mia Cara Peppina/Tinvio questa mia dandoti mie buone notizie/cosi desidero dite è tua familia./Mia Cara Tio fatta una cartolina/dà Avezzano. Mi fai sapere se lai/ricevuta, non ti dico altro Saluto tuoi/Genitori, Saluto tue Sorelle. Saluto/ate e unconvoliodi baci tuo/indimenticabile: Alfonso.”

Vi sono impressi tre timbri postali : 2 circolari ed uno rettangolare. Un timbro circolare è di disagevole lettura mentre nell’altro circolare si legge: “ POSTA MILITARE 16^ DIVISIONE/30.5.17”. In quello rettangolare invece di legge : “ 25° REGGIMENTO FANTERIA/O.NCURA/.

     14) Busta (mm.120×95) con lettera (mm. 221×182) piegata in due formando quindi 4 facciate (mm.110×182). Nel lato del destinatario  con scrittura manoscritta si legge : “

            “ Gentilissima Signoria/Peppina Cipriani/Cerchio/Provincia Aquila/Abbruzzi ( nel lato sinistro con scrittura inclinata si legge : “ urgente”. Vi è impresso un timbro postale circolare dove si legge: “ MARINO (ROMA)/30/5/17”. Nel retro, al mittente si legge :

              “ Alle sue Proprie Mane “. Vi sono impressi 4 timbri postali circolari di cui tre sono impressi sopra i 4 francobolli da 5 centesimi dove riusciamo a leggere : “ MARINO (ROMA)/30/5/17 “ ed al quarto si legge : “CERCHIO(…)/31/…)”. Nella lettera sta così scritto :

   “ Marino 30/5/1917/Gentilissimo Amico/Giusti oggi orricevuta la tua adorata lettera/Ove sono restato molto contento nel/Sentir che godete una buona salute/e cosi ti posso assicurare anche di me che/mi trovo al par di te./io spero che Iddio ne mantiene sano e/e salvo a tutti io quel momento la/spetto ora e momento quel giorno di rivederci/al nostro amato paese. Quando volesse quel/giorno che noi cirivedremo al nostro paese./Gentilissima Amica/Non farniente che non hai potuto/accettare la parola damarmi./eppure io mi  credeva che riaccetta di/amarmi Tumidici che il tuo cuore/

non vole lecarsi cosi presto(è scritto sopra n.d.a.) ecche forza sei una/babbina ma del resto non farniente amme/mi dispiaceva se non mi facevi risposta perniente/ove sono restato contenti nel sentire tutto/questo perche? il tuo cuore non poteva/riceve tanto amore che forsa se la figlia/di Macinello che non potevi riceve quei/due richi di carta che ti fice io./Gentilissima Amcia/Mi farai sapere se anno partiti gli altri/Coscritti del 33 sotto e armi ma te sto/addare troppo indomito fai come ti pare?/del resto Tralascio di scrivere colla/mia penna ma non col ……(sic)/Ricevi Piu Cari saluti dal/Tuo Persempre Amico/Continenza Luco/Pronta Risposta/ semo non la riceve( è scritto sopra n.d.a.)/Addio buone/cose”.

  1. Cartolina a colori (mm.131×87) recante la seguente didascalia su sfondo marino : “ Simpatia adorata/Non è più sogno, o mio te=/soro, Amore, more ha vinto,e/ti amerò per sempre!Contrac=/cambia questo mio sincero amo=/re che farà per sempre la mia/e la tua felicità”.Nel retro, scritto a matita, si legge :

Alla Signorina/Peppinella Cipria=/ni Pr.a Aquila/(Cerchio)/

   Ricontraca=/campio i miei/più ferviti/saluti e vivi/pensieri Tuo/Cugino Mario”

   Vi sono impressi 2 timbri postali circolari in uno, nitidissimo, si legge : “ ROMA FERROVIA/9.VI/17”  e nell’altro a mala pena si legge : “ CERCHIO(…)/10/6/17”. Il francobollo è stato tolto e.nell’apposito spazio si legge  sempre scritto a matita:

   “ saluti/a Pao/lina/e rispo/sta

  1.   Cartolina postale simile alla sopraccitata n. 11  inviata sempre da Raglione Alfonso. Anche questa è scritta a matita :

             “ Raglione Alfonso/Cap./25 Fanteria/9comp./Zona di guerra/

                Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio de’ Marsi/(Prov.di Aquila)

                 Zona di guerra. 19=6=17./Risponde alla tua cartolina dove neo/rimasto contento di tue buone notizie/e tua famiglia. Lo stesso posso dirti/dime.Midice che non vuoi lasciare/i chiachieri passati,fai come creda/Sono contento che ai avute lemie/cartoline. Poi midice che non tenendo=/rta

                  di nessuno. Questo poi no senon/tinborta di me ti deve imbortare/Funoltre e inpossibile che 

                   possa/stare senza fare l’amore.Poi/Mi dice che quanto ritorno cisi penserà/proprio così

                   ci si pensa dopo ti sei/preso poco tempo puoi prenderno/ancora. con questo io non penso

                    che/ ate. Se non prento atte non prento/nessuna. Saluto tuoi Genitori/saluto tue sorelle,

                    Saluto tuo fratello./saluto ate di veroquore./Alfonso/ pronta risposta. ai capito?”

            17)  Cartolina a colori (mm. 89×136) raffigurante la : “ SS.Vergine del Rosario di Pompei”.Nel retro 

è così riportato con scrittura manoscritta di disagevole lettura :

Ricevi un saluto/da me (…)”

Sono impressi due timbri circolari postali in uno si legge : “POST(…)34^ DIVISIONE(…) “ è stato tolto il francobollo dove era impresso il timbro e quindi di conseguenza  è mancante della rimanente scrittura . Nell’altro timbro si legge : “(CERC)HIO(…)A/(..)7/7/17”.

          18) Cartolina postale simile alle già citate n. 8, 9 e 10 ( mm. 90×138) inviata da :

Macerola Domenico/soldato/3° Genio/29^ Cgnia Telegrafista/6° Corpo d’armata/Zona di Guerra/Alla signorina/Peppina Cipriani/Abbruzzi/Cerchio/Prov. di Aquila “

Nel retro sta così scritto con scrittura manoscritta:

“Dalla fronte 19.7.1917/Mia cara amica Peppina/giusto oggi che sono ricevuta la tua cartolina che mi/da bone notizie che state tutti beni di salute e così vi/posso assicurare di me che finora sto bene voi me/dite che vi trovate colle fatiche e che vi avete/tardato a rispondere ma non fa niente che io lo so./Saluti tutti di famiglia e in ultimo ricevi i/più affettuosi saluti dal tuo amico

/Macerala Domenico Addio saluti a Peppina “

  19) Cartolina B/N (mm. 92×141) raffigurante 5 soldati con una mitragliatrice  con al seguente scritta a stampa :” SEZIONE MITRAGLIATRICE “FIAT” “. Nel retro sta così scritto con scrittura manoscritta:

Alla Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Pr.a Aquila ( Cerchio )

  Ricevi un/Crosso saluto/dal tuo cugino/ Mario/Un saluto/atutto di famiglia/con tanti aucurii/Porta/Addio addio

Vi sono impressi due timbri postali circolari. In uno si legge in parte : “ BRE(SCIA) ARRIVI E (…)/19.7(…)” e nell’altro si legge : CERCHIO AQUILA /25/7/17”. Il francobollo è stato tolto e nello spazio  si legge con scrittura manoscritta: “ “un bacio/a te uni=/to ha /mia/sorella”.

  1. Cartolina a colori ( mm.29×140) raffigurante un bel viso di bambina.Sulle labbra è scritto con scrittura manoscritta : “Ardenti” e sul collo è scritto sempre  a mano: “ Baci”.Nel retro è così scritto con scrittura manoscritta : 

Alla Sti.ma Signorina/Cipriani Giuseppina/di Cesidio/(Cerchio)/Pr.a Aquila/

 Saluti/cordiali ricevi/dal vostro affezio/cugino altre cose/più solendite Mario/D’Amore/Saluti a/tutti di/Famiglia addio/addio arrivederci/Buone cose”.

Vi sono impressi due timbri circolari ed un o rettangolare. In queLlo rettangolare si legge : “VERIFICATO PER CENSUR(A)” e in quelli circolari in uno si legge : “ POSTA M(…) non si legge bene perché è stato tolto il francobollo dove era impresso il timbro. Nell’altro si legge :” CERCHIO AQUILA/16(…)17 “

  1. Cartolina Postale (mm. 91×142) simile ai numeri 8.9.10.11, inviata da :

“ Proietti Antonio/Soldato/35^ fanteria/ compagnia 11^/Zona di Guerra 

Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/S.P.M. Cerchio/Prov. di Aquila “

            Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

             “ Zona di Guerra li 30 Giugno 1917

                Signorina/Le scrivo questa mia adarle/la mia buona salute./Nel medesimo tempo spero ango/

                la sua./Dunque da tempo che volevo scrivere ma non/avento la possibilità trascurai/fin 

                ad’oggi./Credo che accetta i Più vivi saluti cati/a tutta l’indiera/sua famiglia.Suo conoscente

                Antonio Proietti/” 

                continua con scrittura diversa:

                 “ da me avrà i più cari saluti e tanto sua famiglia Alfonso (è Alfonso Raglione ).

                 Vi sono impressi due timbri ci cui uno rettangolare dove si legge : “ 25° REGGIMENTO (…)” e 

                  L’altro è di disagevole lettura. 

  1. Lettera con busta. La busta (misura mm. 95×119) presenta le seguenti scritture manoscritte : al 

destinatario : “

Alla Signorina/Peppinella Cipriani/(Cerchio) Pr.a Aquila/ e con scrittura più piccola (inclinata) è così scritto a sinistra: “ Alle sue/mani”.E’ affrancata con un francobollo da 20 centesimi e vi sono impressi 2 timbri postali circolari entrambi sul francobollo e quindi la lettura delle scritte dei timbri è difficoltosa in uno solo riusciamo a leggere  :” BRESCIA ARRI(VO) “. Le datazioni non si leggono bene perché sono quasi sovrapposte. 

Al mittente leggiamo :

Spedisce il Soldato D’Amore Mario/9° Compagnia Provvisoria Mitraglieri fiat/4° Brigata Caserma Fondanone/(Brescia)”. Vi è impresso un timbro circolare dove si legge : CERCHIO (AQUILA)/8/7/17 “.

La lettera è composta da un foglio ( mm.224×182) piegato in 4  formando di conseguenza 4 facciate e da un foglietto ( mm.111×179)  e reca la seguente scrittura manoscritta:

Brescia 6-7-1917/Carissima Gugina,/Dopo 4 mesi di londananza da voi mi/spince il desiderio di scriverti una mia/litterina la quale ti assicura che/godo una discreta saluta come, con tan/to desiderio desidero di sentire di voi/con tutta la famiglia, e se mi fai/ridere sul mio proprio conto dicendomi/qualche cosa di novo che cè, non resta/di ricompenzarti. Poi di fò sapere/che o preso moglie e questa moglie/è in quattro soldati la quale fra/noi quattro cè un sargente, e questa/moglie si chiama Mitragliatrice e fra/ poco ti fò vedere la fotocrafia./E più che la deve soddisfare sono io/che la oblico di cacciare fuore dalla/

sua bocca 700 baci al minuto, figurati/come e svelta non ne puoi formare/un’idea e ti assicuro che io sono 1°/tiratore mi ci diverto tanto. Però la/quale questi baci non servono per i/miei coolechi soldati servino per gli/Austriesi ossia chiunque ci viene a distur=/bare la quale questa mitragliatrice/vuole essere servita da 45 ( sicuramente vuole intendere 4  5  soldati e non 45 n.d.a.) soldati. e la/serviscono con folonta e violenza. E a/me mi tocca a starci sempre vicino con/tanto affezione e pure ci sta conten=/ta perché essa a me mi difende assai/non si lascia avvicinare nessuno cioè io/ciò la ficoltà di falciare il nemico/quando si avanza verso me e uniti i/miei collechi come che mi fa trovare da/Carmennando o da S. Margherita ( località poste a sud del territorio comunale di Cerchio nd.a.)a/

mietere, e pure mietendo si lascia qual-/che spica di crano, ma, io con la mia/arma non lascio nessuno. Carissima/cugina non so quante cose ti vorrei/dirti ma mi fermo a dirti solo a dirti( è cancellato n.d.a.)/questo: di farmi sapere o sia di farmi/la gentilezza di dirmi se che fa Vincenzo/il mio amico se frequenta ancora la vostra/casa e se si è rimesso a far l’amore o pu=/re avesse fatta dichiarazione a voi perché/prima di partire io ti assicuro che lui/ci aveva tanto desiderio verso di voi di/amarti e mi diceva sempre il mio desi=/derio e di amarla fino alla morte?………(sic)/E tante altre cose che sarebbe troppo/lunco a scrivere.Dunque mi fai sapere/se si avesse svelato la passione che ti/portava o vi amate in atto di amicizia/

e se in casa ci verrebbe a darti onore/cosa ne direte?…………………………..(sic) Ma dice tra/me stesso: forse non posso aver lonore/di sapere tutto questo cose,però (è scritto sopra  n.d.a.) credo di sì acciocché posso ridere un po’ ma forsa/voi non vi …………….(sic) Intanto altro non/ti attedio perché mi sempra un po’/troppo, mi fermo con darti i miei più/ferviti saluti con tanti aucuri e una/forte stretta di mana vostro per sempre/cugino/ D’Amore Mario/Apparto  mi darai tanti saluti i tuoi/genitori unite le vostre sorelle e quita con/la sua bimba e mi farai sapere se avete/notizie di vostro fratello Vincenzo/e ritorno a voi unite le tue sorelle/e felicitta dandovi tanti auguri di/buona fratellanza tuo per sempre/cugino/D’Amore Mario/Apparto mi darai tanti saluti ai tuoi/genitori unite le vostre sorelle e quita con/la sua bimba e mi farai sapere se avete/notizie di vostro fratello Vincenzo/e ritorno a voi unite le tue sorelle/ e Felicita dandovi tanti aucuri di/buona fratellanza tuo per sepp( è cancellato n.d.a) sempre/cugino/DAmore Mario “ 

 Nel foglietto si legge : :
Questo è il mio indirizzo/Al soldato D’Amore Mario/9° Compagnia Provincia /Mitraglieri fiat/4° Reparto caserma Fondanone/(Brescia)/Pronda risposta che fra poco/partiro anche da Brescia e non/so dove vado contro la testa/ Spero sempre di/(Bene)/

Addio addio Buone notizie/e buona fortuna ti/aucuro (è così scritto al lato sinistro con scritta inclinata n.d.a.) 

Saluti a tutti la mia/famiglia e di più alla/mia sorella Maria ( è così scritto al lato destro con scritta inclinata nd.a.)

23) Cartolina postale ( mm. 88×139) simile alla suddetta inviata da Raglione Alfonso :

“ R.(aglione) A.(lfonso)/Cap./25 Fant./9./Zona di Guerra/Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/Cerchio/(prov.di Aquila)

Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Zona di Guerra. 24: Luglio 1917:/Avento ricevuto la tua cartolina dove mi parla dei tuoi diritti/rigiuro che nesono scontento di non poter soddisfarti,a darti quello/che ame mie solite di niente,e non sarei tanto stubito/di portare anche quel peso in tascai la mia abitudine  è/quanto riceve posta la legge; è subito la strappa/poi deve pensare se io avesse la posta che è ricevuta/durante il militare mi vorrebbe adirittura un carro./Sforzato a scriverti questa mia per non/passare da maleducato.Saluto tua familia/con la Speranza che non mi secca più./C.?/Alfonso “.

Vi sono impressi 3 timbri di cui uno rettangolare con la seguente scritta: “ 25° REGGIMENTO FANTERIA/CENSURA” e due timbri postali circolari in uno si legge : “ POSTA MILITARE /^ DIVISIONE/28.7.17” e nell’altro : “ CERCHIO (…)/ 2/8/17”.

24)  Cartolina postale simile al n. 17 inviata da :

Macerola Domenico/Soldato/ 3° Genio/29^ C. Telegrafisti/6° Corpo d’armata/Zona di Guerra/Alla signorina/Peppina Cipriani/Abruzzi/Cerchio/Prov. di Aquila)”

 Nel retro sempre con scrittura manoscritta si legge :

Zona di Guerra 1.8.1917/Carissima Amica/sono ricevuto la tua cartolina che mi da buone notizie/ che state tutti bene di salute cossi vi posso assicurare in/questo momento mi trovo bene. Saluti attutti di/famiglia e           (non si legge bene n.d.a.) ricevi i più cari affettuosi/saluti dal tuo Amico/Macerola Domenico/Addio ciao”.

Vi sono impressi 3 timbri circolari. Uno reca impresso  lo stemma sabaudo con la seguente scritta: “ COM(…)MONTAGNA”, un altro: “ CERCHIO AQUILA/5/8/17 “  e l’ultimo : “ POSTA MILITARE 19/ 7.8. 7”

25) Cartolina a colori (mm. 90×140) riproducente un disegno di Quinto Cenni del 1915. In primo piano 

sono stati disegnati i generali Cadorna e Porro con dietro 10 militari di cui uno a cavallo ed un altro con la bicicletta in mano. Sotto è riportata la seguente scritta a stampa: “ Il Capo ed il Sottocapo di Stato Maggiore :tenenti generali CADORNA e PORRO/nel loro quartier generale.”

Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Alla Signorina/Cipriani Peppinella/di Cesidio/Pr.a Aquila(Cerchio)/ Ricevi i/più ferviti/e sinceri saluti/voi unita la/Famiglia dal vostro/Cugino/D’A.(more) M.(ario)/Buona fortuna/Arrivederci “.

La cartolina in fondo al centro riporta stampato un cerchio con una stella le cui  5 punte fuoriescono dal cerchio e reca la scritta. “ W/L’ITALIA “. Vi sono impressi  3 timbri postali di cui uno rettangolare 2 circolari. Nel timbro rettangolare si legge: “VERIFICATO PER CE(NSUR)A “. In uno dei due timbri circolari si legge : “POSTA MIL(ITARE) 91/17.8.(17) “ è mancante del francobollo dove è stato impresso il bollo e quindi è mancante anche della scritta; nello spazio del francobollo vi è la seguente scrittura  a mano: “ mi trovo/in marci=/cia la/fermata/chi sa.” Nell’altro timbro si legge: “ CERCHIO AQUILA/23/8/17 “.

  1.  Cartolina B/N (mm. 87×138) raffigurante una scena agreste con 7 mucche dentro un rio ed avente la 

Seguente didascalia : “ Al rio sottile,di tra vaghe brume/guarda il bove,coi grandi occhi;nel piano/

che fugge a un mare più lontano/migrano l’acque d’un ceruleo fiume/PASCOLI/”. Nel retro si legge con scrittura manoscritta :

 “ Alla Signorina/Cipriani Peppinella/Pr.a Aquila (Cerchio)

Ricontracampio/i miei affettuosi/saluti acciuncendo tanti/saluti delle buone feste/che passerai   in questi giorni/vi bacia vostro cugino/Mario”. ( è Mario D’Amore n.d.a.).

Continua a sinistra scrivendo inclinato rispetto alla precedente scrittura :

“ Un bacio/alla vostra/famiglia/Buone cose/e Buon divertimento/unita/

continua scrivendo orizzontalmente : “ 

“La mia/Arrivederci/sogni/buoni/”

Continua con una minutissima scrittura : “ 

Vi sono impressi 3 timbri postali di cui uno rettangolare: “VERIFICATO/PER CENSURA” e 2  circolari in uno si legge: “ POSTA MIL(ITARE)(…)/10(…)” e nell’altro si legge : “ CERCHIO A(QUILA)/ 16(…)17”.

  1. Cartolina postale simile alle già sopramenzionate (mm.92×140) recante la seguente scrittura 

manoscritta:

Macerola Domenico/Soldato/3° Re.to/29^ C.gnia Telegrafisti/6° Corpo d’armata/Zona di Guerra/

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Abbruzzi/Cerchio/Prov. di Aquila

Dalla fronte 17.9.1917/Carissima Amica/vi do notizie di mè che finora mi trovo bene di salute/e cosi spero che sia anche di tè e tutti di famigl./Tanti saluti alla vostra sorella Paolina e Marietta/saluti a tutti di famiglia.Tanti saluti al tuo/cugino Peppino e in ultimo ricevi i più cari/saluti affettuosi dal tuo affezz.mo Amico/Macero(la) Domenico/Addio ciavo buone fest(e)”.

Vi sono impressi tre timbri postali circolari di disagevole lettura nel più nitido dove è impresso anche lo stemma sabaudo si legge : “ COMANDO 4° RAGGRUPPAMENTO ARTIGLIERIA DA MONTAGNA ” e un timbro rettangolare con la seguente scritta: “ VERIFICATO/PER CENSURA “

  1. Cartolina postale simile alla precedente e scritta sempre da Macerola Domenico :

Macerola Domenico/Soldato/3° reg=to Genio/29^ cgnia Telegrafisti/6° Corpo d’armata/Zona di Guerra

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Abbruzzi/Cerchio/Prov. di Aquila

dalla fronte 30.9.1917/Amica carissima/vengo arrispondere alla tua cartolina,la quale mi da/buone notizie che state tutti bene di salute e così vi posso asai/curare di me che finora stavo ben. Tanti ringraziamenti a tutti di famiglia/e daparte alle tue sorelle./E in ultimo ricevi i più cari affettuosi dal tuo/affezz.mo Amico Macerala Domenico/Addio ciavo buone cose ciavo/Mi dovete scusare perché no posso scrivere in cartoli/na illustrata per motivo, località sprovvisto di tutta/Tanti Saluti alle mie sorelle ciavo/”

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari nei quali si legge :” PO(STE) (…)/29.9.17”; in un altro : “ CERCHIO A(QUILA)/ 3/10/17” e nell’ultimo: “ (…)RAGGRUPPAMENTO ARTIGLIERIA DA MONTAGNA” si intravede appena lo stemma sabaudo. Vi è impresso anche un timbro rettangolare avente la seguente scritta: “ VERIFICATO/PER CENSURA”

  1. Cartolina postale simile alla precedente anche questa scritta da Macerola Domenico:

Macerola Domenico/Soldato/3° reg=to Gnio/29° C.gnia Telegrafisti/6° Corpo d’armata/Zona di Guerra”

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Abbruzzi/Cerchio/ Prov. di Aquila

Dalla fronte 20.10.1917/Ricevi i più sinceri/ed affettuosi saluti dal tuo/aff.mo amico che .S.V.A./Macerola Domenico/Adio ciav(o)”

Vi sono impressi 3 timbri di cui due circolari dove sono riportati le seguenti scritte : “ COMANDO 62° RAGG(…)D’ASSEDIO” con impresso lo stemma sabaudo  e nell’altro è difficoltosa la lettura; in quello  rettangolare si legge : “ VERIFICATO PER CENSURA “.

  1. Cartolina a colori (mm.88×136) raffigurante una scena agreste con 4 mucche .Nel retro si legge con scrittura manoscritta :

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Pr.^ di Aquila (Cerchio)

  i più sinceri/auguri e buon/Natale/Dall’amico Macerola/Domenico/Addio ciavo/Z.(ona)G.(uerra)  20.12.917”.

Vi sono impressi 3 timbri di cui due circolari : in uno si legge :” POSTA MILITARE 15^ DIVISIONE/21/12/17” e nell’altro è riportato : “ (CER)CHIO (AQUI)LA/19/(1)2/17”ed uno rettangolare nel quale sta così riportato : “ VERIFICATO PER CENSURA “. E’ affrancata con un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori (mm.91x 138) raffigurante :” San Pasquale Baylon “

Nel retro sta così scritto con scrittura manoscritta:

Alla Signora/Peppinella Cipriani/Cerchio/Provin Aquila/

1.4.18/Saluto tutti/di famiglia/Antonio”

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari dove riusciamo a leggere: “ CASTELLAM(MARE) FERRO(VIA)/2.4.18” gli altri due sono di disagevole lettura. E’ affrancata da un francobollo di 5 centesimi in parte raschiato.

  1. Cartolina “R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 90×138) recante la seguente scrittura manoscritta : 

“  Tucceri Antonio/cap: Magg./256° Fanteria/3^ Sez. Bettica/Zona di Guerra

    Alla Signorina/Peppinella/Cipriani di Cesidio/Cerchio”

    Zona di Guerra 15.5.18/Amica Carissima/Dopo un lunco tempo, mi impone/a scriverti una semplice cartolina/per dirti mie notizie che godo buona/salute, e il tempo e discreto per?/Meglio Auguro di te unito la/famiglia, perché quando una Casa/si trova in buon stato, che godo/tutti ottima salute non a bisogno/di nulla.Desidero sapere se/sei ricevuta la cartolina illustrada/aldro non o dà dire auguro di sentire/sempre buone notizie di tutta la/la (sic) famiglia. Saluti Cari invio/a tutti e prepara le cipolle per fare/l’insalata scusa gli errori Antonio/Buone Cose a tutti “.

  Vi sono impressi 2 timbri circolari ed uno rettangolare. In uno dei timbri circolari si legge : “ POSTA MILITARE(..)/17.51(8)”nell’altro non riusciamo a leggere nulla.In quello rettangolare è impresso: “ VERIFICATO PER CENSURA “.

  1. Cartolina a colori (mm.87×138) recante la seguente didascalia : “Roma -Palazzo di Giustizia” e nel 

retro vi è la seguente scrittura manoscritta obliquamente:

Alla Signorina/Cipriani Peppina/di Gesidio/Cerchio/Pr.cia Aquila “

Invio/i miei sinceri/e affettuosi saluti/augurandovi buone/feste a te e famiglia tuo/affezz.mo Amico/Domenico Macerola.”

 Continua con scrittura orizzontale :

 3° Regg.to Genio/29^ C(ompa)gnia Telegrafisti/Zona di Guerra/li 19.6.918”

Vi sono impressi due timbri circolari ed uno rettangolare. Nel timbro impresso sul francobollo 5 centesimi si legge : “ POSTA MI(LITARE(…)/20.6.18” nell’altro è difficoltosa la lettura. Nel timbro rettangolare vi è la seguente scritta: “ VERIFICATO PER CENSURA/146° GRUPPO ASSEDIO “.

  1.   Cartolina a colori (mm.91×137) raffigurante fiori. Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio/Pr. (Aquila)

   Saluntantoti/cordialmente sono/il tuo amico Pasquale/Cap. Legge Pasquale/30° Fanteria S.M./3° Reparto Arditi/Z.(ona) G.(uerra) Saluti alle/tue Sorelle”

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari in uno, in parte, si legge (quello posto sul francobollo da 5 centesimi) : “ POSTA (MILIT)ARE 134/27.6.18” e, nell’altro, è riportato : “ CERCHIO (AQUI)LA/(..)7/18 “.

  1. Cartolina a colori (mm.86×136) recante la seguente didascalia : “ Assorti in un solo pensiero!….”  e sotto la scritta sono raffigurati un uomo (posto più sopra) che rivolge lo sguardo ad una donna ( posta sotto ) .Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla Signorina/Peppina Cipriani/di Gesidio/Cerchio/Prov.Aquila

Ricordandoti ti saluto cara=/mente con tante belle cose/tuo amico Pasquale saluti a/tutti di famiglia/Cap. Legge Pasquale/ 50° Regg.to Fanteria/3^ Sezione Bellica/Zona di Guerra/Buone cose Ciao “

Vi sono impressi 3 timbri circolari ed uno ovale di disagevole lettura. E’ affrancato da 2 francobolli da 5 centesimi.

  1.  Cartolina a colori ( mm.86×135) raffigurante una scena amorosa : due amanti ambosessi circoscritti in un cerchio che a sua volta è attorniato da quadrifogli. Vi è la seguente didascalia : “ TI BACIO/E SON FELICE”. Nel retro con scrittura manoscritta si legge :

Alla Signorina/Cipriani Peppina/di Gesidio/Cerchio/Pr. (Aquila)

 Saluti affettuosi/con tante belle cose/tuo amico Pasquale/Legge Caporale/50° Fanteria/S.(tato) M.(aggiore) Reparto/Arditi Zona di/Guerra buone /Cose ciao/Saluti alla famiglia “

Vi sono impressi 4 timbri di cui tre circolari ed uno ovale. In un timbro circolare abbastanza nitido si legge . “ POSTA MILITARE 134/30.6.18 “ .Gli alti circolari non si leggono bene ed infine,in quello ovale, in parte si legge:” STATO MAGGIORE(…)FANTERIA”. E’ affrancata da un francobollo da 5 centesimi. 

  1. Cartolina a colori (mm.87×136) raffigurante una scena amorosa : una giovane donna  distesa  su un sofà da la mano destra ad un giovane che è chinato su di lei:Completa la scena  un cane disteso per terra posto sotto i sofà. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta diagonalmente:”

Alla Signorina/ Cipriani Peppina/pr.cia Aquila/Cerchio )

Ricon-/tracampio/i più fervidi/saluti augurantoti/felicità e pensiero/tuo sincero Amico/Macerala Domenico/saluti tutti di famig./vedi a……(sic)

e con scrittura posta orizzontalmente scrive ancora: “ 3° R.(eggimento) Genio/29° C.(ompa)gn.(ia) Telegrafisti/Z.(ona) G.(uerra) Armata del Grappa/4.7.18 “.

Vi sono impressi 4 timbri postali circolari ed uno rettangolare. In due, quelli posti sopra il francobollo da 5 centesimi  si legge, in uno : “ POSTA(….)” e nell’altro riusciamo a  leggere solamente  la data : “(…) 5.7.18(..)”.Nell’altro timbro circolare si legge : CERCHIO (…)LA/ 11/7/18 “ ed infine, nell’ultimo timbro circolare riusciamo a leggere : CERCHIO (AQUILA)/(…)18”.In quello rettangolare è riportato : “ Verificato per censura”. 

  1. Cartolina a colori (mm. 87×137) raffigurante in un cerchio una felice coppia di sposi abbracciati : lui è militare.Sotto vi sono cinque soldati ed un cannone .Sopra a tutto,a destra vi è la seguente didascalia:” Vieni, ti attendo!” Nel retro scritto a matita vi è la seguente scrittura manoscritta obliqua:

     “ Gentil. Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio de marsi/Prov. Aquila/

       Un gentil pen/siero e un salu/to che parla dal/ profondo del mio/cuore Tuo amico/V. Giannini/

        Saluti a tutti/di casa/sua/Eboli 8/7/1918 “. 

        Continua sopra orizzontalmente e alla rovescia rispetto alla riportata scrittura:

        “ per la devozione vo/a casa che io non posso ascriverti “

          Vi sono i pressi 2 timbri postali circolari di disagevole lettura. In uno si legge : “ CERCHIO 

           Aquila /11/7/18”, l’altro, posto sopra il francobollo da 10 centesimi, è di difficile lettura.

  1. Cartolina postale ( mm. 90×138) “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia “ ( è simile alle altre già sopra descritte) con la seguente scrittura manoscritta :

Tucceri Antonio/Cap.(oral)e Magg(iore)/256° Fanteria/3^ Sez. Bettica/Zona di Guerra

  Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Marsica/Prov. di Aquila  Abruzzi

  Continua sopra a tutto: 

Mi scusate se sono scritto male”

Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

“ Zona di Guerra 20.7.18/Stimatissima Amica/Con molto piacere di aggradita la tua/cartolina, la quale provo molta consola=/zione nel sapere tue notizie, come pure/della famiglia che si trova benissimo/io mi rallegro tanto, e auguro sempre/meglio, perche essendo la lontananza dipiu/non si puo fare. Nel medesimo tempo/posso darti notizie di me. Rincraziando Iddio/mi trovo benissimo e godo ottima salute/auguriamo meglio per l’avvenire. Diciò che/mi dici che deve scusarti del’incomodo preso/per corrispondere alla tua cartolina invece/perme è stato un piacere e divacazione di/mente perche mentre si scrive si pensa solo in/queste parti e non si pensa ad’altro. Per riguar=/do del parente lo lasciamo a parte e presto/auguriamo di rivederci in buona salute/per dire un po’ di fesserie della solita …..?(sic)/invio i miei più cari augurri ricevi dal tuo/amico ATucceri. Mi farai sapere se il tuo fratello/la tua sorella 11.3. e il tuo Padre/anno ricevuto le/mie cartoline”.

Vi sono impressi 3 timbri di cui 2 circolari di difficoltosa lettura ed uno rettangolare dove si legge: “ VERIFICATO PER CENSURA “

40)  Cartolina a colori (mm.88×136) raffigurante una scena amorosa dove i due amanti seduti su uno sgabello si baciano. Sotto vi è la seguente didascalia : “ Con affetto/sincero”. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta obliquamente:

“ Pregiatissima Signorina/Peppina Cipriani di Cesidio/Cerchio dei Marsi/Prov. Aquila/ 

Un/saluto da/chi lontano aspetta/il tuo scritto/Tuo amico/V.(incenzo) ( è Vincenzo Giannini n.d.a.)/

Continua scrivendo verticalmente:

saluti a Tutti/di Tua casa

e continua ancora  orizzontalmente:

Eboli 29/7/1918.

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di difficoltosa lettura. E’ affrancata da un francobollo da 5 centesimi.

  1.  Cartolina  a colori (mm.87×136) raffigurante fiori.Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provin. Aquila

       Zona di Guerra 8.8.18/Invio i  miei piu Cari/e sinceri saluti unito/tutto di famiglia / Augurando

       A tutti buo/Cose mi dico tuo aff.mo/Amico ATucceri/256° Fanteria/3^ Sez. Settica/Z.(ona)Di G.(uerra) “

     Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui uno nitidissimo dove si legge : “ POSTA MILITARE 12/10.8.18” l’altro posto sopra il francobollo non si legge in quanto il citato francobollo è stato raschiato per vedere la seguente scrittura posta sotto il francobollo: 

      “ Ricordandomi/Se(mp)re auguro/Felicita (au)g(u)ri/Buone Feste”

      Ed infine nell’ultimo si legge : “(C)ERCHIO(…)/14/8/18”

  1. Cartolina a colori (mm.90×140) raffigurante una mano di donna con al polso un elegante bracciale e con in mano 4 quadrifogli. Sotto è posta la seguente beneaugurante didascalia : “ Forse un brandello d’anima/il quadrifoglio aduna/te l’offre il core, serbalo,/ti porterà fortuna.” Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Signorina/Peppina Cipriani di Cesi/dio/Cerchio dei Marsi/Prov Aquila 

Giffoni 15 Settembre 1915 ( tale anno è palesemente errato in quanto come si evince dal timbro postale impresso è invece l’anno 1918 forse tale errore è dovuto alla grande nostalgia del mittente che non può partecipare all’importante e sentitissima  fiera di Cerchio che ogni anno (ancora oggi), isitutita il 19 Maggio 1633 con Real Rescritto del re di Napoli Filippo d’Aragona, si è sempre tenuta a Cerchio ed era aspettata da tutti, specialmente dai cerchiesi come evento da non perdere per qualsiasi motivo n.d.a. )

Oggi lontano io penzo; e ripenzo/all’anno scorso in questo giorno mi/dispiace e forza maggiore che/mi fa stare lontano. Pero stipami/qualche poca di fiera per me che presto/ritorno e e(sic) vedro se che mi ai stipato/saluti Marietta Paolina Felice/e Sabatino e Tutti i Tuoi e graziuccia/e a te u miei saluti Tuo amico/Vincenzo Giannini/saluti a chi Te la porta questa/cartolina Ciao a tutti

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari di cui in uno si legge (CER)CHIO (AQUIL)A/18/9/18” l’altro posto sopra il francobollo non si legge in quanto quest’ultimo è stato tolto.

  1. Cartolina postale (mm.91×141) : “ R. ESERCITO ITALIANO “  è simile alle altre già descritte.Reca in un verso la seguente scrittura manoscritta: 

Raglione Alfonso/Cap.(orale) M.(maggiore) 25. Fante(ria)/Salmeria/Zona di Guerra
” Alla Signorina/Cipriani Giuseppina/Cerchio de’ Marsi Prov. di Aquila

        e nell’altro  si legge :

     “ Zona di Guerra 13-9-18/Cara Giuseppina Dopo un lunco/silenzio venco à inviarti la presenta/dandoti mie buone notizie,così lo stesso/desidero di te è di tutta l’indiera famiglia/con questo desidero tue notizie, e spero/che mi farai contento/Saluti cari ate, e tutti in famiglia/Mi dico, Si ti ricordi Alfonso

Vi sono impressi 3 timbri di cui 2 circolari ed uno ovale. In uno dei due circolari si legge: “ POSTA MILITARE(…)/17.9.18” nell’altro circolare è difficoltosa la lettura ed in quello ovale si legge : “ 25 REG(GMENTO) FANTERIA PER CENSURA “.

  1. Cartolina a colori (mm.136×87 ) raffigurante due sposi abbracciati sotto un ramo curvo fiorito con un sfondo marino e a sinistra vi è la seguente didascalia : “ Ricordi!….”.Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta :

Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio dei Marsi/Prov. Aquila”

 Con affetto/sincero Ti saluto come/pure saluto le Tue sorelle/Padre madre e cognata/saluti graziuccia e Ti prego/di non scrivermi se prima/non ai mie notizie di nuove è la/che vado all’ospedale oggi parto/Ti saluto di nuovo Tuo amico/F G/Giffoni 27/9/18 “

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari in quello posto sul francobollo da 10 centesimi si legge : “ GIFFONI /…)/29.6.18”  e nell’altro si legge(CER)CHIO (AQUI)LA/30/9/18 “.

  1. Cartolina postale (mm.90×141) “ R.ESERCITO ITALIANO “ è simile alla altre sopra descritte.

Reca in un verso la seguente scrittura manoscritta:

Raglione Alfonso/Cap(orale) Magg(iore) 25 Fant.(eria)/Salmerie/Zona di Guerra/

e nell’altro:

“ Zona di Guerra 14- ottobre 918: Cara Peppina/Dopo un lungo Silenzio ò avuto risposta: ma come mi di=/ci sono convinto che la colpa non è tua cioe dell’aspa=/gnuola. Sono contento come mi dici che ti sei rimessa in/buono stato: è come pure i tuoi di casa/anch’io sto bene. Espero di sentire sempre dite/e di tua famiglia: in buona salute. Cara Peppina/Mi scusi se ardisco afarci la(è cancellato n.d.a.) questa domanda che tu forse/puoi dirmi che non sono miei interessi: ma senon/ti disturba mi farai sapere: se fai l’amore Si! ò no/Saluti cari a tutti i tuoi: di casa:Saluto ate!/è pensa che sempre ti ricordo midico: alfonso ciao:ciao. “

Vi sono impressi 2 timbri circolari ed uno ovale. I timbri postali circolari non si leggono bene. In uno riusciamo a leggere solamente: “15.10.18 “ ed in quello ovale : “ 25° REGG.FANT(ERIA) VERIFICATO PER CENSURA”

  1. Cartolina postale (mm.91×138) simile alla precedente. E’ scritta a matita da :

Tuceri Antonio/256° Fanteria/ /^/Zona di Guerra/

 AlLa Signorina/Peppina/Cipriani/Cerchio/Prov. di Aquila

Nel retro si legge sempre con scrittura manoscritta:

“ Zona di Guerra 16.11.918/Amica Carissima/Dopo alcuni giorni di viaggio mi/rammento di darti mie notizie che godo/ottima salute e sto bene; meglio desidero/di sapere di te e famiglia. Coraggio/sempre augurando presto di rivederci./Saluti affettuosi e cari a tutti di famiglia/tuo amico ATucceri.Desidero sapere vostre/notizie “

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari in uno abbastanza nitido si legge : “ POSTA MILITARE 12/18.11.18” e nell’altro : “ CERCHIO(/….)/21.11.18 “.

  1. Cartolina B/N (mm.88×128) raffigurante una scena marina con barche e recante la seguente didascalia: “ Rimini -Canale”. Nel retro si legge con scrittura manoscritta: 


    ” Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provin: Aquila

Ricordandomi sempre/o ricevuto la tua cartolina/piacere degli auguri/inviatomi. Saluti/affettuosi e cari a tutti/di famiglia augurando/a tutti Buone Feste/tuo amico Tucceri Antonio/256° Fanteria 7^ Comp.(agnia)/Zona di Guerra “.

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari di cui uno è posto sopra il francobollo da 10 centesimi e si legge : POSTA MILITARE (…)”12.12.18” l’altro è di disagevole lettura.

  1. Cartolina postale ( mm.90×140) simile alle sopraddette altre. Reca un francobollo commemorativo con la seguente didascalia : “ IL BARBARO TI RAPISCE I/BENI E LE ROBE. A QUAN-/TO LA RISCOSSA? E riproduce un individuo che sta prendendo dalla stalla due bovi. Il mittente è :

       “ Tucceri Antonio/84° Fante(ria)/9^/Zona di Guerra”

 Alla Signorina/Peppina Cipriani/di cesidio/Cerchio/ (Prov. di Aqui)la

“Zona di Guerra 12.3.19/Amica Carissima/Essendo che fra giorni si presenta la festa/del tuo onomastico, mi permetto di inviarti/per via della presente gli auguri vivissimi/e felicitazioni care del santo giorno che si/presenta.Io sto bene godo ottima salute, meglio/auguro di te e famiglia.Buon Onomastico./Saluti affettuosi e cari invio a tutti di famiglia/augurandoti nuove Cose saluti cari tuo/amico ATucceri (…)” ( vi è una vistosa morsicatura di animali? Topi? n.d.a. ). Vi sono impressi 2 timbri postali circolari. In uno si legge : “ POSTA (….)” e nell’altro : CERCHIO (AQUI)LA/20(…)19 “.

  1. Cartolina postale (mm. 90×140) simile alle altre.Scritta come la precedente da Antonio Tucceri:

Tucceri Antonio/84° Fanteria/9^ Zona di Guerra

Zona di Guerra 29.3.19/Stimatissima Amica/Nel momento che ricevo la tua cartolina/inviatami per ricompensa del giorno del/tuo Onomastico; io accetto volentieri i/tuoi auguri, e le tue deliziose parole/che sono sortite da un Cuore tanto gentile/e allegro che io non trovo parole sufficienti/per contracampiare ancora alle tue/domande. Sono restato molto orgoglioso nel/leggere la tua cartolina, che meneresta /in quore tutte l’espressione, e gli augu=/ri che mi invii continuamente./Mi scuserai per questa volta che non/mi riesce a scrivere motivo del tempo/sia anche la testa che non si trova/apposto, che nel riflettere perdo molto/tempo, e sono di servizio. Desidero sempre/buone notizie di voi tutti come pure è/nel presente di me sto benissimo.Oh/scritto alcune cartoline e a tua sorella e/non si vede risposta. Saluti affettuosi/e cari invio a tutti di famiglia auguro/presto di rivederci mi dico ATucceri/saluti ed auguri e tanto belle Cose/Ciao. Adunaltra mi spieghero meglio. “

  Vi sono impressi 2 timbri postali circolari di cui uno si legge abbastanza bene : “ POSTA MILITARE 12 /1.4.19” e nell’altro si legge: “ (CER)CHIO  /AQUI)LA (…)”

  1. Cartolina a colori (mm.88×137) raffigurante piazza S. Pietro e recante la seguente didascalia: “ ROMA-Chiesa di S.Pietro”. Nel retro, scritto con scrittura manoscritta obliquamente, si legge :

Alla Gent.ma Signorina/Giuseppina Cipriani/(Cerchio)/Aquila

   Nel/Rinviare i mei/più sinceri saluti e/vivi aucuri con una lieta/Felicità nel futuro vostro cugino/che sempre vi ricorda con affetto/

E continua con scrittura orizzontale

“ D’A.(more)/Mario/Tanti rincra=/ziamenti del vostro/silenzio/Apparto in-=/finiti saluti a marietta e/famiglia Buone cose”

Vi sono impressi 4 timbri postali circolari dove no si legge bene tranne forse ,in uno, la data dell’anno 19. Vi sono affrancati 3 francobolli da 5 centesimi l’ultimo è stato in parte scollato e, nello spazio lasciato dal citato francobollo si legge: 

Verim(…)/saluti e(…)vostri?/voglio anco=/ra strincer=/vi la mana” 

  1. Cartolina postale (mm.90×140).” CARTOLINA POSTALE IT(ALIANA)/(CARTE POSTALE D’ITAL(IA) “ recante in un verso,scritto a matita, la seguente scrittura manoscritta : 

“ Alla Signorina/Peppina Cipriani/( Cerchio)/Pr.a Aquila “. In questa facciata   vi è la fine della  scrittura iniziata nel retro. Quindi si riporta tale scrittura come è stata in realtà scritta e quindi trascrivo l’inizio scritto nel retro :

“  Roma 25/4/1919/Carissima cugina/Venco a scrivervi questa mia/cartolina la quale vi assicura/ che o fatto un buon viaggi e mi/trovo a Roma e fino a oggi/non posso dirvi nulla della mia/ vita, finora non mi sempra/nulla difficile.Solo mi trovo/dolendo che rihanno costrett/a distaccarmi dal proprio/paeso, ma cosa voi farci tocca/ a noi spero al piu presto che/sia possibile di ritornare/un’altra volta e non mai/più abbandonarmi. Altro/non posso dirvi perché debbo/dimenticare prima un po’ del/paeso. Spero che voi tutti di/famiglia state bene, come pure/la mia famiglia./

 e nell’altro verso continua :

Saluti e profondi auguri a ttutto/il paeso e a voi auguro/una lunca felicità piena/di ogni bene stringendovi la/destra vostra che sempre/vi ricorda cugino D.(Amore) Mario/Apparto un saluto a/vostra sorella Marietta/augurandovi tante belle cose/32° Fanteria Ca(..)deposito Roma”

Vi sono impressi 2 timbri circolari postali : in uno si legge : “ ROMA FERROVIA/24.IV/1919 “ e l’altro non si legge bene. E’ affrancato da un francobollo da 5 centesimi ed un altro da 10 centesimi.

  1.  Cartolina a colori (mm.90×138) raffigurante una giovane coppia di innamorati la donna reca stretto al petto dalla mano destra un mazzolino di fiori la sinistra è invece graziosamente appoggiata al mento con il dito mignolo che sfiora il labbro inferiore con il gomito  poggiante su un piccolo arbusto floreale posto quasi orizzontalmente. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provn: Aquila

  Savona 29.7.19/Amica Carissima/Ricontracampio i miei piu/cari e sinceri saluti o ricevuto/nel presente la tua cartolina/ e ti rincrazio tanto, che è già/trascorso un mese, e solo che tu/mi sei corrisposta nelle mie/ cartoline, aldro non so il/motivo che non mi danno rispo=/sta, nemmeno la famiglia/mia desidero sapere se ci fossero/novista. Saluto di nuovo tutti/di tua famiglia e tanti/auguri ricevi da ATucceri/84° Regg.(imen)to Fanteria )^ Compagnia/Savona. Bune Cose”  

        Vi sono impressi 3 timbri postali circolari In uno solo leggiamo : (CE)RCHIO(….)/6/8/19 “.Negli altri 

         due impressi ognuno su un francobollo non si legge nulla in quanto uno di questi è stato interamente 

         tolto( e quindi di conseguenza non appare nulla) per vedere se c’era qualche messaggio nello spazio do si incollava il francobollo e l’altro è stato raschiato ( sempre per vedere se era celato qualche messaggio ) in modo da non permettere alcuna lettura.

  1. Cartolina B/N (mm. 87×134) raffigurante numerose barche e recante la seguente didascalia : “ Savona – Panorama – Vecchia Darsena “. Nel retro è stato scritto con scrittura manoscritta : 

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provin:(cia) Aquila 

                Contracampio/saluti affettuosi/tutti di famiglia/auguri e felicita/Atucceri/84° Fanteria/ 9.^

                Compagnia/Savona “.

               Vi sono impressi 3 timbri postali circolari in uno solamente si legge : CERCHIO (AQUILA)/8/8/19”. Gli altri due quasi messi l’uno sopra l’altro non si leggono in quanto sono stati impressi su l’unico francobollo che è stato tolto sicuramente per vedere se sotto, nell’apposito spazio dove generalmente si incolla il francobollo c’era celato qualche messaggio e di conseguenza ,quindi è impossibile la lettura.

  1. Lettera non datata ( mm. 82×132).reca la seguente scrittura manoscritta  a matita:

              ” Peppina/Trovandomi in confidenza con/tutto di famiglia io già ti oh/dichiarato la mia sincerità di/amore che porto verso di te/Io mi trovo condentissimo della/tua risposta al mio/favore io l’amo gentilmente/con tutta l’affezzione del mio/cuore di piu ti giuro la/Verita la mia promessa,/e una, il non succede per/causa tua o pure d’altre/persone Cerchio/sara finito, mi auguro/quanto prima di trovarci/uniti tuo per sempre/ATucceri” .

  1. Busta (mm. 120×88) con lettera (mm.214×175) .Nella busta al destinatario si legge con scrittura manoscritta :

Alla Gent.(ilissi)ma Signorina/Peppinella Cipriani/di Cesidio/Cerchio ( Pr.a Aquila) “

 (Vi è impresso un timbro postale circolare che così si legge : “ ROMA FERROVIA/21.10.1917” ) e al mittente si legge:

Recapito Sold.(a)to D’Amore/Mario 82° regg.(imen)to Fant Plotone/Autonomo/Roma “. Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui due sono stati posti sopra il francobollo da 25 centesimi e si legge ad entrambi : “ ROMA FERROVIA /21.10.19” ed all’altro si legge : “ (CERCHIO)/ AQUILA/22/10/19 “

               Nella lettera ( divisa in due da formare quindi 4 facciate da mm.107×175) si legge:

              “ Roma 21-10-19/Cugina carissima/Dopo aver spenditito di ciò/che fù succsso di cui della/fiera fra donnesche che sapresti/compinare e di più essendoni sta=/to da voi trascurato, ho l’onore/oggi di farvi presente le mie/notizie che tutt’ora prosegue una/florita saluta come ne ho precato/restanto sepre (la m è scritta sopra n.d.a.) e prosegue ad aucu=/rarne a voi con l’indera famiglia/Credo che questi miseri richi di/carta non dovrò pensare che vi/disturberanno il vostro pensiero/con il vostro bene stare, ma aspet=/to una vostra risposta ove mi fa/piacere a sentire di tutto del/vostro stato; bensi notò nei/

giorni il vostro silenzi…..(sic)/ma, non perche di coraggio e non/sapere che sarete in creda a non/rispondermi. Peppina, credi che/non mai credevo di essere rilasciato/della vostra amicizia, ma in ogni/modo resto in fiducia di questa/misera penna di rilecare la nostra/conoscenza senza noto se non vi/avrò annoiato nel passato./Non mi prolungo altro perché mi/saprai di tutto, e tante storie/non so cantarle./Solo spero che il vostro cuore si/commuove come il mio si è com=/mosso e oblica la vostra destra/a farmi presente di ciò che il/vostro cuore vi detta sia di bene/come di male Intanto la/saluto distintamente con tanti

auguri a tutta la famiglia e/apparto un alto saluto che parte/dal fondo del mio cuore si avrà/Felicitto chiudente le mie noiose/parole vi auguro a voi tante buo=/ne e belle cose con strette di mane/mi dico il suo cugino che non/mai vi ha dimenticato/D’Amore Mario/82° Regg.(men)to Fantera Plotone Autonomo/Roma/Saluti a miei di/Casa

Felicità futura/E un saluto a chi/Volete/ Sia per voi come per me “.

  1. Busta color rosa (mm.112×73) con lettera (mm.217×189) divisa in due da formate 4 facciate da mm.108×189 .Nella busta al destinatario con scrittura si legge :

Alla/Signorina Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila “. Vi sono impressi duE timbri uno circolare con la seguente scritta: “ROMA FERROVIA/18-XI-1919 “  e l’altro è rettangolare  con strisce orizzontali.

Al mittente non è scritto nulla.Al centro della busta è stato incollato un francobollo da 25 centesimi dove è stato impresso uno dei due timbri postali circolari presenti. In quello sul francobollo si legge: “ ROMA FERROVIA/18.11.19”e nell’altro leggiamo: “ CERCHIO (AQUILA)/20/11/19 “.

             Nella lettera  si legge :

             “ Roma 19 Novembre 919/Peppina/La Tua letterina mi giunge come un/con forte, perche da 10 giorni che son qui/e invano scriveva Tutti giorni e non/Vedeva, mai arrivarmi niente./Come infatti da casa ancora non posso/avere uno scritto, maledetta la posta/sappi che la Tua fatta il 12 lo ricevuta/dopo 6 giorni? E una cartoli dell’ami-/co Anonio fatta il 17 la ricevuta/oggi? Strano! Perche qui le Trattengono/molti giorni./Peppina vuoi sapere come sto! Ebbene/Te lo dico subito i dolori non ce li o piu/ma ancora locchio de lo pieno di sangue/meno la pupilla che ci vedo benissimo/solo sento un po di dolore quando mi medica=/no ogni 3 ore e del resto niente./Ma sappi che qui non si va per la lunga/se locchio lo possono salvare bene eseno/lo Tirano fuori, ame cosi mi succedeva/se Tardava altri 2 giorni, poi non so se/

domani o dopo domani mi fanno lo-/perazione alle palpebre per tagliare le vene/e troncare la correnza del sangue, e poi/salvo complicazione se locchio va bene/mi tengono altri pochi giorni e se poi ce/qualche complicazione ( che prego Iddio/che no e che me ne salvi ) che lo va inrovi-/na me lo cavano. Sinora come ti o det-/tolocchio ce lo benissimo e ci vedo benis=/simo perche la malattiace lo alle palpe-/bre, cio alluso paesano pennazzele, che/altro sto bene, spero che come mi/dice il professore che locchio migliora/Tuttigiorni e ecco la verita./Poi ho Peppina credendomi che/non mi rispondevi Ti ho fatta unal-/tra lettera credo che lai ricevuta./Poi ti parla di peppino sappi/che ho un bel parlare ma lui si difen-/de dicendo che la colpa e mia che non/ho scritto, e ora mentre io stavo leggendo/la tua lui e venuto e la letta,e io do/la colpa a voi altri, e mia a farla leggere,/la tua lettera che le facesti, e cosi ne enata/

una discussione vivace e in conclusione/la colpa di entrambi e coi lui anoi/enoi alui;la raggione e del vento in/fin dei conti come dice lui ma come dico/io no,poi le lettere mie me la giura-/to e sacramentato lui e Vitale che/non la ricevute; anzi dice che non ci/e scritto indippiu capisci? E basta finiamo-/la; Vorrei sapere se ci piove e se si semina/il grano e se si anno  cavate e portate/le barbabietole e se chi sposa e chi a sposato,/stanotte mi o sognato a te tutta infangata/e che stavi a cavare le bietole, a un sogno/poi a unaltro  che eri sposata con uno/ di celano anzi me lo sogno continuamente/che sposi forse sara vero?….(sic)/non credo ma puo essere….(sic)/Scrivimi presto e fammi sapere qualche/cosa e che si fa a Cerchio./Poi dirai a marietta che mo basta/perche tutte le volte che ne la sogno/mi prende a schiaffi; ma che si crede/che le guance sono di ferro???…(sic)/ Peppino qui mi porta sempre qualche cosa/che se non fosse lui morirei di fame./

di fame no ma! Perche il caffe alle 5/il mangiare alle 10 e poi arrivederci alle/6 la sera, e in questo intervallo se non/ai qualche cosa  che mangi so pasticci./qui fa un freddo Tremendo e devi stare/sempre a letto, e i fianchi mi si indolenzisco-/no e la monotonia ti ammazza ma?/Non altro mi prolungo scusa gli errori/e salutami Antonio e vorrei sapere seriparte/ o no! cari saluti affettuosi a Felicitto./saluti i tuoi genitori sabatino molie e figlia/infine saluti ai miei di casa e Termino/col salutare a te e dandoti una forte/stretta di mano destra accompagna/ta da un altro saluto che parte dal profondo/del mio cuore e augurandoti tante belle/cose di cuore/L’amico/Vincenzo/G.(iannini)/Tu scrivi sempre//quando aisonno?/: bene :/rido/,ciao arrivederci presto “  

  1. Cartolina a colori (mm.86×140) raffigurante una coppia di sposi teneramente abbracciati. Nel retro con scrittura manoscritta si legge :

Per la Signorina/Peppina Cipriani di Cesidio/Cerchio dei Marsi “        

Privo di tue notizie! Perchè non mi scrivi? attendo,/ciao (è scritto sopra alla rovescia rispetto alla scrittura principale della cartolina n.d.a.)/Saluntadoti sinceramente/Te, unito la famiglia/Vincenzo G./Roma 30/11  1919/arrivederci presto./saluti di nuovo/con affetto/V.”

Vi sono impressi 2 timbri circolari ed uno rettangolare con strisce ondeggianti posto sopra il francobollo da 15 centesimi. Nei timbri circolari si legge : “ROMA FERROVIA /1 XII/19” e nell’altro : “ CERCHIO (AQUILA)/2/12/19 “.       

  1. Cartolina Postale (mm. 90×140) a sinistra con scrittura stampato posta in verticale si legge in due appositi riquadri rettangolari: “AMARO FELSINA/BUTON/DI FAMA MONDIALE/RACCOMANDATO DA CELEBRITA’ MEDICHE “  e “ TONICO/APERITIVO/CORROBORANTE/DIGESTIVO/ANTIMALARICO”. In un verso con scrittura manoscritta si legge :

“ Alla Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila”

Il messaggio inizia nel retro e continua poi nell’altro verso dove è riportato il destinatario :

Livorno 6/10/921/Carissima cugina/Dopo tanto tempo di trascurate-/za vengo a darvi le mie belle/notizie che sto bene di salute come/pure spero che sia di te della tua/famiglia./Poi essendomi da tanto tempo/che non posso ricevere notizie da/nessuno mi raccomando di rispon-/dermi subito e di faRmi noto/di quando vi accadi in voi tutti/e di isplorare anche a casa/senza farne accorgere a nessuno/che cosa gli succede e perché/non mi scrivono o almeno/non mi rispondono quando/gli scrivo./Altro non ho più col dirvi/considera la mia penosa aspe-/tativa del tuo risultato che mi mette in corrente di tutto/quello che vi succede nelle/due parti./

scusa se ho scritto/male perché puoi/immaginare quanta/rabia che cio in questi/ giorni. /chiudo il mio sincero/scritto col salutarvi/caramente a Voi/tutti in famiglia/come pure a casa/e a te ti saluto,/col stringerti/la destra tuo/cugino/D’AMORE/”( è Mario D’Amore n.d.a.)

seguita con scrittura in verticale : “ 

13 ^ Arti.(glie)ria Pes.(an)te Campale 10^ Batteria/caserma Barriera Caribaldi Livorno “

Vi sono impressi 3 timbri circolari postali  in uno, quello impresso sui due francobolli da 10 e 15 centesimi si legge : “ LIV(ORNO) FERROVIA/9.10.21” ,IN UN ALTRO SI LEGGE : “ (CERCHI)O (AQ)UILA/10/10/21 “ nell’ultimo non si legge nulla perché la lettura è disagevole.

  1. Cartolina postale (mm.91×137) simile alla  precedente con diversa, però, scritta pubblicitaria : “ TACCO GIREVOLE/MARCA PIRELLI “. In un verso è riportato  con scrittura manoscritta :

“  Alla Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio Prov.(incia)/Aquila”

La missiva inizia nel retro e continua nell’altro verso dove è stato riportato il destinatario :

Livorno 21/10/921/Carissima cugina/dopo un dato tempo di/ritardo vengo a rispondere/alla tua gradita cartolina/la quale rilevo tante buone/cose che state bene di salute/come pure ti posso assicurare/anche di me. Poi ne resto un/po dispiaciuto nel sentire/che i miei di casa. Torna-/no sempre dopo paternoster/ed io devo stare qui senza/far niente. Ma spero che/finissero presto così si potrai-/no riposare un po poveri/vecchi. Poi ne resto un po/stupito nel sentirti che/ai dovuto pacare la tassa/in tutte le mie cartoline/illustrate ma mi potevi/avvertire più prima perche/

io non sapevo niente e mi/scuserai perché non e stato/colpa la mia poi nella tua/risposta mi farai sapere se a/cose hanno finito le bietole/Altro non ho che dirti ricevi/i miei affettuosi saluti tutti/tuo cugino D’amore”. ( è Mario D’Amore n.d.a.).

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari 2 sono stati posti sopra i francobolli da 10 e 15 centesimi ed in uno solo si legge abbastanza ben : “ LIVORNO FERROVIA/21/10/21” nell’altro invece è di disagevole lettura. Nell’ultimo dei tre si legge : CERCHIO (AQUILA) 26/10/21 “.

     Tredici soldati hanno inviate missive alla Nostra Peppina :

  1. il cugino Mario D’Amore 12 volte;
  2. Antonio Tucceri 11 volte;
  3. Alfonso Raglione 7 volte;
  4. Domenico Macerola 7 volte;
  5. Vincenzo Giannini 5 volte;
  6. Pasquale Legge 3 volte;
  7. il cugino Antonio D’Amore 1 volta;
  8. Angelo Meogrossi 1 volta;
  9. Antonio Proietti 1 volta ( un saluto lo manda anche Alfonso: sicuramente è Alfonso Raglione );
  10. Luco Continenza 1 volta;
  11. un non meglio identificato cugino Peppino 1 volta;
  12. un non meglio identificato Antonio 1 volta;
  13. un non meglio identificato FG una volta. 

VARIA

1 ) Cartolina B/N (mm.139×91) recante la seguente didascalia : “ South Ferry. New York.” e la seguente scrittura manoscritta :

        “ Ricevi saluti dal vostro/fratello Vincenzo/Cipriani “

           Nel retro si legge:

“ Alle mane di Peppina/Cipriani di Cesidio/Cerchio/Pr. Aquila/ e a sinistra si legge : “ Italia”.

  Vi sono impressi 3 timbri postali di cui 2 circolari ed uno ovale. In uno dei timbri circolari si legge in  modo abbastanza nitido : “ NOTTINGHAM  OHIO/MAY/23/MAM/1910 “. Quello ovale presenta solamente delle strisce orizzontali. Presenta un francobollo da “ TWO CENTS “.

  1. Cartolina di color verdino (mm. 85×135) raffigurante una giovane.. donna in “due pezzi” pronta a tuffarsi nel mare. Presenta la seguente scrittura manoscritta : 

“ buone feste “ ( è scritto sopra n.d.a) e sotto l’immagine descritta continua :

“ Ricevi sinceri saluti dal vostro/caro fratello/Vincenzo Cipriani “

 Nel retro è riportato sempre con scrittura manoscritta:

Signora Peppinella/Cipriani di Cesidio/Cerchio/ prov. Aquila “ e a sinistra è scritto : “ Italia

Vi sono impressi due timbri postali :uno circolare riportante scritto : “ NOTTINGHAM OHIO/SEP/8/APM/1910 “ e l’altro quadrato nel cui interno non presenta alcuna scrittura bensì solamente delle strisce orizzontali posto su l’unico francobollo da “ TWO CENTS “.

     3)        Cartolina a colori (mm. 135×89) recante la seguente didascalia : “ Brooklyn Bridge, Neww York.” E la seguente scritta manoscritta : “

“ Ricevi sinceri saluti dal vostro caro fratello e fate/Buone feste e la S. Pasqua e vi risaluto a tutti di/famiglia e sono Vincenzo Cipriani che ancora/non sono ricevuta la vostra risposta “

Nel retro si legge, sempre con scritte a manoscritta : 

Alla signora Giuseppa Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Pr. Aquila

   Italia/Itali

       Vi è impresso un timbro postale circolare dove purtroppo  riusciamo a leggere solamente : “MA(…) 

        P.A. (…)” non siamo riusciti a decifrare neanche la data della spedizione. E’ affrancato da un francobollo da “ TWO CENTS” e quindi, molto probabilmente l’invio sicuramente fu fatto intorno  agli anni ’10 del passato secolo.

  1. Cartolina a colori (mm. 88×138) raffigurante una simpatica scenetta composta da due bimbi ambosessi: il bimbo è chinato sopra un grande uovo che reca attorno una ghirlanda di fiori; la bambina posta dietro, reca nella mano destra alzata un uovo e la sinistra sorregge un piccolo paniere di vimini pieno di uova.In primo piano, a sinistra, è posto un bel  gallo di profilo e a destra vi sono tre pulcini  e 2 uova.Reca scritta sopra la seguente didascalia : “ Easter Greeting “.le immagini sono un po’ rilevate e i contorni sono dorati a rilievo.

Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla Signor/Peppinella /Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Pr. Aquila/Italia

Ricevi i cordiali/saluti dal vostro caro/fratello e vi augurio/buone feste caro fratello/Vincenzo/Cipriani “.

Non reca alcun timbro postale né alcun francobollo. Reca nel riquadro dove di solito si incolla il francobollo la seguente scritta a stampa: “ PLACE/POSTAGE/STAMP/HERE”. Sicuramente anche questa è ascrivibile agli ’10 del passato secolo.

  1. Cartolina a colori (mm.138×88) raffigurante una deliziosa scenetta dove appaiono 3 bimbe che stanno guardando con attenzione lo scoccare della mezzanotte del nuovo anno come chiaramente si evince dalla scritta in inglese posta in alto a destra: “ A Happy New Year “ in fondo a destra vi è anche la firma dell’autore : Frances Banoagè “.Le immagini sono un po’ a rilievo.

Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Signor Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila/Italia/

Ricevi i più sinceri/saluti e saluto la nostra/famiglia e vi augurio/buone feste della S./Pasqua che noi faremo/lo stesso vi risaluto ah tut/ti sono vostro fratello/Vincenzo/Cipriani”

Vi sono impressi 4 timbri postali di cui tre sono circolari e l’altro forse rettangolare. In due timbri circolari simili,specialmente in uno si legge abbastanza bene: “ EUCLID  OHIO/MAR/22/AM/1912”;nell’altro timbro circolare , un po’ più piccolo di circonferenza si legge : “ CERCHIO(….)/4/4/12 “ . E’ affrancata da 2 francobolli da “ ONE CENT”.

  1. Cartolina a colori (mm.90x 140)raffigurante una leggiadra fioriera in costume tipico. Reca nella mano destra due rose la mano sinistra invece, sorregge graziosamente la pettina e alle spalle tiene una piccola gerla di vimini cola di rose. Nel retro con scrittura manoscritta si legge: 

“ Alla S.(ignorina) Gioseppa/Cipriani di Cesidio/Cerchio/pr.(ovincia) Aquila

 Nopoli 26.f.(ebbraio)1910 ( è scritto con altro inchiostro simile alla parola sotto scritta “Adio” n.d.a.)/Tanti saluti/dal tuo cogniato/Luigi de/Santis/ Adio “

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari simili: uno è posto sopra il francobollo da 5 centesimi nei quali si legge : “ (…)IO FERROVIA/26/2  0/12”

  1.  Cartolina a colori (mm.91×141) recante un immagine di un angelo ritagliato su un cartoncino ed incollato sulla cartolina .Presenta sopra la seguente scritta dorata a rilievo : “ Soffro per te “.Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta a matita :

Alla Signora Peppina/Cipriani di Cesidio/Provincia Aquila/Cerchio

  Visaluta/Vostro fratello/Rocco Cipriani “ 

 Sotto è riportato stampato il nome della ditta : “ E. Ruggiero,Napoli “.

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari : uno è posto sopra il francobollo da 5 centesimi. Riportano entrambi la seguente scritta : “ B NAPOLI B (FERROVIA)/26/4-10/20 “

  1. Busta (mm.120×95) senza alcuna lettera sicuramente  dovrebbe essere qualche lettera già descritta mancante della relativa busta.. Reca al destinatario la seguente scrittura manoscritta:

Preg.(iatissi)ma Signorina/Peppinella Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila/ a sinistRa è scritto in verticale : “Urgentissima”.

Vi è impresso un timbro postale circolare : “ CECINA (49-30)/29.4.21.17”

Non presenta alcun mittente. Vi sono impressi 3 timbri postali circolari 2 sono posti ognuno nei due francobolli da 20 centesimi sono simili al sopradescritto. Questi sono posti sopra la linguetta di chiusura della busta. L’altro reca scritto . “ CERCHIO/(AQUILA)/2/5/(…)”

  1. Cartolina a colori (mm. 137×89) raffigurante un bastimento in mare con il tricolore e sulla sponda vi sono dei fiori. Sopra reca la seguente didascalia : “ Sinceri/Auguri “. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla Gent. Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Provincia Aquila 

  Contracambio/i più cari saluti/dalla tua Commare/Peppina/Cerchio 5-1-1918 “

                Vi sono impressi 2 timbri postali  circolari in uno si legge : “ CERCHIO (AQUILA)/6/1/18 “ 

                 L’altro era posto sul francobollo che è stato volutamente tolto per leggere il seguente messaggino : 

                 “ un bacio/con/affetto “ e chiaramente non si legge bene in quanto con il francobollo è stato 

                  asportato, di conseguenza, anche la scritta.

  1.     Cartolina a colori (mm.137×87) raffigurante due rose ed un bocciolo di rosa con la seguente didascalia : “Buon Onomastico “. Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Illustrissima e Preggiatissi/Signorina Cipriani/Giuseppina di Cesidio/Cerchio. Cerchio (sic)

  Le mie labra si/aprono invocandoti/mille e mille baci/e mille auguri con tante/belle cose/saluti/e abbracci tua/cara Compara/Grazia R./

Presenta un solo timbro postale : “CERCHIO (AQUILA)/18/3/18”. Forse ve ne doveva essere un altro sopra il mancante francobollo che è stato tolto per leggere il seguente messaggino : 

un bacio/voglio io/c’eppova/sopra alle/tue labra//coni tuoi/occhi/neri/che mo/no”

  1.  Cartolina a colori (mm.88×137) raffigurante una scenetta galante un bimbo  vestito da cacciatore ( ha poggiato il suo fucile) bacia, sopra una scaletta, una bimba affacciata alla finestra. Nel retro ci è la seguente  scrittura manoscritta :

Si.na/Peppinella Gianfelice/Cerchio/(Aquila)

Tanti saluti da /Nicola”

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui uno sopra il francobollo da 5 centesimi di difficile lettera : “ C NAPOLI(…) (FERRO….)/8/3/(…) “

  1. Cartolina a colori (mm.88×137) recante una tenera effusione fra due giovani sposi. L’uomo bacia teneramente  la sposa su una gote, la donna sorregge con l desta un cesto di rose.Sotto vi è la seguente didascalia  scritta su uno spazio a forma di cuore: “ Questi fiori/suggellan/la promessa “.

Nel retro è riportata la seguente scrittura manoscritta a matita:

Alla Signorina/Cipriani Peppina/Cerchio

Saluti e bagi/da cappadocia/tua compara/Grazia R.”

Vi è impresso un solo timbro circolare postale sopra il francobollo da 5 centesimi di difficile lettura.

  1. Cartolina a colori (mm. 66×135) scena galante fra una coppia di sposi recante la seguente didascalia : “ Quale felicità/se il mio sogno/si avverasse!”. Nel retro compare la seguente scrittura manoscritta:

Alla Gentil/Signorina/Peppina Cipriani di/Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila

 Un/saluto da/chi lontano ti/ricorda tuo amico/21,7/Cappadocia 24/5 1918

Vi è impresso un solo timbro postale circolare sopra l’unico francobollo da 5 centesimi di difficoltosa lettura.

  1. Cartolina a colori (mm. 87×134) raffigurante due rami con 3 rose ed un bocciolo di rosa con la seguente didascalia: “ Affettuosi/Saluti “. Nel retro scritta a matita vi è la seguente scrittura manoscritta :
    Alla signorina /Cipriani Peppina/P. D’Aquila/Cerchio

Saluti/e baci dalla/tua sorella/Marietta/saluti da/Cappadocia

Vi è impresso un solo timbro circolare postale sopra l’unico francobollo da 5 centesimi che reca la seguente scrittura : “ CAPPADOCIA (…)/(…)/5/18 “

  1. Cartolina a colori (mm. 136×86 ) recante una bella allegoria pasquale : una colomba che porta con il becco un ramoscello d’olivo , un ramo fiorito e sullo sfondo un casolare. Reca la seguente scritta : “ Buona/Pasqua “.Nel retro con scrittura manoscritta si legge:

Alla Signorina/Peppinella Cipriani/(Cerchio)/Prov. di Aquila

Ricevi/tanti affettuosi/saluti dame aucuran-/dovi Buone feste e sono il/vostro affm. Amico/D’Amore Antonio/fate buona Pasqua/Siena 12-4-19

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari che in parte si leggono : “ SIENA(….)/13.4.19”. E’ affrancata da 2 francobolli da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori (mm.136×88) recante la seguente didascalia : “ Saluti da Loreto” con riprodotte 3 particolari della cittadina e, a sinistra vi sono riprodotte 2 rose con un mazzo di fiori. Nel retro con scrittura manoscritta a matita si legge:

Alla signorina/Pepina Cipri/Ani Cerchio/Prov. Aquila

Ricevi I piu/sigeri saluti Dal/tuo compare/Adonio Paneca/sio adio buone/divertimenti “

Vi sono impressi 3 timbri circolari (uno in parte). In uno si legge : “ CERCHIO (A……)/2/8/18”. All’altro si legge solamente : “(…) 31.8.18 “. E’ affrancata da un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori (mm. 87×136) recante raffigurato un vaso con un fiore dentro e 4 fiori intorno con la seguente didascalia “ A te/il mio pensiero “, e reca anche  scritto a mano : “Bacioni Bacioni/VCiaglio” . Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Signorina/Beppinella Cipriana/Cerchio/Prov. di Aquila”

 Gentili saluti chi mai non/ti penza tua sorella Marietta/Vi saluti il mio fratello/Vincenzo adio/Collarmele 2/3/919

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui 2 sono uguali : uno è posto sopra i due francobolli da 10 centesimi per l’affrancatura dove è scritto : “ AMB C MARE ADRCO ROMA (B) /. Nell’altro timbro si legge: “ CERCHIO (A..LA)/3(…)/19”

  1. Cartolina a colori (mm. 137×88) raffigurante il Colosseo e recane la seguente didascalia : “ Un Saluto/da/Roma” sotto la didascalia vi sono raffigurati dei fiori. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla destinta Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Pro: Aquila

 Infiniti ringrazia-/menti delle sue genti/le condoglianze/e contracambiantovi/ipiu cari saluti/io con tutte lemie/sorelle etutti di/famiglia la vostra/amica Rosolina C:/saluti cari damio/fratello Vincenzo/adio Ciao”

Vi sono i pressi 3 timbri postali circolari di cui 2 sono speculari uno era posto sul mancante francobollo che è stato asportato per leggere  il messaggino scritto nell’apposito riquadro : 

Un fervido/affettuoso/salutoda/chi sempre/vi pensa/Vinc(…)”.

In uno solo si legge abbastanza ben: “ CERCHIO (AQUILA)/6/(..)/19 “  e nell’altro si legge : “ AD-O ROMA(…)/(…)3.19 “

  1. Cartolina a colori (mm. 88×137) raffigurante un ramo di fiori recante la seguente didascalia : “ Buon/Onomastico”. Nel retro con scrittura manoscritta con inchiostro verde si legge:

Alla Gentilissima/Signorina Cipriani Giuseppina/di Cesidio/Cerchio

 Ate cara ti auguro/gioia e felicita con mille/hanni felice e contenti/e augurandoti buona/fortuna come tu desideri./sinceri saluti e vita/florida piena di sogni/beati con(è scritto sopra n.d.a.) milli e milli/baci ardentissimi sul/tuo viso adorato donati/la tua Commara 7.16-“.

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari uguali di cui 2 sui due francobolli da 5 centesimi occorrenti per l’affrancatura. In questi si legge : “ CERCHIO (AQUILA) /19(…)/19 “.

I due citati francobolli sono volutamente mobili per leggere  il  seguente messaggino:

Ti auguro/una/splendita/giornata/con forti/bacioni/sulla/tua/bocca

  1. Cartolina a colori (mm.90×140) raffigurante un bel viso di bimba recante la seguente didascalia : “ Io vi auguro che la/vostra vita sia tutto un sorriso/di luce ed un profumo di fiori “. Nel retro vi è la seguente  scrittura manoscritta a matita :
    Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio de’ Marsi/Prov Aquila

Un saluto/da Tua sorella/Marietta e da/me Tua Com.(mara)/G.R./Cappadocia 1/6 1919 “ 

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari di cui uno è posto sull’unico francobollo da 10 centesimi. In entrambi si legge: “ CAPPADOCIA /14(…)”.

  1. Cartolina B/N (mm.137×88) con la seguente didascalia: “ 825 Siena – Passeggio della Lizza”.Nel retro con scrittura manoscritta si legge :

“ Alla Signorina/Peppinella Cipriani/Cerchio/Prov. di Aquila

  Distinti/saluti avoi dandovi/lamano salutanto uniti/in famiglia e memento il vostro/amico D’Amore/Antonio

Vi sono impressi due illeggibili timbri postali circolari di cui uno è posto sopra l’unico francobollo da 10 centesimi usto per l’affrancatura. In uno soltanto si legge:”(…..)/12/(…)19 “.

  1. Cartolina B/N (mm.139×90) con la seguente didascalia : “ CECINA – Via Verdi.” Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Preg.ma Signorina/Cipriani Peppina/di Cesidio Cerchio/Pr. Aquila

  Buone/feste col/tuo F./sauti tuo/cugino/Damore/Filippo

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari in uno leggiamo : PISA (POGGI)BONSI/23.12.20 “. Gli altri due, di cui uno è posto sull’unico francobollo da 10 centesimi , sono di disagevole lettura.

  1. Cartolina a colori (mm.87×136) raffigurante una idilliaca scena marina con pini ed una barca.Nel retro con scrittura manoscritta leggiamo:

Preg.ma Signorina/Peppinella Cipriani/di cesidio/Cerchiuo/Pr. Aquila

Contracanbio/i tuoi/auguri e t’invio/i miei affettuosi/saluti Tuo cugino/Damore Filippo/tanti saluti alla/tua famiglia

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui 2 sono identici nei quali si legge : “ CECINA (149-30)/2.21” nell’altro si legge:” CERCHIO (….)/30(…)21”.

  1. Cartolina B/N (mm.139×90 ) recante la seguente didascalia : “ MARINA DI CECINA- Spiaggia “. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta :

Preg.ma Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio Pr./Aquila

Condracambio/i tuoi gendili/auguri con i/miei più sinceri/e affettuosi saluti/Tuo cugino Filippo/tanti saluti e felicita/all tua famiglia/Cecina m. 19/1/1921 “

Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui due sono speculari: uno è posto sopra i due francobolli da 5 centesimi usati per l’affrancatura: in entrambi si legge : “ CECINA 849-30).19.1.21.10”.Nell’altro si legge: “(…)/21/1/21”.

  1.  Lettera (mm. 214×177) piegata  in due da formare 4 facciate da mm.107×177. La lettera è scritta su 3 facciate con la seguente scrittura manoscritta:

Cecina Marina 29/4/921/Carissima cugina/ve(è cancellato n.d.a.) Giusto in questo momento/ho ricevuto una tua cartolina/la quale mi mette molto/pensiero nel sentire le Vostre/notizie. Ma perché non vi/spicate meglio?Dunque parl/pur con franchezza e dimmi/che cosa è successo. Si può sapere che malattia avete avuta./A! Certo che qualche cosa/è successo! Perché anche da/casa è da un pezzo che non/ricevo notizie. Dunque mi/raccomando di farmi una/risposta e di farmi sapere tutto/ che io sto(è cancellato n.d.a.) da questo (segue un piccola cancellatura n.d.a.) momento/sto molto impenzie e fa/

che non fai come è il tuo/solido a dirmi che state bene/mentre state malati./ Ma un penziero che mi/consola nel dirmi nella tua/presente che state discretamen/te. Altro non resto a dirvi/per conto mio state tranquil-/li che io sto bene fino al/momento in cui scrivo e/cosi spero che sia di voi/tutti mi darai tanti e/tanti saluti alla tua fami-/glia come pure alla mia e/a te ti saluto con tanti/auguri di bene e felicità/Tuo cugino/Fdamore

Poi per riquardo della mia/licenza non so quanto/perché della mia Batteria/ancora non va nessuno/Ma speriamo che in/questi giorni si vegliassero/a mandarli e non dico/che io sono il primo ma/apresssappoco sarò il/primo/Di nuovo state tran-/quili che io sto bene/saluti e baci cari con/strette di mane/Tuo C./FD’amore “

  1.  Busta senza lettera (mm.120×97).Solamente al destinatario vi è la seguente scrittura manoscritta :

“ Disti.ta Signorina/Cipriani Giuseppina/di Cesidio/Cerchio/Prov./Aquila”

Vi è impresso un timbro postale circolare dove si legge : “ CECIN(A) (49-30)/5.3.21.18).

Al mittente purtroppo non compare alcuna scrittura. Vi sono impressi 3 timbri postali circolari di cui due sono speculari e sono posti ognuno sopra due francobolli da 10 centesimi dei quattro francobolli usati per l’affrancatura. In questi due si legge : CECINA (…)/3.3.21.18”. Nel rimanete si legge : “CERCHIO (AQUILA)/7/3/21”.

  1. Cartolina a colori (mm. 135×87) raffigurante una signorina attorniata da fiori con la seguente didascalia : “ CENTO DI/QUESTI/GIORNI “. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta: 

All./Gent.ma Signorina/Peppinella Cipriani/di Cesidio/Cerchio//P. Aquila

  Bun’onomas-/tico?/Con laucurarvi/Tantaltre cose come il/vostro cuore desidera, col stringer=/vi forte la destra mi dicono che/sempre la pesa Cugino AD’Amore/Presso il Maggior Quattro Ciocchi/Via Porta Pinciara N 6/(Roma) Saluti attutti/di famiglia/Ciao/Buona Fiera”

Vi sono i pressi 3 timbri di cui circolari ed uno rettangolare. In uno dei circolari si legge : “ ROMA FERROVIA/12-13/17  3(è scritto alla rovescia n.d.a.)/1920 nell’altro circolare si legge : “CERCHIO(…)/18/(…)”. In quello rettangolare posto sull’unico francobollo da 15 centesimi si legge : SOTTOSCRIVETE/AL PRESTITO/E’ UN DOVERE/ED UN BUON AFFARE “. Il citato francobollo è stato in parte scollato per leggere il seguente messaggino manoscritto:
vorrei/risentire/qualche/novità/su ne nulla/di nuovo”

  1. Cartolina a colori (mm. 88×135) raffigurante una scena galante fra due amanti: la donna è seduta su un divano con fiori e reca in mano dei fiori ; l’uomo le sta dietro chinandosi in atto di baciarla. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

“ Preg.ma Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio Prov./Aquila

Inviandovi i più/cordiali saluti e affettuosi /saluti e augurandovi/le buone feste/a tutti cugino/D Amore Filippo/Intirizzo e sempre/quello/Marina di Cecina 19/6/1921 “.

Vi sono i pressi 4 timbri postali circolari di cui tre speculari sono posti sopra i 3 francobolli da 5 centesimi usati per l’affrancatura. In uno di questi 3 nitidissimo si legge : “ CECINA (49-30)/25.6.21.10” . Nel quarto si legge : CERCHIO (AQUILA)/17/6/(…)”.

  1.  Cartolina a colori (mm. 90×139) raffigurante un ramo di edera con la seguente didascalia : “ L’edera dice:/- Ogni mio amplesso è fervido e tenace-/Io dico a te ciò ch’essa al tronco dice.” Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Alla Signorina/Peppino (sic) Cerchio/Prov. Aquila

Condracam-/bio i miei (è cancellato n.d.a.) tuoi/saluti con affetto/e augurandoti una/lietta vita tuo/cugino/F Damore “

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari in quello posto sopra l’unico francobollo da 15 centesimi si legge : “ PISA – GROSSETO/19.7.21” e nell’altro si legge: “ CERCHIO (AQUILA)/20/7/(…)”

  1. Cartolina B/N (mm. 139×89) recante la seguente didascalia: “ Livorno- Monastero/Panorama: Nel retro vi é la seguente scrittura manoscritta: 

Pregi.ma Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila

  Trovandomi/a Livorno mi/ricordo di inviarti/i miei cordiali saluti/Tuo cugino D’amore A./13.^ Art.ria Pes.te(cam.le 10^ Batteria Caribaldi/Livorno/Tanti saluti alla/tua famiglia”

Vi sono impressi tre timbri di cui due circolari ed uno rettangolare recente dentro strisce ondeggianti. In uno dei due timbri circolari si Legge : “ LIVORNO FERROVIA/14-15/14.VIII/1921”  e nell’altro si legge : “ CERCHIO (AQUILA)/16/8/21”.La cartolina è affrancata da un bollo segnatasse da 20 centesimi.

  1. Cartolina Postale Italiana B/N (mm. 134×90).Reca la seguente scrittura manoscritta in ambo le facciate:

“ Alla Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila”

   La missiva inizia nel retro e finisce nella parte del destinatario :

Livorno 5/1/922/Carissima cugina/Dopo pochi giorni di ritardo/vengo arrispondere alla tua/gradita cartolina la quale/godo molto piacere nel/sentirvi tutti in buona/salute come pure ti posso/assicurare anche di me./Poi ne resto molto dispia-/cente nel sentire i tuoi/rimproveri die(sic) francobl-/li nelle cartoline e mi/scuserai tanto che non/è colpa la mia è qiustio-(sic)/che non so di quande ce lo dovo(sic) mettere……(sic)/Poi mi raccomando che/quando scrivi a me il/francobollo ce lo metti/di 15 centesimi tanto che/a quella postale e tando

a quelle illustrate/Altro non resto/più col dirti/ricevi tanti auguri/delle buone feste/come pure i miei/di casa e i tuoi/Di nuovo tanti saluti e abracci/tu tuo cugino Filippo/D’Amore”

Vi sono impressi tre timbri di cui 2 circolari ed uno rettangolare. In uno circolare si legge : “ LIVORNO FERROVIA/16-17/5  1(…)/. Nell’altro si legge : “ “ CERCHIO (….)/7.1.22”. e’ affrancata da due francobolli uno da 10 centesimi e l’altro da 15 centesimi sopra vi è impresso un timbro postale rettangolare recante dentro delle strisce ondeggianti..

  1. Cartolina a colori (mm. 87×136) raffigurante un ramo si Ulivo.Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Preg.ma/Signorina Peppina/Cipriani di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila

  Condracambio/con affetto i/Vostri auguri del/buon onomastico/con i mie più cordiali/saluti e con tanti/aucuri di una bella/Vita futura e presente/Vostro cugino/DAF/tanti saluti ai vostri/di casa

Vi sono impressi 4 timbri postali di cui tre circolari ed uno rettangolare recante dentro strisce ondeggianti e posto su due francobolli uno da 5 e l’altro da 15 centesimi.In uno dei tre timbri circolari si legge : “ LIVORNO FERROVIA/15-16/28.1/1922” e negli altri due posti quasi sopra l’altro sopra un bollo segnatasse da 10 centesimi è di difficile lettura.

          33) Cartolina a colori (mm. 88×137) raffigurante una scenetta galante in salotto. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta :

Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/Cerchio prov. Aquila/ A.S.P.G.M.

Corropoli 17/7/1922/P. Teramo/Ricevi i più/Solleciti saluti/dal tuo aff.mo/e tuo amico/Cistola Natale/mi fai risposta/dal fatto non/ti o potuto/spiegare col presto/salute/Cistola/Natale”

Vi è impresso un solo timbro postale circolare sopra l’unico francobollo da 15 centesimi. Il timbro non si legge bene solamente : “(…)/20.7.22”

  1. Cartolina a colori (mm. 89×136) raffigurante fiori e recante la seguente didascalia : “ Ogni bene”. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

alla Signorina/Peppinella Cipriani/di E(è cancellato n.d.a.) Cesidio/Cerchio Pr./Aquila

  Inizia con un cancellatura (,d.a.) “ Invio un saluto/a te peppina e tutta/di vostra famiglia/e sono il Cognato/D: Antonio/Cappadocia”

Vi sono impressi 2 timbri postali circolari di disagevole lettura e posti sopra i due francobolli usati per l’affrancatura uno da 5 e l’altro da 15 centesimi.

  1.  Cartolina a colori (mm. 88×137) raffigurante un mazzo di fiori e recante la seguente didascalia : “ Buona Pasqua “. Nel retro vi è l seguente scrittura manoscritta :

             “ Preg.ma/Signorina/Peppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. Aquila

          Accetta/la buona/Pasqua dal/quale che si descrive/per suo cugino/D’Amore

         Vi sono impressi 3 timbri postali di cui due circolari ed uno rettangolare  a strisce ondeggianti posto sull’unico francobollo  da 15 centesimi usato per l’affrancatura. In uno circolare si legge : “ LIVORNO FERROVIA/22  23/12.IV/1922 “ e nell’altro si legge : CERCHIO(….)”

  1. Cartolina Postale Italiana (mm. 140×90). Vi è la seguente scrittura manoscritta in ambo le parti :

Alla Signorina/Giuseppina/Cipriani Cerchio/Pr. Di Aquila/Abbruzzo”

La missiva inizia nel retro e finisce nella parte del destinatario :

Montorotondo 7/11/922/Signorina Giuseppina di/scrive questa cartolina in/dove  la quale l’altra notte/mi ti sognai e cosi ti tuo/scritto questa cartolina/per la quale mi ricordo di/Lei ora ricevi un saluto dal/tuo ami!aff.mo Cistola Natale/

questa/la mia direzione/Al Signor/Cistola Natale/Presa Calzoleria/Ribaldi Via/Vittorio M./Montorotondo/saluto di nuovo

Vi sono impressi tre timbri postali circolari di cui 2 speculari e recanti la seguente scrittura : “ MONTEROTONDO (ROMA)/7.11.22 “. Uno di questi è posto sopra l’affrancatura stampata di 25 centesimi.Nel rimanente timbro si legge : CERCHIO (…)”.

  1. Cartolina a colori (mm. 90×139) raffigurante una coppietta in costume settecentesco. Reca incollato sotto un ministampato  per telegrammi ( misura chiusa mm. 50×30 ed aperto misura  mm.104 x 59 dove sta scritto a stampa : “ AUGURI D’ANNO FELICISSIMO “. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta : 

Signorina/Cipriani Marietta/Pr.cia Aquila/Cerchio

Alanno 24-12-922/Cordiali saluti/buone feste/suo amico/Speranza /Giacomo “

Vi sono impressi 2 timbri circolari di disagevoli lettura. Vi sono impressi 2 francobolli: uno da 10 e l’altro di 15 centesimi.

  1. Cartolina di color nero ed arancione raffigurante una scena di guerra. Nel retro vi è una scrittura a stampa : “19° REGGIMENTO ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA “  ed una manoscritta :

“ Sig.norina /Peppina Giamblice”Cerchio/Pr. Aquila

   Firenze 13-5-25/Ricevi Tanti/Saluti dal/tuo amico/Antonio Pietroiusti “.

Vi sono impressi 3 timbri postali di cui 2 circolari ed uno rettangolare a strisce ondeggianti posto sull’unico francobollo da 20 centesimi. In uno dei due timbri circolari si legge: “ FIRENZE FERROVIA/II-(…)/14.V/1925” e nell’altro si legge: “  3-58)/15.5.25 “.  

  1. Cartolina a colori (mm. 88×138) raffigurante un mazzo di fiori recante la seguente didascalia : “ Buon/Onomastico”. Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta :

“ Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/

   Ate/che sei un/cuor d’oro ti/auguro gioia e/felicità nella vita/presente e futura/tuo indimenticabile/amico/E.”.

Non reca né timbri postali né francobolli per l’affrancatura quindi, sicuramente non è stata mai spedita.

  1. Busta senza lettera (mm. 120×98). Reca soltanto alla parte del destinatario la seguente scrittura manoscritta :

“ Alla Signorina/Giuseppa Cipriani/di Cesidio/Cerchio P./Aquila “

Vi è impresso un Timbro postale circolare recante la seguente scrittura : “ CERCHIO ( 3- 58 )/20/7/26”. Nel retro non vi è alcuna scrittura. Vi sono 3 francobolli da 10  centesimi e sopra di essi vi sono impressi 3 timbri postali circolari dove leggiamo : “CERCHIO  (3-58)/20/7/26”

  1. Busta (mm. 154×79) con lettera (mm.146×146). La busta reca solamente una scrittura manoscritta al destinatario :

Alla Signorina/Giuseppina Cipriani di Cesidio/Cerchio/Pr. Aquila/ S.(ue)P.(roprie)M.(ani)”

  reca impresso un timbro postAle circolare avente la seguente scritta : “ CERCHIO (3-58)/19.12.27  “. Nel retro,al mittente , vi sono 2 francobolli uno da 20 e l’altro da 5  centesimi. Sopra di questi vi sono i pressi 2 timbri postali circolari dove si legge : CERCHIO (3-58)/19.12.27 “.

Nella lettera recante stampato a sinistra una tela di ragno con un ragno ( a inchiostro  dorato ) vi è la seguente con scrittura manoscritta : 

Stimata Peppina/Da parecchio tempo mi ero già/proposto di parlarle a Viva Voce ma non/ho trovato mai il Coraggio per un/certo timore che mi agitava e mi impediva di rivolgere/la parola. Peppina lei avrà certamente gia/intuito per qual fine a lei mi porti con questa/mia; la vedo così sorridere, col suo Viso di Giovine/Buona e piena di tutta quella grazia di quella/eleganza semplice e piacevole che sono per me veri/motivi di ammirazione. Ecco,vedi Io non voglio/assomigliare a certi esseri che si perdono in continue/descrizione non perche correci il rischio d’essere poco/stimato. Voglio soltanto che lei Peppina si tenga per certo/che le intenzione mie a suo riguardo sono le piu singere/le piu positive;

Faro si che ella non debba di nulla mai/rimproverarmi che elle possa trovare in/me, l’ideale suo come Lei è perme/dal giorno in cui mi fu congesso/conoscerla fino ad’ora e sara sempre/l’unico mio costante affetto./Perdoni Peppina lardire e aspetto/da lei con ansia la risposta che segnera il /destino della Mia Vita/Ossequi D’Amore Serafino “.

  1. Cartolina  a colori (mm. 138×78 ) recante al seguente didascalia : “ NAPOLI- Posillipo- Ristoranti.Nel retro vi è la seguente scrittura manoscritta:

Signorina/Giuseppina Cipriani/Di Cesidio/Aquila  Cerchio

   Saluti a /tutti/Elena

    Napoli 20-9-929 “

    Saluti a Lorenza ( è scritto sopra n.d.a.)

    Vi sono impressi 3 timbri postali di cui 2 circolari dove vi sono le seguenti scritture : “ NAPOlI FERROVIA/11-12/21.IX/29.VIII” e nell’altro : “ CERCHIO (3-58)/22.9.29”. In quello rettangolare posto sopra l’unico francobollo da 20 centesimi si legge : “ FUMATORI TOSCANI/PROVATE IL SIGARETTO/ROMA”

  1. Cartolina a colori ( mm. 140×91) recante la seguente didascalia : “ FABBRICA DI ZUCCHERO DI MONTEROTONDO/Società Italo-Tedesca”.Vi sono riprodotte 3 immagini: la fabbrica, l’ossario di Mentana ed infine Monterotondo. La cartolina non è stata scritta né , di conseguenza affrancata.
  1. Cartolina B/N (mm.149×105).E’ l’unica cartolina non inviata alla Nostra Giuseppina. Noi, in quanto pure questa fa parte del corpus ,per dovere di cronaca la riportiamo .La cartolina riproduce 3 immagini della cittadina di Scorzè in provincia di Venezia : “Stabilimento S. Benedetto”; Villa Connestabile della Staffa”; “ Fonte di S. Benedetto “ e vi è la seguente didascalia : “ SALUTI DA/SCORZE’ ”. Nel retro vi è la segue te scrittura manoscritta :

       “ Signor/Casciola Giuseppe/Via Lugi Rizzi/12/Pesaro

          24.6-60/Ti penso/Fara Diba”.

        Vi sono impressi 2 timbri postali circolari speculari di cui uno è posto sopra il francobollo da lire 15

         In entrambi si legge : “ SCORZE’ VENEZIA/24.6.60-(…)0 ”.

Uniti alle cartoline vi sono anche : un piccola immagine di Gesù Crocifisso (mm. 57×101) recante nel retro una “ ORAZIONE/A GESU’ CRISTO “; un “ RICORDO DELLA S. MISSIONE”( mm. 172×163) è un foglietto piegato in due e scritto in tutte e quattro le facciate ed ,infine, un libretto formato da 8 pagine più 4 di copertina recante il seguente titolo : “ RICORDI/DELLA/SANTA MISSIONE/PREDICATA/DAI PADRI REDENTORISTI/nell’anno 191 (sic)”(1).

    Molto probabilmente faceva parte dello stesso corpus anche l’ottimo libro sussidiario scritto da VITO d’ALESSANDRO di proprietà della nostra eroina ( sulla copertina è riportato il suo nome sicuramente  scritto di proprio pugno) donato nel mese di Marzo 2009  da Angelo Ramelli dal titolo esatto : “ Nozioni Pratiche/DI/EDUCAZIONE MORALE ED ISTRUZIONE CIVILE,/GRAMMATICA, ARITMETICA E GEOMETRIA,/STORIA E NOZIONI VARIE./LIBRO SUSSIDIARIO/ad uso della 3. classe elementare maschile e femminile/e delle scuole serali e festive/approvato definitivamente/dal Ministero della Pubblica Istruzione/1910/DITTA EDITRICE/LA MERIDIONALE/BARI.

Note

1) Purtroppo non vi è scritto l’anno di questa santa missione : chissà se fu quella svoltasi a Cerchio il 13  Gennaio 1915 dove persero la vita nella chiesa parrocchiale di Cerchio insieme, purtroppo, ad altre vittime i Padri Redentoristi  Annessi Emilio e Mirabelli Antonio? I loro corpi sono tumulati nell’architrave della sacrestia. (Vedi nota 5 )

APPENDICE II

TUCCERI Cesidio

Tucceri Cesidio nacque a Cerchio il 3 Aprile 1899 da Antonio e da Ferrato Maria Vincenza,  si congiunse in matrimonio il 27 Novembre 1921 con Legge Maria Grazia Berarda .La morte lo colse a Roma il 15 Marzo 1947. 

    Singolare figura di militare infatti, dal suo foglio matricolare ( n. 8041) in possesso del figlio Cenzino che mi autorizzazò alla pubblicazione delle notizie tratte dal su menzionato foglio apprendiamo che il Nostro fu arruolato il 24 Febbraio 1917 all’età di circa 18 anni ( compirà il 18° anno di età il 4 aprile ) e fu congedato il 15 Marzo 1922 ( sul lato sinistro è scritto a matita: “ Rilasciato il/congedo il/15-3-922” ). Dai timbri che purtroppo non si leggono bene il Nostro fu autorizzato a fregiarsi di 3 medaglie commemorative di cui una per la campagna di Guerra 1918. 

    Il figlio Cenzino, il 2 Aprile 2009 , riuscì a farsi inviare dal Ministero della Difesa con sede in Roma i duplicati delle 3 onorificenze conferite al sunnominato genitore e mi autorizzò alla pubblicazione delle notizie riportate:

“ MINISTERO DELLA DIFESA/DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE/III REPARTO/DICHIARAZIONE DI AVVENUTO CONFEIMENTO/Si dichiara che dagli atti matricolari del/Soldato Cesidio TUCCERI/nato a Cerchio(AQ) il 3 aprile 1899/risulta che lo stesso è stato autorizzato a fregiarsi della/” MEDAGLIA COMMEMORATIVA/NAZIONALE DELLA GUERRA 1915-1918 “/RR.DD.:21 maggio 1916, n. 641- 29 luglio 1920, n. 1241/Per la partecipazione alla campagna relativa all’anno 1918/Roma, 13 marzo 2009/IL CAPO REPARTO/(Brigadier Generale CCrn Corrado Santoloci ) “

“ MINISTERO DELLA DIFESA/DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE MILITARE/III REPARTO/DICHIARAZIONE DI AVVENUTO CONFERIMENTO/Si dichiara che dagli atti matricolari del/Soldato Cesidio TUCCERI/nato a Cerchio (AQ) il 3 aprile 1899/risulta che lo stesso è stato decorato della/” MEDAGLIA A RICORDO/DELL’UNITA’ D’ITALIA “/RR.DD.: 19 gennaio 1922, n. 1229- 19 ottobre 1922, n. 1362/Roma, 13 marzo 2009/IL CAPO REPARTO/(Brigadier Generale CCrn Corrado SANTOLOCI “

“ MINISTERO DELLA DIFESA/DIREZIONE GENERALE PER I PERSONALE MILITARE/III REPARTO/DICHIARAZIONE DI AVVENUTO CONFERIMENTO/Si dichiara che dagli atti matricolari del/Soldato Cesidio TUCCERI/nato a Cerchio (AQ) il 3 aprile 1899/risulta che lo stesso è stato autorizzato a fregiarsi della/”MEDAGLIA INTERALLEATA/DELLA VITORIA 1915-1918”/RR.DD.: 16 dicembre 1920, n. 1918- 6 aprile 1922, n. 637/e successive modificazioni/Roma, 13 marzo 2009/IL CAPO REPARTO/(Brigadier Generale CCrn Corrado SANTOLOCI )”

Dopo la fine della Grande Guerra il Nostro è destinato nel Regio Corpo Truppe Coloniali in Tripolitania (Febbraio 1920), dal 9 Aprile al 15 settembre 1936 è “ arruolato per esigenze A.(frica)O.(rientale)” ed assegnato alla 352^ Sezione CC.(Camicie) NN.(Nere) “ posto in congedo illimitato in Colonia/perché richiesto dall’Ufficio lavoro/della federazione Fascista di Addis Abeba ”; il 20 febbraio 1938 è trasferito alla 130° Legione di provenienza e, nel medesimo giorno mese ed anno viene trasferito nella 132° Legione.Il primo Febbraio 1940 è assegnato alla “ 1^ Coorte Territoriale/CC.NN. della 132^ Legione. Il 7 Giugno 1940 è di stanza presso la 332^ Coorte territoriale CC.NN. Mobilitata. Il 12 Giugno “ partito col reparto mobilitato giungendo il giorno dopo. Il 29 Novembre 1940 “ Cessa di essere mobilitato per smobilitazione/della 332^ Coorte Territoriale CC.NN. ed il 29 Novembre 1940 cessa di far parte della 1^ Coorte Terr.(itoria)le CC.NN. e il 1 Dicembre 1940 è assegnato alla Coorte CC.NN. Il 23 novembre viene trasferito nella 18^ Legione Milizia/Artiglieria Contraerei 36^ Batteria. IL 15 Giugno 1943 è “ ricoverato all’Infermeria Presidiaria/di Civitavecchia per malaria”; il 18 Giugno 1943 è “ trasferito all’Ospedale Militare del Celio Roma e il 1° Luglio 1943 viene dimesso ed inviato in licenza. Il 19 Agosto 1943 rientra al Corpo. “ Sbandato in seguito agli eventi sopravvenuti/all’Armistizio dell’8-9-1943(…) Giunge al proprio domicilio il 14 settembre 1943 e l’11 Aprile 1946 si presenta al Distretto Militare di Sulmona. Considerato in servizio dal 9-9-1943 all’8/6-1944 dati di liberazione del territorio di Sulmona.”(…)Trasferito nella forza Matricolare/dell’esercito-Distretto Militare di Sul=/mona col grado di Cap.le Maggiore/con decorrenza dall’8-9-1943 li 11 Aprile 1946/Ricollocato in congedo illimitato ai sensi della Circolare n° 9684 in data 12.7.1944 del M.G. con decor/renza dal15.7.1944 li 11 Aprile 1946/Deceduto nell’Ospedale Civile di Roma li 15 Marzo 1947 “. 

    Non c’è che dire ha trascorso una buona parte della sua breve vita a fare il soldato : ben 11 anni. Addirittura il suo primogenito Antonio, nato a Cerchio il 7 gennaio 1923  fu chiamato alle armi nel secondo conflitto mondiale quindi padre e figlio erano in guerra.

   E’ l’unico fra i combattenti di Cerchio ad avere  se così ci possiamo esprimere un trattamento speciale riservato dalla nostra Peppina infatti Cesidio invia ben 12 cartoline alla nostra eroina e di lui conservava anche un’immagine fotografica ( Vedi più sotto ). Chissà se fra i due ci fosse qualche tenera intesa ? Penso di si infatti così apprendiamo dalla lettera a lei inviata dall’Ospedale da Campo ( N. 201 Zona di Guerra ) il 28.3.1918 :

”(…) I miei sentimenti sono gli unichi/per poterti conquistare, ti sorveglia/dall’amore che ti porto e non potendo/più resistere e sorreggere la mia mente/mi sovolgo con anzia di assicurarmi/dal tuo amore, e senza perdere di tempo/farai una tua pronda risposta,/ed assicurare il tuo caro su tutto/quel che desidera./Mi ami?…Sei esposta? Credo che/ non avrai modi di farmi dispiacere/perché da bambini ci conosciamo/ e sol per questo i miei sentimenti/non si sovrappongono su di altre./Pregati essere mia per la vita (…)” (vedi in seguito il numero 6).

    Come mai il loro amore non fu coronato con i fiori d’arancio? 

LE CARTOLINE

Militaria

  1. Fotografia in B/N del soldato Tucceri Cesidio ( misura mm. 70x 106 su cartoncino recante sotto la scritta a Stampa : FORMATO/MARGHERITA con a destra riportato un piccolo stemma sabaudo) in tutto misura mm. 82×130.Non presenta alcuna scrittura manoscritta: il figlio Cenzino Tucceri ha riconosciuto in questa fotografia il proprio summenzionato genitore.La foto riprende Tucceri Cesidio vestito in uniforme militare con cappello recante il n. 82 ( chiaramente si riferisce all’ 82° Reggimento Fanteria ) scarponi  e ghette di stoffa. La figura è tutt’intera. La mano destra è posta su un elegante tavolinetto dove è collocato un vaso di fiori; la mano sinistra invece è posta sopra un fianco e nel retro vi è una sedia tipo savonarola con sopra una pelliccia. Da scenario alla foto vi è una lunga tela dipinta fino a terra.
  1. Cartolina a colori raffigurante un bocciolo di rosa e una rosa sbocciata (mm. 87×136) scritta a matita 

            : “ Alla/signorina Peppina/Cipriani di Cesidio/Cerchio” 

            Ricevi i più sinceri/saluti dal/tuo amico/Tucceri Cesidio” a fianco a destra continua :” Al  soldato/Tucceri Cesidio/163° Battaglia/compagnia/Provvisorio/”. 

            Ad uno dei 3 timbri postali impressi si legge : “ ABBAZIA DI SULMONA (AQUILA)/26/2/17”. Reca un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori ( mm. 85×133) raffigurante sopra tre soldati di tre diversi corpi con tricolore e sotto figura più grande del doppio raffigurante una donna turrita ( simbolo dell’Italia ) che regge con la mano destra il tricolore con lo stemma sabaudo e, con la sinistra, regge una sciabola sguainata. La cartolina reca la seguente scritta: L’ESERCITO E PRONTO/PER LA ( scritto con colore bianco n.d.a.)/grandezza/della patria/. La cartolina , in fondo a destra riporta lo stemma sabaudo con sotto la seguente scrittura: “ R.(EGIO) ESERCITO ITALIANO.   

Nel retro così si legge con scrittura manoscritta :

Alla signorina Peppina/Cipriani di Cerchio/P(.(provincia) Aquila Cerchio/dei marsi/

  Ricevi/i più cari/saluti dal tuo/amico  Tucceri Cesidio/Buona Pasqua/saluto la famiglia/Al soldato Tuceri/Cesidio 163° Battaglione/Distaccamento/ortona a mare/ il 3-4° 1917 “. 

E’ affrancato da un francobollo da 5 centesimi. La cartolina reca impressi due timbri postali.

  1. Cartolina a colori ( mm. 90 x 130 ) raffigurante sopra il re d’Italia Vittorio Emanuele III dentro uno scudetto circoscritto dalla catena reale e sormontato dalla corona reale il tutto poggiato su uno svolazzante cartiglio tricolore. Sotto, dentro due ovali posti uno a sinistra con dentro una foto del generale Cadorna con foglie d’alloro e l’altro a destra con una foto dell’onorevole Calandra con foglie di querce. Più sotto soldato sopra un cammello e soldato munito di lancia sopra un cavallo in corsa. 

      La cartolina reca la seguente scrittura manoscritta:

       “ Alla signorina/Giuseppina Cipriani/ di Cesidio P.(provincia) Aquila/Cerchio de Marsi/

      Ricevi/i più cari/saluti dal/tuo amico Cesidio/soldato/Tu.(cceri) Cesidio 82° Regg.(imento)         Fanteria/ 7^ Compagnia P.(provincia) di Roma/saluto la tua famiglia/e Maria/Addio Addio”/.

     Sotto vi è la seguente scrittura a stampa : “ ESERCITO ITALIANO:Ascari “. Il francobollo è stato    tolto e nell’apposito riguardo vi è la seguente scrittura manoscritta:

    “ Saluto/(M)aria/ritorno/a salutare/a te un/bacio alla/comaretta”.

   IL timbro dell’affrancatura postale è nitido : MARIN(O)/24.6.17/(ROMA)/ così pure nitido è il timbro   della ricevuta: CERCHIO/25/6/17/(AQUILA)”. E’ affrancato con un francobollo da 10 centesimi. 

  1. CARTOLINA POSTALE- RISPOSTA ( non reca alcuna immagine- misura mm. 90×140).Reca ad entrambe le facciate la seguente scrittura manoscritta : 

All’Egreggia/Signorina Giuseppina/Cipriani di Cesidio/(Aquila) Cerchio “.

  In questa facciata è scritto il seguito della scrittura iniziata nel retro che così comincia:

      “ Forte Pietralata 24:9:1917/Carissima amica Peppina/Vengo con questa mia cartolina/per annunziarvi le mie  buone notizie/e cosi spero di sentire di voi unita la/famiglia ed la mia comaruccia/Cara amica dopo di tanto tempo/che pensavo al mio avenire/subito con attimo mi viene/resa una grande consolazione/quella di riamare la mia/futura ossia G. non poi mai/considerare quanta gioia sono pro=/vato nel ricevere una sua carto=/lina dopo di tanti scritti fatti/spero che questo mio amore non venga/a campiarsi che se ti ricordi quanti/te ne dicevo di bene della mia/Cara e come e Vero che dice il pro-/Verbio dopo tanti anni e tanti mesi/l’aqua ritorna al suo paese e cosi/pure mi ha successo ma ne sono/molto condendo.Altro non /

mi prolungo ricevi i più/cari saluti e tanti ala mia/comara ed il mio compare/sabatino mi fate sapere/se ancora si trova a sulmona/ e mi mandate il suo indirizzo/Saluto la tua famiglia e tanti/ a Vingenzo Giannini e tanti/a Grazia a ritorno coi miei/che ti mando il tuo caro/amico Tucceri Cesidio/82° Reggi.to Fanterio/7^ Compagnia Forte Pietra/lata Roma)/saluto la mia comara/Lucia Sperandio/”.

Il timbro postale dell’affrancatura è abbastanza nitido : “ ROMA FERROVIA/20-21/25.17/1917” così pure leggibile è il timbro della ricevuta : “CERCHIO (AQUILA)/27/9/17 “.

  1. Lettera con busta.La busta misura ( mm. 87×46) e nella stessa sono riportate le seguenti scritte manoscritte ,dal lato del mittente si legge : “ Spedisce Soldato Tucceri Cesidio/Ospedale da Campo N° 201/Zona di Guerra/” e dal lato del destinatario si legge : “ Dma Giuseppina/Cipriani di Cesidio/Cerchio/(Aquila)/”. Il timbro nitidissimo reca la seguente scritta: “ S.BONIFACIO VERONA/29.3.18”. La lettera è scritta in unico foglio ( misura mm. 162×271) piegato alla metà formando quindi, di conseguenza, 4 facciate e riporta :

Ospedale da Campo 28.3.18/Carissima/Dopo di tanto la vita che travaglia/il mio pensiero è l’unico per la vita/d’amore, e nel mentre la mia Vita/riposa nel letto i miei pensieri si/agirano in tanti ostacoli su di te./Dunque, io ti voglio dirti tante/belle cose, ma in attesa della nostra/lontananza mi sovolgo con poche righi/per annunziarle e darle( è scritto sopra n.d.a.) i miei colloqui./I miei sentimenti sono gli unichi/per poterti conquistare,ti sorveglia/dall’amore che ti porto e non potendo/Volta/

più resistere e sorreggere la mia mente/mi sovolgo con anzia di assicurarmi/dal tuo amore, e senza perdere di tempo/non appena ti arriva la presente mi/farai una tua pronda risposta/ed assicurare il tuo caro su tutto/quel che desidera/Mi ami?…/Sei esposta? Credo che/non avrai modo da farimi( è scritto sotto n.d.a.) dispiacere/perché da bambini che ci conosciamo/e sol per questo i miei sentimenti/non si sovrappongono su di altre./Pregati essere mia per la vita e/Volta/

senza pensare a quel che io inpongo/sul( è cancellato n.d.a.) su del tuo disgusto,tu/potrai sapere come io mi trovo/disgustato colla( è cancellato n.d.a.) con colà che non/mi spiego ma che saprai, e lo dovresti/sapere perche come io mi credo della/tua amicizia. Appena mi sara data/qualche giorno di liberta ti sarò/Vicino e tu potrai conoscere e mi crederai/che lo sono certo. Senza dir molto/saprai tu rispondere da colà se/si sente qualche cosa che non/può esigere nel nostro avenire/Volta/” nel margine sinistro si legge in verticale :” T.(ucceri) C.(esidio) Ospedale/N° 201 Zona di Guerra/”

Io non altro piu che avvisarti/perche saro certo che saprai e sei/capace di cio che mi vorrei spiegare/Solo tralascio di scrivere perché/non so cosa altro farti indendere/Abi i miei colloqui e Credimi/tuo che ti pensa Cesidio/Saluti cari alla mia commaruccia/e tanti altri ai tuoi di casa/non vi impressionate che mi trovo/all’ospedale per che non e niende che/ero coi piedi congelati 0.1° Grado/ed ora sono quasi guarito spero/subito mi farai risposta accio che/mi trova primo che sorto./”

7) Cartolina a colori (mm. 85×134) raffigurante una donna dal vestito lungo con specchietto in mano circondata da rami fioriti e sopra scritto stampato : “ TI DESIDERO”. Nel retro con scrittura manoscritta si legge: 

Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provin. Aquila/Non saprei /in che modo contracampiare/che fra te e tua sorella/il nome porta tutto un/numero. Accetto volentieri/i tuoi saluti e inviandoti/i miei a tutti di famiglia/Buone Cose/Tuo Amico  18.1 “(manca l’anno,sopra vi è impresso il timbro:” VERIFICATO PER CENSU(RA) 256° Fanteria/3^ Bettica/Zona di Guerra/”. Entrambi i timbri postali sono di disagevole lettura sembra però di capire il mese 1 (Gennaio) e l’anno 18 quindi la cartolina è stata scritta il 18 gennaio 1918. E’ affrancata da un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina fotografica B/N (mm. 87×138) con la seguente didascalia stampata: “ Bologna/S. Francesco/Mon.(astero) d’Odofredo/”. Reca scritto con scrittura manoscritta : 

Alla Signorina /Giuseppina Cipriani/di Cesidio Cerchio/Abruzzi(Aquila)

  Ricevi Saluti/e con tua famiglia/unito comara e comaruccia/dal tuo amico Cesidio Tucceri/41°   Fanteria 11. Compagnia/4° Battaglione/Zona di Guerra”/

Vi sono impressi 2 timbri postali di disagevole lettura, in uno , quello circolare impresso sopra il francobollo da 5 centesimi, si legge l’anno “18” e nell’altro a forma rettangolare e al centro circolare è impresso: “ VERIFICATO PER CENSURA “.Il francobollo è stato raschiato in parte e,nello spazio lasciato libero si legge : “ Dono in(…)/3° li(…)”/.

     9 )  Cartolina a colori ( mm.88×134) raffigurante 3 quadrifogli con la seguente scritta stampata in un carti-

            glio posto al centro : “ Ai soldati d’Italia/non manca dote alcuna/né mancherà dell’armi/la splendida 

            fortuna!”/

Nel retro si legge  con scrittura manoscritta:

Alla Signora/Giuseppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio (Aquila)/

    Sono guarito allegri sempre/uniti tutti saluti cari/tanti Cari alla Commarucia/Tucceri Cesidio 41  

        Fanteria/11^ Comp.(agnia) 4° Batt.(aglio)ne/Zona di Guerra/”

        Vi sono impressi 3 timbri di cui 2 circolari: in uno si legge “20.4” e nell’altro : “24/(…)/18” quindi 

         è sicuramente il 20.4.1918. Nell’ultimo timbro a forma rettangolare e al centro circolare si legge : 

         “ VERIFICATO PER CENSURA/”. E’ affrancato da un francobollo da 10 centesimi.

10)   Cartolina a colori ( misura mm. 89×140) recante la seguente scrittura stampata: “ R.(EGIO) 

ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” “ Indirizzo del mittente da riprodurre nelle

Risposte “ e manoscritto :  “ Tucceri Cesidio soldato/41 fanteria 8^ Comp.(agni)a/3° Batt(aglio)ne Zona di Guerra”/

      “Alla signorina/Giuseppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov. di ( è stampato n.d.a.) (Aquila)”.   

            Reca impresso 3 timbri in uno di questi si legge abbastanza bene : “POSTA MILITARE/3.5.18”. Nel 

retro si legge : 

    “ Zona di Guerra 6.5.18/Carissima amica con questa mia cartolina/Vengo a darti le mie bone notizie 

         e così spero che/sia di te e della famiglia con mali pensieri/ricevuta una lettera di Pasquale Legge/

            mi saprai dire qualche cosa?…Tutto (v)erra la/fine e non allungo.Saluti Cari a tutti di/famiglia 

        tranquilli sempre saluti ha/Vingenzo Giannini mi fate sapere se è guarita l’inferma e con che male                 

               ed/il motivo Tucceri Cesidio”.

  1.    Cartolina a colori ( mm.88×138) raffigurante un soldato fasciato sicuramente per una ferita all’avambraccio destro e con la stessa mano impugna una sciabola sguainata e con l’altra impugna una lacera bandiera. Sotto reca stampata la seguente scritta: “ PRESTITO NAZIONALE/RENDITA CONSOLIDATA 5%NETTO/EMESSA A L. 86.50 PER 100 NOMINALI/REDDITO EFFETTIVO 5.78%/ESENTE DA IMPOSTE PRESENTI E FUTURE”/ Nel retro sempre stampato reca la seguente scritta: 

                “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia”/ e ,con scrittura manoscritta  sta così 

                riportato:

                 “ Sto bene/Saluti a tutti/ “

             “ All(sic)/ Signorina/Giuseppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/Prov.di (è stampato n.d.a.) Aquila

                 Tucceri Cesidio Soldato/41° Fanteria/4° Reparto Arditi/Zona di Guerra”

                 Non riusciamo purtroppo a leggere la data impressa sul timbro postale sicuramente,però, è l’anno 

                 1918. Reca imprEsso anche il timbro rettangolare e al centro circolare : “VERIFICATO PER

                  PER CENSURA “.

  1.   Cartolina B/N(mm.20×139) con la seguente didascalia stampata: “ CASTELLAMARE ADRIATICO- Piazza del Duomo”/

Nel retro è scritto  a mano con la matita:

“ D./Giuseppina Cipriani/di Cerchio (Aquila) “

“ Un saluto/a tutti Paolina/ tranquilla Vostro/amico/Tucceri/Cesidio/”.

Vi sono impressi tre timbri circolari in uno si legge nitidamente:” CASTELLAMMARE ADRIATICO FERROVIA/12.10.1918 “. E’ affrancato con un francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori identica al n. 10 ( misura mm. 91×138) inviata dal:

Cap(ora).le Tucceri Cesidio/41 Regg.(imen)to Fanteria/S.(tato) Mag.(giore) Reparto Arditi/Z.(ona) di Guerra/

Alla Signorina/Giuseppina Cipriani/di Cesidio/Cerchio/(Prov. di (è stampato) (Aquila)

Uno dei timbri circolari postali impressi è nitidissimo :” POSTA MILITARE/17.11.18 “.

Nel retro con scrittura manoscritta con inchiostro rosso si legge :

Z(ona) guerra 17.11.18 Carissima amica/Sto bene mi auguro ancora/di Voi Saluti dalle terre liberate/Saluti a tutti di famiglio/Finalmente e finita/Cesidio bone Notizie./”

  1. Cartolina a colori (mm. 88×138) raffigurante un alpino con tutte e due le mani che regge un fucile; sopra la testa vi è un’aquila ad ali spiegate con dietro, da sfondo, una montagna recante sopra, a destra, lo stemma sabaudo con sotto scritto a stampa: “ R. ESERCITO ITALIANO /ALPINI/”.Il piede sinistro piegato è poggiato sopra una roccia l’altro piede invece è posto sotto. Nel retro, sempre  a stampa, è scritto : OPERA DI FRATELLANZA UNIVERSALE/(CORPO AMERICA(NO) (…..)/CASE DEL SOLD(ATO?). A sinistra è stampato un piccolo triangolo equilatero alla rovescia di color nero con la scritta : “YMCA” e,sempre, a sinistra,scritto a mano:

Alla signorina/Giuseppina Cipriani/di Cesidio Cerchio/(Provincia Aquila)/

“Tanti saluti a tutti in/famiglia sto bene mi auguro/che sia di voi Caporale/Tucceri Cesidio/80° Autoreparto/589° Autosezione/Tripoli/” 

ed ancora è scritto a destra dopo una linea verticale :

Saluti a Ving.(enzo)/e tanti saluti/a Graziuccio/”

Vi sono impressi timbri circolari ed a uno si legge : “ CERCHIO/21/(…)19”, quindi forse è il 21 Febbraio 1919.E’ affrancato da 2 francobolli uno da 5 e l’altro da 10 centesimi.

Varia

Le rimanenti altre 3 cartoline sono scritte una da Tucceri Antonio e le altre due da Angelo e Maria (e da Maria e Angelo : sono le stesse persone) .

  1.      Cartolina fotografica B/N (mm.88×140) riproducente la spiaggia di Rimini con la seguente didascalia a stampa: “Rimini – Sulla spiaggia”.

Nel retro così si legge con scrittura manoscritta a matita:

“ Alla Signorina/Peppina Cipriani/Cerchio/Provinc(ia) Aquila/”

“Saluti affettuosi/e Cose care ricevi/da me Tucceri/Antonio

Vi sono impressi 3 timbri circolari in uno abbastanza nitido si legge: “ROVIGO ARRIVI E PARTENZE/18.10.18”. E’ affiancata da un francobollo da 10 centesimi.

  2)        Cartolina a colori (mm.85×135) raffigurante una giovane donna ripresa a ¾  con scritto sopra a 

              stampa : “Buona/Pasqua/” e sempre a sinistra è riportata una colomba poggiata su un ramoscello e a 

              destra invece una colomba in volo. La mano destra è posta sopra un cestino di vimini pieno di

          roselline e la mano sinistra sorregge graziosamente un po’ la lunga veste. A sinistra sotto vi è riportata 

              la seguente scritta con colore bianco “ Fotocelere” con sopra una stellina e sotto è riportato il 

              numero “164/5”. Nel retro si legge con scrittura manoscritta :

             “ Al/Signorina/Giuseppino di/Gianflicce Cerchio dei/Marssi Provi.a di/Aquila”

             “ saluntantotti e/auchuri per la buona/Pasquo a te e famiglia/vostri Canpari/Angelo e Maria

             Al lato destro è scritto orizzontalmente alla rovescia: “i 9 1925”. Sono impressi 3 timbri circolari in

             2 si legge : “PETTORANO SUL GIZIO/9.4.25”. E’ affrancata da un francobollo da 20 centesimi. 

3)  Cartolina a colori (mm. 85×137) raffigurante una donna ripresa a ¾ sicuramente seduta recante nella 

             mano sinistra un mazzo di rose. La mano destra con rose sorregge graziosamente il viso. In fondo a

             destra dentro un piccolo rombo è riportato : “ Nsb” e sotto “ 3011/2 ” scritto in bianco.

              Nel retro si legge con scrittura manoscritta:

       “ Al/estimatissima/signorino Gusepina/Cipriano di Gesidio/Cerchio dei Marssi/Proviccia di Aquila”

        “ Petorano 14-3-1925(sic)/Auchurantoti un/buono Onomastico/e mile Ani di felicita/Maria e/Angelo/”.

             Vi sono impressi 3 timbri postali circolari dove in due si legge: “ PETTORANO SUL GIZIO 13-

              1161/17.3.26 “. E’ affrancata da un francobollo da 20 centesimi.

APPENDICE III

Dall’ALBO D’ORO (1)

Elenco dei Cittadini di Cerchio caduti in guerra o riconosciuti tali per-

chè morti in combattimento o in zone di guerra; Vittime di bombardamenti o

di rappresaglie; Deceduti in seguito a malattie o ferite contratte in guer-

ra o in zone dichiarate di guerra; In campi di concentramento.

1849- Battaglia di Porte(sic) S. Pancrazio – Roma     = GARIBALDINO SPERANDIO Biagio

          Antonio;(2)

1860- Calatafimi                                                          = GARIBALDINO CIOFANI Eligio (3)

1867- Subiaco Roma                                                    = GARIBALDINO PANARO Antonio (4) 

1895- Macallè Africa                                                   = SOLDATO PANARO Antonio (5)

1915-1918= = PRIMO CONFLITTO MONDIALE

Maggiore CERVINI Alfonso                                     ‘    SOLDATO IAFOLLA Angelo

Tenente   CONTINENZA Florindo                           ‘             “         MARCHETTI Domenico

AIUT.di Batt. BIANCHINI Francesco                      ‘             “         MASSARO Giovanni

Ser. Magg. CONTINENZA Mario Luigi                   ‘             “         MEOGROSSI Giuseppe

Sergente VASQUENZ Eliseo                                    ‘      

        “        MEOGROSSI Angelo

Cap. Magg. ROSSI Carlo                                           ‘             “         MEOGROSSI Cesidio

Soldato  ALFANO Pasquale                                     ‘              “         MEOGROSSI Luigi

     “       ANGELONI Agostino                                ‘             “           PANECCASIO Giacomo

     “       ANTIDORMI Domenico                             ‘              “         PANECCASIO Antonio

                                                                                                             PANECCASIO Nunzio

    “        CHICHIARELLI Vincenzo                         ‘              “         PANTANO Ettore

    “        CIOFANI Giovanni                                     ‘              “         PANTANO Giovanni

    “        CIOFANI Rocco                                          ‘              “         PIETROIUSTI Antonio

    “        CIPRIANI Alberto                                       ‘              “         PARMA Giovanni

    “        CIPRIANI Antonio                                      ‘              “         SPERANDIO GIOVANNI

    “        CIPRIANI Domenico                                   ‘              “        TOMASSETTI Agostino

    “        COLANTONIO Arcangelo                         ‘               “        TUCCERI Giovanni  

    “        D’ALESSANDRO Carmine                       ‘                “        VASQUENZ Augusto

    “        D’AMORE Antonio                                     ‘               “        VERNARELLI Alessandro (6)       

    “        DI DOMENICO Antonio                            

    “        DI GENOVA Domenico                                 

    “        IACOBACCI Vincenzo                               ‘                   

                                                                 _________________

1935-1936     Africa Orientale  Camicia Nera DI GRAVIO Carmine

1937 – 1939   Guerra di Spagna   CARRISTA  CIOFANI Guerrino (7)

                                                      Carabiniere GIANNINI Vittorio (8)

1940-  1945 ( Seconda Guerra Mondiale e di residenza (sic) )

Tenente   TAGLIERI Mario                      A.O.I.  (9)

Tenente    TUCCERI CIMINI Nestore     Russia  (10)

Serg. Magg. CONTINENZA Romolo      Mare Mediterraneo

Soldato         ANTIDORMI Agostino       Cirenaica

    “               ANGELONI Giuseppe         Italia

    “               BAIOCCHI Armando          Italia

    “               BIANCHINI Luigi               Germania

    “               BOSCHI Loreto                    Italia

    “               CIPRIANI Alberto               Iugoslavia (11)

   “                CIOFANI Rocco                  Italia

   “                CIOFANI Dante                   Germania (12)

   “                COLANTONIO Giovanni    Italia

   “                CONTINENZA Tito             Grecia (13)

Soldato        IANNICCA Giovanni            Egeo

    “              IANNICCA Mario                 Russia

    “              LUCCI Augusto                     Italia

    “              MACEROLA Pasquale         Balcani

    “              MACCALLINI Rocco           Grecia

    “              MAZZULLI Armando           Balcani

    “              MEOGROSSI Pasquale         Libia

    “              MEOGROSSI Angelo            Libia

    “              MEOGROSSI Americo          Italia

    “              MODUGNO Giulio                Italia

    “              PIETROIUSTI Mario             Italia

    “              PIETROIUSTI Domenico      Libia

    “              POLLA Rocco                        Italia

    “              PROIETTI Antonio                Egitto

    “              SERCHIA Augusto                Italia

    “              TEDESCHI Alfredo               Germania

    “              TOMASSETTI Renato           Italia

    “              TUCCERI Mario                    Libia

    “              TUCCERI Antonio                Albania(14)

    “              VICARETTI Luigi                Iugoslavia (15)

    “               VITALE Giovanni                Russia

                                                                    ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI 

                                                                    ___________________________________________________ 

                                                                                                                                                                           “

Note

  1. Dattiloscritto conservato in fotocopia nel Comune di Cerchio . Veniva letto dai vari sindaci pro tempore in occasione della solenne commemorazione in onore dei Caduti di tutte le guerre tenute ogni anno il 4 novembre. Tali nominativi, escluso qualcuno, erano già stati riportati da Tecla Tucceri Cimini Vecchietti ed Antonio Pecilli nelle loro sopra citate opere. 
  2. Le notizie del menzionato garibaldino Sperandio Biagio Antonio e del susseguente altro garibaldino Ciofani Eliggio, sono tratte da pag. 73 del libro  di Antonio Pecilli : “ Cerchio/nella storia e nell’arte”,editrice D’Amato/SULMONA. Per i tipi della tipografia “LABOR” di Sulmona il 22 giugno 1962. Sperandio Biagio Antonio era nato a Cerchio il 19 ottobre 1824 e caduto, secondo Pecilli, a Roma   nella battaglia di Porta San Pancrazio il 30 Aprile 1849.Non sappiamo dove il menzionato Pecilli abbia attinto tali notizie perché in realtà il summenzionato Sperandio Biagio Antonio nato a Cerchio il 19 Ottobre 1824, da Fedele e da Felicia di Domenico ( Atto n. 34 ) è deceduto in Cerchio il 16 Ottobre 1873 (Atto n. 27 ) ( nel citato atto di morte è riportato: “(…) che il giorno sedici Ottobre, anno sudetto, alle ore/otto antimeridiane in questo Comune di Cerchio, e nella casa/di sua abitazione è morto Biagio Sperandio, figlio del fu Fedele, e Maria Felicia di Domenico, Marito di Serafina Iacobacci, d’anni quarantotto (…)”. 
  3. Vedi nota 2. Il 17 Gennaio 2007 dal comune di Cerchio e’ stata inviata una lettera al Comune di Calatafimi attraverso la quale si richiedeva il certificato di morte del sunnominato Ciofani Eliggio, nato a Cerchio il 23 febbraio 1828 da Alesandro e da Maddalena Petricone ( Atto n. 7 )  e caduto il 15 Maggio 1860 a Calatafimi ( sempre secondo il Pecilli ). La risposta da parte del comune di Calatafimi Segesta del 1 Marzo 2007 circa la morte del Nostro è stata la seguente : “ NEI REGISTRI DI MORTE DI QUESTO COMUNE NON/RISULTA,NELL’ANNO 1860, ALCUN ATTO A NOME DI/CIOFANI ELIGIO”. Con ulteriore indagine presso l’Archivio Comunale di Cerchio ho scoperto che il sunnominato Ciofani Eligio, figlio di Alesandro Ciofani e di Maddalena Petricone  risulta esser morto il 2 marzo 1828 all’età di giorni dieci (Atto n. 4 ). Non sappiamo al momento dove Antonio Pecilli abbia attinto la data di morte del  garibaldino Ciofani Eliggio. Nel monumento ai caduti di Cerchio addirittura non compare Ciofani Eliggio bensì  “ 1860 CALATAFINI/ GARIBALDINO CIOFANI ANTONIO “.  
  4. Panara Antonio, nato a Cerchio l’ 8 Ottobre 1843 e deceduto a Subiaco l’11 Ottobre 1867. In occasione del primo centenario di tale episodio è stata collocata, dal Comune di Subiaco, sulla facciata del palazzo comunale  di Subiaco un’epigrafe recante la seguente scrittura: 

“IL POPOLO DI SUBIACO QUESTO MARMO

AL CAPITANO GARIBALDINO CONTE

EMILIO BLENIO DA MILANO

CAMPIONE DI INDIPENDENZA E DI PATRIA UNITA’

AI SUOI DUE COMPAGNI D’ARME

PANARA ANTONIO DA CERCHIO (L’AQUILA)

GROTTI LORENZO DA CREMONA

E AI POPOLANI SUBLACENSI:

CITTADINI PIETRO DI TOMASSO DI ANNI 28

FEDELE ANTONIO DI ANDREA DI ANNI 14

PERITI IN SUBACO

IL DI 11 OTTOBRE 1867

PER L’ITALICA REDENZIONE

INNALZ0’

CON CRISTIANA PIETA’

NEL CENTENARIO DEL LORO SACRIFICIO

                                                        SUBIACO 11 OTTOBRE 1967 “.

Ed in occasione del cento cinquantenario dell’unificazione d’Italia l’Università Popolare di Subiaco si è fatta promotrice di una sentita e solenne celebrazione: l’apposizione, in via Emilio Blenio, della seguente epigrafe commemorativa: “ Il giorno 11 ottobre 1867 in questa piazza morirono i garibaldini EMILIO BELNIO da Milano Antonio Panara da Cerchio (Aq) LORENZO GROTTI  da Cremona uccisi in uno scontro a fuoco con le truppe pontificie per l’Unità d’Italia”. In quei stessi giorni, l’amministrazione comunale di Cerchio, con apposita delibera di Giunta n. 119 del 19 ottobre 2011, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha intitolato all’eroe Antonio Panara e allora sindaco Benedetto D’Amore, due larghi.

     Nello “status Animarum” del 1864,conservato nel Museo Civico di Cerchio apprendiamo : “          Morto in Subiaco in 8bre 1867 andato alle Masse contro il Governo Pontificio “, mentr’invece nel menzionato “ REGISTRO DI POPOLAZIONE” della seconda metà dell’Ottocento è riportato in modo erroneo l’anno di morte del Nostro  : “ Morto in/Subiaco nel/1870. Non è menzionato    dal Pecilli.

    Nel Libro dei morti della concattedrale S. Andrea Apostolo riguardante gli anni 1852-1898, pag. 142, Vol. 2 ° apprendiamo la cronaca del cruento episodio :  

            “[…]77. Die Decima Prima (è l’11 ottobre 1867 n.d.a.)Quidam Scelesti homines vulgo Garibaldini    N.°/29.ex Regno Neapolitano execentes, et descendentes ex hisca montibus/S. Donati, animo tollerandi Regimen S.R.E., hora 20. pervenerunt ad pla-/team del ( è scritto sopra n.d.a.) Campo, ubi a militibus pontificiis in Arce Abbatiali variis ballistris/ignaris repulsi fuerunt; nihil ominus per aliam viam intraverunt,et Sta-/tim Ven:[erabilem] Seminarium circumsederunt, Episcopus R.D. Philippus Manetti/Administrator Ap[osto]licus, eiusque Vicarius Generali R.D. Ludovicus Leopardi obsides/facti sunt, nec non Gubernator Ill[ustrissi]mus D. Petrus Antonius Marini in propria domo./Postea in parva platea Gubernii se posuerunt, ubi deprehensi a militibus pon-/tificiis, vulgo Zuavi, ex oppidis Cerbariae, et Cameratae redeuntibus, levis pu-/gna in( è cancellato n.d.a.) in inter utrisque inita fuit. Praevalerunt Zuavi, qui  de dictis hosti-/bus decem septem coepereunt, alii novem fugam arripuerunt, et tres, hora/22., interfecti sunt, nempe

77.(sic) Hemilius de comitibus Blenio e[x] Civitate Mediolani dux eroum annorum 28.

78 Antonius Panaro e[x] terra vulgo Cerchio Regni Neapolitani Ann:[orum] 25. circ.[iter]

79. Laurentius Grotti e[x] Civitate Cremonae, Incola in terra vulgo Sante Marie/Regni Neapolitani. Ann:(orum) 25 cir.[iter]/Omnes Sepulti sun in loco vulgo dicitur Surripa, prope Pontem S./Mauri, Notandum quidam est, quod quidam Sublacenses vulnerati fuerunt,/et obiit Petrus Cittadini ph: Thomae, uti legitur in Libro Mortuorum Parochaie/R.D. Primicerii. Locus sepulturae atiam situs est sub rupe S. Luarentii M. […] ». Si ringrazia pubblicamente il sig. Paolo Capitani di Subiaco che gentilmente  mi ha inviato la fotocopia del sopramenzionato documento manoscritto ed mi ha fornito notizie utili riguardanti il Nostro.

    La sopraccitata descrizione è stata tradotta dall’amico linguista Prof. Pietro Maccallini che ringrazio della sua solita gentile cortesia usatami : “[…] Giorno 11°. ( è l’11 Ottobre 1867 n.d.a.) Alcuni uomini scellerati noti come Garibaldini ( 29 ) provenienti dal Regno di Napoli, scendendo da queste montagne di S. Donato coll’intento di abbattere il Regime S.R.E., alle ore 20 giunsero alla piazza del Campo dove furono respinti dai soldati papalini dell’Arce abbadiale con il lancio di varii proiettili di fuoco. Ciononostante rientrarono attraverso un’altra via e subito circondarono il Ven:(erabile) Seminario. Il vescovo Don Filippo Manetti, amministratore apostolico e il suo Vicario Generale Don Ludovico Leopardi furono fatti prigionieri, come pure l’Illustrissimo Governatore d.(on) Pietro Mancini che stava a casa sua.Poi si attestarono nella piccola piazza del Governo dove furono sorpresi dai soldati papalini, noti come Zuavi, che ritornarono dai paesi di Corbaria (Cervara) e di Camerata, e si accese un breve combattimento fra di loro. Vinsero gli Zuavi che fecero prigionieri 17 di questi uomini ostili, 9 fuggirono e tre furono uccisi alle ore 22, e precisamente:

77. Emilio dei Conti Blenio della città di Milano, loro capo, di anni 28.

78. Antonio Panara del paese noto come Cerchio del Regno di Napoli, di anni 25 circa.

79. Lorenzo Grotti della città di Cremona, residente nel paese noto come Sante Marie del regno di Napoli, di anni 25.

Tutti sono stati sepolti nella località nota come Sunipa, vicino al ponte di S. Mauro. C’è da rilevare che alcuni abitanti di Subiaco furono feriti e che morì Pietro Cittadini f.[iglio] di Tommaso come si legge nel libro dei morti della Parrocchia del R.[everendo] D.[on] Primicerio. Il luogo di sepoltura si trova sotto la rupe di S. Lorenzo M.(artire ) […]”. Nell’ottimo lavoro di Mons. Augusto Giustiniani ( 1855-1931) dal titolo : “ I GARIBALDINI/A SUBIACO/Nella Campagna dell’Agro Romano/1867/ (Racconto Storico)/SUBIACO/PREM. TIPOGRAFIA DEI MONASTERI/1931, apprendiamo che ben quattro garibaldini di Cerchio presero parte a tale conflitto : i tre fratelli Panara : Antonio, Luigi e Raffaele e Pietro Santarelli, tutti e quattro svolgevano l’attività di sarto.

Vedi Amiconi F. : “ Serafino de’ Giorgio e la spedizione marsicana nell’Agro romano nel 1867”, Edizioni Kirke, Cerchio, 2011.

    In occasione del 150° anniversario del cruento scontro avvenuto a Subiaco l’11 ottobre 1867, l’Amministrazione comunale di Cerchio, in collaborazione con l’Associazione sorprendentemente donne,  ha dedicato una intera mattinata al Ricordo di quella fatidica giornata organizzando per il giorno 11 ottobre 2017 una sentita manifestazione commemorativa “ Antonio Panara, un garibaldino in mezzo a noi” con il seguente programma: Ore 9:45 saluti dell’Amministrazione; ore 10:00 Lettura e brani di poesie a cura degli alunni dell’istituto comprensivo Fontamara; ore 11:00 l’impresa dei garibaldini a Subiaco, Antonio Panara da Cerchio “uno di loro”, a cura di Fiorenzo Amiconi; ore 11:30 partenza verso largo Antonio Panara. Qui si è svolta la sentita cerimonia dello svelamento dell’epigrafe dedicata al Nostro Eroe: “ 1867-2017/AL GARIBALDINO ANTONIO PANARA/E A TUTTI I SUOI COMMILITONI CHE, A COSTO DELLA LORO ESISTENZA,/ SI IMMOLARONO AFFINCHE’ DIVENISSE/REALTA’ IL VAGHEGGIATO SOGNO/DI UNA ITALIA/LIBERA ED INDIPENDENTE./NEL CENTOCINQUANTENARIO DEL CONFLITTO A FUOCO/AVVENUTO L’11 OTTOBRE 1867 IN SUBIACO/DOVE PERSERO LA LORO VITA/IL MILANESE EMILIO BLENIO/IL CERCHIESE ANTONIO PANARA/ED IL CREMONESE LORENZO GROTTI/CERCHIO 11 OTTOBRE 2017. L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE”.   

      5) Nel registro decennale degli Atti di Nascita del Comune di Cerchio relativo agli anni 1866 – 1875 non 

risulta essere nato alcun PANARO Antonio così come  nei registri degli atti di morte del comune di Cerchio relativi agli anni 1895,1896,1897,1899, 1900 e 1901. Non sappiamo al momento dove Antonio Pecilli nella sua più volte citata opera abbia attinto le notizie  relative all’anno di nascita e all’anno di morte del sunnominato PANARO Antonio.

      6)Sono gli stessi nominativi riportati nel monumento ai caduti manca solamente TUCCERI Cesidio.

  1. Ciofani Guerrino nato a Cerchio il 13 Dicembre 1917. Morto il 6 Gennaio 1939.Fu insignito di medaglia d’argento e medaglia di bronzo: “[…] Guerrino Ciofani nato il 13 Dicembre 1917. Egli si era/distinto nella Spagna per ardimento e valore. Con indomito/ardire si offriva per effettuare il prelevamento di carburante,/di cui il battaglione era rimasto privo, ma percorrendo una/zona ancora infestata dal nemico,cadeva sopraffatto da for-/ze superiori.La Patria riconoscente gli ha conferito la me-/daglia di bronzo al valore militare(…)” in Tecla Tucceri Cimini Vecchietti: Cerchio op.cit.”, pag.31.
  2. Giannini Vittorio, nato ad Aielli il 14 Novembre 1911 da genitori cerchiesi colpito  a morte a Cherta-Tortosa il 18.4.1938. A lui è stata intitolata , il 6 Settembre 1987, la nuova stazione dei carabinieri di Cerchio. Al Nostro fu insignito una medaglia d’argento al valore militare : “ MINISTERO DELLA GUERRA (…) Medaglia d’argento al valore militare (…)alla memoria del carabiniere CC.RR./divisione mista “Frecce”, Giannini Vittorio di Antonio e di Iacobacci Maria Domenica, da Aielli (Aquila). Milite/magnifico dell’arma fedelissima, durante un lungo, aspro e Vittorioso ciclo opera=/tivo, si distingueva per entusiasmo, fede e Valore. Primo fra i primi, in diverse oc=/casioni, aveva posto piede in centri avanzati.Chiedeva ed otteneva di issare la ban=/diera nazionale in un paese dominato, ma non ancora occupato. Scontratosi/durante il percorso con un nucleo avversario che gli ingiungeva di arrendersi, rispon=/deva all’intimazione col fuoco del suo moschetto, finchè nell’impari lotta, cade=va colpito a morte, stringendo al petto la sua bandiera, in un supremo atto/di amore e di fede al dovere./Cherta-Tortosa, 18 Aprile 1938 CVI°(…) Roma, addì 9 febbraio 1939 Anno XVII°(…)”. Dal quotidiano “ IL POPOLO DI ROMA” del 22 Maggio 1938-XVI-Pag. 6 apprendiamo: “ALBO D’ORO/Giannini Vittorio:/Presente!/CERCHIO,21.- Il camerata/Giannini Vittorio faceva parte/dell’Arma fedelissima e fu richia-/mato alle armi prima delle osti-/lità della guerra etiopica. Anima-/to da un forte sentimento patrio/e dal grande ideale fascista, più/volte avanzò domanda per essere/inviato come volontario nella mar-/toriata terra di Spagna. Il suo vi-/vo desiderio fu finalmente appa-/gato e partì con l’animo sereno/per la Spagna. Prese parte alle/più dure battaglie, distinguendosi/per l’indomito coraggio. Dalle let-/tere che scriveva ai familiari si/rivelava il combattente ensusia-/sta, il fascista fedele, il patriota/esemplare./Sul fronte di Tortosa, dove più/accanita infieriva la battaglia,/l’eroico Giannini fu colpito a mor-/te dal piombo nemico./La dolorosa notizia è stata di recente comunicata alla famiglia./Il popolo di Cerchio, commosso,/ha reso il dovuto omaggio alla fami-/glia del glorioso estinto. Il com-/missario prefettizio, cav. Lopiano,/per onorare la memoria dell’eroico/caduto ha fatto celebrare una/messa solenne nella chiesa parrocchiale. Alla mesta cerimonia han-/no preso parte le autorità, le or-/ganizzazioni fasciste, il Corpo in-/segnante con le rispettive scola-/resche e l’intera popolazione./Il camerata Giannini avea 26/anni. Lascia nell’incommensurabi-/le dolore la moglie con un bam-/bino, i genitori, i fratelli. Espi-/miamo alla famiglia del caro/estinto le nostre sentite condo-/glianze”. Al centro dell’articolo è stata collocata una bella foto del Nostro in borghese. Da un ritaglio di giornale apprendiamo: “ Legionari eroici/Cerchio,17/Eroicamente combattendo, è cadu-/to il 18 aprile scorso in vista di Tor-/tosa il legionario Vittorio Gianini, di/anni 26, lasciando inconsolabili, ma/fieri la giovane sposa, una bambina/di 3 anni, i genitori, i fratelli./Egli era partito volontario, pieno/di fede e di entusiasmo./Alla moglie, che ultimamente gli/scriveva, perché tornasse, egli rispon-/deva: “ I legionari italiani sanno/compiere il proprio dovere sino all’ul-/timo. Tornerò quando in nome del/Duce avremo liberato il Mediterraneo/dal pericolo rosso”./Al fratello Amedeo raccomandava/la moglie e la bambina, perché “la/lotta è furibonda” ed egli vuole giun-/gere fra i primi a Tortosa./Legionari del tempo di Mussolini!Il cav. Lopiano, nostro commissa-/rio prefettizio, ha disposto che la/memoria dell’eroe venga ricordata con/solenni onoranze funebri, con l’intervento di tutto il popolo”. Al centro della foto è stata posta un bella foto del Nostro in divisa. Le sue spoglie mortali, dopo 68 anni,  dal  28 Marzo 2006 , riposano nel cimitero di Cerchio nella cappella gentilizia eretta dai suoi familiari : finalmente è stato restituito ai propri cari.
  1. Taglieri Mario,nato a Cerchio il 20 Giugno 1912 e deceduto in Africa, presso l’ospedale di Gondar il  

             27 Novembre 1941. Insignito di una medaglia d’argento e una di bronzo:

MINISTERO DELLA DIFESA/(….) Medaglia d’argento al valor militare (…) al Tenente artiglieria  cpl. 2^ batteria obici da 117 6° gruppo “Granatieri di Savoia/ (alla memoria)/ Taglieri Mario di Giovanni, da Cerchio (L’Aquila),classe 1912./” Ufficiale d’artiglieria in un osservatorio avanzato della difesa della piazzaforte di Gondar, nella/impossibilità di chiedere e dirigere il fuoco delle batterie per esser stata la posizione accerchiata ed iso-/lata dal nemico, di iniziativa usciva solo dall’osservatorio e cercava di attraversare le linee nemiche per/raggiungere il più vicino posto atto a collegarsi con la direzione del tiro della piazzaforte. Assalito durante/l’ardito tentativo, da elementi avversari, impegnava con essi aspro accanito e mortale duello e nel magni-/fico impeto di sormontare ogni ostacolo, pur di adempiere fino all’ultimo il suo compito di soldato e di arti-/gliere, immolava generosamente la sua giovane esistenza.”/Scacchiere Ovest-Abaraghei (A.O.) 14-24 Novembre 1941 (…)” 

“(…) MINISTERO DELLA GUERRA(…)”/Croce di Guerra ( è cancellato n.d.a.) al Valor militare/al tenente 1° raggruppamento artiglieria misto/Taglieri Mario/di Giovanni e di Domenico Bernardina, da Cerchio (L’Aquila).= Capo pattuglia avanzata di collegamento con i repar=/ti di fanteria attaccato da una formazione avversaria molto superiore di numero e munita di armi automatiche, opponendo dal suo/ridotto, preso anche sotto il fuoco di artiglieria nemica di medio calibro, ma tenace e decisa resistenza.Incitando con la pa=/rola e con l’esempio i suoi pochi uomini, riusciva a disorientare il nemico che era costretto,poco dopo, a rientra=/re nelle proprie linee lasciando alcuni morti sul terreno. Magnifico esempio di fulgide virtù militari e coscien=/te sprezzo del pericolo = Gallabat, 23 dicembre 1940. Dumbeà, febbraio-aprile 1941 – XIX(…) Roma, addi 24 aprile 1943 Anno XXI (…)” (vedi appendice VIII).

  1.  Tucceri Cimini Nestore nato a Cerchio il 23 Agosto 1916  . Caduto in combattimento in Russia il 10 Dicembre 1941. Insignito di medaglia d’argento e di una di bronzo: “(…) MINISTERO DELLA DIFESA (…) Medaglia d’argento al valor militare(…) al  S. Tenente fanteria cpl. 81° rgt. Fanteria “ Torino” 5^ Compagnia /Tucceri Cimini Nestore da cerchio ( L’Aquila), cl. 1916-/”alla Memoria”/Comandante di plotone, nel corso di un aspro attacco riusciva, dopo accanita e dura lotta,/a penetrare nelle munite posizioni avversarie e resisteva, su di esse con tenacia e valore,/infliggendo, col fuoco delle poche armi automatiche superstiti, forti perdite al nemico./Successivamente, accortosi che unità nemiche stavano aggirando le posizioni occupate, balzava con grande audacia al contrassalto, alla testa dei resti del plotone./Colpito da una raffica di fucile mitragliatore, cadeva sul campo. Fulgido esem-/pio di valore e di dedizione alla Patria”/Jelenowka (Russia), 10 dicembre 1941(…) Roma, addì 17 novembre 1960 (…)”.

“ copia/ 81° REGGIMENTO FANTERIA AUTOTRASPORTABILE “TORINO”/COMANDO/ORDINE DEL GIORNO/del 1 Gennaio 1942 = XX°/ L’eccellenza il Comandante del Corpo di Spedizione con ordine del giorno/n. 20 in data 20/12/1941/XX°, ha concesso la Medaglia di Bronzo sul campo:/al S. Ten. Ftr. Cpl. TUCCERI CIMINI Nestore di Luigi, e di Anna Cervini nato a /Cerchio (Aquila) il 23/8/1916, Distretto Sulmona – 5^ Cp. – 81° Regg. Fanteria:/MOTIVAZIONE: “ “ Comandante di un plotone di fucilieri, sistemato in un posizione oltremodo difficile, a difesa di un vasto tratto della riva destra del Nipro, at=/taccato da forze superiori, le quali di nottetempo, avevano attraversato il fiume/quantunque sottoposto a violento fuoco di mortai e mitragliatrici, resisteva acca=/nitamente dirigendo con calma il tiro delle proprie armi automatiche. Successiva=/mente li contrattaccava riuscendo a respingere il nemico infliggendogli gravi per=/dite e catturando alcuni prigionieri”./Fronte Russo – Colonia Jamburg – 19 Settembre 1941 )= XIX°/ IL COLONNELLO/COMANDANTE DEL REGGIMENTO/f/TO Biagio Santini “  Al margine sinistro è riportato :  “ P.C.C./L’UFFICIALE DI MATRICOLA/Ten. Firma illeggibile “.

       Fu proposto per il conferimento della medaglia d’oro. 

       Le spoglie mortali del tenente Tucceri Cimini Nestore, dopo varie vicissitudini e peripezie ( il cimitero dove fu tumulato il Nostro era stato  trasformato dalle autorità sovietiche in giardino pubblico )  riposano finalmente , dal 2 Aprile 2000, nel cimitero di Cerchio nella cappella gentilizia eretta dalla sua famiglia. Il ritorno dell’urna con i resti mortali fu molto sentito dalla popolazione di Cerchio e, per quell’occasione,  per tributare un sentito e riverente omaggio verso il Nostro eroe, fu allestita nella sala consiliare la camera ardente (Vedi appendice VIII).

  1. Cipriani Alberto (1913-1941). Caduto in Albania. Il 5 Giugno 1965 tornarono a Cerchio, con una solenne e marziale cerimonia, le salme di 4 eroi cerchiesi caduti nel II Conflitto mondiale: il sunnominato Cipriani Alberto, caduto in Albania; Continenza Tito (1918-1941) caduto in Albania; Tucceri Antonio (1905-1941) e Vicaretti Luigi (1917-1943) caduto in Iugoslavia. La sentitissima cerimonia ebbe inizio con il corteo formato da 4 soldati i quali, ognuno, portava l’ urna imbandierata con il tricolore con i resti mortali dei nostri eroi,  seguita dall’intera amministrazione comunale, dalle autorità militari e religiose. Il corteo si snodò lungo il corso Umberto I imbandierato  per l’occasione con i vessilli nazionali fra due ali di gente commossa alla volta della chiesa parrocchiale  dei Santi Giovanni e Paolo Martiri qui, il Sindaco Prof. Alessio De Amicis (1924-20015) ed il prof. Architetto Antonio Pecilli ( 1897-1979) pronunciarono un sentito e commosso discorso. La santa messa fu officiata dall’arciprete don Ugo Iacobucci (1908-1980 ). Per l’occasione l’amministrazione comunale edificò loro, nel cimitero comunale, a perenne ricordo, l’ultimo sacello recante la scritta: “ AI CADUTI DI GUERRA “.  
  2. Sono tornate a Cerchio, nel luogo natìo, il 25 Settembre 2013 dopo quasi ottant’anni dalla sua morte, le spoglie mortali del fante Ciofani Edmondo Dante, nato a Cerchio il 22 Marzo 1917 da Domenico e da Meogrossi Maria Agostina  morto in Germania,  nell’Ospedale del campo 326- VI-K Forellkug- Paderbon il primo Settembre 1944 a causa della perniciosa malattia della t b c contratta in prigionia dove era detenuto a causa del II conflitto mondiale. I nipoti Cipriani Domenico e Ciofani Edmondo Dante si sono prodigati per il ritorno a casa delle spoglie del caro congiunto: finalmente il Nostro potrà riposare nel cimitero di Cerchio accanto ai suoi cari da lui tanto amati come chiaramente si evince da una lettera spedita dalla città tedesca di Dortmund il 13 Marzo 1944: “ Carissima Madre vengo di nuovo/ a scriverti ma non ricevo vostre/notizie mi raccomando che non/appena ricevete la presente mi/fate subbito(sic) risposta dandomi/notizie dei miei fratelli Saluti/infiniti vostro Aff.[ezionatissi]mo figlio Dante”. Tanto era l’amore reciproco fra loro che il fratello Ciofani Americo, quando edificò a Cerchio, nel 1948, una sala cinematografica la volle dedicare al caro congiunto intitolandola “ Cinema Dante” ( ancora oggi esistente di proprietà, ora, del Comune di Cerchio che, una volta acquistata dagli eredi, ha effettuato un sapiente restauro mutando la denominazione in “Teatro Nicola Calipari”). Ci sono voluti vari anni per sapere quando, dove e come il Nostro morì. Nel 1946, la Croce Rossa Italiana, sottocomitato di Lodi, così comunicava al parroco (sicuramente era don Salvatore Relleva): ” CROCE ROSSA ITALIANA/ SOTTOCOMITATO/LODI/Via XX Settembre, 27/Lodi 14 agosto 1946/Comunicazione ricevuta dall’ex Cappellano Militare Don Romeo Rusconi./Molto Rev. Parroco,/La prego comunicare nuovamente alla famiglia interessata la notizia del decesso de f[ante] Ciofani Edmondo di NN e di Angela nato il 22-3-1917 a Cerchio(L’Aquila) e res a Borgo Nuovo/Detto Ciofani Edmondo ricoverato nel mio ospedale per t. b. c., quivi nonostante le vigili cure dei medici Italiani deceduto il/1-9-44/Spirò rassegnato alla volontà del Signore, confortato dai S.S. Sacramenti dopo/aver ricordato i suoi cari./Raccomandazioni particolari non ne ha lasciate salvo assicurare i suoi cari che moriva da buon cristiano./Posso affermare che lasciò buon esempio e che fu compianto, da tutti gli italiani del Campo./Non aveva con sé oggetti di valore. Il portafoglio con i documenti di genera=/lità doveva essere inoltrato alla famiglia a cura della Croce Rosa di Ginevra/mi consta tuttavia chegli oggetti personali dei miei deceduti non sono giunti/a destinazione avendo le autorità tedesche simulato di inoltrarli./Il giorno della morte ho celebrato una S. Messa di suffragio e ha data immedia-/ta comunicazione alla famiglia tramite il Rev. Parroco./La salma fu tumulata cogli onori militari al paese di STUKENBROCK (Parrocchia/di S. Acatio) FORELLKRUG uber PADERBON(Westalen) nel cimitero dei prigionieri/italiani, fossa 36 campo 1/Nella bara ho riposto un plico sigillato con le generalità del sepolto./La Croce di legno eretta sopra la fossa è ora stata sostituita da una lapide con l’incisione delle generalità./Vogliate porgere, Molto Rev. Parroco, alla famiglia addolorata le mie più vive/condoglianze./Con deferenza/Sac. Romeo Rusconi/Castiglione d’Adda (Milano)/P.S. Ai fini della pensione prego gli interessati sollecitare la comunica=/zione ufficiale del decesso al Ministero della Guerra Albo d’Oro, via Fontane/N. 4 Roma./L’indirizzo del medico italiano del campo di internamento è il seguente:/Scalfi dott. Gianfranco   Varenna (Lago di Como)”. Infine con atto di morte n. 3 ( Parte II Serie C ) registrato nel relativo registro degli atti di morte del Comune di Cerchio del 1952 si chiude il sofferto iter circa la registrazione ufficiale della morte di Ciofani Edmondo Dante. Nel radioso pomeriggio del 25 Settembre 2013, organizzata dall’amministrazione comunale di Cerchio, si è svolta la solenne cerimonia della tumulazione dei resti mortali del Nostro eroe. La manifestazione si è così svolta alle ore 14,30 dall’atrio del palazzo comunale di Cerchio, dove momentaneamente era stata collocata l’urna dei resti mortali del caduto Ciofani Edmondo Dante, è partito il corteo verso il monumento dei Caduti di tutte le guerre accompagnato dal concerto bandistico “Città di Armellis”, dall’associazione UNUCI di Avezzano con il suo presidente Capitano Floriano Maddalena, dal Gruppo Alpini di Cerchio, dalle varie associazioni locali, dal sindaco di Cerchio Dott. Gianfranco Tedeschi e dalle autorità civili, militari e religiose convenute. Davanti al monumento dei Caduti si è svolta una marziale e semplice cerimonia ( diretta dal capitano in congedo Mario Petricola dell’Unici di Avezzano ). Dopo il “silenzio” e “l’alza bandiera” ha preso la parola prima, il nipote del Nostro, Cipriani Domenico e poi il sindaco Dott. Gianfranco Tedeschi i quali con parole sentite e sincere hanno descritto la figura del commemorato e del Secondo conflitto mondiale. Il numeroso pubblico ha assistito con attenzione e partecipazione . Il corteo, ricostituitosi, si è recato alla chiesa parrocchiale dove si è svolta la sentita funzione religiosa officiata dal parroco di Cerchio Padre Emmanuel Jhon Essiet. Al termine del rito funebre tutti gli astanti hanno salutato i parenti del defunto ed, infine, l’urna con i resti mortali del Nostro è stata trasportata nel cimitero di Cerchio dove è stata tumulata nella propria cappella gentilizia.
  3. Vedi nota 11.
  4. Vedi nota 11.
  5. Vedi nota 11.

APPENDICE IV

                                                          Guerra italo – turca

     Nella Guerra italo-turca (nota anche come guerra di Libia o compagna di Libia ) avvenuta tra il 28 Settembre 1911 e il 18 ottobre 1912 per la conquista della Tripolitania e la Cirenaica (1) parteciparono anche giovani soldati di Cerchio che, per loro fortuna, tornarono illesi:

“(…) Nessun cerchiese è caduto nella guerra libi-/ca del 1911-1912.- Al soldato valoroso Cipriani Giovan-/ni, che tornò a Cerchio la sera 23 luglio 1912 furono/tributate solenni onoranza (…)”.(2)

“ (…) Per le operazioni in Libia il Regio esercito mobilitò un Corpo d’armata ( Corpo d’armata Speciale ) costituito allo scopo su due divisioni, per un totale 34.000 uomini, al comando del Generale Carlo Caneva (…)  “ (3)

    Al di là delle valutazioni squisitamente storiche a me preme riportare, in questo lavoro, gli articoli di vari giornali dell’epoca  che scrissero per mettere in rilievo il saluto dei giovani universitari italiani portati dallo studente Giuseppe Sabatini (1889-1952) di Cerchio ai soldati in guerra(4) :

Il Messaggero “ 16 Dicembre 1911 (4^ Pagina ) 

   Per una nobile iniziativa – Abbiamo da Cerchio : Si è qui appreso con grande piacere che il bravo e  studioso giovane nostro concittadino, signor Giuseppe Sabatini, figlio del dottore Cav. Vincenzo, studente del sesto anno di medicina all’Università di Roma, si è fatto, insieme al suo collega Rotolo, iniziatore della nobilissima idea di porgere, un artistico album, recante le firme di tutti gli studenti delle Università italiane, nel giorno di Natale, il saluto augurale della balda e colta gioventù italica ai prodi soldati d’Italia che a Tripoli ed altrove combattono valorosamente. Mentre ci rallegriamo vivamente con il colto giovane, ci auguriamo che se il Sabatini si recherà di persona a Tripoli, non vorrà dimenticare di salutare ed abbracciare i nostri valorosi concittadini che sono tra i combattenti, porgendo loro il caldo e fervente augurio di vittoria che il popolo di Cerchio invia ai suoi figli ”.

 “ Il Messaggero “  3 Gennaio 1912 , prima pagina :

“ Il capo d’anno a Tripoli 

   Tripoli, 1, ore 20 urgente

 Le truppe hanno festeggiato, in serena e gaia tranquillità, il capo d’anno. A mezzanotte la commissione degli studenti universitari romani, i giornalisti e le rappresentanze delle ufficialità sono convenuti nella casa ospitale del notabile Halhalla Naum. Nella simpatica cordiale riunione, furono pronunciati brindisi applauditissimi, inneggianti alla grandezza dell’Italia e nell’avvenire della Tripolitania, per la quale il 1912 sarà apportatore di vita nuova e di feconda civiltà. Paralrono : il nostro ospite Naum, il generale Gazzola, lo studente Sabatini; e tutti i discorsi furono un inno inaugurale alla madre patria e alle sue colonie. Stamane, poi, guidati dal sindaco Hassuna pascià, tutti i notabili arabi si sono recati a far atto di omaggio al governatore generale Caneva, per esprimere la devozione della cittadinanza e per augurare la pacificazione di tutte le tribù, sotto il vessillo dell’Italia liberatrice. La rappresentanza goliardica è salita a bordo della Carlo Alberto. Gli ufficiali della nave hanno accolto, con squisita cordialità, gli studenti ai quali è stato offerto dello champagne. Ha ringraziato, elogiandogli eroismi della marina e inneggiando alla sua gloria, il giovane Sabatini (…)”

 “Il Messaggero”  16 gennaio 1912

5^ pagina “ Cronaca degli Abruzzi “ :

“ DOPO UNA GENIALE E BEN RIUSCITA INIZIATIVA

  Ha fatto ritorno al nostro paese, proveniente da Tripoli, lo studente in medicina, Giusepe Sabatini, promotore della nobile e ben riuscita iniziativa di portare il saluto affettuoso degli studenti delle regie università italiane ai nostri valorosi soldati che combattono e vincono in Tripolitania. Ad attendere alla stazione il simpatico e colto giovane concittadino, era un largo stuolo di amici. Quando egli discese dal treno fu accolto dl grido : Viva Tripoli italiana! E formatosi il corteo, con alla testa una bandiera nazionale, il popolo festante lo accompagnò al suo palazzo traversando la lunga via Umberto I, tra grida di gioia e spari di fucili. Al passaggio dell’improvviso corteo le finestre s’illuminavano come per incanto; a stento di poteva circolare, tanto era la calca di popolo.

    Alla porta del suo palazzo Sabatini disse parole di ringraziamento, pregando il popolo di rivolgere il pensiero ai prodi soldati che ci fanno onore col loro eroismo; a quei soldati che l’hanno pregato di porgere agli italiani tutti il loro riconoscente saluto e i più vivi ringraziamenti per le prove di affetto di cui sono fatti segno.

    Ieri sera poi il giovane Sabatini volle gli amici in casa sua e con i genitori, illustrò, ascoltato con religiosa attenzione, in tutti i suoi più minuti particolari, parlando per più di tre ore, l’itinerario della gita studentesca a Tripoli, Ain Zara e dintorni.

     Disse delle entusiastiche accoglienze avute da comandanti, ufficiali e soldati; narrò mille aneddoti, eroismi di soldati e di ufficiali; ricordò, commovendo i caduti di Sciarpa Sciat e le vittime di Henni; illustrò felicemente le posizioni conquistate, le fertili terre, i giardini, le oasi meravigliose, fonti di future ricchezze per l’agricoltore italiano; e soprattutto parlò del neo generale Gustavo Fara, fibra indomita di guerriero.

    Mostrò infine a tutti i capsule, shrapnels turchi inesplosi, shrapnels italiani, pugnali arrugginiti, gingilli, profumi arabi ed altro; tutti raccolti da lui o donatogli dai soldati, e aggiunse che si propone di far osservare, fra qualche giorno, cinematografati, persone, fatti, panorami, ecc. da lui fotografati.

    Il vostro corrispondente, interpretando il pensiero dei presenti, salutò e ringraziò a nome di tutti, il bravo e colto giovane che ben merita la lode per la sua nobile e ben riuscita iniziativa, e propose di offrirgli un banchetto e di fare rimanere in paese un documento duraturo di patriottica gita ideata da un nostro concittadino ricordando il fatto in una lapide da apporre su un pubblico edifizio.

   Il segretario comunale, signor Pietroiusti, lesse indi ispirati e applauditi versi. Infine il signor Domenico Continenza pronunziò un acconcio, vibrante discorso, prendendo occasione da una bella cartolina illustrata regalata a molti presenti dal festeggiato.

     Durante la geniale conferenza riuscita per gli intervenuti di grande godimento intellettuale, fu servito un lauto rinfresco; gli onori di casa furono squisitamente fatti dal dottor Cav. Vincenzo Sabatini, dalla sua signora e dal loro figliolo Augusto “.

Il Messaggero “  26 Luglio 1912 

               “ Cronaca degli Abruzzi “- Da Cerchio

CITTADINO CHE SI FA ONORE.

             E’ tornato tra noi l’ottimo giovane dottor Giuseppe Sabatini, il quale ha subito presso codesta regia           Università assai felicemente gli aspetti di laurea in medicina e chirurgia.

    La sua tesi: “ Studi sul polso venoso “ eseguiti per la prima volta in Italia con l’apparecchio di Mackenzie, ha destata nei professori che l’hanno esaminata largo entusiasmo per modo geniale e dotto colla quale è stata svolta e il Sabatini s’ha avuto perciò molte felicitazioni, il massimo dei voti, 110 su 110, e il premio speciale Girolami

    Il colto e bravo dottor Sabatini, figlio del locale medico chirurgo Cav. Vincenzo, fu quello che nello sorso Natale si ebbe tanto plauso in Italia per aver avuto la felice idea e la fortuna di portare ai valorosi soldati e ufficiali combattenti a Tripoli il saluto dei giovani dell’università italiana. Egli ultimamente ha scelto e preso parte, quale membro della presidenza, al grande congresso mondiale contro la tubercolosi, tenutosi nello scorso mese di aprile nella nostra società.

     Il giovane dottor Sabatini è stato qui nella sua patria assai festeggiato e complimentato “.

Note

  1. http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_italo-turca
  2. Pecilli A. : “ Cerchio nella storia op.cit. “,pag. 76.
  3. http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra _italo-turca .
  4. AMICONI F.: “ Giuseppe Sabatini/illustre clinico di fama europea “, Rivista trimestrale n. 1 di “ Argomenti “ i quaderni di “ Marsica Domani “ Aprile Giugno 1994. E’ stato pubblicato, con lo stesso titolo, anche su i Quaderni del Museo Civico di Cerchio, n.3, Anno I, 1998. Vedi anche : “ Notizie sulla carriera e sull’operosita’ del dott. Prof. Giuseppe Sabatini “, Roma, Stab. Lito-Tipografico Ditta Armani di M. Courrier, 1928 e, dallo stesso titolo anche in Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 117, Anno XIII, 2010.

APPENDICE V

Cartoline scritte dal Fronte della Prima Guerra Mondiale da Loreto Di Pippo.

Loreto Di Pippo nacque a Pescina il 2 dicembre 1899 e morì a Cerchio il 14 Aprile 1989. Questi era  il fratello dell’arciprete di Cerchio don Salvatore Relleva ( 1884-1962) (vedi). La madre di entrambi, Diletta Pace, vedova di Giovanni Relleva, si unì nuovamente in matrimonio, in Pescina, con Giorgio Di Pippo, il 29 ottobre 1899.

    In tutto le cartoline sono 25 e sono conservate dall’amico Mario Cipriani, che qui, ancora una volta, ringrazio della sua squisita cortesia per avermi permesso sia di fotocopiarle che pubblicarle in questo lavoro.

  1. “ Cartolina postale Italiana in franchigia/Corrispondenza del R.[egio] Esercito” ( mm. 90 x mm. 140) scritta da : “ Di Pippo Loreto/soldato/Battaglione di marcia/ 2^ Compagnia/Batteria Valtellina/Zona di guerra” Al “reverendo Signor/Don Salvatore Relleva/parroco in Cerchio/(prov. Di Aquila) Abruzzi)

Nel retro lo stesso scrive:

“Zona di guerra 22-4-1918/Carissimo fratello/Ieri 20 Aprile ho ricevuto il/vostro vaglia di £ 10 ed anche una/cartolina di Peppino il quale mi/diceva di aver partito per il 30 fortra/a Roma. Io nel ricevere la posta ho/provato una forte consolazione, ma/però mi ha fatto impressione nel vedere/la ricevuta in bianco, ciò che no è mai/stato. Io non ancora posso farmene/capace, ed ancora penso non sapendo però cosa vi sia successo./Il giorno 19 vi so fatta una lettera/nella quale vi dicevo di spedirmi/i soldi ma siccome li avete mandati/e sono pur che sufficienti scrivo non/ne spedirete più. Salutandovi e/baciandovi assieme alla mamma, ed/ al babbo vi ringrazio aff[ezionatissi]mo/Loreto”

  1.  Cartolina postale “ R. Esercito Italiano/Corrispondenza in franchigia” (mm.90xmm.140) inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/Battaglione marciante/Valtellina/ 2.a Compagnia/Zona di Guerra” al ”la Signora/Diletta Pace/Cerchio/(prov. Di Aquila) Abruzzi”

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 29-4-1918/Cara madre/Rispondo subito alla tua lettera che mi ha recato/molto piacere nel sentire le notizie di casa. Le fotogra/fie che mi dici di farmi fare le ho o sia fatte e te/le spedirò subito non (è stato cancellato n.d.a.) domani così contentera,/ oficell’I. America, e se Elena ha mandato o soldi/a me non mi servono potrete farne quel/che vorrete offrore perché potranno anche/un giorno servire e mi spedirete una fotografia/di Giulio perche ce l’ho solo da Borghese ma/ho piacere da militare./Saluti baci a tutti Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 90 x mm. 140) inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/Battaglione marciante/Valtellina/2° Compagnia/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio/(Prv. Di Aquila) Abruzzi”

Nel retro scrive:

“ Z.[ona] di op.[erazione) 28-4-1918/Carissimi/Ieri ho ricevuta la vostra gratissima/lettere e mi rallegro delle vostre/ottime notizie che mi date. Voi mi/dite di aver ricevute tre cartoline/ma io invece ho ricevute (è stato cancellato n.d.a.) ne ho scritte parecchie ed anche varie lettere. In questa lettera mi dite di aver spedito un vaglia ed una lettera io/invece ho ricevuto solo il vaglia e/questa è la seconda notizia si vede/che è andata sperduta e del resto/purché ne arriva una son contento/lo stesso. Con il vaglia che m’avete/mandato ho fatto le fotografie e spero/di rimettervele  quanto prima e le/spedirete subito in America./Io intanto finisco mandandovi u/miei più sinceri saluti assieme al babbo/Vostro aff[ezionatissi]mo Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO/Corrispondenza in franchigia” ( mm. 88 x 140) inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/Battaglione di marcia/Valtellina/ 2.a Compagnia/Zona di Guerra” Al “lla Signora/Diletta Pace/Cerchio/(Prov. Di Aquila) Abruzzi”

Nel retro scrive:
“ Zona di guerra/1-5-1918/Carissima madre/Ti ho spedite le/fotografie e spero le/riceverete subito./Tanti saluti/e baci tuo/aff[ezionatissim]o figlio/Loreto” reca scritto a sinistra “Di” e sotto “ Di Di Pippo/Loreto/Pippo” sicuramente scritto dopo come se fosse una prova di scritto n.d.a.)

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 88 x 140) reca sopra il timbro rettangolare : “ VERIFICATO/PER CENSURA” inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/63° Regg[imen]tp fant[e]ria di/marcia Brigata Messina/Plotone Autonomo/Zona di guerra”

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 12-5-18/Carissima madre/Son osia da vari giorni che ho cambiato posto/essendo stato ricercato dalla mia Brigata dove/ho prestato servizio dal 1° giorno./Dal 1° Battaglione di marcia vi spedii le fotografie/e non so se l’avete ricevute e vi dicevo di mandarmi/una fotografia di Giulio da militare. Ho anche ricevuta/la vostra lettera assieme quella di Giulio ed ho provato/molto piacere nel sentire che veniva in Italia. Quanto/riscriverà fatemi sapere quel che dice e rispondetemi/subito./Tanti saluti assiema Salvatore ed al babbo/vostro aff[ezionatissi]mo Loreto”

  1. “CARTOLINA POSTALE CON RISPOSTA PAGATA/(CARTE POSTALE AVEC REPONSE PAYEE) “ A”lla Signora/Diletta Pace/(provnica Aquila) Abruzzi)/Cerchio)” a destra è stato così scritto verticalmente: “Al soldato Di Pippo Loreto/Battaglione Complementare del 93° fan[t]/eria/3° Compagnia/Brigata Messina Zona di guerra/Dite a Camo anzi dategli la cartolina/perché non avrò neppure un soldo per ubria-/carsi che mo scrivesse perché anchio/gli ho scritto tante volte e che mi/mandassi anche l’indirizzo/di Mimicomme) credo però che sia/ morto perché è da un pezzo/che[…]non ho sentito piu strillare, sborniato”

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 24-5-18/Carissimi/Di nuovo vi [spedisco] questa cartolina/ facendovi S è stato cancellato n.d.a.) sapere l’ultimo stato/di mia salute. Io come già vedete/ho di nuovo cambiato e son/rientrato a far parte della mia/vecchia brigata. E da molto tempo/che non posso ricevere più un/vostro scritto e non so il perché/o non scrivete oppure avendo io/tanto girato saranno andate sperdute./Ieri ricevetti un vaglia dal babbo che/e stato fatto ai so ma ora tutto va/bene ma non fatene(è stato cancellato n.d.a.) più vaglia perché/quando mi servono li chiederò io. Molto/tempo fa vi spedii le fotografie e non/posso ancora sapere se lavete ricevuta/fatemi sapere quando Giulio/scrive e quando verrà in Italia./Tanti saluti e baci vostro aff[ezionatissi]mo Loreto/ho scritto anche al babbo a Pescina.”

  1. Cartolina Postale “R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia”( mm. 92 x 138) inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/Battaglione Complementare a c/del 93 fanteria/Brigata Messina/Zona di guerra” Al”la Signora/Diletta Pace/(pr.[ovin]cia Aquila)/Cerchio /(prov. Di Abruzzi)

Nel retro scrive:

“ Z.[ona] G[uerra] 27-5-18/Carissima madre/Ieri ho ricevuta la vostra lettera/sulla quale mi dicevi di aver r5icevute/le fotografie ed ora sono contento/perché avevo sempre quel dubbio che/fossero andate perdute. Il mio/Compagno di fotografia, non è più/con me avendo  lui capitato nella/spedizione è andato a raggiungere il/reggimento. (ci sono due piccole cancellature n.d.a.) Ho ricevuto anche/il vaglia di £ 12 e spero di avere/un’altra occasione per fare (segue una piccola cancellature n.d.a.)/altre fotografie migliori perché quelle/le feci per occasione improvvisa e/siccome doveva partire anche il fotografo/Ha alzata la mano mia pr ora/manderete le più migliori in America,/ed una di quelle accoppiate la lascerete/in casa a me come ricordo del mio/compagno. Tanti saluti a Salvatore e al babbo Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm.89 x 138) reca sopra il timbro “COMANDO/[….]/Verificato” inviata da “Di Pippo Loreto/soldato/24 a Compagnia/Telegrafista/Zona di guerra” Al “ Reverendo/Signor Salvatore/Relleva parroco in/Cerchio/(Prov. Di Aquila Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“ Zona di Guerra 6-6-18/Caro fratello/Oggi stesso ho ricevuta la tua/Cartolina e ti rispondo subito./Non appena ricevi la presente/puoi reclamare perché di tempo/ne è passato abbastanza, e se non/è venuto il vaglia sino ad oggi/difficilmente verrà più. Io/fin’ora non ho altro a dirvi/io sto bene e così spero che/sia anche di voi tutti in casa./Ricevi affettuosi saluti assieme/alla mamma ed la babbo tuo/aff[ezionatissi]mo fratello Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 89 x 138) reca il timbro rettangolare “ COMANDO/della[…] telegrafisti di M.M./Verificato per censura” inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/ 3° Genio Telegrafista/24 a Compagnia/Zona di guerra” Al ”la Signora/Diletta Pace/(pr.[ovin]cia Aquila)/Cerchio/(Prov. Di Abruzzi)”

     Nel retro scrive:

    “ Z.[ona] di G.[uerra] 6-6-18/Carissimi/Rispondo immediatamente alla vostra cartolina/dalla quale apprendo le vostre ottime notizie./Voi mi parlate di un vaglia speditomi al 63°/ma non ho ricevuto nulla perciò potete subito/ far reclamo e vedere se si potrà riavere perché ho/in zona ricevuti due vaglia uno di 10 al 4° e questo di £ 12/e poi conservo tutte le ricevute. Io sto benissimo/e speriamo di stare sempre bene. Tanti saluti/al babbo e Salvatore e a te tanti baci tuo/aff[ezionatissi]mo figlio Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia”(mm. 89 x 140) reca il timbro rettangolare “ COMANDO/della 24° Comp. Tele[g]rafisti di M.M./Verificato per Censura” inviata da “ Di Pippo Loreto/soldato/3° Genio 24° Compagnia/Corso telegrafista/Zona di guerra” Al “Reverendo/Signor Salvatore/Relleva parroco in/Cerchio/(Prov. Di Aquila)Abruzzi)”

       Nel retro scrive:

      “ Zona di guerra 19-6-18/Cari fratello/Ieri ho ricevuto la tanta desiderata vostra lettera/e mi    rallegro nel sentire vostre buone notizie./Riguardo pèer le 10 lire se non le ho avute adesso non/le avrò più. Mi dite pure di scrivere a Giulio per me/riguardo posso scrivergli ma poi la sua risposta difficilmente/mi ci troverà perché non so in che compagnia andrò e e poi/siamo provvisori solamente in tutto il tempo del corso che/abbiamo finito e si aspetta la partenza per essere effettivi dove/spero di fare qualche fotografie un po’ migliore della prima che/ora troppo scalcinata./Tanti saluti a tutti tuo fratello Loreto “

  1.  Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm. 19 x 140 ) sopra vi è impresso un timbro ovoidale con dentro la seguente scritta: “VERIFICATO/PER CENSURA/49° Comp. Telegrafisti” inviata da “Di Pippo Loreto/soldato/3° Genio tele[grafi]sti/49° Compagnia/Zona di guerra” Al ”la Signora/Diletta Pace/Cerchio/(Prov. Di Aquila) Abruzzi”

Nel retro di legge:

“Zona di guerra 24-6-18/Carissima madre/Il giorno stesso che ricevetti la vostra lettera/vi risposi subito e non ricordo la data. In quella notte/stessa parti,lavorare, ed oggi sono stati trasferiti alla/49° Compagnia T.[elegrafis]ti dicevate di avermi spedito il/vaglia ma non l’ho ancora visto e spero che faccia la fine dell’altro. Se sfortunatamente lo riceverò/ve ne farò noto/Tanti saluti a tutto vostro figlio/Loreto”

  1.  Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm.89 x 139) reca sopra impresso il timbro ovoidale con la seguente scritta: “ VERIFICA/PER CENSURA/49° Comp. Telegrafisti” inviata da “Di Pippo Loreto/3° Genio tele[grafis]ti/49° Compagnia/Zona di guerra” Al “ reverendo/Signor Salvatore/Relleva parroco/Cerchio/(Prov. di Aquila)Abruzzi”

Nel retro scrive:

“Zona di guerra 26 (è stato cancellato) 27-6-18/Caro fratelli/Ieri laltro vi scrissi una cartolina per/farvi che io ho cambiato compagnia/ma per sicurezza vi scrivo anche questa l/tra. Orami son passato effettivo e me la/passo discretamente. Sto bene e spero/che sia sempre così anche di voi. Tanti/saluti assieme alla mamma ed al/[…]aff[ezionatissi]mo fratello Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 89 x mm.138) inviata da “Di Pippo Loreto/3° Genio telegrafisti/49° Compagnia/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio/ (Prov. di Aquila)Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“Zona di guerra 6-7-18/Carissima madre/Io è già da quindici giorni che manco dalla compagnia essendo/comandato di ser5vizio e posso assicurarti che da un mese che/non ricevo più posta. Lultimo vaglia che mi avete spedito non/l’ho ancora ricevuto ma spero di prenderlo adesso che tornerò in/Compagni[a] fra 5 o 6 giorni che avrò il cambio. Sul mio riguar/do non state affatto in pensiero perché mi trovo benissimo/in buona salute. Non posso accertarvelo ma almeno/spero che entro di questo mese ma son contento anche/per la fine di quest’altro di ottenere altri dieci giorni di licenza estiva. Scrivetemi spesso fatemi sapere vostre noti=/zie e dei fratelli specialmente di Giulio. Io chiedo/se lu teredone e baciandovi affettuosamente assieme a Salvatore/ed al babbo tuo aff[ezionatissi]mo figlio Loreto”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm. 89c mm. 139) inviata da “ Di Pippo Loreto/3° Genio telegrafisti/49° Compagnia/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio/ (Prov. di Aquila) Abruzzi)

Nel retro scrive:

“ Sona di guerra 11-7-18/Carissima madre/Non so che cosa avete pensato/di me in questi giorni non vedendo/arrivare mie notizie.[…]elle la causa è/questa che essendo stato comandato di/servizio partii dalla mia compagnia/sprovvisto di tutto e fui non ho/ potuto trovare niente. Oggi un compagno mi ha dato questa cartolina/ ed io non ho indugiato a scriverla./Quando non si è di servizio ti prende scrive/L[ette]ra al giorno e si va tanto da telefonis=/ta come pure da guardiafili secondo il bisogno però di lavora niente e si/sta un po’ sicuro nelle nostre gallerie./Perciò oggi è l’ultimo giorno che sto qui/perché ho fatto i quindici giorni e domani/spero di andare a riposo dove troverò le vostre/lettere che non ho più prese e vi scriverò/subito riguardo i vaglia che mi avete spedito/Qui infine rassicuro se vi perché io sto bene e/ scrivetemi spero. Intanto ricevete tanti sentiti/baci assieme al babbo e Salvatore tuo figlio Loreto”    

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia ” ( mm.89 x mm.138) inviata da “ Sol[da]to Di Pippo Loreto/3° Genio/49° Compagnia Telegrafista/Zona di guerra” Al “ Reverendo/Signor Salvatore relleva/parroco in/Cerchio/(Prov. di Aquila(Abruzzi)

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 14-7-1918/Caro fratello(Son gia tre giorni di seguito che scrivo a voi ed al babbo/a due cartoline la volta, e non posso sapere se ricevete queste,/mia posta, perché l’è da un mese e mezzo che non prendo più/una vostra lettera. Io dal giorno 24-6-18 che faccio parte a questa/Compagnia e vi scrissi subito, perciò rispondetemi (vi è una macchia d’inchiostro n.d.a.) e voglio/anche due righi scritti dalla mamma oppure i saluti ma subito/e fatemi sapere come state. I due vaglia non li ho presi se/voi riclamare fa come ti pare e soldi mandali soltanto quanto/li mando a chiedere perché per ora prendo una lira al giorno ed è/molto sufficiente. Io non dico di più. Ricevete infiniti saluti e baci assieme alla mamma ed al babbo vostro/aff[ezionatissi]mo fratello Loreto presto rivederci”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm. 89 x mm.137) inviata da “ Soldato Di Pippo Loreto/3° Genio/49° Compagnia telegrafisti/Zona di guerra” al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio/(prov. di Aquila)/Abruzzi” 

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 15-7-18/Carissima madre/Con la presente cartolina ti fo sapere l’ultimo stato di/mia salute e così spero sia di voi tutti di famiglia./Non so veramente il giorno preciso ma ti posso assicurare/che entro una settimana cambierò (segue una cancellatura n.d.a.) di nuovo compagnia./Perciò se avete scritto va bene e seguitate a scrivere come le precedenti/spero di riceverne almeno una. Dovete sapere che è da trè/o quattro giorni di seguito che scrivo e come ti ho detto anche/nelle altre cartoline che non ho più avuto vostra corrispondenza./Non vi dico altro ricevi i più affettuosi saluti e baci/assieme al babbo ed a Salvatore tuo figlio Loreto/Tanti saluti a Tomassina e famiglia.”

  1. Cartolina Postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 89 x 138) reca impresso due timbri (oltre ai soliti timbri postali) un rettangolare recante la seguente scritta : “VERIFICATO PE”   e l’altro circolare di disagevole lettura: “[…]DA COMPAGNIA- COMANDO” inviata da Di Pippo Loreto/soldato/3° Reggi[men]to Genio/49° Compagnia telegrafisti/Zona di guerra” Al “la Signora/Siletta pac e/Cerchio/(Prov. di Aquila)Abruzzi)

Nel retro scrive:

“ Z.[ona] g.[uerra] 21-7-18/Carissima madre/Con la presente ti fo sapere/l’ottimo stato di mia salute/e così spero che sia di te e/di tutti volialtri in casa./Con molto dolore ed immenso/dispiacere vi dico che a me/pare di non avere nessuno/la vostra lontananza incomincia/a farmi dimenticare di tutto./Io non so che cosa sia accaduto?/possibile che tutti hanno notizie e/solo le mie vanne perdute? Io/però incomincio a farmene/capace si sa qual è il nostro/Compito e basta. Ricevi tanti baci/assieme a tutti di famiglia tuo/figlio/Dino”

  1. Cartolina postale “ R. ERSERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” ( mm. 90 x mm. 139) reca impresso due timbri un rettangolare recante la seguente scritta: “ VERIFICATO PER” e l’altro circolare di disagevole lettura: “ 2[…] REGIA[…]DA CAMPAGNA-COMANDO” inviata da So[lda]to Di Pippo Loreto/3° Regg-[imen]to Comp.[a]gnia telegrafisti/Zona di guerra” Al “Reverendo/Signor Releva/Salvatore parroco in/Cerchio/(Prov. di Aquila)/(Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“Z.[ona] g.[uerra] 21-7-18/Caro fratello/Con la presente ti fo sapere l’ottimo/stato di mia [salute] e così spero di voi tutti in/famiglia. Vi ho fatto sapere varie volte mie/nuove non so se l’avrete ricevuto del resto non/ci pesate che io spesso ogni due o tre giorni/vi mando la mia cartolina, solo mi dispiace perché/non so se veramente le ricevete ma lo spero./Ticevi tanti abbracci e tanti/baci tuo fratello Dino”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 90 x mm.140) reca, oltre ai soliti timbri postali, un timbro ovoidale recante la seguente disagevole scrittura: “ VERIFICA[….]” inviata da “ Sol.[da]to Di Pippo Loreto/3° Reg-[gimen]to Genio/49° comp.[a]gnia telegrafisti/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio”/(Prov. di “Aquila)/Abruzzi)”

Nel retro scrive: “ Zona di guerra 25-7-18/Carissima madre/Oggi finalmente dopo tanto tempo ho ricevuta una/cartolina e ve ne fo subito risposta. Ieri poi ho ricevuti/i due vaglia e soldi, vi ho detto sempre non mandatemene/finchè non li chiedo io. (segue una macchia d’inchiostro n.d.a.) Mi rallegno nel/sentire vostr ottime notizie e lo stesso vi/posso assicurare di me. Ho fatto anche due/cartoline al babbo./Tanti saluti e baci assieme a/tutti di famiglia tuo aff[ezionatissi]mo figlio/Dino”

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO /Corrispondenza in franchigia” ( mm. 90 x 138) reca impresso due timbri uno rettangolare recante la seguente scritta: “ VERIFICATO PER CENSURA”  e l’altro circolare recante la seguente scritta: “ […]ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA-COMANDO” con dentro  impresso lo stemma sabaudo, inviata da “ Sol[da]to Di Pippo Loreto/3° Reg-[gimen]to Genio/49° Comp.[a]gnia telegrafisti/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/Cerchio”/(Prov. di “ Aquila)/Abruzzi”

Nel retro scrive:

“ Infoniti saluti e/tanti baci assieme al babbo/e Salvatore tuo aff[ezionatissi]mo/figlio Dino/Zona di guerra 26-7-18/Tanti saluti a Tomassina/e famiglia” 

  1. Cartolina postale “ R. ESERCITO ITALIANO/Corrispondenza in franchigia” (mm. 90 x mm.140) reca impresso due timbri uno rettangolare recante la seguente scrittura : “VERTIFICATO PER CENSURA” ed il timbro circolare recante la seguente scritta: “ […]ARGILIERIA DA CAMPAGNA. COMANDO”con dentro lo stemma sabaudo, inviata da “ Sol[da]to Di Pippo Loreto/&3° reg-[gimen]to Genio/49° Com[a]gnia telegrafisti” Al “ Revrendo/Salvatore/Relleva parroco in/Cerchio” (Prov. di “ Aquila)Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“ Z.[ona] g.[uerra] 24-7-18/Caro fratello/Ieri finalmente ricevetti due soli/vaglia i esuali uno portava la fata/di partenza del giorno 29-5-18/al 63 di marcia e laltro in data del/16-6-18 del 3° genio ma ti dico che non/si conoscevano più per quanti/s’erano conciti ed altra posta/niente, ciò che avrei desiderati più/di tutto. Del resto sono arrivati/un pensiero di meno. Vi ho scritti/anche ieri e sempre perciò in questa/non ho altro a dirvi e chiudo./Spero che riceverete queste/mie cartoline./Infiniti saluti e baci assieme/alla mamma ed al babbo/tuo aff[ezionatissi]mo fratello/Dino”

  1. Cartolina posatele “ CARTOLINA POSTALE ITALIANA/(CARTE POSTALE D’ITALIE) ( mm.90 x mm.140) affrancata da un francobollo da 10 centesimi e recante impresso un rimborso ovoidale recante la seguente scritta: “ VERIFICA 49° Comp. Telegrafisti” inviata da S.[oldato] Di Pippo Loreto/3° Regg-[imen]to Genio/49° Compagnia telegrafisti/Zona di guerra/Z.[ona] op.[erazione] 27-7-18” Al “la Signora/Diletta Pace/(provincia di/Aquila) Cerchio/(ABRuzzi)

Nel retro scrive:

“ Carissima madre/Oggi 27.7.18 ho ricevuta la/tua cartolina per la quale/Cartolina creso molto nel sentire/il tuo miglioramento di salute/come pure di Salvatore e del babbo./Io lo stesso vi assicuro di/me poiché dovete sapere che/sin dal primo giorno che sono/soldato avendo avuti strappazzi/di ogni genere non ho mai sentito/un piccolo dolor di testa./Ho ricevuto anche il vaglia di Salvatore/con la (segue una cancellatura n.d.a.) data del (segue una cancellatura n.d.a.) 13 (seguen una cancellatura n.d.a.), ed/quei due sperduti. Non mandate più soldi./Ubfubutu saluti e baci assieme tutti di/famiglia/tuo aff[ezionatissi]mo figlio Dino”

  1. Cartolina postale “ CARTOLINA POSTALE ITALIANA/Ccarte postale d’Italie)” affrancata con un francobollo da 10 centesimi,  recante impresso il solito timbro circolare recante la seguente scritta: “ 23° […]ARTIGLIERIA DA CAMPAGNA- COMANDO” in viata da “ S.[oldato] 3° Reg-[gimen]to Genio/49° Comp[a]gnia telegrafisti/Zona di guerra “ Al “Reverendo/Signor Saòvatore/Relleva parroco in/Cerchio/(provincia/Aquilas/Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“ Zona di guerra 31-7-28/Caro fratello/Il giorno 25 ho ricevuto il/tuo vaglia di £ 10 assieme agli/altri due che da tanto tempo/erano in giro. Io spero quanto/prima di venire in licenza estiva./Giorni fa ho ricevuto una cartolina/dalla mamma la quale diceva/che anche Giulio doveva venire/ma poco ci credo ma se è vero/rispondetemi subito così prima/ch’io prenda questa qui poteri/aspettarlo ed incontrarci insieme./Non so più a dirti ricevi infiniti/sauti e baci assieme alla/mamma e babbo tuo aff[ezionatissi]mo/fratello Dino”

  1. Cartolina postale “ CARTOLINA POSTALE ITALIANA/(CARTE POSTALE D’ITALIE) (mm.90 x mm. 140) affrancata con un francobollo da 10 centesimi e recante due timbri uno rettangolare con la seguente scritta: “ VERIFICATO PER CENSURA” e l’altro circolare con la seguente scritta: “ 23a[…]CAMPAGNA- COMANDO” inviata da “ S.[oldato] Di Pippo Loreto/3° Genio/49° Comnpagnia telegrafisti/Zona di guerra” Al “la Signora/Diletta Pace/provnicai /Aquila)/(Abruzzi) Cerchio”

Nel retro scrive:

“ Carissima madre/Con questa mia vengo a darti mie/ottime notizie di mia salute ed altrettanto/mi auguro che sia di voi tutti./Non telo posso assicurare ma lo spero/di riabbracciarci fra breve./Tanti baci tuo figlio Dino/Zona di guerra 1-8-18”

  1. Cartolina postale “ CARTOLINA POSTALE ITALIANA/(CARTE POSTALE D’ITALIE)” (mm. 90 x mm.140) affrancata con un francobollo da 10 centesimi e recante in timbro rettangolare con la seguente scritta: “ VERIFICATO PER CENSURA” inviato da “ S.[oldato] Di Pippo Loreto/ 3° Genio/49° Compagnia telegrafisti/Z.[ona] g.[uerra]/ 4-8-18” Al “la Signora/Diletta Pace/(provincia/Aquila) Cerchio/(Abruzzi)”

Nel retro scrive:

“ Carissimi/Con la presente cartolina vi fo sapere/l’ottimo stato di mia salute e lo stesso/spero di voi tutti./Saluti e baci infiniti a tutti vostro/aff[ezionatissi]mo Dino/Zona guerra 4-8-18”

APPENDICE VI

Cartoline scritte dal Fronte della Prima Guerra Mondiale  da Davide Amiconi.

   Davide Amiconi, nacque e Cerchio il 21 Aprile 1881 e morì presso l’Ospedale Civile di Avezzano, in seguito ad una violenta esplosione delle casematte di proprietà, il 19 Giugno 1925. 

    Il Nostro, che poi è mio nonno paterno, si era salvato dal catastrofico terremoto del 13 gennaio 1915 e dal terribile e terrificante Primo Conflitto Mondiale, per morire, ironia della sorte, mentre  preparava il materiale esplodente da trasportare, per allietare, nei dì festivi, la popolazione marsicana.

    Il Nostro è stato, purtroppo, il primo del clan degli Amiconi di Cerchio, a morire, a causa di esplosioni pirotecniche. Seguiranno poi, il 2 luglio 1970, il nipote Tonino (Domenico Antonio) e l’altro nipote Renato (fratello di Tonino) il 5 giugno 1979 ed, infine, il nipote del detto Renato al quale erano stati imposti, a loro perenne ricordo, i nomi di Renato e Tonino, il 9 Agosto 2007, figlio di Graziano e di Franca Tirabassi.

    In tutto le cartoline sono tre :

  1. Cartolina in B/N ( mm. 86 x mm. 135)  recante riprodotta la “PREGHIERA/DEL SOLDATO A/S. ANTONIO DI PADOVA”  e 4 immagini : S. Antonio con in braccio il Bambino, ALTARE DEL SANTO, lo stemma Sabaudo e BASILICA DEL SANTO recante sopra scritto: Padova/Basilica di S. Antonio/detta del Santo”. La sentita preghiera del soldato così recita: “ O miracoloso S. Antonio a Voi mi rivolgo perché mi guardiate e mi salviate/dai pericoli ai quali vado incontro per difendere la mia cara Patria, datemi/la forza, il coraggio e la costanza nella fede acciocché possa col mio braccio/riacquistare i nostri naturali confini, ed abbracciare i miei fratelli irredenti./Impetrate per me Iddio perché mi purifichi da ogni peccato e se cado, sia nella/sua Grazia. Date rassegnazione  alla mia famiglia nell’ansia mortale dell’attesa,/nella disperazione della sventura. Rivolgetevi a Dio perché illumini coloro ai/quali incombe ogni supremo comando, e benedicimi, e fate ch’io possa ritornare ai  miei cari vittorioso e salvo.”

Nel retro scrive “ Al Signorino/Riccardino Amigone/Cerchio Marsisica/Provincia /Aquila)”/ “Saluti/ Riccardo Mariettina/e Umberto e la mamma/ti raccomando di andare/ a scuola e di ubbidire tua/matre e anche mariettina di/andare a lasilo e Umberto cosa/fa ricevete baci uniti/con vostra matre vostro/padre Davide/che ci pensa/addio” 

La citata cartolina non è datata e presenta 3 timbri circolari di difficile lettura: uno è imprsso sopra il francobollo da 5 centesimi.

  1. Cartolina a colori che riproduce la Madonna col Bambino e sotto un paesaggio con 4 santi ed un putto ( nel retro a sinistra con inchiostro verde reca scritto: “ 29 Roma – Pinacoteca Vaticana-/Madonna di Foligno/(Raffaello Sanzio)”

Ne retro si legge: “Al soldato Amicone Davide/ (seguono vari cancellature n.d.a.) Trasferito all’ospedale di/Pordenone/  30-1-17/17° fant.11° comp./Ricevi/Saluti dalla/cognata Elena/Ricevi Saluti/dalla sua famiglia/Ricevi un forte bagio e/figli e moglie/mi ricevo/Elena”. Reca anche il resto di un francobollo da 5 centesimi.

  1.  Cartolina (B/N) che riproduce S. Antonio con il Bambino in braccio e, sotto, la scritta “ PADOVA- S. Antonio”

Nel retro  si legge: “ Al Signioretto/Amigoni Riccardino/Cerchio/Marsica/Prov. (Aquila)” “Ricevete/baci dal/vostro padre/Riccardo, Umberto e Mariettina/unito con vostra/madre vi manto questo/San Antonio voi che seti/pericolo precate/[…]in tuo/padre/Davide” in uno dei 3 timbri circolari impressi, di disagevole lettura, leggiamo: “VIGODARZERE-PADOVA” e al centro reca  la seguente data:  “ 19.3.17”.

Insieme a queste vi sono altre 2 cartoline entrambe a colori che riproducono una,  la Sacra Famiglia e l’altra la Madonna con il Bambino in braccio recante la scritta MATER DIVINAE GRATIAE/ORA PRO NOBIS”.

La prima reca scritto: “ Al Soldato/Tucceri Alfonso/30 Reggimento Alpino/Batt. Pinerolo/25° Compagnia/Zona di guerra” “ [..]da me unita/[…]di famiglia/[…]affezionatissima/Maria D’Amore” e la seconda reca scritto: “ Alla Signorina(Marietta Amiconi di Vincenzo (sic)/Cerchio/P. di Aquila” e, dove è la citata immagine è così scritto intorno: “ Ricordo della Premessa Buon divertimento che aria che perché Ricevi un bacio dalla tua/cara amica Teresa Tarqui[…]”. Entrambe le sunnominate cartoline sono consunte in quanto sicuramente erano state portate da Davide Amiconi come speciali vademecum protettivi nel suo portafoglio, così come le altre tre. Sicuramente le portava sempre addosso non per quello che stava scritto ma bensì, molto probabilmente, per le sacre immagino ivi effigiate, le portava con se come speciali simboli apotropaici contro il Male sia esso rappresentato dalla Grande Guerra sia esso rappresentato per il pericoloso mestiere che professava e, purtroppo, ahimè, a nulla servirono per aver salva la vita.

APPENDICE VII

UGO CARFAGNA:

“ EROI NOSTRI

ALBO DEI DECORATI

 DELLA GIURISDIZIONE

 DEL 

DISTRETTO MILITARE

 DI

 SULMONA”

1915          1918

STAB. “ARTE DELLA STAMPA”- PESCARA, 1922

[…] A V E Z Z A N O

RESCH ALESSANDRO da Avezza-/no, sergente reggimento bersaglieri addetto/battaglione squadriglie aviatori n° 17243/matricola:/<<Pilota calmo ed arditissimo, ferito al/capo durante una ricognizione sul nemico;/riacquistava prontamente la padronanza di/sé, e nonostante gli fosse offuscata la vista/dal sangue colante dalla ferita e la mano-/vra resa difficile in seguito alle numerose/degradazioni dell’apparecchio prodotte dal-/l’artiglieria avversaria, riusciva a portare/il velivolo al campo di partenza>>. Medaglia d’argento./Ciuelo del carso, 22 agosto 1916./Tenente 70° squadriglia aeroplani:/<< Pilota da caccia abile e di singolare/coraggio, compiva numerose azioni di guer-/ra sul nemico in condizioni avverse, dimo-/standosi in ogni occasione calmo, sereno/e valoroso. Durante l’offensiva nemica del/giugno 1918, si portava più volte a bassissima quota a mitragliare fanterie avversarie, sprezzante di ogni pericolo>>. Medaglia di bronzo./Cielo del Piave e degli Altipiani, dicembre/1917-giugno 1918./Caporla maggiore reggimento bersaglieri, n° 17243 matricola: << Addetto al servizio degli autocarri,/di sua iniziativa recavasi, solo, il proprio battaglione era impegnato in com-/battimento. Quivi con coraggio portò ordini/sotto il fuoco e, trovato poi un ufficiale fe-/rito, lo trasse al sicuro, attraversando di nuovo la zona intensamente battuta dal fuoco nemico>>. Medaglia di bronzo./Selz, 19 luglio 1915.”, pag. 29. (vedi appendice VIII).

“[…] C E R C H I O

CERVINI ANGELO da Cerchio, te-/nente di complemento regg. Fanteria:/<< Già distintosi in un precednete com-/battimento per aver condotto ripetutamente/all’assalto il suo reparto con mirabile ar-/dimento, dava nuova prova di eccezionale/coraggio e calma, spingendosi fra i primi/all’assalto di una trincea nemica che con-/quistò, facendone prigionieri i difensori ed/organizzandola subito a difesa con raro accorgimento>>. Medaglia d’argento./Selz, 1° luglio 1916./<< Addetto al comando di un reggi-/mento con sagace previden-/za e con attività instancabile il servizio/dei rifornimenti alla prima linea, indiriz-/zandoli ed accompagna doli personalmente,/anche sotto il violento fuoco d’interdizione nemico, incitando al pericoloso e fati-/coso dovere i propri dipendenti con l’e-/sempio >>. Medaglia di bronzo./Capitano regg. Fanteria:/<< Addetto al comando di un reggi-/mento durante due giorni di violenti com-/battimenti, inviato più volte, in ricogni-/zione lungo le posizioni occupate dai re-/parti a recapitare ordini, disimpegnava/il proprio mandato con intelligenza, calma/e sprezzo del pericolo, essendo di efficace/aiuto al proprio comandante. Già distintsi, in precedenti azioni>>. Medaglia di bronzo./Zenson di Piave, 13-14 novembre 1917./(vedi appendice VIII)

.

COSTANZI PIETRO da Cerchio, sot-/totenente milizia territ. regg. Alpini:/<< Dopo aver dato esempio di calma e/sprezzo del pericolo durante due giorni di/un intrenso bombardamento nemico, si of-/friva di rimanere, con pochi uomini armati/di bombe, a simulare l’occupazione della/linea a pochi metri dall’avversario, mentre/la compagnia aveva ricevuto l’ordine di/cambiare posizione>>. Medaglia d’argento./Monte Toraro, 19-20 maggio1916./ Capitano M.T., 33° squadriglia aereopl.:/<< Valente osservatore d’aeroplano, compi-/va numerosi e proficui voli sul nemico, ripor-/tando a volte l’apparecchio gravemente col-/pito e rimanendo egli stesso ferito in un atterraggio. Attaccato il 23 settembre 1917 da/un velivolo da caccia nemico, nonostante avesse l’apparecchio seriamente danneggiato/in parti vitali da una raffica di mitragliatrice, contrattaccava audacemente l’avversa-/rio e lo metteva in fuga. Valorosamente partecipava poi alla battaglia di Vittorio Ve-/neto con rischiose ricognizioni terrestri e/con frequenti ardimentosi voli>>. Medaglia/di bronzo/Carso-Medio Piave, maggio 1917-ottobre 1918./(vedi appendice VIII).

            D’AMORE ANTONIO da Cerchio,/sottotenente 14° regg. Fanteria (M.M.):/<< Durante     molte ore di combattimento/per la conquista di una forte posizione, in-/citò i suoi uomini, con la   parola e con/l’esempio, spingendosi poi all’assalto con/slancio ed ardimento singolari>>.    Medaglia/di bronzo./Monte Asolone, 24 giugno 1918./

CASCIOLA GIOVANNI  da Cerchio,/sergente regg. Art. camp., n° 14640 matr.:/<< Capo pezzo di una batteria piazzata/allo scoperto violentemente controbat-/tuta da un intenso ed efficace fuoco nemico,/rimasto ferito con tutti i serventi, da solo/continuava il tiro del suo pezzo, esempio/costante, mirabile di disciplina e di coraggio/eroico a tutti i dipendenti>>. Medaglia di bronzo./Punta Brenta, 12 novembre 1917.”, pag. 78.

“ D’AMORE LORENZO  da Cerchio,/sergente 14° bers. (M.M.), n° 2441 matr.:/<< Con singolare ardimento, alla testa/del proprio reparto, si slanciava alla con-/quista di formidabili posizioni, raggiungendole per primo, occupandole dopo viva/lotta, catturandovi molto materiale e fa-/cendovi alcuni prigionieri >>. Medaglia di bronzo./Monte Maio-Cima Maggio, 2-3 novembre./

TUCCERI AMEDEO DA CERCHIO, ca-/poral mag. Artiglieria, n° 8 A. G./matricola:/<< Comandato ad un servizio di osser-/vazione in trincea, lo disimpegnava con/zelo e coraggio singolare, sotto l’intenso/bombardamento nemico>>. Medaglia di bronzo./Carso, 13-18 maggio 1917[…]”, p. 79.

APPENDICE VIII

PIETRO COSTANZI

( 1886 – 1958)

      Nasceva a Cerchio, il 19 gennaio 1886, dal maestro elementare Carlo Alberto ed Elisabetta Macchiusi, Pietro Costanzi, figura di primissimo piano non solo della Marsica degli inizi del XX secolo. E’ ricordato infatti, come valente insegnante, valoroso soldato ed amico dell’allora socialista Benito Mussolini e del Vate Gabriele D’Annunzio.

   Dall’ottimo volume del capitano Ugo Carfagna: “ Eroi nostri  Albo dei decorati della giurisdizione del distretto militare di Sulmona” edito nel 1922 (1) apprendiamo, a pag. 78, il suo coraggio ed il suo valore dimostro nel primo conflitto mondiale: 

“[…]COSTANZI PIETRO da Cerchio, sottotenente milizia terr. Reg. alpini:

<< Dopo aver dato esempio di calma e sprezzo del pericolo durante due giorni di un intenso bombardamento nemico, si offriva di rimanere, con pochi uomini armati di bombe, a simulare l’occupazione della linea a pochi metri dall’avversario, mentre la compagnia aveva ricevuto l’ordine di cambiare posizione>>. Medaglia d’argento. Monte Toraro, 19-20 maggio 1916.

Capitano M.T., 33° squadriglia areopl.:

<< Valente osservatore d’aereoplano, compiva numerosi e proficui voli sul nemico, riportando a volte l’apparechio gravemente colpito e rimanendo egli stesso ferito in un atterraggio. Attaccato il 23 settembre 1917 da un velivolo da caccia nemico, nonostante avesse l’apparecchio seriamente danneggiato in parti vitali da una raffica di mitragliatrice, contrattaccava audacemente l’avversario e lo metteva in fuga. Valorosamente partecipava poi alla battaglia di Vittorio Veneto con rischiose ricognizioni terrestri e con frequenti ardimentosi voli>>. Medaglia di bronzo. Carso-Medio Piave, maggio 1917-ottobre 1918.[…]”.

   Per il suo forte carattere non volle iscriversi, all’inizio al Partito Nazionale Fascista e, per questo motivo, subì l’esonero all’insegnamento pubblico ed una accurata sorveglianza.

    Grazie ai documenti conservati nell’Archivio di Stato di Roma ( EUR) possiamo tracciare la sua biografia:

“ Non gode cattiva fama. E’ di carattere serio, educato, intelligente e di soda cultura, avendo frequenatato l’Univesità di Napoli e di Roma quale studente in Legge e Lettere, senza peraltro laurearsi. Non ha titoli accademici. All’età di 20 anni, e quando già dal partito socialista era passato al repubblicano fu nominato Vice Rettore dei Convitti Nazionali e destinato a Maddaloni. Nel 1914, comandato quale segretario amministrativo al Ministero della P.[ubblica] I.[struzione]. Nel 1915 si arruolò volontario negli Alpini, ove rimase fino al marzo del 1917, raggiungendo il grado di Capitano. Riportò due ferite di pallottola di fucile in combattimento, e per atti di valore fu decorato della medaglia d’argento e di quella di bronzo. Dal marzo 1917 fino ai primi del 1919 prestò servizio all’Aviazione; rimase altre due volte ferito e conseguì altra medaglia d’argento e tre encomi solenni. Comandato nuovamente al Ministero dell’Istruzione vi rimase fino dal 1919 ai primi del 1920. Destinato in seguito quale Vice Rettore e insegnante di lettere nel Convitto di Cividale, vi rimase fino al 1925, venendo poscia trasferito, sempre quale Vice Rettore, a Cagliari, e da questa città a Teramo, residenza quest’ultima, nella quale non prestò effettivo servizio, giacchè il 31 dicembre 1926 venne esonerato dal servizio per avere anche con lettere dirette a S.E. il Ministrto dell’Istruzione, dichiarato di non voler rinunciare alle sue idee politiche, e di non potere, di conseguenza, prestare giuramento di fedeltà e fare adesione al Regime Fascista.

    Conseguì la pensione, che non raggiunge però le quattrocento lire mensili.

   Non essendo queste sufficienti per vivere, né potendo fare affidamento sulla famiglia, si stabilì a Roma, impartendo lezioni private di lettere e di filosofia, ha sempre frequentato la compagnia dei correligionari, ma dalla fine del luglio 1928, epoca in cui si trasferì presso i genitori a Cerchio conduce vita solitaria. Verso la famiglia si comporta bene. Non ha disimpegnato cariche amministrative; né gli furono affidate cariche politiche, se ne eccettua quella di presidente della Federazione Combattenti del Friuli, alla quale fu chiamato nel marzo del 1922, mantenendola con fede repubblicana, fino all’epoca del suo trasferimento a Cagliari.

    Nel partito repubblicano era ritenuto influente, e fu anche in relazione epistolare con gli esponenti di detto partito nel Regno, e vuolsi anche dell’Estero, relazioni che ha cercato anche dopo lo scioglimento del partito. Si hanno fondati motivi per ritenere che egli cercò di riorganizzare nell’autunno del 1928 le file disciolte del partito stesso. E’ capace di tenere conferenza, e ne tenne infatti, durante il tempo in cui rimase nel Friuli. Collaborò nel Corriere del Friuli ed in altri giornali del parito repubblicano, ma non consta che abbia ugualmente collaborato in pubblicazioni che vedevano la luce all’Estero. Verso le autorità tiene contegno indifferente. IL 31 Ottobre 1926 fu fermato a Cagliari in occasione delle dimostrazioni che ebbero colà luogo a seguito dell’attentato di Bologna contro S.E. il Capo del Governo. E fu rilasciato in libertà dopo 10 giorni. Il 30 Ottobre del 1928 venne arrestato a Cerchio sotto l’imputazione dei reati di cui all’art. 4 capo primo e 2° della legge sulla difesa dello Stato 25 Novembre 1926, ma con ordinanza 27/11/1928 del Sig. Giudice Istruttore presso il tribunale Speciale per la difesa dello Stato fu prosciolto dalle ascrittegli imputazioni per insufficienza di prove. Non ha altri precedenti penali. Non fu proposto per l’ammonizione né per il confino di polizia, però è stato diffidato di munirsi della carta di identità ai sensi dell’art. 3 del Testo Unico della legge di P.S. nonché a dar luogo a rimarchi con la sua condotta politica ( 13.2.1929)”. Fu licenziato dalla direzione della Società della Bonifica Sarda. Nel giurno del 1929 è impiegato presso il notaio Quirino Ercole di Avezzano dove quotidianamente si reca da Cerchio. Nel 1930 presta servizio presso il “ Ministero dell’Aeronautica ( Direzione Generale traffico Aereo) e destinato provvisoriamente all’aeroporto di Ostia ove in atto si trova in attesa di raggiungere quello di Zara. Segnalato alla Questura di Roma per la vigilanza ( 13.19.1930)”. “ E’ tuttora pccupato presso la Direzione dell’Idroscalo di Ostia. Non dà luogo a rilievi con la condotta ion genere. Viene vigilato (10.6.19321)”. “Si è trasferito in Bari, dove è direttore di quell’Areoporo ‘Principe di Piemonte’. In questa città non ha dato luogo a rilievi. Segnalato alla Questura di Bari per la vigilanza ( 17.8.1932). “Si è trasferito da Bari a Zara dova si disimpegnava nelle funzioni di dirigente dell’Aeroporto Civile. Segnalato alla Questura di Zara per la vigilanza. Il presente è inviato per conocenza alle loro Eccellenze i Prefetti di Aquila e Zara. (31.1.1934)”. Risiede a Zara quale dirigente l’Aeroporto Civile, serbando regolare condotta in genere. In data 31.7.1933 ha ottenuto l’inscrizione al P.N.F. sezione Ceraria (Zara) (18.7.1934)”. “Nel prendere conoscenza di quanto la E.V. ha riferito col Mod. B n. 040024 in data 18 luglio u.s., qualora la inscrizione al P.N.F. del suindicato Costanzi Pietro non nasconda fini politici e….accertato che il predetto abbia dato prove concrete di sincero ed effettivo ravvedimento, si prega la E.V. di voler inoltrare regolare proposta di radiazione con apposito….(23.8.1934).” “In riscontro alla nota n. 58568-1419, del 26 agsoto u.s., pregiomi informare codesto On. Ministro con l’individuo in oggetto, durante la sua residenza in questa città, ha sebato buona condotta, in genere, non dando luogo a sfavorevoli rimarchi. Il predetto che in data 31.7.1933 ottenne l’insacrizione al P.N.F., ha preso parte a tutte le manifestazioni patriottiche e di partito che qui si sono svolte. Per quanto sopra, essendovi motivo di ritenere il Costanzi si sia ravveduto, propongo che lo stesso sia radiato dal novero dei sovversivi cui è compreso (14.11.1934)”.

   Ed infine :

“ Presa nota di quanto la E.V. ha riferito col foglio Sopradistinto, nulla osta da parte di questo Ministero alla radiazione dallo schedario dei sovversivi del nominato in oggetto ( 24.11.1934)”.

    Dal campo di aviazione di Bari venne trasferito in  quello di Addis Abeba dove  lo raggiunse il sevondo conflitto mondiale ( ottenne la promozionme al grado di colonnello) e sempre lì fu fatto prigioniero dagli Inglesi. 

   Dopo il ritorno dalla prigionia va a vivere a Roma in casa dei parenti e qui, all’età di 72 anni, lo colse la morte. (2) 

Note

  1. Fu pubblicato nel 1922 a Pescara presso lo Stabilimento “ Arte della stampa”.
  2. Amiconi F.:” Pietro Costanzi: il coraggio”, Marsica Domani, n. 9/93, 31.10.1993.

ANGELO MARIA ALFONSO CERVINI

( 1890 – 1933 )

      Nasceva a Cerchio, il 19 luglio 1890, da Michele e Maria Pietroiusti, Angelo Maria Alfonso Cervini, il futuro solerte giudice. Esercitò la professione di magistrato nella IV sezione del Tribunale di Roma. Maggiore aiutante di guerra nel primo conflitto mondiale dove eroicamente ed egregiamente si distinse infatti, fu decorato con una medaglia d’argento, due di bronzo, tre croci di guerra, una promozione per merito di guerra ed una medaglia d’oro di stato estero.

   Dall’ottimo lavoro del capitano Ugo Carfagna: “Eroi nostri Albo dei decorati della giurisdizione del distretto miliare di Sulmona” (1), a pag. 78 apprendiamo:

“ CERCHIO  CERVINI ANGELO da Cerchio, tenente complemento regg. fanteria:

 << Già distintosi in un precedente combatimento per aver condotto ripetutamente all’assalto il suo reparto con mirabile ardimento, dava nuova prova di eccezionale coraggio e calma, spingendosi fra i primi all’assalto di una trincea nemica che conquistò, facendone prigionieri i difensori ed organizzandola subito a difesa con raro accorgimento>>. Medaglia d’argento. Selz, 1° luglio 1916.

 << Addetto al comando di un reggimento, disimpegnò con sagace previdenza e con attività instancabile il servizio dei rifornimenti alla prima linea, indirizzandoli ed accompagnandoli personalmente, anche sotto il violento fuoco d’interdizione nemico, incitando al pericoloso e faticoso dovere i propri dipendenti con l’esempio>>. Medaglia di bronzo. Ursic, 23-26 maggio 1917.

 Capitano regg. Fanteria:

 << Addetto al comando di un reggimento, durante due giorni di violenti combattimenti, inviato più volte, in ricognizione lungo le posizioni occuapete dai reparti a recapitare ordini, disimpegnava il proprio mandato con intlligenza, calma e sprezzo del pericolo, essendo di efficace aiuto al proprio comandante. Già distintosi in precedenti azioni >>. Medaglia di bronzo. Senson di Piave, 13-14 novembre 1917[…]”.

    Dal lavoro di Giuseppe Abate: “ Il 13° fanteria (Brigata Pinerolo) nell’ultima guerra d’indipendenza 1915-1918” rielaborazione per cime trinceee di Iacovone Bruno GRS ricerche storiche Seregno apprendiamo ancora:

“[…]Cervini Angelo Maria, Tenente, da Cerchio dei Marsi (Aquila).- Med.[aglia] Arg.[ento]: Selz, 1° Luglio 1916.- Med.[aglia] Br.[onzo]: Vereis, 23-26 maggio 1917. –med.[aglia] Br.[onzo] Zenson di Piave, 13-14 Novembre 1918.- Promozione ad effettivo per merito di guetta: 10-12 ottobre 1916.- med.[aglia] D’oro serba di Karageorge[…]”.

   Si unì in matrimonio a Roma con Lina Maria Sabatini. Dalla loro unione nacque, il 24 gosto 1925, il futuro valentissimo illustre clinico Claudio Cervini (1925-2011).

    La morte lo colse a Cerchio, all’eta di circa 43 anni, il 1 luglio 1933.

Note

  1. Edito nel 1922 dallo stabilimento “arte della stampa”, Pescara.

ALESSANDRO RESCH

(1892 – 1966 )

    Il 9 genaio 1966 moriva a Cerchio, all’età di 74 anni, il colonnello pilota Alessandro Resch, nato ad Avezzano il 19 Novembre 1892, da Albino e Giovanna Maiolini.

   Il Nostro si distinse molto valorosamente nella Grande Guerra da essere considerato uno dei 42 Assi dell’Aviazione Italiana della Prima Guerra mondiale ( Squadrone 26a, 70a Squadrone).

     Per la sua grande perizia dimostrata infatti, conseguì 5 vittorie aeree, fu insignito di molti riconoscimenti e medaglie al valore : una medaglia d’ argento, due medaglie di bronzo, due premi croce di guerra.

    Nel Museo Storico dell’aeronautica Militare di Vigna Valle si conserva il :

“[…]Casco da volo in sughero e cuoio appartenuto all’Asse dell’Aviazione tenente Alessandro Resch  (donato al museo dalla signora Lina Cervini ). E’ visibile il foro prodtto dal proiettile che ferì Alessandro Resch alla tempia, precipitato con il velivolo a seguito della grave ferita, Resch riuscì a riprendere il controllo del velivolo a pelo del terreno e atterrare salvandosi la vita. Congedatosi dopo la guerra divenne uno dei prestigiosi Comandanti di Linea Aerea Civile[…]”(1)  

    Da altri documenti che si conservano nel citato museo apprendiamo ancora:

“[…]21.6.1933 Avio Linee Italiane S.A. Taliedo seguo giornalmente oò servizio di informazione dell’Iaaxz et son lietro di tributare il mio più caldo elogio al Comandante 1° Pilota Alessandro Resch al 2° Pilota Corrado Lotti al radiotelegrafista Enzo Sciucca et al direttore Solensin per il modo veramente brllante col quale assolvono l’importantre e delicarto compito nonostante le difficoltà che devono spesso superare per il prolungarsi del maltempo-stop”.

    Il su riportato documento è il telegramma di elogio inviato dal generale Italo Balbo, Ministro dell’Aeronautica, ai sunnominati piloti civili Resch e Lotti per il loro prezioso contributo dato alla Crociera Aerea del Decennale.

   A seguito di una richiesta fatta dalla Scuola di Navigazione Aerea dell’Alto Mare alla Società Aviolinee Italiane fu attivato, a partire dalla metà di giugno del 1933, un servizio di osservazione meteorologico svolto dai due menzionati piloti, che si conclusse il 1° Luglio 1933, giorno in cui i velivoli della Crociera Aerea del Decennale sorvolarono le Alpi. In que mattino i due dettero le informazioni meteo alla formazione in volo ed indirizzarono una frase inaugurale a Italo Balbo.

   IL 4 luglio, dello stesso anno, Alessandro Resch, ricevette una lettera di elogio da parte della Società di Navigazione Aerea del seguente tenore:

“ Milano 4 luglio 1933 – XI Sig.[nor] Cav.[alier] Alessandro Resch Milano Formiamo la presente per esprimerle tutto il nostro compiacimento per la perizia, la precisione e l’entusiasmo che Lei, quale Comansante dell’Aeromobile “I-AAXY”, ha dimostrato nell’esplicare il compito che il Gabinetto di S.[ua]E.[eccellenza] Il Ministro dell’Aereonautica Le ha affidato con foglio n. N. 04019, 4.6.1933 XI. Nel mentre procediamo a segnalare quanto precede all’On.le Ministero dell’Aereonautica- La preghiamo di gradire i n[o]s[tri] migliori auguri[…]”

    Dall’ottimo lavoro del capitano Ugo Carfagna : “Eroi nostri Albo dei decorati della giurisdizione del ditretto militare di Sulmona”(2), pag. 29 apprendiamo il suo valore dimostrato nel primo conflitto mondiale: 

“[…]AVEZZANO RESCH ALESSANDRO da Avezzano, sergente reggimento bersaglieri addetto al battaglione squadriglie aviatori, n° 17243 matricola:

<< Pilota calmo ed arditissimo, ferito al capo durante una ricognizione sul nemico, riacquistava protamente la padronanza di sé, e nonostante gli fosse offuscata la vista dal sangue colante dalla ferita e la manovra resa difficile in seguito a numerose degradazioni dell’apparecchio prodotte dall’artiglieria avversaria, riusciva a portare il velivolo al campo di partenza>>, Medaglia d’argento. Cielo del Carso, 22 agosto 1916. 

Tenente 70a squadriglia aeroplani:

 << Pilota da caccia abile e di singolare coraggio, copriva numerose azioni di guerra sul nemico in condizioni avverse, dimostrandosi in ogni occasione calmo, sereno e valoroso. Durante l’offensiva nemica del giugno 1918, si portava più volte a bassissima quota a mitragliare fanterie avversarie, sprezzante di ogni pericolo>>. Medaglia di bronzo. Cielo del Piave e degli Altipiani, dicembre 1917- giugno 1918.

Caporal maggiore reggimento bersaglieri, n° 17243:

 << Addetto al servizio degli autocarri, di sua iniziativa recavasi, solo, dove il proprio battaglione era impegnato in combattimento. Quivi con coraggio portò ordini sotto il fuoco e, trovato poi un ufficiale ferito, lo trasse al sicuro attraversando di nuovo la zona intensamente battuta dal fuoco nemico>>. Medaglia di bronzo. Selz, 19 luglio 1915[…]”.

    Si unì in matrimonio il 12 giugno 1923  con Maria Adelina Cervini rimasto vedovo, il 7 marzo 1929, si unì nuovamente in matrimonio con Lina Cervini, sorella della prima moglie.

     Il suo corpo riposa nella propria cappella gentilizia nel cimitero di Cerchio. (3)

    Anche il figlio del Nostro, generale Arturo Resch, nato ad Avezzano l’ 8 giugno 1932, seguirà le orme del genitore infatti, farà parte, fine anni ‘50 inizio anni ‘60 del passato secolo, con il grado di tenente, delle pattuglie acrobatiche dei “Lancieri Neri”  e delle “Frecce Tricolori”.

Note

  1. AA.VV.:” Il Lago degli Aeroplani – Vigna di valle Museo Storico dell’Aeronautica Militare “, Santo Pietro Rditore, Roma, 1979.
  2. Edito a Pescara nel 1922 presso lo Stabilimento “Arte della Stampa”.
  3. Amiconi F.:” Alessandro Resch”, Il Corriere della Marsica, anno n. 1, 10.10.1996.

VITTORIO GIANNINI

( 1911 – 1938 )

       Nacque ad Aielli, da genitori cerchiesi, il 14 Novembre 1911, Vittorio Giannini, eroico carabiniere che, stringendo al petto la bandiera tricolore, morì il 18 aprile 1938, in uno scontro a fuoco, con truppe nemiche, nella cittadina di Cherta-Tortosa (Spagna):

“[…]Medaglia d’argento al valore militare[…]alla memoria del carabiniere CC.RR./divisione mista “Frecce”, Giannini Vittorio di Antonio e di Iacobacci Maria Domenica, da Aielli (Aquila). Milite/magnifico dell’arma fedelissima, durante un lungo, aspro e Vittorioso ciclo oper=/tivo, si distingueva per entusiasmo, fede e Valore. Primo fra i primi, in diverse oc=/casioni, aveva posto piede in centri avanzati. Chiedeva ed otteneva di issare la ban=/diera nazionale in un paese dominato, ma non ancora occupato. Scontratosi/durante il percorso con un nucleo avversario che gli ingiungeva di arrendersi, rispon=/deva all’intimazione col fuoco del suo moschetto, finchè nell’impari lotta,cade=/va a morte, stringendo al petto la sua bandiera, in un atto supreno/di amore e di fede al dovere./Cherta-Tortosa, 18 Aprile 1938 CVI°[…]”

    Così si legge nel solenne encomio per il conferimento della medaglia d’argento.

     Da un’articolo di stampa apprendiamo:

“ Legionari eroici/Cerchio,17./ Eroicamente combattendo è caduto il 18 aprile scorso in vista di Tortosa il legionario Vittorio Giannini, di anni 26, lasciando inconsolabili, ma fieri la giovane sposa, una bambina di 3 anni, i genitori e i fratelli. Egli era partito volontario, pieno di fede e di entusiasmo. Alla moglie, che ultimamente gli scriveva, perché tornasse, egli rispondeva:<< I legionari itaiani sanno compiere il proprio dovere sino all’ultimo. Tornerò quando in nome del Duce avremo liberato il Mediterraneo dal pericolo rosso>>. Asl fratello Amedei raccomandava la moglie e la bambina, perché << la lotta è furibonda>> ed egli vuole giungere fra i primi a Tortona. Legionari del tempo di Mussolini! Cerchio, che si onora di avergli dato i natali, inchina dinanzi all’ereoe tutti i suoi gagliardetti. Il cav. Lopiano, nostro commissario prefettizio, ha disposto che la memoria dell’eroe vegna ricordata con solenni onioranze funebri, con l’intervento di tutto il popolo.”.

   Da “ Il popolo di Roma”, cronaca degli Abruzzi, del 22 maggio 1938-XVI, pag.6, leggiamo:

“ ALBO D’ORO/Giannini Vittorio/Presente./CERCHIO.21 – Il camerta Giannini Vittorio faceva parte dell’Arma fedelissima e fu richiamato alle armpi prima delle ostilità della guerra etiopica. Animato da un forte sentimento patriottico e dal grande ideale fascista, più volte avanzò domanda per essere invaito come volontario nella martoriata terrra di Spagna. Il suo vuivo desiderio fu finalmente appagato e partì con l’animo sereno per la Spagna. Prese parte ale più dure battaglie, distinguendosi per l’indomito coraggio. Dalle lettere che scriveva ai familiari si rilevava il combattente entusiasta, il fascista fedele, il patriota esemplare. Sul fronte di Torsosa, dove più accanita infieriva la battaglia, l’eroico Giannini fu colpito a morte dal piombo nemico. La dolorosa notizia è stata di recente comunicata alla famiglia del glorioso estinto. Il Commissario prefettizio, cav. Lopiano, per onorare la memoria dell’eroico caduto ha fatto celebrare una messa solenne nella chiesa parrocchiale. Alla mesta cerimonia hanno preso parte le autorità, le organizzazioni fasciste, il Corpo insegnante e l’intera popolazione. Il Camerata Giannini aveva 26 anni. Lascia nell’incommesurabile dolore la moglie con un bambino, i genitori, i fratelli. Esprimiamo alla famiglia del caro estinto le nostre sentite condoglianze”. 

Dal Registro delle deliberazioni podestarili del Comune di Cerchio (1934-1940) leggiamo:

“ […] L’anno milleottocentotrentotto XVI addì dodici del mese di Ottobre nella residenza Municipale/Il Commissario Prefettizio Cav. Giuseppe Lopiano assistito dal Segretario Comunale Sig. Cav. Bene=/detto Serafini ha adottato la seguente deliberazione/<< Funerali per il Carabiniere Giannini Vittorio caduto nella Guerra di Spagna>>/Il Commissario Prefettizio/Dà atto alla Superiore Autorità Prefettizia che appena avuto notizia che il Carabiniere Gian=/nini Vittorio di questo Comune, era caduto eroicamente nella Guerra di Spagna, ordinò dei funerali/i quali riuscirono veramente degni della sua memoria./Considerato che per detti funerali è stata richiesta la somma di £ 35,00 dal Parroco/locale, Don Salvatore Relleva, come dalla distnta che allega/Delibera/ di corrispondere al parroco predetto la somma di £ 35,00 nella quale sono comprese le spese/per la cera, per l’organista e per il Sacrestano[…]”

    L’Amministrazione comunale capeggiata dal sindaco prof.Luigi Sperandio con apposita deliberazione Comunale ha intitolata al Nostro la locale stazione dei carabinieri di Cerchio con una solenne cerimonia tenutasi il 6 settembre 1987:

“Caserma CC a Cerchio/ Cerchio – Memorabile e suggestiva è stata la cerimonia del 6 settembre, giorno dell’inaugurazione della nuova caserma dei Carabinieri, intitolata al prode Carabiniere Vittorio Giannini. 

   Il sindaco di Cerchio prof. Sperandio ha dato inizio alla cerimonia commemorativa con un discorso che ha commosso tutti i presenti; poi il nipote dell’eroe, brigadiere Vittorio Iafolla, ha letto la motivazione del conferimento della medaglia d’argento al proprio congiunto; in seguito il ten. col. Gianfranco Scauso, comandante dei CC dell’Aquila, ha illustrato la figura del Giannini e l’opera che quotidianamente svolge l’Arma.

   Il sindaco insieme al col. dei CC Renato Giannini e al ten.col. pilota Saverio Bardicchia, ha scoperto la lapide commemorativa.

    Infine Angela Giannini, figlia dell’eroe e madrina della cerimonia, ha consegnato al comandante dei CC di Cerchio, maresciallo Emilio Colabianchi, la bandiera tricolore benedetta dal parroco”(1).

    Le sue spoglie mortali tumulate in Spagna, dopo 68 anni, dal 28 marzo 2006, riposano nel cimitero di Cerchio nella cappella gentilizia eretta dai suoi familiari: finalmente è stato restituito ai propri cari.(2)

Note

  1. Amiconi F.:” Caserma CC a Cerchio”, Il Tempo, 10.9.1987.
  2.  “ Morì in servizio, tornano le spoglie/Carabiniere di Cerchio fu ucciso in Spagna durante la guerra civile/CERCHIO. Martedì torneranno in paese le spoglie del carabiniere Vittorio Giannini, caduto in combattimento in Spagna il 18 aprile 1939, nella guerra civile, già decorato con la medaglia d’argento al valor militare. L’alta onorificenza gli venne conferita dall’allora capo del Governo, Benito Mussolini. Vittorio Giannini, è scritto nell’onorificenza, <<era un militare magnifico- dell’Arma fedelissima, che si distingueva per entusiasmo, fede e valore. Si scontrò con dei militari avversari cvhe gli ingiunsero di arrendersi, egli rispose con il fuoco del suo moschetto, finchè, nell’impari lotta, cadde colpito a morte stringendo al petto la bandiera>>. La medaglia d’argento al valore militare venne consegnata alla giovane vedova, Maria Lina Iafolla, di 26 anni e alla piccola orfana di tre anni, Angela Giannini. Primo figlio di una famiglia numerisa, era nato in paese nel 1911. <<Giovanissimo>> afferma il nipote Angelo Iafolla. <<si arruolò nell’arma dei Carabinieri. Nel 1936 partì per la Spagna; in tale terra straniera trovò la morte. Mio nonno fu sepolto in un Sacrario situato nei pressi di Cherta Tortosa. Da oltre 8 anni ci stavamo attivando per far ritornare le spoglie in paese. Finalmente è arrivato il nulla-osta delle autorità spagnole. Martedì ci recheremo all’aereoporto di Fiumicino per prendere in consegna la cassetta con i suoi resti che saranno collocati nella cappella di famiglia>>. Nel 1986 l’amministrazione comunale, capeggiata dall’allora sindaco Arnaldo Lucci, gli volle intitolare la nuova caserma dei carabinieri. La famiglia Giannini è molto attaccata all’arma dei Carabinieri. Renato Giannini, nipote della vittima ha svolto per tanti anni, in qualità di ufficiale dell’Arma. L’altro nipote Vittorio è sottufficiale dell’arma in servizio nel reparto Nas di Pescara. << Il Comune>> dice il sindaco Tedeschi <<ha predisposto un programma all’altezza dell’avvenimento per il ritorno in patria delle spoglie”. Mario Lucci, Il Centro, marzo 2006.

MARIO TAGLIERI

           ( 1912 – 1941)

    Il 27 Novembre 1941, alle ore 17, moriva presso l’Ospedale militare di Gondar (Etiopia), all’età di 29 anni, in seguito a ferite da scheggia di ganata riportate in combattimento, il tenente Taglieri Mario appartenente al 60° Reggimento di Artiglieria 2° Batteria Obici da 117 – 6° Gruppo Granatieri di Savoia a pochissime ore dall’armistizio infatti, le truppe italiane al comando del generale Nasi resistettero eroicamente alle truppe Inglesi che, purtroppo, nel pomeriggio dello stesso suddeto giorno occuparono militarmente quest’ultimo importante caposaldo italiano in Etiopia: il giorno seguente gli italiani superstiti, 22.000 uomini in tutto, deposero le armi.

    Il Nostro fu seppellito nel locale cimitero militare italiano.

Era nato a Cerchio da Giovanni Giulio, maestro elementare, ( 1883-1947) e da Berardina Di Domenico, unico figlio, il 20 giugno 1912.

   Subito, appena l’Italia entrò in guerra il Nostro, studente  alla facoltà di medicina, si offrì volontario e qui rifulse per onestà e coraggio meritandosi due alti riconoscimenti militari: la croce al Valor Militare e la Medaglia d’Argento al Valore Militare.

   Nella motivazione del conferimento della Croce al valore militare leggiamo:


“[…]al tenente 1° raggruppamento artiglieria misto/Taglieri Mario/ di Giovcanni e di Di Domenico Berardina, da Cerchio ( L’Aquila).= Capo pattuglia avanzata di collegamento con i repar=/ti di fanteria attaccato, da una formazione avversaria molto superiore di numero e munita di armi automatiche, opponeva dal suo/ridotto, preso anche sotto il fuoco di artiglieria nemica di medio calibro, una tenace e dura resistenza. Incitando con la pa=/rola e l’esempio i suoi pochi uomini, riusciva a disorientare il nemico che era costretto, poco dopo, e rientra=/re nelle proprie linee lasciando morti sul terreno. Magnifico esempio di fulgide virtù militari e coscien=/te sprezzo del pericolo – Gallabat- 23 dicembre 1940. Dembeà, febbraio- aprile 1941 – XIX”.

    Nella motivazione del conferimento della medaglia d’argento al Valor Militare apprendiamo:

“[…] Taglieri Mario di Giovanni, da Cerchio (L’Aquila), classe 1912./” Ufficiale d’artiglieria in un osservatorio avanzato della difesa della piazzaforte di Gondar, nella/impossibilità di chiedere e dirigere il fuoco delle batterie per esser sta la posizione accerchiata ed iso-/lata dal nemico, di iniziativa usciva solo dall’osservatorio e cercava di attraversare le linee nemiche per/raggiungere il più vicino posto atto a collegarsi con la direzione del tiro della piazzaforte. Assalito durante/l’ardito tentativo, da elementi avversari, impegnava con essi aspro accanito e mortale duello e nel magnifico impeto di sormontare ogni ostacolo, pur di adempiere fino all’ultimo il suo compito di soldati e di artigliere, immolava generosamente la sua giovane esistenza.”(Scacchiere Ovest- Abaraghei ( A.O.), 24-24 novembre 1941”.

   Il suo atto di morte fu registrato nel comune di Cerchio il nove maggio 1949(2):

“[…] Dichiara che il giorno ventisette del mese di Novembre dell’anno millenovecentoquarantuno è deceduto in A.O. nell’Ospedale militare di Gondar alle ore diciassette in età di anni ventinove il Taglieri Mario appartenente al sessantesimo Reggimento Artiglieria Obici da 100/17- seconda batteria nato il venti giugno millenovecentododici a Cerchio (Aquila) residente a Cerchio Via Umberto Primo (Aquila) figlio di Giovanni e Di Domenico Berardina-celibe. Il suddetto Taglieri Mario è morto in seguito a ferite da scheggia da granata in combattimento ed è stato sepolto a Gondar nel cimitero militare italiano[…]”.

Perché non ricordarlo degnamente nel suo luogo nati intitolandogli una strada?

Note

  1. Amiconi F.: “ Tenente Taglieri Mario”, Marsica Domani, N. 6/94, 31.5.1994.
  2.  Registro degli atti morte Comune di Cerchio, anno 1949, Atto n. 8, Parte II, Serie C.

ANGELO TUCCERI CIMINI

( 1914 – 2000)

    Nasceva a Cerchio da Luigi e Maria Anna Cervini, il 14 febbraio 1914, il futuro pluridecorato generale in congedo Angelo Maria Tucceri Cimini, esperto ufficiale pilota nella guerra di Spagna e nel secondo conflitto mondiale, esempio di coraggio, perizia e dedizione alla patria:

“[…]Tenente pilota TUCCERI CIMINI Angelo, di CERCHIO(AQ). Capo equipaggio di apparecchio da bombardamento sui cieli della Francia Settentrionale. Giugno 1940-Giugno 1941. Già distintosi con coraggio nella guerra di Spagna al comando di aerei da bombardamento Fiat B.R. 20, dall’Aprile 1937 al Febbraio 1938[…]”(1)

“[…] Tucceri-Cimini Angelo nato nel 1914, capitano pilota decorato con una medaglia d’argento e una di bronzo sul Campo: promozione per merito di guerra, croce di guerra al Valore miliatare. Cav. per merito di guerra[…]”(2)

    Finito il triste evento bellico il Nostro, negli anni ’50 del passato secolo, svolse l’attività di direttore dei corsi di perfezionamento antincendi per sottufficiali presso le scuole centrali antincendi VV.FF. in Capannelle (Roma). Dal “numero unico” del 3° Corso Anticendi per sottufficiali” del Gennaio-Maggio 1955 apprendiamo il benvenuto portato dal Nostro agli allievi:

“[…] DIREZIONE/IL BENVENUTO/Specialista antincendi: molti di voi già sanno che cosa questa denominazione significhi, altri ne hanno un vago concetto. Sono pochi quelli che sanno rendersi conto del compito cui è chiamato lo Specialista Anticendi, ma pian piano le coscienze si allineeranno nella comprensione che l’opera di quest’uomo è una missione altamente umanitaria perché mira a conservare in vita altre vite che purtroppo, in passato per mancanza di mezzi adeguati e di uomini preparati venivano abbandonate al loro destino, oppure non soccorse in maniera adeguata. L’ironia che su molti visi appare alla parola <<Pompiere>> scomparirà quando voi, utilizzati nelle vostre nuove mansioni, competenti e disinvolti manovrerete presso i vostri Reparti con le macchine che di giorno in giorno vengono perfezionate. I Piloti e gli Specialisti di volo vi saranno sempre grati per il vostro servizio, pur augurandosi di non aver mai bisogno della vostra opera. Voi rappresentate la loro guardia del corpo. Negli interventi la vita dei Piloti e degli Spacialisti sarà soltanto nelle vostre mani e dipenderà dal grado di preparazione tecnica che avrete acquisito nel periodo di intenso lavoro che vi attende. Bene vengano, quindi, i sacrifici, le rinunzie, le lunghe ore di studio, le sveglie mattutine per cui, mentre tutti riposano nei morbidi letti, voi snellite e rafforzate il corpo con una sana preparazione atletica. Soldato come voi, comprendo pienamente le vostre necessità alle quali cercherò di venire incontro purchè mi dimostriate disciplina e dedizione alla specialità. Nella certezza di trovare collaborazione e serietà d’intenti, chiudo questo breve saluto, formulando il più cordiale <<benvenuti>>. IL DIRETTORE CORSI DI PERFEZIONAMENTO A.M. (T. Col. Pilota Tucceri Cimini A.)[…]”

Ed infine, congedatosi dalle armi con il grado di colonnello ( in congedo conseguirà anche il grado di generale) si ritirò nel paese natìo dove svolse l’attività di negoziante di ricambi auto.

     La morte lo colse nell’ospedale di Avezzano, all’età di 86 anni, il 18 giugno 2000. Il suo corpo riposa a Cerchio nella propria cappella gentilizia dove sono tumulati anche i corpi dello zio pilota pioniere Alessandro Resch (vedi) e i resti mortali del proprio caro fratello tenente Nestore Tucceri Cimini (vedi), caduto eroicamente in guerra, l’11 dicembre 1941, nelle gelide steppe della Russia. Anche il nipote del Nostro, il generale pilota Arturo Resch, figlio del citato Sandro, sarà un valente ed esperto ufficiale pilota ( Vedi in Alessandro Resch). 

Note

  1. Rossi A.:” ABRUZZESI E MOLISANI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE 1940 -1943”, Adelmo Polla Editore, Cerchio, 1995.
  2. Tucceri-Cimini Vecchietti T.:” Cerchio Notizie Storiche e Leggendarie”, Arti Grafiche Sezzatini, Roma,1947.

NESTORE TUCCERI CIMINI

( 1916 – 1941 )

      L’11 dicembre 1941, a soli 25 anni, cadeva in battaglia sul Donez ( Fronte Russo ) il tenente nonché dottore in legge (1) Nestore Tucceri Cimini, nato a Cerchio il 23 agosto 1916 da Luigi e Maria Anna Cervini.

   Nella motivazione del conferimento  della medaglie di bronzo conquistata sul campo leggiamo:

“[…]Comandantre di un plotone fucilieri, sistemato in una posizione oltremodo difficile a difesa di un  vasto tratto della riva destra del Nipro, attaccato da forze superiori, le quali di nottetempo, avevano attraversato il fiume quantunque sottoposto a violento fuoco di mortai e mitragliatrici, resiteva accanitamente dirigendo con calma il tiro delle proprie armi automatiche. Successivamente li contrattaccava riuscendo a respingere il nemico infliggendogli gravi perdite e catturando alcuni prigionieri. Fronte russo – Colonia Jamburg- 19 Settembre 1941 = XIX[…]”

  Nella motivazione del conferimento della medaglia d’argento al valore apprendiamo:

“[…]Comandante di plotone, nel corso di una aspra e dura lotta, a penetrare nelle munite posizioni avversarie e resisteva su di esse con tenacia e valore, infliggendo, col fuoco delle poche armi automatiche superstiti, forti perdite al nemico. Successivamente, accortosi che unità nemiche stavano aggirando le posizioni occupate, balzava con grande audacia al contrassalto, alla testa dei resti del plotone. Colpito da una raffica di fucile mitragliatore, cadeva sul campo. Fulgido esempio di valore e di dedizione alla Patria. Jelenowka ( Russia ), 10 dcemre 1941[…]”

   La notizia della morte del Nostro venne così riportata nei vari giornali d’epoca: “ Il Messaggero” 4.1.1942 XX :

“[…]Per un eroico caduto. Gli iscritti al nuclei Universitario Fascista Avezzanese, con vivo dolore ma grande fierezza hanno appreso l’eroica fine del sottotenente Tucceri Cimini Nestore, immolatosi per la grandezza della Patria, combattendo nelle sterminate gelide contrade della Russia. Gli Universitari Avezzanesi mentrte aggiungono un nuovo nome all’albo di gloria dei prodi universitari Avezzanesi caduti per la Patria, rievocano con commozione la balda giovinezza di Nestore, e rinnovano la promessa di restare tutti fedeli al giuramentio di tutto osare per la Patria […] “

Da ‘Il Popolo di Roma’ del 7 Gennaio 1942 apprendiamo:

“ [..]Per un caduto di Cerchio. Una numerosa folla affluita da tutti i paesi vivini ha reso gli estremi onori con devoto dolore e sincero entusiasmo al camerata sottotenente Tucceri Cimini Nestore, dottore in giurisprudenza, caduto eroicamente in terra Russa, dove era andato volontariamente a combattere. Erano presenti tutte le autorità locali, reparti della GIL di Cerchio, di Aielli, reparti di soldati, masse studentesche con una rappresentanza di studenti universitari ed altre persone appartenenti a tutte le calssi sociali. Ha rievocato l’eroico caduto il segretario politico dott. Russello ed il camerata studente Ciofani Alberico[…]”.

 Da “ Il Messaggero” del 7 gennaio 1942 leggiamo:

“[…]Un caduto di Cerchio. E’ caduto sul fronte russo eroicamente combattendo il S.[otto] ten.[ente] Tucceri Cimini Nestore, dottore in giurisprudenza, volontario. Tutta la sua vita è stata pervasa da una aspirazione: dedicare le sue giovani energie al Fascismo ed alla Patria. Per i suoi meriti a 17 anni era già sottocapo manipolo nell’OB, e durante il periodo sanzioni sta era satato animatore e organizzatore di propaganda e di dimostrazioni patriottiche. Iscritto all’Università, sebbene godesse della dipsenza dal servizio imlitare, abbandonò la scuola per frequentare un corso per allievi ufficiali di complemento. Dopo la campagna sil fronte francese venne posto in congedo provvisorio. Ne approfittò per ultimare gli studi. Conseguito la laurea, chiese ed ottenne di partire volontario sul fronte russo dove per il suo eroico comportamento si era già guadagnato 2 ricompense al valore militare. I suoi concittadini commossi, ma fieri, gli hanno tributato solenni onoranze funebri alle quali, con simpatico gesto cameratesco hanno partecipato i camerati del GUF di Avezzano con gagliardetto. La famiglia Tucceri Cimini per onorare la memoria dell’eroico figlio dott. Nestore, caduto in combattimento, ha rimesso al commissario di questo fascio la somma di lire 500 da distribuire ai poveri[…]”.

    E commovente fu la descrizione che la zia, maestra Tecla Vecchietti in Tucceri Cimini, fece dell’amato nipote il 2 gennaio 1942:

“ L’11 dicembre u.s. cadeva sul Fronte Russo, gloriosamente combattendo, il vencinquenne Ufficiale di Fanteria Dr. Nestore Tucceri Cimini. Mentre il paese era intento a solennizzare nel miglior modo possibile che consentiva lo stato di guerra, le feste natalizie, si sparse la voce in mezzo al popolo della ferale notizia e non vi era persona che non avesse sul ciglio lacrime di profondo dolore. Fu comunicata alla Famiglia con tutti i riguardi, ma strazianto furono i lamenti dei Genitori e dei parenti tutti che lo avevano sempre amato per le squisite virtù di mente e di cuore. Tutti lo rivedono organizzaotre di feste patriottiche, educatore esemplare tra i ragazzi della G.I.L. Lo ricordano con affetto quanti lo ebbero compagno tra i banchi delle scuole, nell’Università, nella vita Militare! Turri quelli che lo conobbero l’amano tuttora. Tutti lo vedono incedere con suo nobile portmento, col sorriso di graiza e di gentilezza che dava ai suoi occhi lo splendore di fulgide stelle. Lo rivedono i Compagni d’Armi che lo ammirarono nello slancio generoso per la protezione della vita altrui, onde meritarsi l’appellativo di ‘Protettore degli Ospedali’, per l’ardimento col quale affrontava e sfidava i pericoli a fine di ottenere la Vittoria e dare esempio, col sacrificio della sua vita, del più fulgido valore. Alla Patria più grande e più forte, donava spontaneamente tutte le sue dolci speranze della sua giovinezza che gli sorrideva con le più care e lusinghiere promesse dell’avvenire: Bello senza pari nella maestà del suo portamento slanciato verso una meta sublime, con la folta capigliatura nera e ricciuta, con lo sguardo sfavillante di tenerezza fraterna, sembrava già destinasto per una vita poù bella della terrrena e Iddio nell’ompeto più bello e più nobile delle sue grazie giovanili lo ha chiamato a se per arricchire ed abbellire la schiera degli Angeli che ornano il suo trono divino. Chi ebe la fortuna di conoscerlo non lo dimenticherà mai; il Suo nome risuonerà sulla bocca di tutti con rispetto e devozione che meritano la sua bontà e il suo eroismo. Il suo caro nome sarà scolpito sul marmo a carattere d’oro nelle scuole di Cerchio e risuonerà nei secoli sulle bocche infantili e giovanili del paese che lo vide nascere e che ne consentirà imperitura memoria.”

   Da come chiaramente si evince dalle surriportate notizie la figura del Nostro ha arricchito, con la sua opera di educatore e con le sue intrepide gesta, l’umile storia del nostro paese.

   Chissà perché non ebbe seguito  ciò che l’amata zia aveva, sicuramente confortata dalle allora autorità locali, anticipato circa l’intitolazione della Scuola Elementare di Cerchio al prode eroe, medaglia d’argento, tenente Tucceri Cimini Nestore ( proposto per il conferimento della medaglia d’oro)?

   Perché non dedicare al Nostro una strada?

   Da alcuni fogli dattiloscritti ( sono stralci di lettere inviate ai genitori, allo zio Renato, al fratello Mario ed alla signorina Nella) gentilmente consegnatemi in fotocopia dal fratello del Nostro, il pluridecorato colonnello pilota Angelo Maria Tucceri Cimini (1914-2000) (vedi) che tanto onorevolmente si distinse nella Guerra di Spagna e nella Seconda Guerra mondiale, apprendiamo la sua animosità guerresca:

“ 25/7/41 ai genitori

…..la vita trascorre in un tirmo di accelerata preparazione e credo che/presto faremo sentire il peso della nostra potenza agli orientali più che/sfasati. Non pensate a me perché conoscendo il mio temperamenti po/trete farvi un concetto di quello che farò e cioè il mio modesto dov/re pronto a tutto osare pur di servire la causa per cui volontariamente/mi sono portato in questi luoghi.

30/7/41 allo zio Renato.

…..Fra giorni sentirete di parlare di noi. Qui il tempo è pessimo ma ciò/non ci dà nesuna preoccupazuine. Il nostro morale è altissimo ed in ispec[ial]/modo il mio.

6/8/41  ai genitori

…Fine ed ora non abbiamo avuto l’onore d’incontrare i Russi che pres[to]/avranno modo di sentire il peso delle notre armi.

11/8/41 al fratello Mario.

…. Mi fa molto piacere che tu sia militare anche perché tu possa ora c[o]/noscerla a fondo e appassionarti. Studia e pensa di far bene per dive[n]/tare subito Ufficiale per continuare le tradizioni familiari. Io sto benis[-]/simo. Vivo una vita disagiata ma piena di soddisfazioni.

24/8/41 allo zio Renato.

… Sto scrivendo sotto una tenda in un giorno di sosta in una zona des[o-]/lata dove la guerra ha lasciato segni molto profondi. Noi avanziamo a mar[-]/cie forzate e l’unica nostra speranza è di poter agganciare il nemico.

26/8/41 ai genitori.

… Qui si trascorre una vcita piena di sacrifici ma piena di soddisfaz[io]ni.

19/9/41 ai genitori.

…. Non ho potuto scrivere fino ad ora e forse starò sei o, sette gior[ni]/ancora nelle stesse condizioni. Non posso dirivi ancora cosa sto facendo ma/potete pensare senz’altro al mio dovere. Non ho più vostra posta perché non a[r-]/riva fino a noi. Speriamo che si potranno raccontare molte cose viste e/fatte. Non potete neanche immaginare come son vestito in questo momento./Fra giorni ve lo dirò non stante in pensiero.

17/7/41 ai genitori.

…. Mentre scrivo dall’osservatorio vedo le stragi dei nostri cannoni/che picchiano sui Russi.

11/10/41 ai genitori.

…. Oggi riprendiamo la marcia vittoriosa. Cammineremo fra la neve e/il fango ma niente ci potrà arrestare. Siam agli sgoccioli per il totale/annientamento del nemico che ci è avanti ed ogni nostra esitazione sarebb[e]/un balsamo per loro.

13/11/41 alo(sic) zio Renato.

… Da parecchi giorni ci troviamo di fronte alla retroguardia dell’E-/sercito Russo in ritirata verso l’interno e stiamo aspettando con ansia l’or-/dine di sosttare(sic) in avanti e poter mietere nove vittorie. Spesso il freddo/fa le sue comparizioni. Qui si sta facendo sentire un po’ troppo ed io pur/abitando in una cucina di ospedale abbastanza calda sono stato costretto a/restare in postazione per circa due ore per ricevere circa 150 prigionieri/presentatemi sul piccolo settore di fronte alla mia giurisdizione ( circa 500/metri). Che il numero non ti faccia impressione perché delle volte il bott6i-/no è stato più cospicuo. Inutile che ti parli di morale perché ora dopo aver/provato per forza maggiore fame sete e freddo ed altre cose è poù che mai/saldo ed altissimo.

3/12/41 ai genitori.

… Qui siamo ancora in prima linea ma credo che domani si attacchi per/vuotare la sacca del Donez, dopodiché si dice che andrema(sic) a riposo più che/meritato poiché da quattro mesi siamo in prima linea. ….Dell’azione di cui vi ho parlato nella mia/ultima, ho inteso che mi voelvano fare la mproposta per il passaggio in servi-/ permanente, ma io ho rinunciato poiché dato che verrei a restare S. ten./ per molto tempo ancora, non farei una carriera brillante, quindi credo che la/proposta verrò commutata in medaglia d’argento…. in questi giorni il nostro/morale è più che elevato…Poi le vittorie che riportano giornalmente i/nostri reparti su tutto il Fronte ci fanno inorgoglire, e, infine le belle noti-/zie che ci vengonop dall’Africa, dove i fratelli d’arme stanno mietendo strepi-/tose vittorie sugli Inglesi che erano partiti baldanzosamente dalle loro ba-/si con l’udea bellicosa e puerile d’arrivare in due giorni a Tripoli./la speranza mia invece è che quando voimleggerete la presente, essi stiano co-/raggiosamente e strategicamente percorrendo a velocità passesca la strada che/conduce ad Alessandria d’Egitto. L’altro giorno vi ho fatto i primi augurii/per le prossime feste che io cercherò di passare in allegrai qui, con i miei/fanti ai quali ormai sento di voler tanto bene prima perchù essi sono tutti/bravi e poi mi vogliono tanto bene ricercandomi in ogni occasione come il/loro fratello maggiore di cui hanno cieca fiducia.

5/12/41 ai genitori.

 … ho ricevuto la vs del 18 nella quale mi si parla del congedamento que-/sto per me è stata una sorpresa non troppo gradita perché voi pure sapete be-/nissimo con quanto entusiasmo sia volontariamente partito per la guerra/e credo che prima di fare il passo avevo riflettuto al pro e al/contro. Ora che mi stavo veramente coprendo di gloria: e che ero entrato/alla piena stima dei superiori tanto che proprio ieri mi è stata fatta la sec-/onda proposta e questa volta a medaglia d’argento, voi volete farmi tornare./… ho deciso che se viene un dispaccio ministeriale al quale non potrò/opormi(sic) tornerò altrimenti dato che il più brutto è stato fatto aspetterò/ a rientrare col Btg. E poi mi congederò. Spero che mamma non se la prenda/le tanto sarà questione di poco tempo di differenza ma almeno non avrò fatto/figura del volontario che ad un dato momento; si ritira per paura. Io spe-/[ro]che quando riceverete la presente abbiate avuto le notizie della completa/[dis]truzione del caparbio esercito Russo che ormai è allultimo(sic) respiro anche/[il] nostro ritorno sarà iminente(sic).Della nostra vita e del nostro morale,essa/[s]empre la solita caccia all nemico, edesso è altissimo pure essendo grandi sa-/i sacrifici che si richiedono al fante italiano che in questo fronte ha/[d]ato tutte le più grandi soddisfazioni della vittoria e nello stesso tempo/privazioni e le sofferenze da passare quelle di qualsiasi fronte.[Ho ri]cevuto una cartolina di Don Salvatore al quale direte che per mancanza di/[tempo]non posso gli ho potuto rispondere e gli darete il mio ringraziamento/[i]l saluto del combattente dei senza (non si legge bene n.d.a.). 

Sopra vi ho parlato della propo-/sta d]ella ricompensa “.  

   Purtroppo per lui, sei giorni dopo, l’11 dicembre 1941, l’inclemente falciatrice degli uomini, la Morte dalla lunare falce, lui che era stato congedato, lo ha inesorabilmente voluto con se e caparbiamente lo ha  trascinato nel mondo dei più.

    Dalle elettere inviate a Nella apprendiamo:

“ 11/8/41

Gentilissima Signorina Nella/molto gradita mi è giunta la vostra. Grasie per gli auguri di lau=/[re]a. Mi scuserete se non ho mrisposto con una lettera ma vi prometto che se avrò/[de]l tempo non mancherò di dare notizie più precise di me che ora sto per com-/èoi]ere il mio modesto dovere. Vi sarò molto gratop se qualche volta vi ricordate/[di] quel tiapccio  che conosceste a Grotta Rossa. Saluti a voi ed a Vera/Nestore 

24/9/41

Gentilissima Nella/ho ricevuto la Vostra dell’1/9/41 molto gradita ed alla quale avevo/[int]enzione di rispondere molto a lungo ma la mancanza della carta non me lo hja/[per]messo. Dal bollettino del 19 c. avrete saputo qualche cosa sul nostro con-/[…]Io personalmente ho partecipato all’azione e modestia a parte ho fatto il/[mo]o dovere tanto da meritare l’elogio dei superiori. Mi fa molto piacere sape-/[re] che il vostro ultimo pensiero serale è per me e ciò è molto lusinghiero./[…]il Signor Bizzarri si trova a Roma ancora che mi dia nitizia. Siamo già al/[di]là del Nipro e credo che presto si riprenderà la marcia vittoriosa. La vo-/[st]ra posta sarà sempre gradita. Cordialmente/Nestore

13/10/41

Gentilissima Signorina Nella/spesso le vostre graditissime mi pervengono per ricordarmi qualche/[co]sa di più bello lasciato a cinquemila chilometri di distanza. Molte volte/[la]nostalgia mi porta a Roma ed alle piccole gite del pomeriggio fra cui ricor-/[do] benissimo quella della Grotta Rossa dove in compagnia spigliata vi conobb/[mi]ricordo pure che spesso anche per farci piccoli dispetti non facevano com=/[ba]ciare le nostre vedute. Mi scuserete se non sono puntuale nelle srispsote poi-/[chè] pur mettendo tutta la buona volontà l’esigenza della guerra che più di/[….] mese stiamo conducendo con ritmo accelerato per non dar tregua al nemico che/[ba]tte strategicamente in ritirata non mi permettono di esserlo. Oggi approfitto/[di] una soste per dirvi qualche cosa della mia vita di guerra. Prima di di tt-/[t]to la mia salute è ottima e il morale come quello di tutti, i soladati(dic) italiani/altissimo. Credo che dai comunicati potrete rilevare come ognuno di noi pur/[di]tenere alto il prestigio delle nostre armi faccia in pieno il proprio dovere./[Ab]biamo percorso circa duemlia chilometri parte in automezzi parte a piedi quan-/[do] le stradde sono impraticabili, quanti ne faremo ancora non sappiamo ma sono [ce]rto che anche questi saranno percorsi con lo stesso slancio. Per la cronaca/[nel]la battaglia di Pietricova il mio battaglione ed in, particolare la mia com=/[pa]gnia à avuto uno dei compiti principali ed ai risultati potete vedere come/[ab]biamo assolti i compiti. Oggi mi trovo in una capanna Russa dove assieme ai mie[o]/[so]ldati sto dividendo uno spazio ristrettissimo di camera sdraiato au un lussuoso/[le]ttp di paglia. Fuori accenna leggermente a nevicare, domani forse riprenderemo/[la] marcia per ricercare il nemico che ogni tanto ci sfugge davanti colla speran=/[za] che anche questa volta si possa dare un’altra sonora legnata. Nell’ultima/mia credo di avervi parlato di una proposta di medaglia al valor mi-/litare che mi è stata fatta. Appena avrò la motivazione ve la farò conoscere./Cerdo(sic) che questa volta sarete contenta e non perderete la pazienza con me, per-/chè mi seccherebbe litigaree per lettera, perché essa avrebbe una durata troppo/lunga. Ho scherzato. Sono sempre felicissimo di ricevere notizie dell’impertinente Nella e le prometto che farò del tutto per essere puntuale nelle risposte/infiniti saluti/Nestore

7/11/41

Gentilissima Signorina Nella( prima di tutto vi ringrazio di essere tanto gentile conm me dando-/mi vostre notizie. Io sto benissimo, come al solito mi trovo in marcia verso il/nemico colla speranza di potergli dare un’altra lezione che sia più sonora./Il freddo non è ancora intenso ma la pioggia ha reso quasi impraticabili le stra-/de tanto che ci ha costretto ad abbandonare gli automezzi, e proseguire la marcia/a piedi :a(sic) come sempre queste sono cose che non fanno arrestare la gloriosa mar-/cia del fante italiano che è definito sporco lurido affamato ma glorioso fante./Dopo cinque giorni tra un fuoco e l’altro con il nemico di fronte mi è possibile/seguitare la presente. Non si dorme spesso si salta il pasto ma tutto passa e la tranquillità ci tiene sempre salvi come in tutti i tempi hanno fatto i fanti di/Italia. Questa notte c’è stata una nutrita sparatori la quale è stata tutta a/nostro favore tanto che non abbiamo avuto nemmeno un ferito, come al solito i/Russi sono stati più che fessi. Speriamo che ci venga dato l’ordine di attaccare per/dar loro un’altra lezione. Il freddo comincia a farsi sentore specie di notte/mentre si è in postazione ma anche quando si rientra in qualche casupola/ad asciugarsi si dimentica subito. Vi vorrei chiedere un favore grandissimo che/spero mi accorderete. Qui siamo rimasti sprovvisti di sigarette e siccome non/si concepisce guerra senza sigarette, vi prego volermi fare delle periodiche spe-/dizioni di pacchi di cinquecento grammi alla settimana mettendoci l’annota-/zione di modo che possa poi inviarvi a mezzo vaglia la quota spesa. Per la spedi-/zione e confezione dei pacchi vi dovreste rivolgere alla tabaccheria di piazza/Sciarra da dove spediscono a tutti i miei colleghi. Questo è un grande fasti-/dio, ma spero che l’amicizia vi farà fare questa grande incombenza. Non le ho/chieste a casa per due motivi: uno perché la mia famiglia si trova fuori Roma/e l’altro è che la mia mamma non vuole che fumi molto. Vi ringrazio moltissimo./Vi scriverò ogiqualvolta (sic) mi sarà possibile per darvi mie notitizie(sic). Mi salutere=/te tanto il Signor Bizzarri e la Signorina Vera a voi un saluto caro dal fronte/Nestore”. 

     Le sue spoglie mortali dopo varie vicisittudini  ( il cimitero russo ove fu tumulato il Nostro era stato trasformato in giardino pubblico celandolo così agli occhi del pubblico ) grazie anche al forte impegno del fratello del Nostro, Mario,(2) che insieme ad altri connazionali iniziò il sofferto iter del ritorno a casa delle spoglie dei Caduti di Russia,  è riuscito a coinvolgere lo staff del presidente russo Gorbaciov il quale assicurò il suo autorevole intevento acchè le salme dei nostri caduti facessero ritorno, finalmente, a casa: dopo ben 59 anni, dal 2 aprile 2000, Nestore, l’eroe caduto valorosamente in combattimento in Russia,  riposa  in pace nel cimitero di Cerchio, nella cappella gentilizia eretta dalla sua famiglia (3).

Note

  1. Da “Il Popolo di Roma”, Cronaca degli Abruzzi, del 9.7.1941 apprendiamo: “ Gioventù studiosa/ Cerchio, 7- Presso la R. Università di Roma ha conseguito brillantemente la Laurea in Giurosprudenza il nostro concittadino, attualmente Ufficiale Volontario alle Armi, Tucceri-Cimini Nestore, discutendo col prof. Leict la tesi sulla Storia del Diritto Italiano: “Ordinamento giuridico del Consiglio Comunale di Roma al Secolo CIV”. Al giovane neo dottore auguri vivissimi”.
  2. Di Leo M.: “ Grazie alla comprensione del presidente sovietico,/ un abruzzese andrà in pellegrinaggio sulla tomba/ del congiunto caduto durante la campagna di Russia/L’ha promesso Gorbaciov:/potrò portare un fiore/al mio povero fratello”, Stop settimanale di attualità-politica e cultura”, Anno XLIV, n. 2182, 21.7.1990,pp. 56-57.
  3. Amiconi F.” Viaggio in Russia Alla ricerca dei nostri Caduti”, Abruzzo nel Mondo, n. 4, Maggio 1990.

 SALVATORE RELLEVA

(1884-1962)

    Nasceva a Castel Vecchio Subequo, da Giovanni e Diletta Pace, il 22 Novembre 1884, Salvatore Relleva futuro arciprete di Cerchio. 

    Svolse la sua missione pastorale per più di un quarantennio: dal 1913 al 1955. Nella sua lunghissima attività pastorale il Nostro dovette dare conforto all’intera popolazione che, purtroppo, fu afflitta dal terribile terremoto del 13 Gennaio 1915, dai due conflitti mondiali del secolo XX, dall’endemica emigrazione verso le Americhe, l’Australia ed i paesi europei: Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, dall’epidemia della “Spagnola”, dell’epidemia tifoidea nonché dovette mediare le forti tensioni socio-politiche dei due dopoguerra, dell’avvento del Fascismo, dell’infiltrazione protestante evangelica ed infine delle lotte fucensi.

    Il primo terrificante episodio dove il Nostro fu attore accadde nella tragica, terribile e nefasta alba del 13 Gennaio 1915 quando alle ore 7 e minuti 50 l’immane tragedia del terremoto si abbatté inesorabilmente sulla nostra contrada marsicana. Più di 30.000 furono le vittime: Avezzano completamente rasa al suolo: una sola abitazione resisté alla incontrollata furia devastatrice della Natura.(1)

     A Cerchio le vittime accertate, in un  primo momento furono 212, come chiaramente si evince dal registro degli atti di morte (2) più altri 16 deceduti furono registrati dopo ed altre vittime, molto probabilmente morirono  in seguito a cause legate al luttuoso evento. Secondo le stime riportate nell’ottimo volume : “ 13 Gennaio 1915 il terremoto nella Marsica” (3) le vittime cerchiesi furono 256 su una popolazione di 2583 abitanti, quelle di Avezzano furono 10.719 su una popolazione di 13.199 abitanti.

    La maggior parte delle donne decedute a Cerchio trovarono la morte nella sette – ottocentesca chiesa dedicata ai Santi Giovanni e Paolo Martiri qui, infatti, ne morirono circa 120 mentre stavano devotamente partecipando ad una solenne e speciale messa a loro riservata dai Padri Redentoristi Antonio Mirabella e Paolo Annessi. Anche loro, mentre stavano officiando la santa messa, furono schiacciati dall’improvvisa e repentina caduta del tetto e delle mura del sacro edificio.(4) Uno dei sopravvissuti a quella ecatombe fu l’arciprete di Cerchio don Salvatore Relleva. Questi rimase illeso in quanto non stava officiando la messa ed, in quel preciso istante, si trovava a passare attraverso la porta della sacrestia: quest’attimo, così nefasto per gli altri, fu la sua salvezza, l’architrave della porta resse e, di conseguenza, lui rimase perfettamente sano.

     Toccante e sentita è la testimonianza, rilasciatami 2014, dall’allora ottantantottenne, Mario Maccallini (classe 1926) riguardante quella terribile mattinata: 

“ Mia madre, Giuseppina Di Legge ( nata a Collarmele il 31 Marzo 1886 e deceduta a Cerchio il 16 Dicembre 1965) rimase sommersa dalla macerie della chiesa distrutta dal terremoto e riavutasi dall’iniziale terrificante sbigottimento cominciò ad urlare chiedendo aiuto. Alcuni astanti sentiti i gemiti della sepolta viva le chiesero chi fosse: “ j’ so’ la moj’ d’ Giuvann’ la taverna” rispose. Nel frattempo il marito di lei, Giovanni Maccallini ( nato a Cerchio il 10 aprile 1865 ed ivi deceduto l’11 Agosto 1946) riavutosi dal terribile scuotimento sismico mormorava addolorato dentro la propria abitazione sita in vico Lesbino, in compagnia del figlio Gino, davanti al fuoco del camino: “ Mò m’ sa morta pur’ questa”  intendendo la sunnominata moglie Giuseppina, sposata in secondo nozze. In quel preciso momento alcune persone andarono trafelate verso la casa di mio padre urlando concitatamente: “Giuvà, Giuvà, loch’ ( intendento il luogo della distrutta chiesa) allucca moj’ta!”. Immediatamente mio padre, che era un uomo molto robusto e forte, si avviò dove erano le macerie della distrutta chiesa ed iniziò a chiamare mia madre ed avuta la certezza che fosse lei comincia a scavare con le proprie mani nel punto esatto dove sente la gemente riuscendo, con indicibile gioia, a porre in salvo mia madre: si era salvata perché una trave del tetto rovinando a terra insieme a muri, pietre e calcinacci si era posta di traverso sopra la testa facendo da capanna. Dentro la chiesa vi erano altre persone sepolte vive che si lamentavano chiedendo disperatamente aiuto”.

    A Cerchio gli scavati vivi furono 111.

   Don Salvatore immediatamente si mise all’opra per assistere i bisognosi. Anche lui insieme all’intera popolazione di Cerchio è presente, per chiedere aiuto e giusta considerazione, alla visita del re d’Italia Vittorio Emanuele III che fece, quattro giorni dopo, il 19.1.1915, a Cerchio.

    E all’indomani dello scoppio del primo conflitto mondiale avvenuto il 24 maggio 1915 a circa quattro mesi dal luttuoso sisma iniziò a confortare i giovani cerchiesi che, loro malgrado, furono costretti a partire per il fronte.

     Chissà se fu proprio lui o altri appartenenti alla classe dirigente di Cerchio a suggerire alle signorine di Cerchio di scrivere ai ragazzi-soldati destinati al fronte come fece Peppina Cipriani (5) che per tutti ebbe parole di comprensione, di considerazione, di conforto: fu veramente una “ madrina di guerra”. Anche il fratello di don Salvatore, Di Pippo Loreto, (6) era partito per il fronte: era uno dei tanti ragazzi del ’99 (vedi).

    Profuse da subito il suo impegno verso la ricostruzione della nuova chiesa parrocchiale il di cui progetto fu redatto dall’Ing. Sebastiano Bultrini il 15 dicembre 1917 ed aggiornato il 25 Maggio 1921. 

    Non rimase insensibile verso  i reduci della Prima Guerra Mondiale e verso quelle famiglie che avevano perso  26 giovani, caduti in combattimento. Nuovamente dovette confortare la popolazione cerchiese durante l’epidemia nota come la “Spagnola” che in quel periodo, 1918-1920, nel nostro centro arrecò la morte a  10 persone.

     Il suo animo si rallegrò quando, il 25 Novembre 1925, fu iniziato l’iter della costruzione della nuova chiesa ed oltremodo felice fu quando, il giorno dell’Assunzione, il 16 Maggio 1927, al cospetto del vescovo dei Marsi Mons. Pio Bagnoli(7) insieme alle autorità civili, religiose, militari ed un festante pubblico avvenne la cerimonia della posa della prima pietra della costruenda nuova chiesa parrocchiale intitolata sempre, ai santi Giovanni e Paolo Martiri.  Il 26 Maggio, dello stesso anno, iniziarono i lavori.

     Soddisfatto e felice, fu anche, quando il 28 Aprile 1928 fu inaugurato l’asilo infantile ed infine la sua maggior gioia e soddisfazione la ebbe  quando, il 28 Settembre 1930, giorno dei solenni festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, immagine tanta sacra, cara e venerata per la comunità cerchiese, fu inaugurata la nuova chiesa parrocchiale al cospetto del Vescovo dei Marsi Mons. Pio Bagnoli, del Prefetto dell’Aquila Sacchetti, delle autorità civili, religiose e militari e dell’intera popolazione festante accompagnata dal lieto suono del complesso bandistico di Cerchio (8), accorsa per la memorabile ed indelebile giornata di festa: tangibile segno della ricostruzione. Dopo quindici anni la popolazione cerchiese aveva di nuovo il suo tempio, edificato nello stesso sito della chiesa distrutta dal terremoto, e qui nuovamente pregare per i vivi e per i morti.

     Nello stesso anno viene pubblicato per volontà degli appartenenti della Congregazione della Madonna della Misericordia il volume delle proprie regole: “ Libro delle Regole della Congregazione della Madonna delle Misericordia in Cerchio (AQ)”(9)

    Certamente non fu contento quando nel mese di giugno 1931 nasce a Cerchio la Comunità Protestante Metodista Wesleyana come non lo fu il vescovo dei Marsi Mons. Pio Bagnoli infatti,questi, nella sua terza visita pastorale a Cerchio avvenuta il 30.11.1932 dice: 

“[…] Si intrattiene a parlare della fede e nell’esposizione di questa dottrina confronta la fede cattolica con quella delle altre chiese e chiude raccomandando di pregare per tanti poveri fratelli [che] ora si trovano fuori dalla chiesa vera perché un giorno tornino nel suo seno[…]” (10)

    Alcuni giorni prima Don Salvatore Relleva aveva scritto una vibrata lettera al Prefetto dell’Aquila del seguente tenore stigmatizzando l’increscioso episodio accaduto nel cimitero di Cerchio che destò malcontento fra la popolazione di Cerchio:

“ Eccellentissimo Signor Prefetto/Aquila/ Il I corr. Mese, il Sig. Carrara Tullio Emmanule di Risorgi, nato a/ Bassiquana nel 1906 e qui dimorante per l’esercizio del culto evangelico,/si recava al Camposanto, accompagnato da circa 15 persone. Quivi giunto, ri-/vestito di collarino, con un libro in mano, alternava lettura e canti evan-/gelici all’aperto sopra alcune tombe./I Cattolici che si trovavano al Camposanto per la visita ai loro morti,/rimasero sorpresi ed indignati per tanta profanazione. Se non è avvenuto/niente di grave si deve la rispetto sentito dai Cattolici per l’ordine pubbli-/co e alla mia predicazione di riprovazione per qualsiasi violenza./Questo però non deve rendere audace la sparuta minoranza evangelica di Cer-/chio che capitanata da un giovane che si qualifica studente, in una ricorren-/za solenne, senza permessi legali ( almeno per quello che io sappia) si reca a/fare una funzione evangelica all’aperto, in un Camposanto dove finora non vi/è nessun morto di quel rito./Non ho voluto indire una sottoscrizione né ho voluto accettare firme di/protesta da inviare a V. E., sia perché la raccolta delle firme è illegale, sia/perché la profanazione e la provocazione del sig. Carrara e degli evangelici/è evidente./A nome però della popolazione, offesa nella sacra memoria dei suoi trapas-/sati, spirati con tutti i segni della nostra fede, a nome delle Associazioni/ Cattoliche e delle pie Associazioni, fo pervenire a V.E. la più energica pro-/testa con preghiera di accertare i fatti e per quei provvedimenti che,/nella sua alta sapienza, credesse di prendere./Con ogni sentito rispetto/devmo/Salvatore Relleva Arciprete/Cerchio 5 nov. 1932.XI” (11)

      Monsignor Bagnoli immediatamente, l’8 novembre 1932, rimette la vibrante protesta al prefetto dell’Aquila.

    Tale movimento religioso ebbe origine a Cerchio nel mese di Giugno del 1931 come chiaramente si evince dall’importantissimo Registro della Fratellanza Evangelica recuperato e conservato a Cerchio (12):  

“ [Comunità Protestante Met]odista Wesleyana/di/Cerchio/Promemoria/dell’origine della Fratellanza Evangelica di [Cerchio]/Nel Giugno 1931, un gruppo di cittadini di Cerchio, desiderosi di conoscer[e]/la Verità Evangelica, fecero formale invito al Pastore di Villa/S. Sebastiano, il signor Dante Seta, che subito accettò, di venire a predicare l’Evangelo in Cerchio, e la prima Riunione si/effettuò la domenica del 28 Giugno 1931 nel piccolo Locale in/Via Stazione n. 12 e da allora ogni domenica il Pastor[e] Dante Seta venne a predicare coadiuvato dai cari giovani studenti di Roma, i fratelli Samuele Carrari, Aldo Sbaffi, De Filippi, Zardi, i pastori Paride Fara di Roma e  Filipp[o]/Napoletano di Aquila. Samuele Carrari poi condusse la/Congregazione per oltre un anno, fino all’11 novembre 1932/fu sostituito da Ant.[onio] Dalla Fontana./Essendosi reso insufficiente e scomodo il locale vicino alla Stazione, dietro premure generali. Il Dalla Fontana acquistò il/nuovo locale di Vico delle Rose n. 6 che allestito dai fratelli locali, venne regolarmente aperto al Culto la domenica 29 gennaio 1933. In seguito a pressioni nemiche dalle Autorità Provinciali/ci venne proibita la predicazione dalla domenica 5 febbraio di d.[ett]o/Dottor Fontana vedendosi negato il decreto di riconoscimento, e/impedito di esercitare il suo Ministero, domandò trasferimento./Il 15 luglio 1933, venne sostituito dal giovine Ministro Signor/Ugo Ferrari/Ant.[onio] D[alla] Fontana”.

    E molti altri furono gli episodi che rischiarono forti tensioni sociali che, comunque, grazie al buon senso di tutti, non sfociarono mai in rissa o tafferugli. Tale “Fratellanza” pian piano, nel corso degli anni, andrà sempre più scemando e avrà vita fino agli inizi degli anni ’50 del passato secolo.

   Don Salvatore  si prodigò nuovamente, come era suo solito, a confortare  le famiglie dei caduti nella guerra di Spagna e le famiglie dei caduti nel secondo  conflitto  mondiale.

     Nello stesso periodo, ebbe parole di conforto anche verso le famiglie che, purtroppo, ebbero decessi a causa del morbo  tifoideo che dal 1941 al 1948 portò alla tomba 57 cerchiesi ( per la maggior parte giovani) “ed i malati hanno raggiunto la cifra approssimativa di 500 unità: circa un quarto della intera popolazione!” come ebbe a dire nella sua lodevole pubblicazione (13) il dottor Pietro Di Rocco medico condotto di Cerchio.

    Il Nostro è’ ricordato a Cerchio con affetto e stima: è stato per la maggior parte di loro guida e sostegno valido nelle molteplici avversità che purtroppo, volente o nolente, il Fato spesso volte, nostro malgrado, ci propina. Fu vera luce, un vero faro, un vero punto di riferimento per tutti: giovani e meno giovani, per tutti ebbe parole sempre di conforto.

    E’ ricordato a Cerchio anche come lo zio dell’ imbattuto campione del mondo dei pesi massimi Rocky Marciano (1923-1969) (14) e, come la mia defunta nonna Maria Saveria Tucceri (1890-1965) ed il mio defunto genitore Umberto (1914-1997,) mi raccontavano che agli inizi degli anni ‘50 don Salvatore  andò, per un breve periodo di vacanza, in America per incontrare i propri parenti ed anche per assistere all’incontro di box del “nipote” (15) Rocky Marciano che, proprio in quell’incontro, diventerà campione del mondo dei pesi massimi.

     Al nostro arciprete, da come chiaramente si evince, nel corso della sua esistenza nulla fu risparmiato: terremoto, guerre, epidemia di spagnola, epidemia di tifo, emigrazione, protestanti a tutto e a tutti però riuscì a tenere testa: fulgido esempio di forza, perseveranza, abnegazione, fede e fiducia verso gli uomini e verso il Signore che sicuramente lo avrà sempre accompagnato nel tortuoso incedere della sua vita.

    Io l’ho conosciuto quando era vecchio e per caso:  qualche volta, io bambino, l’ho accompagnato alla chiesa della Madonna delle Grazie in quanto lui, vecchio e stanco, non deambulava bene ed aveva bisogno di appoggiarsi a qualcuno.

    La morte lo colse a Roma all’età di 77 anni il 13 Agosto 1962 ed il suo corpo, a cura dei suoi eredi, è stato tumulato nella propria tomba ubicata nel cimitero di Cerchio.

Note

  1. E’ l’abitazione, ancora esistente in via Garibaldi, dell’allora costruttore “ cementista armato” Cesare  Palazzi. Fu, infatti, da questi, edificata nel 1910 e, dal 25 agosto 1992 è monumento nazionale. A ricordo del tragico e catastrofico sisma è stata posta  sulla parete dell’abitazione di via Garibaldi un’ epigrafe marmorea recante la seguente scrittura: “ Unica casa che ha resistito al terremoto del 13 gennaio 1915 “. 
  2. Registro degli Atti di morte, Parte II Serie D, collocato nell’Archivio Comunale di Cerchio.
  3. AA.VV.:” 13 Gennaio il terremoto nella Marsica” op.cit. “, p. 344.
  4. I loro resti mortali furono nuovamente tumulati,  sopra l’architrave della porta della sacrestia della nuova chiesa parrocchiale nuovamente intitolata ai santi Giovanni e Paolo Martiri inaugurata il 28 settembre 1930. Qui fu posta, alcuni giorni dopo, la seguente ed ancora esistente epigrafe: “ A O/P.[ADRE] ANNESSI EMILIO P.[ADRE] MIRABELLI ANTONIO/MISSIONARI REDENTORISTI/MENTRE VITA SPIRITUALE ELERGIVATE/AL POPOLO DI CERCHIO/LA VOSTRA VITA TERRENA/VEDESTE QUI TRAGICAMENTE SPENTA/IL 13 GENNAIO 1915/RIPOSATE IN PACE(I CONFRATELLI REDENTORISTI RELIGIOSAMENTE./IL POPOLO DI CERCHIO GRATO E RICONOSCENTE/LE CARE CENERI QUI COLLOCARONO/A MEMORIA DELLA PRIMA MISSIONE/DATA IN QUESTA RIEDIFICATA CHIESA/2-14 OTTOBRE 1930”. Le foto a mezzo busto dei sunnominati padri furono pubblicate, insieme ad altri 23 religiosi defunti in quel tragico evento, a pag. 19 ( sono le foto n. 3 e n. 3) nel numero unico, scritto a più mani, in occasione del I anniversario: “ MARSICA/NEL PRIMO ANNIVERSARIO/DEL TERREMOTO DEL 13 GENNAIO 1915/NUMERO UNICO”, Tipografia dei Monasteri di Subiaco, s.d.(ma 1916). Per loro, insieme ad un altro padre redentorista, fu stampato un ricordino funebre dove sono state riprodotte le proprie immagini e recante la seguente scritta:  “ IN MEMORIA DEI MISSONARI REDENTORISTI P. Antonio Mirabelli, P. Emilio Annessi, P. Alessio D’Arpino DAI SOLCHI DI ORTUCCHIO/E DI CERCHIO NE’ MARSI/OVE SPINGEVANO IL SEME DELLA DIVINA PAROLA/CHIAMATI ALLA MERCEDE DA CRISTO/CHE LI TROVO’ CON LA VIGILE LAMPADA/NEL TERREMOTO DEL XIII GENNAIO MCMXV” RIP. PISTOLESI, ROMA. 
  5. Amiconi F.:” Alle mane di Peppina/Cipriani di Cesidio/Pr. Aquila/Italia” Cartoline dal fronte della prima Guerra Mondiale e dal mondo: 1910-1960”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 98, Anno XII, 2009.
  6. Di Pippo Loreto, nato a Pescina, da Giorgio e Diletta Pace, il 2 dicembre 1899 e deceduto a Cerchio il 14 aprile 1989. La madre Diletta  dopo la morte del primo marito Giovanni Relleva,  si era unita in matrimonio a Pescina , con Di Pippo Giorgio, il 29 ottobre 1899, quindi il sunnominato Loreto, era il fratellastro di don Salvatore Relleva (vedi).
  7. Mons. Pio Marcello Bagnoli Vescovo della Diocesi dei Marsi, nato a Lucignano di Montespertoli (FI) il 16.6.1859. Fu nominato vescovo dei Marsi da Pio X il 14.12.1910 ed il 25 Giugno 1911 giunse a Pescina. Dopo il terribile sisma del 13.1.1915 Mons. Bagnoli decise di spostare la sede vescovile ad Avezzano ed infatti i lavori del nuovo episcopio iniziarono nella ricostruenda città di Avezzano dove, nel 1921, il Nostro prese la sua residenza. Il 16 gennaio del 1924 fu ufficialmente decretato il trasferimento della sede vescovile da Pescina ad Avezzano. La morte lo colse ad Avezzano il 17 gennaio 1945. Il suo corpo fu tumulato nella cripta della nuova  cattedrale di Avezzano. AA.VV.:” Un Pastore forte e gentile Mons. Pio Marcello Bagnoli 1911-2011”, Diocesi dei Marsi, Edizioni Kirke Cerchio, 2011. Amendola V.:” I vescovi dei Marsi ( 1805-1990)”,Centro Studi Marsicani “Ugo Maria Palanza”, Avezzano, Grafiche Di Censo, 2007.
  8. Il complesso bandistico città di Cerchio sorse per volontà dell’intera popolazione, infatti, con deliberazione comunale del 26 maggio 1878 si deliberava la nascita di tal nobile istituzione. Il terremoto del 13 gennaio 1915 e la Grande Guerra sconvolsero la vita di Cerchio e di conseguenza anche le varie istituzioni che erano in loco: il complesso bandistico divenne una semplice fanfara ed ebbe vita finché la tenacia di pochi tenne duro, poi più nulla. Amiconi F.:” Complesso bandistico città di Cerchio”, Marsica Domani m. 6 del 30.5.1989. E’ pronto per la stampa un volume interamente dedicato alla banda musicale di Cerchio.
  9. AA.VV.: ” Libro delle Regole della Congregazione della Madonna della Misericordia in Cerchio (AQ)”, Ajelli Stazione, Tipografia Vincenzo Polla 1930 (IX).
  10. Archivio Parrocchiale di Cerchio. Amiconi F.:” Le visite pastorali a Cerchio (AQ) (Secolo XX)”, Museo Civico di Cerchio, Quaderno n. 44, Anno III, 2000.
  11. Nell’Archivio Diocesi dei Marsi, Fondo D, esistono varie missive e foto riguardanti questi avvenimenti. L’editore nonché ricercatore Antonio Socciarelli nel suo: “ Trasformazioni sociali e innovazioni nella ritualità festiva” ( è la sua tesi di laurea in Antropologia religiosa  presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma e discussa nell’anno accademico 2003/2004) pubblicato a cura del Comune di Cerchio Settore Promozione Culturale, stampa GTE L’Aquila, 2006, dedica l’Appendice I a tale problematica dal titolo: “Una comunità protestante a Cerchio (anni trenta e quaranta del Novecento)”, pp. 75-77. Dall’articolo del quotidiano “Il Centro” del 15.2.2017 dal titolo: “ Quando un intero paese cambiò religione Villa San Sebastiano, la comunità evangelica metodista è la più  numerosa in Abruzzo. Al suo attivo anche una coop agricola” apprendiamo:” […]Il metodismo è una delle chiese evangeliche più diffuse nel mondo (circa 70 milioni di fedeli). Nacque in Inghilterra. Nel 1720 il pastore anglicano Jhon Wesley costituì un’associazione di studenti a Oxford che si prefiggeva di suddividere “metodicamente” (da qui il termine metodismo) la giornata fra lo studio della Bibbia, la preghiera e l’assistenza ai poveri. L’intenzione di Wesley era quella di creare all’interno della chiesa anglicana un movimento che prestasse attenzione ai problemi sociali. Successivamente il movimento si staccò dalla chiesa anglicana, diventando indipendente. Nel 1975, la chiesa metodista si è integrata con la chiesa valdese. I metodisti conservano la loro identità, ma partecipano con i valdesi e un unico sinodo. Per i Metodisti la salvezza è nella fede, che si esprime attraverso l’azione sociale[…]”.
  12. Tale registro mi è stato donato, alcuni anni fa, dall’amico  Francesco Antonio Angeloni ed io, a mia volta, l’ho donato e collocato nel Museo Civico di Cerchio. 
  13. Di Rocco P..” Andamento della febbre tifo-paratifoidea nel comune di Cerchio dal 1940 al 1964”, a cura dell’Accademia Teatina per le scienze 1966, Tip. Don Orione, Avezzano 1966. Altri casi di tifo furono messi in evidenza anche nel 1961 dal giornale Il Tempo dal giornalista Federico Del Gusto nel suo “pezzo”:  “ In allarme i cittadini di Cerchio per il dilagare dei casi di tifo” del 23 agosto 1961.
  14. Amiconi F. : “ Rocky Marciano (1923-1969”, hpp://www.terremarsicane.it/node/10469. 13/07/2010.
  15. Nonostante i miei sforzi al momento non sono riuscito a comprendere con precisione effettivamente quale fosse il loro grado di parentela: sicuramente, molto probabilmente, erano cugini in prima o in seconda: era consuetudine, infatti, nel Sud Italia, chiamare i cugini dei genitori zii. Comunque nell’abitazione di don Salvatore Relleva si conservano dagli eredi (ringrazio pubblicamente l’amico Mario Cipriani della sua squisita cortesia riservatami) foto e ritagli di giornali riguardanti il grande Rocky. In una foto incorniciata e messa in bella vista, lungo il corridoio, si nota Rocky Marciano in posizione di guardia recante due iscrizioni, una in italiano ed un’altra in inglese. Quella in italiano scritta dalla mamma di Rocky, a sinistra, recita: “ Cordiali/saluti ricevete/dalla mamma/e dal padre di Rocco/con la speranza di presto rivederci in Italia/Pierino e Lena/Marchegiano”  e a destra“ Rev. Don Salvatore Relleva” e poi l’altra in inglese, scritta di proprio pugno da Rocky, sempre a sinistra continua: “ Nice meeting jou/hope to see jou/son in Italy” e l’altra più sotto: “ Wish me/a[nd Pray for me/Doing em/]Always be tryning/Rocky/Marciano”. Nel retro della citata foto in alto a sinistra, sempre manoscritta, vi è la seguente scritta che altro non è la traduzione in italiano della precedente frase scritta in inglese: “Piacere di averti conosciuto/spero di vederti/in Italia” E più sotto, sempre a sinistra, scritto a mano dalla stessa persona e sempre tradotto in italiano, dall’inglese: “ Fammi gli auguri/ e prega per me io/sto facendo il mio/meglio per vincere”.

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