Capistrello, l’ex titolare del Chiosco della Musica, dice la sua sul ritorno a nuova vita dello storico esercizio di Piazza Risorgimento



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Capistrello «Non è vero che non fossimo più interessati alla conduzione del chiosco, anche perché lo abbiamo gestito ininterrottamente dal 1953. Ci siamo interfacciati più volte con l’amministrazione. Dopo le migliorie che avevamo apportato alla struttura ricordo che si parlò della concessione in scadenza nel 2019, che sarebbe andata all’asta.»

Agostino, il gestore uscente del chiosco, ha contattato la nostra redazione per precisare che non ci sta a passare come colui che si era stufato di proseguire con l’attività. «ci tengo a dire che all’epoca saremmo stati d’accordo sulla demolizione se ci avessero riconosciuto qualche cosa. In fondo avevamo appena sostenuto delle spese per delle migliorie.»

E come è andata a finire?

«Ci arrivò una lettera con l’intimazione di abbattere la struttura entro 10 giorni. È quello che abbiamo fatto, nonostante le difficoltà. Due volte intervennero anche i carabinieri per verificare.»

Ora cosa pensate di fare?

«Non vogliamo alimentare polemiche ma ci teniamo a sottolineare che non risponde al vero che non fossimo intenzionati a continuare l’attività. Incontro persone che mi dicono che siamo stati noi ad aver rinunciato ad andare avanti. Non è assolutamente vero. Nonostante negli ultimi anni l’esercizio chiudesse i conti più o meno in pari, avevamo continuato a mantenerlo aperto perché il Chiosco della Musica rappresentava un pezzo di storia del paese, che accomunava i ricordi di più generazioni di capistrellani.»

Parteciperete alla gara?

«No, dopo tutto ciò che è accaduto non siamo più interessati, credevamo che la durata della concessione sarebbe stata al massimo 9 anni, ora leggo dal bando che è stata portata a 25.»

Pensa che un investimento di 70/80mila euro sia sufficiente a far ripartire il chiosco?

«No, per me non ce la fai. Ci vogliono somme superiori.»

Quindi, chi se lo aggiudicherà, dovrà fare un investimento importante?

«Certamente, ma tenendo in considerazione che dal 2008/2009 non si è più lavorato come prima.»