Capistrello, dal paese noto nel mondo per i suoi minatori, una storia di emigrazione che culmina nella conquista del premio Pulitzer

Capistrello – Chi avrebbe mai saputo di John Anthony Frasca se non fosse stato per la segnalazione di Gianluca Salustri, blogger di www.qualcheriga.it , redattore e scrittore, autore del libro Pane e Polvere, un libro che parla dei minatori di Capistrello attraverso una serie di aneddoti e testimonianze dirette di chi si è nutrito del pane condito della polvere delle gallerie, nei cantieri di mezzo mondo.  

Gianluca è anche editore, titolare della casa editrice Radici Edizioni, una nuova casa editrice abruzzese che nasce, come è scritto sulla pagina del sito, www.radiciedizioni.it  per incontrare, tra le righe, lettori forti e gentili. Ma insomma, chi è John Anthony Frasca?

Faceva il giornalista. Nel 1966 ottenne, niente meno che, il Premio Pulitzer, ovvero un riconoscimento che sta al giornalismo come il premio Oscar sta al cinema. I genitori di John Anthony erano partiti da Capistrello e si erano imbarcati su un bastimento, come succedeva ai primi del ‘900. Me li immagino lì, sulla banchina del porto, con le valige di cartone piene di poche cose e tante speranze.

La storia, una vera chicca, è stata scovata da Gianluca mentre rovistava fra le pieghe del web. È riportata dal Giornale di Montesilvano, un giornale on line che ha pubblicato il racconto di Geremia Mancini, Presidente onorario dell’associazione storico-culturale “Ambasciatori della fame”, già segretario generale della UGL.

Mancini racconta che John Anthony Frasca nacque a Lynn, nel Massachusetts, il 25 maggio del 1916, da Michael Angelo e Maria Giordani, entrambi nati a Capistrello. Il padre, nato l’8 maggio 1879, era figlio di Antonio e Domenica Di Domenico, e operò nell’edilizia a partire dal 1920 realizzando alcuni degli edifici più belli di Lynn.

John Anthony Frasca si diplomò nel 1935 alla Lynn Classical High School. L’anno dopo iniziò a lavorare come gruista alla General Electric Co. Ltd. a Lynn. Dopo la laurea, ottenuta al Mississippi College di Clinton, iniziò la sua carriera giornalistica come reporter del quotidiano Hattiesburg American, dove lavorò dal 1940 al 1942. Nei tre anni successivi servì con il Corpo dei Marines degli Stati Uniti, durante la Seconda Guerra Mondiale. Si congedò da primo tenente.

Dopo la guerra, Frasca tornò al giornalismo. Fra il 1945 e il 1948 lavorò per la United Press International, un’agenzia d’informazione statunitense fondata nel 1907 in Texas, dove fu prima corrispondente dalla capitale ad Austin, poi a Dallas. Dal 1948 al 1953 fu redattore per il Boston American. Nei tre anni successivi lavorò come redattore per il Philadelphia Daily News.

Frasca fu addetto stampa e consigliere del potente David Leo Lawrence, sindaco di Pittsburgh e governatore della Pennsylvania. Collaborò con Michael Angelo Musmanno, giudice della Corte Suprema della Pennsylvania. Nel 1964 divenne giornalista del The Tampa Tribune ottenendo, nel 1965, il Heywood Broun Award, un prestigioso riconoscimento attribuito al giornalismo di denuncia sociale.

Nel 1966 arrivò addirittura il Premio Pulitzer, la più prestigiosa onorificenza per il giornalismo. Una delle motivazioni di questo premio fu – Per il suo lavoro nel liberare Robert Lamar Watson, un uomo della Florida condannato a dieci anni di prigione per rapina a mano armata. Il signor Watson fu liberato dopo che il signor Frasca scoprì numerose falle nel caso, e un altro uomo finalmente confessò  

John Anthony Frasca scrisse anche numerosi libri, tra questi: The Unstoppable Glenn Turner, The mulberry tree e Con Man or Saint.  Nel 1948 aveva sposato Louise Cummings dalla quale ebbe cinque figli: Charlotte, Sydney, Karen, John Anthony Jr. e Michele. Morì a Tampa, in Florida, il 3 dicembre del 1979.