Nel Salotto di Città della Sala Irti un pomeriggio culturale tra storia, radici e prospettive future
Un pomeriggio di storia e memoria
Avezzano. Un incontro di grande valore culturale ha animato venerdì6 marzo il Salotto di Città della Sala Irti, con il focus sulla storia e le radici della città attraverso il volume “Avezzano. Historia & Monumenta” di Giuseppe Grossi. L’evento è stato mediato dalla giornalista Orietta Spera. Prima della conferenza, Terre Marsicane ha avuto modo di confrontarsi con i protagonisti dell’evento: il sindaco Gianni Di Pangrazio, il consigliere comunale Alfredo Chiantini, lo storico e autore Giuseppe Grossi e l’architetto Alfredo D’Ercole.
Radici, identità e memoria
Alfredo Chiantini, consigliere comunale e curatore della prima edizione del libro, ha sottolineato l’importanza di partire dalle radici:
“Proprio perché partire dalle radici, dai territori, da quello che è stato il mondo rurale di questa zona che oggi è una città, è importante agli occhi di chi è studioso, ma anche agli occhi delle nuove generazioni. Sapere dove si vive e che cosa è stato quel luogo è molto importante e aiuta a vivere meglio.”
Chiantini ha poi evidenziato il ruolo della bonifica del lago Fucino nella formazione dell’identità della comunità:
“Sono eventi importantissimi perché, da un lato, la bonifica del lago ha trasformato millenari pescatori in nuovi agricoltori.”
Sul valore della storia per il futuro della città:
“Soltanto sulla storia si progetta, sarebbe inimmaginabile mettere beni e immobili in un luogo diverso da quello che è la loro realtà storica. Come dire, se qui noi avessimo una struttura del Nord Italia, sarebbero delle strutture fuori luogo, perché soltanto l’armonizzazione dentro il territorio aiuta a crescere meglio.”
Come ha sottolineato Chiantini durante la conferenza, questo territorio non è mai stato isolato, ma un vero crocevia di popoli, culture e scambi:
“Questi popoli non vivevano separati come nei manuali, ma condividevano montagne, sentieri, pastori, conflitti e alleanze. Era una convivenza fatta di attriti e contaminazione, che ha reso la Marsica uno dei laboratori più affascinanti dell’Italia antica.”
Il concetto di crocevia si estende anche al presente e al futuro: la storia della regione dimostra come il territorio abbia da sempre svolto un ruolo di interconnessione e mediazione, e può continuare a esserlo.
Le origini di Avezzano secondo Giuseppe Grossi
Giuseppe Grossi, autore del volume, ha raccontato il lungo percorso di ricerca storica alla base del libro:
“Questo volume vuole tracciare le origini del paese prima che diventasse quello che è attualmente. Avezzano diventa un grosso centro intorno alla metà del 600, ma prima era una semplice villa posta nelle vicinanze del lago, già in età romana una villa di un proprietario terriero che si chiamava Avidio, da cui il termine Avezzano.”
Grossi ha ricostruito lo sviluppo della città:
“Ho analizzato dalla preistoria, dai primi insediamenti umani fino all’arrivo dei Colonna agli inizi del 500, tutte le maggiori testimonianze relative a questa villa che da semplice struttura all’aperto, già nella seconda metà del 300, si circonda e diventa un castrum, un abitato fortificato. Successivamente, acquisisce territori della Contea di Albe, come Pedraquaria e Cese, e comincia un’espansione verso Alba.”
Come ha ricordato Giuseppe Grossi, le origini di Avezzano la pongono in una posizione di confine e collegamento tra territori e comunità: “Avezzano, prima di diventare il centro che conosciamo oggi, acquisisce territori della Contè di Albe, come Pedracquaria e Cese, e comincia un’espansione verso Alba. Questa posizione ne fa un luogo di interazione e scambio, un vero crocevia per le comunità circostanti.”
L’autore ha ricordato come la città abbia attraversato varie fasi, consolidandosi come centro della Marsica, con accenni alla bonifica e ai passaggi storici che hanno modellato l’identità della comunità.
Memoria e progettazione del futuro
Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano, ha sottolineato il legame tra conoscenza storica e azione amministrativa:
“Conoscere la storia significa costruire il futuro, costruire un futuro per gli amministratori su basi solide, costruire il futuro con i giovani che devono conoscere bene la storia per non commettere gli errori del passato. Approfondire le nostre radici significa dotarci degli strumenti per interpretare il presente e costruire con responsabilità il futuro della città.”
Alfredo D’Ercole, architetto, ha ricordato l’importanza della memoria come strumento di sviluppo:
“Avezzano è un territorio particolarissimo perché ha una memoria importante, che parte dall’antichità, da quando erano Equi e Marsi. La memoria oggi è fondamentale perché con la memoria funziona anche l’intelligenza artificiale; se è importante per un telefonino, figuriamoci per lo sviluppo di un territorio.”
La storia romana e la convivenza dei popoli
Chiantini ha approfondito il passato antico di Avezzano:
“Questi popoli non vivevano separati come nei capitoli dei manuali storici, ma condividevano montagne, sentieri, pastori, conflitti e alleanze. Era una convivenza fatta di attriti e di contaminazione. Una compromissione territoriale e culturale che rende la Marsica uno dei laboratori più affascinanti dell’Italia antica.”
Ha spiegato la trasformazione romana:
“Il territorio entra nell’orbita dell’Arger Albensis, i campi vengono misurati, le strade organizzate, il paesaggio diventa amministrazione. Fra le varie cose ci sono le famiglie Albensis, c’è il Fundus Avidianus, da cui prende il nome la nostra città. Prima era un mosaico di tribù, poi diventa una mappa.”
Arte, Medioevo e radici della comunità
Il dibattito ha evidenziato anche le testimonianze artistiche, come il trittico proveniente dalla chiesa di San Vincenzo di Penna e opere del Medioevo, sottolineando il valore della memoria storica e culturale per comprendere l’identità di Avezzano.
Conclusioni
“Avezzano. Historia & Monumenta” non è solo un libro, ma un invito a riscoprire il passato per orientare il futuro, mostrando come la città sia cresciuta dalla sua origine romana, attraversando il Medioevo e consolidando la propria identità grazie alla memoria dei suoi abitanti, alla ricchezza di documenti e testimonianze storiche, e all’impegno di studiosi come Grossi e dei protagonisti locali. L’evento ha ribadito come conoscere e valorizzare la storia sia fondamentale per progettare con consapevolezza il futuro di Avezzano e dell’intera Marsica.


