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Avezzano porta San Francesco in strada: dalla Messa solenne alla processione, una città in cammino

Lorena Costantini

Il 4 ottobre, a 800 anni dalla morte, il santuario Madonna del Silenzio si è riempito per la Messa solenne di Fra Emiliano, alla presenza del sindaco Di Pangrazio. Poi la processione con la statua del Santo, accompagnata dalla banda

AVEZZANO– Domenica 4 ottobre Avezzano ha celebrato San Francesco, a ottocento anni dalla sua morte, nel Santuario Madonna del Silenzio. Alle 17:30 la Messa solenne di Fra Emiliano Antenucci, unico custode e rettore di questo bellissimo luogo di culto nel cuore della città, ha chiamato a raccolta i fedeli. Tra loro il sindaco Giovanni Di Pangrazio, a segno di una festa che appartiene a tutta la comunità.

Al centro dell’omelia, le parole del Crocifisso di San Damiano: “Va’ e ripara la mia casa”. Francesco all’inizio non capì e si mise a fare il muratore. Poi comprese: il Signore non voleva una Chiesa nuova, ma una Chiesa riparata.

Ed è qui che Fra Emiliano ha toccato il punto. Noi giudichiamo, critichiamo, vorremmo cambiare gli altri e mai noi stessi. Francesco no. Non criticò mai il Papa, i vescovi, i politici, i ricchi, perché “anche nel giudizio c’è una forma di potere“. Riparò con la propria vita, e il mondo cambiò.

Quell’invito, ha detto, vale per ciascuno di noi: riparare la casa del cuore, della famiglia, del quartiere, del lavoro, della città. Non scappare, ma riparare. Molte persone oggi si perdono perché non trovano felicità in ciò che fanno, nella famiglia, nel lavoro. La risposta di Francesco è la perfetta letizia, la gioia che resiste anche nella sofferenza.

Si  esce dalla chiesa “un po’ inquieti”, ha detto Fra Emiliano, con il desiderio di cambiare la propria vita. Dopo la messa si è svolta la processione con la statua del Santo, accompagnata dall’Associazione bandistica “Castelnuovo Città di Avezzano” per le vie del quartiere. L’invito di Fra Emiliano è quello di  avvicinarsi a Francesco e prendere, idealmente, un pezzo del  suo saio.

L’ultimo pensiero è per la città. Avezzano è francescana, e lo è il nostro Paese. Dal prossimo anno il 4 ottobre sarà festa nazionale, ma una festa non basta: facciamo vivere San Francesco nel nostro cuore.

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