Dopo la soppressione dell’asse ecclesiastico, in tutta la Marsica, conventi, chiese, monasteri e abbazie subirono ingenti danni al patrimonio accumulato nei secoli grazie ai loro benefattori, così come le congregazioni laicali, costrette a inviare a Napoli severi rendiconti di entrate e uscite mensili e annuali. Per ricostruire l’intera vicenda, ampie notizie sono presenti nei contenziosi amministrativi dell’Intendenza aquilana.
La documentazione prodotta dai comuni e inviata al capo della provincia, paese per paese, dimostra ancora una volta la presenza di usurpazioni in atto, promiscuità da sciogliere e l’arroganza dei benestanti della zona, intenzionati ad accaparrarsi la maggior parte delle risorse degli ex baroni e del vescovo dei Marsi (1).
Su questa linea di attenzione, luoghi, toponimi, fatti, rappresaglie tra comuni limitrofi, insieme ai nomi di persone e avvocati coinvolti nelle numerose diatribe, restituiscono un panorama estremamente significativo di quegli anni tumultuosi.
Nel frattempo, il capoluogo del distretto passò da Cittaducale ad Avezzano (1810), mentre in tutta la Marsica si scatenava una competizione senza esclusione di colpi tra Tagliacozzo, Celano, Pescina e Avezzano. Lo storico Bernardino Jatosti attribuisce i meriti della scelta al sindaco Don Serafino Mattei, il quale «profuse regali e compì numerosi viaggi a Napoli». Le funzioni di sottintendente furono infine affidate a Don Antonio Sardi di Sulmona (2).
NOTE
1) Intendenza di Abruzzo Ulteriore, Serie I, Affari Generali, 1806-1866 (Cat.I – XXVII), inv. 2.1; Ivi, Serie I, Affari Generali, cat.X, Culti, 1972-1811- inv.29. I risultati delle sentenze, si trovano rilegati in volumi per annate nei Giornali degli Atti dell’Intendenza della Provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore.
2) B.Jatosti, La storia di Avezzano, vol.Primo, Tip. Marsicana di V.Magagnini 1876, pp.86-92. Mi sembra doveroso precisare che, la seconda parte del libro, non fu mai pubblicata dagli eredi Mattei e, il prezioso manoscritto, giace tuttora nell’istituto del Risorgimento di Roma, in attesa che le istituzioni avezzanesi se possano occupare (Sic!).








