Ad image

Avezzano celebra San Francesco: 800 anni senza di lui, ma è ancora qui

Lorena Costantini

Da domani 1° fino al 4 ottobre Avezzano si stringe attorno al suo santuario francescano, la Madonna del Silenzio: preghiera, musica, la processione con la statua del Santo e i fuochi pirotecnici

AVEZZANO- Era la notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226. Alla Porziuncola, un uomo consumato dalla malattia e dalla vita si fece stendere sulla nuda terra e accolse la morte chiamandola “sorella”. Non aveva nulla. Aveva rinunciato a tutto. Eppure, ottocento anni dopo, siamo ancora qui a parlare di lui.

Com’è possibile? Forse perché Francesco non ha mai offerto una teoria, ma un modo di stare al mondo. E oggi, tra guerre che non finiscono, affitti che non si pagano e solitudini che non fanno rumore, quel modo ci manca da morire.

Ad Avezzano c’è un luogo che lo ricorda ogni giorno: il santuario dei cappuccini, dal nome controcorrente, Madonna del Silenzio, intitolazione voluta da Papa Francesco. In una città che corre, un luogo che sceglie il silenzio è quasi una provocazione.

E a custodirlo c’è un uomo solo. Fra Emiliano Antenucci è l’unico frate cappuccino del convento, il suo unico custode. Lo scorso anno, intervistato da noi di Terre Marsicane, ci ha accolti davanti all’icona che Papa Francesco gli ha donato, con Maria che fa il gesto del silenzio, e ci ha spiegato che il silenzio “è il ponte che ci permette di incontrare l’altro”.

Francesco non è solo roba da frati

Ed è qui il punto che più ci sta a cuore. Si pensa spesso che Francesco riguardi solo chi veste il saio. Ma già nel Duecento parlava a uomini e donne con una famiglia da mantenere e un mestiere da fare. La santità, diceva coi fatti, non sta altrove: sta nella cucina, nell’aula, nell’ufficio, persino nel dolore di un lutto.

La via che Francesco indica, per Fra Emiliano, ha un nome solo: la cura. “Solo chi ha cura sa amare: cura degli altri, del creato, delle relazioni, della propria anima”. Vale per un frate, per un insegnante, per un genitore, per chiunque. Questo principio va oltre la propria fede o confessione: è un valore laico, universale, come l’intero insegnamento di San Francesco, e oggi più che mai, in questi tempi difficili.

Come si vive la festa

Da domani, giovedì 1, fino a sabato 3 ottobre il santuario si prepara con il Santo Rosario alle 18.00 e la Santa Messa alle 18.30. Sabato sera, alle 21.00, il concerto dell’Orchestra da Camera Aquilana, diretta dal maestro Carmine Gaudieri.

Poi la domenica, il giorno della festa. Alle 8.00 i colpi scuri di mortaretto annunciano la giornata. Alle 10.00 la Santa Messa, alle 11.30 la visita alle tombe di Padre Anselmo e Fra Daniele nel cimitero di Avezzano, un gesto di memoria. Alle 16.00 la banda “Associazione bandistica Castelnuovo Città di Avezzano” fa il giro del quartiere. Alle 17.00 il Santo Rosario, alle 17.30 la Messa solenne officiata da Fra Emiliano.

Segue la processione con la statua del Santo per le vie del quartiere, e al termine i fuochi pirotecnici.

Dopo gli ottocento anni del Cantico delle Creature, celebrati nel 2025, il 2026 ricorda gli ottocento anni dalla morte del Santo. A Francesco non servono monumenti. Serve qualcuno che ogni tanto si fermi ad ascoltare, come un frate che, solo nel suo convento, lo fa ogni giorno. Il 4 ottobre, ad Avezzano, basta fermarsi un momento davanti al Santuario. Tutta la popolazione è invitata a partecipare.

Condividi questo articolo

Leggi anche

Necrologi Marsica

Mario Graziani

12/10/1944
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Nunziata Rossi

26/08/1924
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Necrologi Marsica

Mario Graziani

12/10/1944
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi

Nunziata Rossi

26/08/1924
10/10/2026

Casa Funeraria Rossi