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Atletico Civitella Roveto – L’Aquila. Parla il vice-presidente Andrea Giovarruscio: 15 giorni d’inferno

Civitella Roveto – Non si è giocata la quinta giornata del campionato di Prima Categoria che avrebbe visto contrapporsi Atletico Civitella Roveto e L’Aquila. Problemi con l’agibilità di una tribuna che avrebbe dovuto ospitare i quasi trecento tifosi in trasferta dal capoluogo abruzzese.

All’indomani della vicenda a parlare è Andrea Giovarruscio, vice-presidente della società di Civitella: “Per una società giovane come la nostra, queste situazioni sono difficili da affrontare e fanno perdere la voglia di andare avanti col progetto.
L’idea iniziale era di lasciare il campionato, ma non sarebbe giusto per i nostri giocatori. Giovedì ci sarà il verdetto del Giudice Sportivo, è prevista una multa e una penalizzazione di due punti. Speriamo nel buon senso della Federazione.”

Dunque, per i ragazzi del Civitella, un’occasione persa per giocare contro una squadra ben organizzata come L’Aquila, nella quale, secondo la società, non avrebbero sfigurato.

Alla domanda sui tanti no incassati dai vari comuni vicini per ospitare il match, Giovarruscio risponde così: ” Abbiamo chiesto a tantissimi paesi: lo stadio di Capistrello era occupato fino alle 18:30 e, a quell’ora, l’illuminazione era troppo bassa per la gara; a Canistro la tribuna non è agibile; Sora è uno stadio fuori regione. Ad Avezzano, al Dei Marsi, la paura era per problemi fra le tifoserie, idem a Celano.
A Magliano, dopo aver rivestito le torrette con la spugna, tutto sembrava ok, ma il sindaco, per l’ordine pubblico, ha detto di no. Quindici giorni prima avevamo richiesto di giocare a L’Aquila, a nostro discapitoo, fuori casa.
La federazione aveva dato l’ok, la società aquilana è stata super disponibile, il comune alla fine ha negato il permesso per problemi con la corrente nello stadio. Abbiamo, infine, richiesto di recuperare il match, magari a porte chiuse nel nostro stadio. Abbiamo passato due settimane d’inferno. In caso di decisione punitiva faremo sicuramente ricorso.
È impensabile che nella Marsica non ci sia un impianto a norma!”

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