Archippe: la città dimenticata



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C’era una volta , nel mezzo del lago del Fucino, una leggendaria città, la prima del popolo marso. La più maestosa e grande, che il famoso scrittore Alexandre Dumas definì l’ottava meraviglia del mondo antico: Archippe. Le sorti di questa città si legano indissolubilmente a quelle del lago scomparso, che per lunghi secoli ha celato ed alimentato il mistero che la riguardava. Ancora oggi che le acque non ci sono più, la leggenda avvolge Archippe, mantenendo vivo l’ignoto intorno a se. Che sia esistita non si hanno dubbi.

Ne citano la sua presenza Plinio, che la considera prima città dei Marsi, più antica di Marruvium e più ricca, maestosa, imponente. Un secolo prima Virgilio la lega al re marso Archippo, e al noto sacerdote Umbrone, citato nell’Eneide. Anche se la scomparsa di Archippe è precedente a Plinio e Virgilio, se ne considera la sparizione nel IX secolo a.C. a causa di uno stravolgimento climatico che fece crescere le acque del Fucino in maniera repentina, le leggende a lei legate sono giunte fino a noi.

Quando alla fine dell’ottocento il lago del Fucino venne prosciugato, alcuni resti affiorarono tra lo stupore di chi non aveva mai creduto all’esistenza della città.
Gli archeologi trovarono resti riconducibili al X-IX secolo a. C., nell’area adiacente il paese di Ortucchio, dove la credenza popolare aveva sempre collocato Archippe.
Considerando ciò che hanno raccontato gli scrittori dell’antichità, l’abitato fu luogo di scambio commerciale e vita sociale stabile, durante l’età del bronzo e forse fino alla prima età del Ferro, epoca in cui gli abitanti abbandonarono Archippe per zone più riparate dalle acque che continuavano a crescere.

L’inabissamento della mitica città di Archippe fu inevitabile e nulla poterono fare gli abitanti per impedire alle acque del lago di ricoprirla per sempre. Furono spettatori inermi della discesa inevitabile della prima e più splendida delle loro città negli abissi.
Solo ora, che il lago è scomparso in un lungo sonno la città si è svegliata dall’oblio del tempo, svelando in parte il mistero che l’avvolgeva.
Ed è certo che là, dove rilucevano le azzurre acque del Fucino, sorgeva davvero la maestosa Archippe, città straordinaria immaginata da Dumas come l’ottava meraviglia del mondo, rapita violentemente dal tumulto del lago.. . . .Ma sono davvero di Archippe i resti ritrovati? La certezza assoluta non c’è . Il mistero continua e, nel nostro piccolo, anche noi abbiamo la nostra personale Atlantide. Le leggende continueranno a prosperare fino a quando una nuova scoperta chiarirà ciò che il tempo ci ha celato inclemente.




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