Abruzzo – Non è solo una questione di tutela della fauna, ma un impegno quotidiano fatto di esperienza, pazienza e disponibilità.
È questa la filosofia con cui Rewilding Apennines sta costruendo un futuro in cui l’orso bruno marsicano e le attività umane possano convivere senza conflitti, trasformando le criticità in storie di successo tecnico.
L’ultimo esempio emblematico arriva da un video diffuso dall’associazione: un orso si aggira attorno a un apiario, lo scruta, ma alla fine desiste.
Il merito è di un intervento mirato: dopo che il plantigrado era riuscito a danneggiare alcune arnie nonostante una protezione preesistente, il team di esperti è intervenuto smontando e rimontando il recinto elettrico nel modo corretto.
Al suo ritorno, l’animale non ha trovato varchi, salvaguardando così sia la produzione di miele che la propria incolumità.
L’efficacia di un recinto elettrico non dipende solo dai materiali, ma dalla sua corretta installazione. Grazie al progetto LIFE Bear Smart Corridors, Rewilding Apennines agisce nelle “Comunità a Misura d’Orso” fornendo assistenza tecnica diretta.
Dietro il successo di un apiario protetto c’è una strategia su larga scala che ha già prodotto risultati impressionanti su tutto il territorio appenninico:
- 593 recinti elettrici installati per mettere in sicurezza apiari, orti e allevamenti;
- 110 cassonetti a prova di orso per minimizzare le occasioni di contatto nei centri abitati;
- 76 pollai blindati per proteggere le piccole produzioni domestiche.
“La coesistenza è un lavoro quotidiano fatto di cura, ascolto e soluzioni“, spiegano dall’associazione. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che, con la giusta manutenzione e la disponibilità al dialogo tra ambientalisti e produttori, l’orso può continuare a essere il simbolo delle nostre montagne senza rappresentare una minaccia per l’economia locale.
La sfida per il 2025 è continuare a tessere questa rete di protezione, affinché episodi come quello dell’apiario salvato diventino la normalità in tutto l’Appennino.


