Ad image

Alba Fucens, l’Archeoclub denuncia lo “scempio” presso la chiesa di San Pietro: “Un pezzo di storia perso per sempre”

Maria-Tortora

Alba Fucens – L’Archeoclub sezione della Marsica, attraverso una serie di segnalazioni, ha sollevato un grido d’allarme per i lavori di adeguamento e accessibilità in corso presso il piazzale antistante la chiesa di San Pietro ad Alba Fucens.

Il punto centrale della protesta riguarda l’assenza di indagini stratigrafiche preventive ed estensive.

Secondo la Presidente dell’Archeoclub sezione della Marsica, prof.ssa Laura Saladino, i lavori sono stati avviati senza il supporto di archeologi professionisti, portando alla sigillatura di strati antichi sotto una “colata di cemento“.

Secondo quanto denunciato dall’Archeoclub, la mancata verifica scientifica del sottosuolo avrebbe causato la perdita irrimediabile di materiali utili a ricostruire la storia del complesso dall’età romana al Medioevo.

L’inserimento di una passerella inclinata nel portico del XII secolo e di una scala antincendio metallica, definita “residuo di un conflitto atomico”, avrebbe snaturato l’atmosfera rurale e romantica del luogo.

Tra i materiali di scarto accumulati dalle ruspe sono stati avvistati blocchi squadrati e modanati, testimonianza di strutture storiche ormai distrutte nell’indifferenza delle istituzioni.

A dare manforte alla protesta è intervenuto il prof. Cesare Letta, docente dell’Università di Pisa, che si è dichiarato senza parole di fronte a un intervento concepito per essere il più invasivo possibile.

Le foto del piazzale antistante alla chiesa di San Pietro ad Alba Fucens sono purtroppo eloquenti” spiega il prof. Letta.

Da esse s’intuisce con implacabile chiarezza che gli strati archeologici ancora intatti di uno dei punti più significativi (e più antichi) della colonia latina di Alba Fucens sono stati sigillati e resi inaccessibili da una colata di cemento, a quanto sembra senza che preventivamente fossero state effettuate e documentate indagini stratigrafiche adeguate.

Anche dal punto di vista paesaggistico, questo intervento ha snaturato l’insieme, togliendo al luogo una parte non piccola del suo fascino. Soprattutto sorprende che questa operazione sia stata progettata ed attuata da un ente pubblico da cui ci si aspetterebbe ben altra attenzione.

L’associazione accusa la Direzione Regionale Musei Abruzzo di aver autorizzato un intervento che sta compromettendo l’integrità archeologica e paesaggistica di uno dei siti più significativi della colonia latina.

L’Archeoclub ricorda con fermezza il precedente di Rosciolo del 1997, dove un’azione legale portò al sequestro e alla successiva demolizione di manufatti che deturpavano Santa Maria in Valle Porclaneta, sottolineando come l’attuale “scempio” rappresenti un danno grave per l’intera collettività e per la memoria storica marsicana.

Condividi questo articolo

Leggi anche

Necrologi Marsica

Maria Pia Salamone

Casa Funeraria Rossi

Giuseppe Mancini

Casa Funeraria Rossi

Necrologi Marsica

Maria Pia Salamone

Casa Funeraria Rossi

Giuseppe Mancini

Casa Funeraria Rossi

Maria Salvatori

Casa Funeraria Rossi

Mafalda Raschiatore

Casa Funeraria Rossi