Si è spenta nella mattinata di oggi, 11 Settembre 2026, all’età di 78 anni, Emma Bonino, una delle figure più rilevanti e incisive della storia politica italiana ed europea contemporanea.
La notizia del decesso è giunta a seguito di complicazioni respiratorie sopraggiunte negli ultimi giorni, per le quali era stata ricoverata presso l‘ospedale Santo Spirito di Roma e successivamente trasferita in una struttura clinica.
Nata a Bra nel 1948, la storia personale e politica di Emma Bonino si è mossa da sempre lungo l’asse della tutela dei diritti individuali.
Fin dagli anni Settanta è stata protagonista in prima persona delle storiche conquiste sociali del Paese, guidando le campagne referendarie sul divorzio, sulla depenalizzazione e legalizzazione dell’aborto, e sulla parità di genere.
Un impegno concreto che l’ha vista battersi sul campo, arrivando al gesto di autodenuncia per la violazione delle leggi sull’interruzione volontaria di gravidanza, atto che contribuì in maniera determinante all’approvazione della legge 194.
Il suo percorso politico è rimasto indissolubilmente legato alla figura di Marco Pannella e alla storia del Partito Radicale.
Al fianco di Pannella, con cui ha condiviso decenni di iniziative, scioperi della fame, disobbedienze civili e battaglie libertarie, ha rappresentato il volto istituzionale e internazionale del radicalismo italiano.
Nel corso della sua carriera istituzionale ha ricoperto incarichi di massimo livello: è stata Commissaria Europea per la tutela dei consumatori e gli aiuti umanitari negli anni Novanta, Ministra del Commercio Internazionale e successivamente Ministra degli Affari Esteri nel governo Letta, oltre ad aver servito la Repubblica come parlamentare nazionale ed eurodeputata per numerose legislature.
Negli anni più recenti aveva promosso la nascita e la crescita del movimento +Europa.
Dal 2015 la sua vita è stata segnata dalla convivenza con la malattia, un tumore al polmone che la stessa Bonino aveva annunciato pubblicamente ai propri elettori.
Con la determinazione che l’aveva contraddistinta in ogni sfida politica, ha affrontato il lungo percorso di cure senza mai ritirarsi completamente dalla scena pubblica, continuando a far sentire la propria voce sul tema del fine vita, sui diritti delle donne nell’area mediorientale e sulle riforme delle istituzioni europee.
Con la scomparsa di Emma Bonino la politica italiana perde una delle sue interpreti più libere e coerenti, la cui eredità resta segnata dall’ampliamento delle libertà civili nel Paese.





